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Antonella di Luggo » 13.La scala nell'edilizia residenziale napoletana: analisi conoscitiva e procedure di rilievo


Elementi costitutivi

La scala è un elemento costituito da una successione di gradini che consentono il superamento del dislivello, ciascuno composto da alzata e pedata e tale che: 2a+p=63 cm.

L’insieme dei gradini costituisce una rampa. Se il percorso della rampa cambia direzione o la rampa stessa risulta troppo lunga, si interpone una struttura orizzontale per la sosta o il riposo, pianerottolo. Se rampa e pianerottolo prospettano su uno spazio vuoto, sono protetti da una struttura di delimitazione (ringhiera o corrimano).

Fonte: Galiani V. (a cura di), Dizionario degli elementi costruttivi, UTET, 2001

Fonte: Galiani V. (a cura di), Dizionario degli elementi costruttivi, UTET, 2001


Tipologie

La scala può assumere innumerevoli forme che possono distinguersi in base:

  1. all’andamento planimetrico;
  2. alla struttura portante;
  3. alla forma dei diversi componenti.

In particolare, in relazione al punto 1) possiamo distinguere: scale a una o più rampe in linea, a due rampe, a tre o quattro rampe, a pozzo centrale, a tenaglia.

Fonte: Galiani V. (a cura di), Dizionario degli elementi costruttivi, UTET, 2001

Fonte: Galiani V. (a cura di), Dizionario degli elementi costruttivi, UTET, 2001


Nomenclatura

L’insieme di tutte le strutture portanti che individuano lo spazio della scala si chiama gabbia. L’insieme delle strutture portanti eventualmente presenti al centro della scala si chiama anima. Il vuoto individuato dalla parte interna di sviluppo delle rampe, nel caso in cui non sia presente la struttura d’anima, si chiama pozzo o tromba. L’ambiente in cui è racchiusa la scala si definisce vano scala.

Il senso di percorrenza di una scala viene convenzionalmente rappresentato in pianta con una linea continua che indica il percorso al centro della rampa e con una freccia posta all’estremo superiore della linea. Tale linea indica sempre il senso di salita. Una scala si definisce destrorsa se la linea di percorrenza si svolge in senso orario nei punti di cambiamento di direzione e sinistrorsa nel caso contrario (senso antiorario).

Fonte: Galiani V. (a cura di), Dizionario degli elementi costruttivi, UTET, 2001

Fonte: Galiani V. (a cura di), Dizionario degli elementi costruttivi, UTET, 2001


Nomenclatura (segue)

La zoccolatura è il rivestimento di protezione sviluppato per tutta la lunghezza della scala che ricopre, ad altezza variabile, le pareti della gabbia e dell’anima. I gradini di inizio di una scala possono essere più larghi e di forma curvilinea, anche per permettere un facile accesso a persone che provengono da più direzioni; tali gradini si definiscono di invito. Caposcala è l’ultimo elemento della rampa a livello del pianerottolo. Se i gradini sono sostenuti da una o due travi inclinate, queste si definiscono i fianchi. Altezza di piano o interpiano è la distanza misurata verticalmente tra gli estradossi di due piani immediatamente sovrapposti. Altezza libera di piano è la distanza misurata verticalmente tra l’estradosso di un piano e l’intradosso di quello immediatamente soprastante.

Fonte: Galiani V. (a cura di), Dizionario degli elementi costruttivi, UTET, 2001

Fonte: Galiani V. (a cura di), Dizionario degli elementi costruttivi, UTET, 2001


Rappresentazione di una scala in pianta

In accordo con la convenzione che la pianta è intesa essere una sezione orizzontale a 1,20 m da terra, nella pianta del pianterreno devono essere indicati i gradini fino a tale quota. Una linea inclinata che ne interrompe la rappresentazione indica che la scala continua al piano superiore. Oltre la linea inclinata i gradini possono essere omessi o anche rappresentati a tratteggio. Una freccia indica il senso di salita della scala.

Nella pianta dei piani succcessivi bisogna rappresentare la rampa che dal primo livello congiunge  il secondo tagliata a 1,20 m da terra. Questa volta verrà riportata una doppia linea inclinata oltre la quale si riportano i gradini della rampa sottostante, cioè quella che dal piano terra arriva al primo piano, in particolare quella omessa nella rappresentazione del piano terra. Due frecce – una per ogni rampa- indicano il senso di salita delle rampe.

Analoga rappresentazione per i piani successivi.

