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Teresa Cirillo » 11.Infestazione


Infestazione

Ogni condizione nella quale si realizza una situazione di parassitismo da parte di una specie animale a carico di un substrato animato o inanimato.

Si distingue dall’infezione per la complessità biologica dei parassiti coinvolti che, per definizione, nel caso dell’infezione sono organismi unicellulari.

Quindi, si parla:

  • di infezione quando le specie parassite sono batteri, virus, miceti, rickettsie, protozoi
  • di infestazione quando le specie parassite sono organismi appartenenti a classi superiori

Gli agenti infestanti

Gli agenti infestanti sono animali che possono trovarsi in prossimità, sulla superficie o all’interno degli alimenti e costituiscono una fonte di microrganismi in grado di diffondere tossinfezioni o intossicazioni alimentari; per tale ragione è previsto dalla normativa vigente che questi siano tenuti lontani, mediante adeguati piani di lotta e controllo, da tutti locali destinati alla produzione, confezionamento, distribuzione e deposito di alimenti.

Gli agenti infestanti più comuni sono:

  1. roditori: ratti e topi
  2. insetti: mosche, vespe, scarafaggi, pidocchi, formiche
  3. uccelli: soprattutto piccioni e passeri

Modalità di azione degli infestanti

A) I parassiti si insediano nei substrati alimentari e/o non (legno, carta, gomma, etc.) Che divengono loro pabulum, ovvero sede permanente di stazionamento, consumandoli, danneggiandoli, imbrattandoli con escrementi o materiali di sfaldamento corporeo, disseminando microrganismi patogeni, e divenendo, talvolta, a loro volta preda di altri parassiti.

B) Gli infestanti invadono gli ambienti raggiungendo gli alimenti saltuariamente come predatori o visitatori.

Artropodi

Infestazioni da artropodi sono particolarmente diffuse in materie prime in stoccaggio e prodotti alimentari di prima trasformazione.

Interessano:

  • granaglie secche
  • vegetali essiccati
  • farine
  • crusche
  • paste

ma anche;

  • legno
  • plastica
  • contenitori tessuto (sacchi)
  • imballaggi (carta, cellulosa)

Principali artropodi frequentanti alimenti

A) Infestanti relegati al pabulum di sviluppo per i quali l’alimento e’ sede di stazionamento:

  • pappataci
  • mosche
  • tignole
  • tarli
  • acari

b) Insetti predatori o visitatori saltuari:

  • blatte
  • vespe
  • formiche
  • millepiedi
  • crostacei isopodi (porcellino di s.antonio)

Patogeni coinvolti nelle infestazioni degli alimenti da artropodi

Intensi e continui scambi commerciali facilitano circolazione infestanti e specie patogene da essi veicolate, responsabili di malattie infettive ed infestazioni endemiche nelle varie parti del mondo.

Documentato il coinvolgimento di:

  • bacilli della dissenteria
  • bacillus anthracis
  • vibrioni
  • salmonelle
  • listeria
  • virus enterici
  • spore di clostridium botulinum
  • protozoi
  • uova di ascaridi, cestodi, nematodi, etc.

Le mosche

Classe: Insetti

Phylum: Artropodi

Sono comprese mosche, zanzare, moscerini, ecc..

120.000 specie conosciute su 1.000.000 stimate.

Raggruppate in circa 10.000 generi a loro volta raggruppati in circa 188 famiglie.

Uno dei quattro gruppi più numerosi di organismi viventi.

Componente maggiore di tutti gli ecosistemi non marini. Solo in Artide e Antartide non ci sono mosche.

Alcuni sono importanti animali da esperimento (Drosophila) e agenti di controllo biologico per erbe infestanti e altri insetti.

Notevole impatto economico legato alla loro contaminazione dei cibi e alla diffusione di malattie.

Le mosche come vettori meccanici

Vettore meccanico: trasmette un patogeno (organismo che causa una malattia) che non dipende dal vettore per la riproduzione o lo sviluppo.

Le mosche si sviluppano e si nutrono su materiali ricchi di patogeni virali, batterici e parassitari.

Diversi esperimenti dimostrano che più di 100 differenti specie di patogeni possono sopravvivere sulla superficie esterna delle mosche, nel loro apparato digerente e nell’emolinfa.

Le mosche producono enzimi per sciogliere il loro alimento e defecano spesso mentre si nutrono, depositando patogeni attraverso le loro ghiandole salivari e il loro apparato gastro-intestinale, oltre a quelli lasciati per contatto.

Le mosche come vettori meccanici

Le mosche sono implicate nella trasmissione di almeno 65 malattie umane e animali.

Dodici specie di mosche sono documentate in letteratura scientifica come ripetutamente associate a patogeni responsabili di tossinfezione alimentare come E.Coli, Salmonella e Shigella.

La “sporca dozzina” di specie proviene da tre famiglie: mosche della frutta, mosche domestiche e mosche della carne.

