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Antonella di Luggo » 7.Schizzi e appunti di rilievo


Il disegno a mano libera

Il primo strumento di decodificazione della forma è lo schizzo che costituisce l’approccio iniziale nell’ambito di ogni processo conoscitivo della realtà.

Lo schizzo è un primo segno rapido, tracciato a mano libera per fissare sul foglio di carta un’immagine della realtà percepita attraverso il semplice sguardo.

Nel campo del rilievo architettonico, il disegno a schizzo ha la finalità di indagare l’esistente in modo critico, rappresentando l’oggetto di analisi attraverso linee significative derivate da un processo di sintesi e di lettura tematica. Esso mette infatti in relazione l’intuizione e la percezione della realtà: mediante l’occhio, l’osservatore legge l’oggetto, interpretandone le caratteristiche e restituendone attraverso il disegno una visione soggettiva.

Ha collaborato alla redazione di questa lezione l’arch. A. Paolillo.

Elaborati del corso di Rilievo dell’Architettura, prof. A. di Luggo. Allievo A. Salvati.

Schizzi di studio

Schizzi di studio


Il disegno a mano libera

Lo schizzo – sia nell’ambito di un processo inventivo sia in relazione al processo conoscitivo della realtà – è caratterizzato da un numero limitato di segni il cui significato è di volta in volta legato alla chiave di lettura e di interpretazione della realtà. Tali segni non devono compiacere la mano felice di chi li traccia ma devono esprimere con chiarezza e correttezza le peculiarità del manufatto architettonico, rispettandone le proporzioni e gli aspetti linguistici e formali.

L’economicità di segni ed il non finito nello schizzo non devono rappresentare un ostacolo alla riconoscibilità del reale, in quanto lo sforzo deve essere quello di far corrispondere ad un ridotto numero di linee una forte carica di significato.

E. Mendelson, schizzi di studio

E. Mendelson, schizzi di studio


Il disegno dal vero

Generalmente si suole distinguere lo schizzo dal disegno dal vero in quanto il primo è una rappresentazione che ha il carattere dell’immediatezza, dell’estemporaneità e della sintesi, mentre il disegno dal vero si caratterizza per l’approccio mimetico e figurativo alla realtà, restituendo la terza dimensione attraverso rese prospettiche e caricando il disegno di linee e di effetti chiaroscurali. Esso è ricco di particolari e riguarda nella maggior parte dei casi disegni di ambientazione.

Domenico Morelli, Napoli, vista verso il mare

Domenico Morelli, Napoli, vista verso il mare

Napoli, schizzo prospettico realizzato a china su carta

Napoli, schizzo prospettico realizzato a china su carta


Lo schizzo

Lo schizzo mette in moto un processo di selezione della realtà le cui modalità trascrittive sono in funzione del tempo necessario per osservare la realtà e per entrare in contatto con i significati dell’architettura.
Possiamo distinguere due modalità di rappresentazione nel disegno a schizzo:

  • schizzi prospettici, disegni a mano libera, che alludono alla terza dimensione e che tendono a riprodurre – sebbene in modo sintetico – la percezione dello spazio, trascrivendone i caratteri figurativi;
  • schizzi di studio o proporzionamento a vista, disegni a mano libera, in proiezione ortogonale che analizzano la realtà nelle proporzioni di insieme e nella definizione delle diverse parti.

Elaborati del corso di Rilievo dell’Architettura, prof. A. di Luggo. Allievo A. Salvati.

Schizzi di studio

Schizzi di studio


Osservare l’architettura

Nello schizzo di rilievo, è necessario preliminarmente saper guardare, osservare cioè la realtà con attenzione al fine di:

  • selezionare mentalmente le parti e gli elementi significativi che costituiscono la struttura formale del sistema architettonico;
  • individuare i rapporti tra le parti e gli elementi osservati, definendo griglie e matrici geometriche di riferimento;
  • definire un sistema di segni capaci di tradurre i significati della realtà.

La rappresentazione della struttura dell’oggetto architettonico infatti avviene attraverso l’individuazione delle sue parti significative, delle geometrie che ne sottendono la forma, del ritmo che ne regola la composizione e della successiva trasposizione dei dati individuati in segni.

Elaborati del corso di Rilievo dell’Architettura, prof. A. di Luggo.

Schizzo di studio

Schizzo di studio


Lo schizzo prospettico

Lo schizzo in questo caso diventa il supporto  grafico per le annotazioni relative agli elementi costitutivi dell’architettura ed alla articolazione della facciata.

Elaborati del corso di Applicazione di Geometria e Rilievo dell’Architettura, prof. A. di Luggo.