Nella pianta dell’ultimo livello la scala verrà rappresentata per intero, in quanto tutta al di sotto della quota 1,20 del piano di sezione. Una sola freccia indica il senso di salita della rampa.

Nel rilievo, invece, per riportare con precisione la quota del rilievo si seziona il singolo gradino su cui passa il piano di sezione.


Scala: rilievo planimetrico

Attraverso il rilievo delle scale è possibile collegare un piano a quello successivo, ricavare l’altezza dei vari piani e lo spessore del solaio. Il rilievo planimetrico di una scala, non comporta particolari problemi: prese le misure interne del vano, si prelevano quelle dei pianerottoli di arrivo e di partenza, la lunghezza delle rampe, la larghezza delle pedate, il numero delle alzate e delle pedate; inoltre, sullo schizzo, vanno riportati il punto di partenza e di arrivo di ogni rampa e il piano di sezione su cui va costruita la successiva sezione verticale. Il problema è più complesso per le scale elicoidali: in tal caso, i gradini non hanno la pedata costante e, pertanto, è necessario rilevare, per ciascuno di essi, le due larghezze della pedata. In linea generale, nel rilievo della pedata bisogna rilevarne sia l’intero sviluppo (leggibile in sezione), sia la sola parte visibile in pianta, considerando dunque la proiezione di ciascun gradino su quello successivo.


Scala: rilievo altimetrico

Per quanto riguarda il rilievo altimetrico di una scala, è bene rilevare l’altezza intercorrente fra i vari pianerottoli. A tal fine si utilizza un filo a piombo, calato all’interno del vano scala, sul quale, a mezzo di regoli muniti di livella, si riportano i punti che delimitano le quote dei vari pianerottoli. È opportuno rilevare, sullo stesso filo a piombo, l’altezza globale della scala. Per quanto riguarda l’altezza dei gradini, questa deve essere rilevata singolarmente, verificandone il dato nel dividere la misura della distanza fra i due pianerottoli per il numero delle alzate. Sulla sezione si deve riportare, inoltre, con chiarezza, il numero delle alzate di ciascuna rampa.

Attraverso il rilievo della scala è possibile determinare la quota dei pianerottoli caposcala, rispetto al caposaldo di partenza. Le misure in larghezza sono tratte direttamente dalla pianta della scala. E buona norma, tuttavia, nella scelta del piano di sezione, accertarsi che la sua posizione sia tale da tagliare la scala sulle rampe e restituire così una visione completa. Se nel vano scala si aprono finestre o porte, occorre rilevarne le relative misure.

Rilievo altimetrico di una scala

Rilievo altimetrico di una scala

Strumenti per il rilievo della scala

Strumenti per il rilievo della scala


Scale in muratura su sistemi voltati


Scale voltate: tipologia dell’impianto

Un’ulteriore classificazione distingue le scale in muratura in relazione:

  1. alla tipologia dell’impianto:
    • scala a spina;
    • scala a doppia spina;
    • scala a pozzo;
    • scala a doppio pozzo.
  2. alla geometria;
  3. alla disposizione delle parti costitutive;
  4. al senso di percorrenza.

Scale voltate: struttura

Per quanto riguarda la struttura in relazione alla tipologia dell’impianto: a spina, a doppia spina, a pozzo, a doppio pozzo.

È possibile distinguere, un diverso sistema costruttivo ed in particolare: appoggio continuo, appoggio puntuale, appoggio “libero”.


Scale voltate: classificazione

In relazione a quanto detto, il sistema voltato si differenzia:

  1. nelle scale con appoggio continuo, volte a botte rampanti e sui pianerottoli volte a vela o a crociera;
  2. nella scale con appoggio puntuale con volta a vela rampanti o volte a crociera rampanti e sui pianerottoli  volte a vela e volte a crociera;
  3. nelle scale con appoggio libero, mezze botti rampanti e nei pianerottoli fusi di padiglioni.

Arco paramentale delle scale aperte

Nell’architettura napoletana, si riscontra con frequenza la tipologia di “scala aperta”, ove la scala prospetta sul cortile disegnando una facciata scenografica che caratterizza in modo evidente lo spazio interno dell’edificio. Il prospetto della scala è diversamente connotato in base al disegno dell’arco paramentale la cui configurazione è a sua volta in funzione della tipologia di scala cui si riferisce.