Specie comunemente incontrate

Identificazione

L’identificazione delle varie specie di mosche permette di conoscere:

  • la localizzazione delle zone di deposizione e procreazione e di conseguenza il dispiegamento di trappole o agenti chimici.
  • tipi di trappole, esche, feromoni, o agenti chimici da impiegare.

Mosca domestica (musca domestica)

Specie più comune ed abbondante.

In grado di volare per un paio di km o più.

Rappresenta uno dei principali problemi economici per i prodotti lattiero-caseari come vettore di mastite.

Prolifica soprattutto all’esterno su feci animali, immondizia, materiale organico in putrefazione

Mosca della carne  (Sarcophaga spp.)

Simile alla mosca domestica ma più grande.

Prolifica soprattutto all’esterno su carni e carcasse animali.

Quando prolifica all’interno predilige carcasse di roditori o uccelli morti.

Famiglia Calliphoridae (Pollenia rudis)

Più grande della mosca domestica.

Parassita dei vermi di terra.

Prolifica all’esterno in prati e campi.

Si introduce negli edifici in autunno per ibernare.

Moscone delle carni (Calliphora vomitoria)

Colore blu/verde metallico.

Fra le prime a posarsi sulle carcasse in decomposizione.

Prolifica più spesso all’esterno in contenitori dell’immondizia (il luogo più frequente in cui si possono
trovare le larve) oppure all’interno su roditori o uccelli morti, su vegetali marci in dispensa o immondizia
trascurata.

Famiglia Phoridae (Megaselia spp.)

Specie più frequente nelle cucine dei ristoranti.

Ampia varietà di siti riproduttivi: fogne, canali di scarico rotti, contenitori dell’immondizia, carne e vegetali in
decomposizione, terreni di piante in vaso eccessivamente irrigati, fiori freschi in vaso, scope sporche, feci animali.

Le azioni di controllo prevedono l’uso di protezioni per fognature, aperture del pavimento e aperture per il ricircolo dell’aria.

Famiglia Drosophilidae (Drosophila Spp.)

Gli adulti sono delle minuscole mosche di circa 3 mm, con grandi occhi rossi; sono attratti dalla luce.

Le larve di forma conica si sviluppano sulla superficie deimateriali in fermentazione.

Il ciclo dura 15 giorni in condizioni ottimali e si possono avere fino a 20 generazioni in un anno.

Possono chiamarsi in diversi modi a seconda delle sostanze attaccate: moscerini della frutta, dell’aceto, del vino, del mosto, ecc..

Flebotomi o Pappataci

Piccoli ditteri dal corpo ricurvo lunghi 1,5-4 mm, provvisti di ali lunghe e strette che si distaccano a V quando il flebotomo è a riposo.

Depongono uova in luoghi protetti ad alta umidità ed elevato contenuto di materiale organico.

Hanno scarsa capacità di volo.

Trasmettono la Leishmaniosi, la Febbre da flebotomi e la Bartonellosi.

Acari

Gli acari sono tra gli esseri viventi più antichi della terra, questo grazie anche alla loro adattabilità ai vari habitat: dalle piante al terreno, dagli esseri viventi alle derrate immagazzinate senza dimenticare gli ambienti domestici.

Abitudini degli acari

Gli acari che vivono, come parassiti o come saprofiti, su altri esseri viventi sono numerosi: gli ospiti possono essere insetti, come api, formiche, mosche, ai mammiferi, ma non possiamo dimenticare l’uomo. Gli acari fanno parte della famiglia degli artropodi e l’insetto che più colpisce l’uomo è l’acaro della polvere che trova il suo habitat preferito tra le nostra mura domestiche.

Acari

Questi piccoli animaletti, che si annidano tra materassi, cuscini, moquette e tappeti, si nutrono di scaglie di cute, polline, muffe, e residui di cibo, e causano allergie respiratorie e dermatiti di varia entità (rinite, asma, dermatiti).

Spesso ci si accorge dell’insorgere di forti infestazioni all’aggravarsi di tali reazioni allergiche. Ciò di solito coincide con la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno; si creano infatti le condizioni ottimali per lo sviluppo degli acari della polvere, cioè un’elevata umidità ambientale.L’eliminazione completa degli acari è quasi impossibile, ma si può cercare di ridurre la sua presenza nel nostro ambiente eliminando tutto ciò che può essere ricettacolo di polvere.

Acari

Colonizzazione fortemente favorita da piccole dimensioni (60-120 m), assenza di luce, temperature superiori ai 20°C, umidità relativa superiore all’85%.

Responsabili di

  • dermatiti
  • allergie
  • crisi asmatiche
  • disturbi intestinali

Settori alimentari maggiormente coinvolti:

  • di prima trasformazione di prodotti cerealicoli
  • dei formaggi
  • dei salumi

Acari

Effetti degradanti sugli alimenti:

  • diffusione muffe
  • alterazioni fisico-chimiche nutrienti
  • aumento umidità substrato
  • crescita secondaria di batteri
  • abbandono di escrementi ed esuvie

Le Blatte (Ordine: Blattoidei)

Sono insetti diffusi in tutto il mondo, alcune specie possono risultare nocive in quanto vettori di microrganismi patogeni (batteri, virus e parassiti intestinali), a causa della frequentazione di fognature e servizi igienici (contaminazione oro-fecale). La caratteristica potenzialmente più pericolosa delle blatte è quella di rigurgitare una parte del cibo assunto e di defecare durante il pasto contaminando così gli alimenti.