Schizzi prospettici

Schizzi prospettici


Lo schizzo di studio

Le fasi per la realizzazione di uno schizzo di studio sono:

  • osservare la realtà e scegliere l’oggetto da rappresentare definendone i limiti;
  • trascrivere sul foglio di carta i punti perimetrali dell’oggetto da rappresentare;
  • disegno a tratto sottile delle proporzioni generali attraverso l’individuando dei contorni;
  • discretizzare il manufatto in parti (basamento, fronte, copertura) individuandone all’interno i diversi elementi;
  • tracciare sul foglio la posizione e l’ingombro degli elementi principali in riferimento a schemi proporzionali e matrici geometriche;
  • disegnare nel dettaglio i singoli elementi solo dopo aver definito uno schema generale di proporzionamento.

Elaborati del corso di Rilievo dell’Architettura, prof. A. di Luggo. Allievo A. Salvati.

Schizzi di proporzionamento a vista

Schizzi di proporzionamento a vista


Il proporzionamento a vista

Il proporzionamento a vista e l’analisi dell’apparato decorativo che in successione ne scandiscono il ritmo di facciata permettono di cogliere con immediatezza la rappresentatività e le valenze dell’architettura.

Elaborati del corso di Rilievo dell’Architettura, prof. A. di Luggo. Allievo A. Salvati.

Schizzi di studio relativi ai rapporti proporzionali ed al ritmo di facciata

Schizzi di studio relativi ai rapporti proporzionali ed al ritmo di facciata

Schizzi di un portale napoletano: rapporti proporzionali ed individuazione del modulo

Schizzi di un portale napoletano: rapporti proporzionali ed individuazione del modulo


Il proporzionamento a vista (segue)

Analisi dei rapporti proporzionali, ricerca del modulo di proporzionamento dell’insieme, degli interassi, degli interpiani, delle singole parti.

Elaborati del corso di Rilievo dell’Architettura, prof. A. di Luggo.

Schizzi di studio sulla facciata di un palazzo napoletano

Schizzi di studio sulla facciata di un palazzo napoletano


Il proporzionamento a vista (segue)

Analisi delle geometrie di assetto, dei rapporti proporzionali, ricerca del modulo di proporzionamento dell’insieme, degli interassi, degli interpiani, delle singole parti.

Elaborati del corso di Rilievo dell’Architettura, prof. A. di Luggo.

Schizzi di studio sulla facciata di un palazzo napoletano

Schizzi di studio sulla facciata di un palazzo napoletano


Schizzi di studio

Schizzi di studio. Fonte: elaborati del corso di Applicazione di Geometria e Rilievo dell’Architettura, prof. A. di Luggo

Schizzi di studio. Fonte: elaborati del corso di Applicazione di Geometria e Rilievo dell'Architettura, prof. A. di Luggo


Lo schizzo di studio

Lo schizzo di studio può anche esplicitare una serie di informazioni relative ai percorsi di fruizione di un’architettura, alla composizione delle parti e degli elementi architettonici. Analizzando la pianta può essere evidenziato l’impianto attraverso l’indicazione dei percorsi e della successione degli ambienti principali, ad esempio l’androne, il cortile, la scala.

Elaborati del corso di Rilievo dell’Architettura, a.a. 2003/04, prof. A. di Luggo.

Schizzi di studio

Schizzi di studio


L’eidotipo o schizzo per il rilievo

Nell’ambito del rilievo dell’architettura viene definito come eidotipo, (dal greco: eidos vedere), uno schizzo a mano libera che riproduce la realtà in uno schema in proiezione ortogonale. Esso si caratterizza proprio perché rende visibili e dunque conoscibili gli aspetti fondativi della realtà che verranno successivamente analizzati attraverso la misura.

L’eidotipo costituisce un grafico di fondamentale importanza, utile alla traduzione dalla realtà alla rappresentazione. Viene predisposto preliminarmente alla fase di rilevamento, costituisce una guida ed uno strumento insostituibile durante le operazioni di ripresa delle misure e un supporto alla memoria nella fase di restituzione grafica.

L’unicità di ogni architettura e la specificità delle esigenze che motivano il rilievo impone di stabilire, caso per caso, il livello di sintesi necessario e le caratteristiche dell’oggetto di analisi da mettere in evidenza.

Elaborati del corso di Rilievo dell’Architettura, prof. A. di Luggo.

Eidotipo in sezione per il rilevamento di una scala aperta di un palazzo napoletano

Eidotipo in sezione per il rilevamento di una scala aperta di un palazzo napoletano


L’eidotipo

L’eidotipo va realizzato rimanendo quanto più possibile fedeli alle proporzioni delle parti, in quanto su di esso andranno riportate tutte le informazioni che il rilevatore riterrà necessarie nella fase successiva di misurazione e di restituzione grafica. Affinché tali informazioni siano chiare, il disegno non deve cedere ad effetti pittorici ma la sua corrispondenza con il vero si deve manifestare attraverso un segno tecnico, in cui la forma e la struttura dei vari elementi deve prevalere sull’apparenza figurativa.

Impostato così sulla chiarezza e sulla semplificazione dei dati, l’eidotipo deve essere un supporto per recepire tutte le annotazioni metriche.

Elaborati del corso di Rilievo dell’Architettura, prof. A. di Luggo.