La facciata può essere caratterizzata:

  1. nel caso di tipologia a spina, a doppia spina e a pozzo centrale da un solo arco (ribassato o policentrico) o da due archi;
  2. nel caso di scala a pozzo centrale e a doppio pozzo, da un numero maggiore di archi il cui profilo varia in funzione delle dimensioni dell’impianto.

Volte e archi rampanti


Volta a botte zoppa

Tra le volte rampanti semplici (volte di traslazione) è possibile distinguere la volta a botte zoppa e la volta a botte rampante.

La volta a botte zoppa presenta un piano di imposta obliquo ed è generata dalla traslazione su piani paralleli di un arco zoppo, le cui generatrici di imposta orizzontali sono poste a livelli differenti.

La volta a botte zoppa può essere simmetrica o asimmetrica (a collo d’oca).


Volta a botte rampante

La volta a botte rampante si imposta su spina muraria continua o pozzo chiuso ed è generata dalla traslazione di un arco secondo un asse

La volta a botte rampante si imposta su spina muraria continua o pozzo chiuso ed è generata dalla traslazione di un arco secondo un asse


Volta a vela rampante

La volta a vela rampante è presente sulle rampe delle scale che presentano un appoggio puntuale nelle tipologie a spina, a doppia spina, a pozzo e a doppio pozzo. La volta a vela è connotata da una curvatura bidirezionale e si riscontra nei pianerottoli di riposo di diverse tipologie di scale di forma prevalentemente quadrata.

Fonte: Abbate F., Sollecitazione e forma. La forma delle strutture, Gallina, 2005

Fonte: Abbate F., Sollecitazione e forma. La forma delle strutture, Gallina, 2005


Volta a crociera rampante

Fonte: Abbate F., Sollecitazione e forma. La forma delle strutture, Gallina, 2005

Fonte: Abbate F., Sollecitazione e forma. La forma delle strutture, Gallina, 2005


Classificazione delle scale voltate


Classificazione delle scale voltate (segue)


Esempi di scale aperte


Rilievo della scala: gli appunti di rilievo


Rilievo della scala: gli appunti di rilievo (segue)

Fonte: elaborati grafici arch. A. Caliendo

Fonte: elaborati grafici arch. A. Caliendo


Esempi


Esempi (segue)

Fonte: Tesi di Laurea, allieva C. Sottile, relatore Prof. A. Baculo, correlatore Prof. A. di Luggo

Fonte: Tesi di Laurea, allieva C. Sottile, relatore Prof. A. Baculo, correlatore Prof. A. di Luggo


Esempi (segue)

Fonte: Tesi di Laurea, allieva C. Sottile, relatore Prof. A. Baculo, correlatore Prof. A. di Luggo

Fonte: Tesi di Laurea, allieva C. Sottile, relatore Prof. A. Baculo, correlatore Prof. A. di Luggo


Esempi (segue)

Fonte: elaborati grafici del corso di Rilievo dell’Architettura, Prof. A. di Luggo

Fonte: elaborati grafici del corso di Rilievo dell'Architettura, Prof. A. di Luggo


Le lezioni del Corso

I materiali di supporto della lezione

Abbate F., Sollecitazione e forma. La forma delle strutture, Gallina, 2005

AA.VV., Enciclopedia dell'Architettura, Garzanti, 1996

AA.VV., Dizionario di Ingegneria, Utet, Torino 1970, 11 voll.

AA.VV., Dizionario universale dell'arte e degli artisti, Il Saggiatore, Milano 1970, 4 voll.

Bini M., Tecniche grafiche di rappresentazione, Alinea, Firenze 1986

Breymann Gustav A., Archi, volte, cupole, Dedalo Librerie, 2003

Capomolla R., Mornati S., Vittori C., Volte, solai e coperture, Roma 1995

Chiaromonte F., Elementi di costruzione edilizia, Napoli 1942

Docci M., Maestri D., Manuale di rilevamento architettonico, Laterza , Roma , 1998

Donghi D., Manuale dell'architetto, Utet Torino 1923

Galliani G.V. (a cura di), Dizionario degli Elementi costruttivi, Utet, Firenze 2001

Gesuele A. , Pagliano A., Verza V., La Geometria animata, Cafoscarina, Venezia 2007

Macrì V. (a cura di ), Le strutture voltate. Storia, architettura, rappresentazione, Palermo, 2000

Portoghesi P. (a cura di), Dizionario Enciclopedico di Architettura e Urbanistica, Gangemi Editore 2007

Sgrosso A. , La rappresentazione geometrica dell'architettura. Applicazioni di geometria descrittiva, UTET 1996

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