Le Blatte

Comunemente detti scarafaggi o blatte, hanno corpo molto appiattito con il capo ricoperto da un disco dorsale (pronoto). Le dimensioni sono molto varie, le specie presenti in Italia oscillano da pochi mm fino a oltre i 35 mm. La colorazione è di solito uniforme, variabili dall’ocra al bruno, al nero.

Le Blatte

Le femmine depongono le uova in una ooteca (capsula di rivestimento) che viene abbandonata nei luoghi di rifugio abituali.

Le ooteche possono essere introdotte accidentalmente all’interno degli edifici con gli scatoloni di cartone ondulato (deposte tra le pieghe delle due pagine). Le ooteche proteggono le uova dai trattamenti insetticidi, per cui possono essere fonte di reinfestazione.

Le blatte hanno abitudini notturne, prediligono ambienti caldi e umidi (servizi igienici, tombini,…).

Grazie al loro corpo appiattito riescono a rifugiarsi in anfratti di pochi millimetri, nelle fessure di pareti e pavimenti, tra i battiscopa scollati, nelle tubature, all’interno di rivestimenti e isolanti.

Le Blatte

I fattori che possono favorire l’insediamento delle blatte in ambienti domestici e di lavoro sono da attribuirsi principalmente alle stesse attività umane: trasporto di materiali infestati (derrate alimentari, imballaggi, effetti personali, ecc.).

Spesso anche il servizio lavanderia esterno (tovaglie, lenzuola, asciugamani) può contribuire al trasporto passivo.

La presenza di crepe nei muri, le finestre aperte, i forti vapori presenti nelle cucine favoriscono l’insediamento delle blatte.

Va ricordato che le canalette elettriche, le condutture idriche come pure gli impianti di condizionamento e di riscaldamento offrono vie preferenziali per il loro spostamento all’interno degli edifici.

Le Tignole (Ordine: Lepidotteri)

Con questo termine che non è il più appropriato anche se il più utilizzato, si fa riferimento a piccole farfalle infestanti di molte tipologie di derrate. I nomi scientifici delle più comuni “farfalline” sono Ephestia kuehniella Zell., Plodia interpunctella Hb.

Per questo tipo di insetto non si parla di rischio sanitario in senso stretto, ma è più corretto parlare di danni indiretti sugli alimenti che possono provocare le larve attraverso la produzione di escrementi, tele sericee (seta) e di danni diretti in seguito alla loro attività alimentare.

Tignola fasciata del grano (plodia interpunctella)

La parte esterna delle ali anteriori è di colore bronzeo, mentre la parte interna varia dal giallo ocra al grigio.

Le larve di colore giallastro, tendenti al rossiccio, sono molto attive e per impuparsi in bozzoli segosi migrano
verso crepe e fessure.

Vive nei magazzini, nei silos, nei mulini, nelle industrie di trasformazione alimentare ed anche nelle case.

Attacca vegetali secchi, erbe, frutta secca, noci, cacao in grani, semi e grano.

Tignola grigia (ephestia kuehniella)

Le ali anteriori grigio-brune sono striate orizzontalmente in modo ondulato.

Il ciclo si svolge in 2-3 mesi in condizioni ottimali con 1-5 generazioni annuali.

Predilige farina e semola di cereali, ma può infestare anche semi, legumi, frutta secca, spezie, cioccolata, pasta, dolci, funghi secchi, latte in polvere, ecc..

Tignola vera del grano (sitotroga cerealella)

Il colore base delle ali anteriori è grigio-giallognolo, con lieve punteggiatura nera; le ali posteriori sono grigie.

Tutte le ali sono dotate di frangiatura.

La femmina depone le uova sulla pula, le larve forano la cariosside fino a svuotarla completamente nel corso dello sviluppo.

Le condizioni ottimali di sviluppo sono tra i 21°C e i 26°C.

L’adulto infesta il grano nei campi e, in climi più rigidi, all’interno dei magazzini. La larva infesta ogni tipo di granella ed anche i legumi.

Tignola del riso (corcyra cephalonica)

Le ali anteriori appaiono di colore bruno-giallastro, con leggere striature.

La durata del ciclo varia, in funzione delle condizioni ambientali, da un mese e mezzo a 6 mesi con 3-4 generazioni annuali.

Oltre al riso attacca spesso numerose altre derrate quali cacao, cioccolato, biscotti, frutta secca, farina, semi di sesamo, ecc..

Tignola della farina (pyralis farinalis)

Più grande delle altre, con caratteristiche macchie sulle ali di colore bruno.

Il ciclo dura un mese e mezzo o due, in condizioni ottimali, ma in genere si rileva una generazione annuale.

Attacca farine, cereali, fieno, frutta e funghi secchi, soprattutto se umidi ed ammuffiti.

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