Eidotipo in pianta per il rilevamento di una scala aperta di un palazzo napoletano

Eidotipo in pianta per il rilevamento di una scala aperta di un palazzo napoletano


L’eidotipo (segue)

Generalmente viene realizzato a matita per permettere eventuali correzioni, frequenti in fase di campagna, e viene corredato dall’indicazione dei dati relativi all’opera ed alla sua ubicazione rispetto ad uno schema generale, dalla data e del rilievo e dal nome del rilevatore.

Praticamente deve mettere in evidenza tutte parti sezionate, gli elementi in vista, deve segnalare la posizione e la tipologia di gradini e scale, cambi di quota, indicazioni sui materiali utilizzati, proiezioni di oggetti posti al di sopra del piano di sezione come ad esempio travi principali, lucernari, o sistemi di copertura voltati.

L’insieme dei disegni così elaborati costituisce un vero e proprio quaderno di appunti sul quale il rilevatore annota anche osservazioni relative ai materiali, ai particolari ed ai dettagli architettonici.

Elaborati del corso di Rilievo dell’Architettura, prof. A. di Luggo.

Edidotipo della scala interna di un palazzo napoletano: analisi della facciata sul cortile

Edidotipo della scala interna di un palazzo napoletano: analisi della facciata sul cortile


L’eidotipo (segue)

Nella fase preliminare può essere di grande utilità munirsi di una planimetria dell’opera che funge da guida grafica per l’impostazione dell’eidotipo in pianta. Successivamente va definita la scala presumibile dello schizzo in funzione delle dimensioni principali e della complessità dell’oggetto da rappresentare.

Inoltre va scelta la quota alla quale si intende delineare la pianta – si preferisce scegliere una quota che consenta di rilevare e poi riportare il maggior numero possibile di aperture- per poi eseguire il rilievo in funzione di una rappresentazione che contenga il massimo numero informazioni utili alla restituzione grafica.

Nel disegno delle piante andranno riportate anche le indicazioni relative alle sezioni. Dovranno essere ben evidenti le parti sezionate, quelle in proiezione ed i punti rilevati.

Elaborati del corso di Applicazione di Geometria e Rilievo dell’Architettura, prof. A. di Luggo.

Eidotipo della pianta del piano terra di un palazzo napoletano con schema della trilaterazione

Eidotipo della pianta del piano terra di un palazzo napoletano con schema della trilaterazione


L’eidotipo (segue)

L’eidotipo non è un documento personale del rilevatore, ma un vero e proprio strumento di rilievo. Su di esso vanno riportate, oltre ai dati dimensionali, anche tutte le annotazioni relative alle operazioni effettuate sul luogo e le informazioni sui dati costruttivi e materici dell’opera.

Elaborati del corso di Rilievo dell’Architettura, prof. A. di Luggo.

Schizzi di rilievo

Schizzi di rilievo


L’eidotipo (segue)

L’eidotipo viene disegnato in proiezione ortogonale.

Ai fini del rilievo devono essere elaborati gli eidotipi relativi a:

  • pianta del piano terra e dei piani superiori o interrati;
  • sezioni verticali ritenute significative;
  • prospetti;
  • dettagli architettonici e costruttivi.

Agli eidotipi relativi ai dettagli è affidata la rappresentazione di elementi complessi come modanature o nodi strutturali particolarmente complicati indicando in modo chiaro la relazione della singola parte analizzata con la complessità dell’opera.

Schizzi di studio per il rilevamento della facciata di SS. Vincenzo e Anastasio e Roma

Schizzi di studio per il rilevamento della facciata di SS. Vincenzo e Anastasio e Roma


Schizzi in proiezione ortogonale

Lo schizzo della sezione risulta particolarmente utile per annotare tutte le informazioni necessarie al rilevamento altimetrico degli alzati, soprattutto nel caso di strutture complesse come le scale a struttura voltata. In questi casi sarà opportuno disegnare almeno una sezione per ciascun rampante della scala.

Elaborati del corso di Rilievo dell’Architettura, prof. A. di Luggo.

Schizzo in sezione per il rilevamento di una scala di un palazzo napoletano

Schizzo in sezione per il rilevamento di una scala di un palazzo napoletano


Gli schizzi del dettaglio

Tavola relativa agli schizzi di studio. Fonte: elaborati del corso di Rilievo dell’Architettura, prof. A. di Luggo. Allievi, C. Otranto, F. Toscano

Tavola relativa agli schizzi di studio. Fonte: elaborati del corso di Rilievo dell'Architettura, prof. A. di Luggo. Allievi, C. Otranto, F. Toscano

Schizzi di studio relativi ad un portale di un palazzo napoletano. Fonte: elaborati del corso di Rilievo dell’Architettura, prof. A. di Luggo

Schizzi di studio relativi ad un portale di un palazzo napoletano. Fonte: elaborati del corso di Rilievo dell'Architettura, prof. A. di Luggo


Le lezioni del Corso

I materiali di supporto della lezione

Docci M., Maestri D., Manuale di rilevamento architettonico, Laterza, Roma, 1998.

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