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Alessandra Pagliano » 10.La restituzione fotogrammetrica applicata alla scena


La prospettiva del bozzetto

Il bozzetto, come già sottolineato in altre precedenti lezioni, può considerarsi come la prospettiva di un dato spazio architettonico e/o naturale. E’ dunque possibile applicare all’immagine il metodo geometrico della restituzione fotogrammetrica per ottenere i grafici mongiani dello spazio architettonico rappresentato.
Bisogna però controllare se l’immagine è stata costruita in prospettiva a quadro inclinato mediante la verifica del parallelismo degli spigoli verticali disegnati.
Nel nostro caso tali rette sono tutte parallele tra di loro e dunque si tratta di prospettiva a quadro verticale.

Le nozze di Figaro, scene di Ezio Frigerio, bozzetto atto 2: verifica del parallelismo degli spigoli verticali

Le nozze di Figaro, scene di Ezio Frigerio, bozzetto atto 2: verifica del parallelismo degli spigoli verticali


Individuazione della retta d’orizzonte

Il riferimento nel piano di una prospettiva a quadro verticale si divide in una orientazione interna, formata dal punto V0, dalla retta d’orizzonte o e dal punto V*, e un’orientazione esterna formata dalla sola retta fondamentale f .
Il punto principale V0 si determina nell’intersezione dell’immagine prospettica delle rette orizzontali ortogonali al quadro.
Irrilevanti imprecisioni dovute alla grafica di tipo pittorico del bozzetto possono creare intersezioni multiple tra le rette prolungate, tali da formare una nuvola di punti nel cui centro può collocarsi V0.

Individuazione della rosa di punti di centro V0. Fonte: disegno di Alessandra Pagliano

Individuazione della rosa di punti di centro V0. Fonte: disegno di Alessandra Pagliano


La retta d’orizzonte e la fondamentale

Individuato dunque il punto principale V0 per esso si fa passare la retta d’orizzonte, perpendicolarmente agli spigoli verticali dell’architettura rappresentata.
In un normale fotogramma ritraente uno spazio architettonico, la determinazione della retta fondamentale necessiterebbe della conoscenza di almeno una misura lineare ma, nel caso di un bozzetto teatrale, la sua posizione coincide con la retta orizzontale alla base del dipinto.
Per completare il riferimento prospettico occorre stabilire la distanza del punto di vista V dal quadro, assunto in teatro coincidente con il boccascena; tale distanza individua il centro della proiezione e regola la geometria della scena, stabilendo il punto di vista privilegiato tra tutte le possibili posizioni degli spettatori in sala.

Determinazione delle rette d’orizzonte e fondamentale. Fonte: disegno di Alessandra Pagliano

Determinazione delle rette d'orizzonte e fondamentale. Fonte: disegno di Alessandra Pagliano


La distanza principale dell’osservatore

Il problema della distanza principale VV0 è stato da sempre la questione di più complessa definizione nella storia della trattatistica dedicata alle scene: talvolta inconsapevoli del ruolo proiettivo dell’intero sistema da assegnare al punto V, gli autori rinascimentali e barocchi tendono a lasciare una velata ambiguità sulla collocazione precisa dell’osservatore privilegiato, fino alla chiara ed esaustiva descrizione di Andrea Pozzo che lo pone, da parte opposta al boccascena, alla medesima distanza del punto di convergenza delle rette in prospettiva solida, in un luogo così fisicamente inaccessibile da alcuno spettatore in sala.
Attualmente gli scenografi tendono a posizionare V nel palco reale di secondo piano, sebbene siano stati realizzati frequenti allestimenti scenici sulla base di sensibili deroghe a tale legge geometrica.

Schema geometrico-interpretativo del disegno di Andrea Pozzo, dal trattato Perspectiva pictorum et architectorum, 1698

Schema geometrico-interpretativo del disegno di Andrea Pozzo, dal trattato Perspectiva pictorum et architectorum, 1698


Lo spazio architettonico restituito

Determinato il riferimento prospettico alla base dell’immagine pittorica del bozzetto è possibile risalire alla pianta e alle sezioni dello spazio architettonico rappresentato.
Il metodo geometrico utilizzato per la redazione dei suddetti grafici è quello della fotogrammetria applicata all’architettura che ripercorre graficamente, ma in senso inverso, le operazioni della prospettiva lineare conica con la quale l’immagine è stata realizzata.

Lo spazio architettonico restituito (segue)

Procedimento geometrico per la restituzione dei grafici mongiani dal bozzetto. Fonte: disegno di Alessandra Pagliano

Procedimento geometrico per la restituzione dei grafici mongiani dal bozzetto. Fonte: disegno di Alessandra Pagliano


Lo spazio scenico equivalente

Esistono infiniti spazi scenici in prospettiva solida accelerata la cui immagine risulta coincidente, per V, con quella del bozzetto e che dunque possono essere considerati equivalenti, in termini percettivi, a quello architettonico restituito dal bozzetto.
La forma e la profondità dell’allestimento scenico equivalente dipendono essenzialmente dalla pendenza del piano del palco che determina il grado di accelerazione della prospettiva solida.
Sebbene assolutamente effimero e legato alla sola visione degli spettatori, lo spazio delle scene deve essere tuttavia percorribile dagli attori, senza svelare la finzione in atto; si determina dunque un intervallo di valori che è possibile assegnare al piano inclinato di calpestio delle scene che varia in genere tra il 4% e il 6%, rispettivamente l’inclinazione tradizionale del palcoscenico ligneo dei teatri lirici e la massima pendenza percorribile dall’uomo senza eccessivo sforzo.
Ricordiamo che, assegnata l’inclinazione del piano di calpestio delle scene e la posizione dell’osservatore privilegiato nel palco reale, la retta uscente da V, ortogonale al boccascena, individua su tale piano il punto V0 del bozzetto e, all’intersezione con il palco, il punto di fuga F della prospettiva solida.

Lo spazio scenico in prospettiva solida

Accelerazione prospettica dello spazio architettonico per una determinata inclinazione del palco. Fonte: disegno di Alessandra Pagliano

Accelerazione prospettica dello spazio architettonico per una determinata inclinazione del palco. Fonte: disegno di Alessandra Pagliano


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