Vai alla Home Page About me Courseware Federica Living Library Federica Federica Podstudio Virtual Campus 3D Le Miniguide all'orientamento Gli eBook di Federica La Corte in Rete
 
I corsi di Architettura
 
Il Corso Le lezioni del Corso La Cattedra
 
Materiali di approfondimento Risorse Web Il Podcast di questa lezione

Roberta Amirante » 1.Presentazione del corso


In forma di premessa: la questione della responsabilità o anche “Ogni spiegazione è un’ipotesi” (L. Wittgenstein)

  • In un pamphlet dal titolo La testa ben fatta, Edgar Morin riprende alcune considerazioni contenute in uno degli Essais di Montaigne, dedicato alla figura del precettore.
  • La testa ben fatta è contrapposta alla testa ben piena perché, secondo Morin, agisce usando tre strumenti fondamentali: il primo è la capacità di pensare, che è cosa diversa dalla capacità di informarsi e persino dalla capacità di conoscere.
  • Il secondo è la capacità di ragionare in modo strategico e non programmatico: il programma è stabile, finalizzato, interconnesso, la strategia è una struttura flessibile capace di proiettarsi nel futuro.
  • Il terzo è la fede incerta: un’espressione che mette insieme la passione fideistica – che è quella che consente talvolta di fare cose anche apparentemente impossibili – con “il ragionevole dubbio” che, ricompone la relazione con la realtà, ma non impedisce di accettare e di praticare la scommessa.
  • Anche per insegnare a progettare bisognerebbe avere la testa ben fatta: si potrebbe così accettare di perdere l’aura mitica del maestro, ricondurre la propria autorità alla conoscenza e all’esperienza di una disciplina, assumersi la responsabilità della parzialità del proprio punto di vista, praticare la condivisione con coloro cui si deve trasmettere un sapere complesso.

Parole chiave: architetto, architettura, città

È necessario pensare, progettare una strategia e avere fede (magari incerta) nelle relazioni tra i termini architettura (che ogni modificazione della superficie terrestre abbia il carattere di un’architettura, come chiedeva Morris …), architetto (che egli possa avere almeno una parte, quella che gli compete, in ognuna di queste modificazioni …), città (che ognuna di queste modificazioni sia pensata come parte di qualcosa, di una “città”, di un territorio, di un paesaggio che sia espressione della civiltà che l’ha prodotta…).


Struttura del corso


1° Esercizio: impaginare una tavola

È una tavola in formato A1 verticale in cui gli studenti devono raccontare un’architettura, un architetto, una questione di architettura individuata attraverso i materiali loro forniti. Le tavole non vengono realizzate in aula ma qui vengono messe in mostra e discusse collettivamente. La tavola deve avere un titolo e deve contenere delle immagini e dei testi. Agli studenti si richiede anche di fornire lo schema dell’impaginato della tavola in formato A4, in cui vanno evidenziati la griglia di riferimento e gli assi che hanno guidato la composizione. Tali linee individuano i campi contenenti testi e immagini, la cui articolazione, verificata in senso astratto attraverso lo schema, viene poi riprodotta nella tavola. Lo studente lavora dunque subito alla produzione di un elaborato dotato di una propria coerenza formale. È dunque importante dimostrare attraverso la tavola di avere la capacità di tematizzare le conoscenze acquisite attraverso le lezioni e i materiali di studio e di trasmetterle attraverso una elaborazione che richiede capacità di sintesi e di astrazione.

L’architettura veneziana

L'architettura veneziana


2° Esercizio: costruire la mappa della città

  • Elaborazione individuale.
  • Agli studenti viene chiesto di ridisegnare la parte centrale della città di Napoli, sulla base di una planimetria in scala 1/4000 mettendo in evidenza la struttura urbana attraverso la individuazione e il ridisegno degli elementi principali dell’architettura della città. La prova viene svolta in aula. L’esercizio porta alla costruzione di una sorta di “mappa” della città, attraverso un’operazione di selezione rispetto alla grande quantità di informazioni contenute nella planimetria di base, in modo da arrivare ad una rappresentazione sintetica della città. Tra gli elementi da ridisegnare ci sono i tessuti edilizi ed in particolare quello dei Quartieri Spagnoli.
“Mappa” della città di Napoli

"Mappa" della città di Napoli

“Mappa” della città di Napoli

"Mappa" della città di Napoli


3° Esercizio: “impaginare” il sopralluogo

Tavola Sopralluogo

  • Elaborazione di gruppo.
  • Gli studenti vengono organizzati in gruppi a ciascuno dei quali viene affidato uno degli edifici disposti intorno a Largo Baracche. Comincia così un’esperienza di confronto sulla questione urbana che consente a ciascuno di non concentrarsi sul singolo edificio ma di avere una visione più ampia che includa la individuazione dell’area progetto.
  • In questa tavola gli studenti devono restituire in forma adeguata i risultati dell’esperienza del sopralluogo, opportunamente rielaborati e inseriti all’interno di un impaginato composto così come già sperimentato nella tavola dell’architettura.
  • Il sopralluogo, che si sviluppa con un percorso dall’alto al basso, da S. Elmo a via Toledo, si fonda su una pre-conoscenza derivata dai testi forniti e dalle lezioni fatte – e dovrebbe consentire una lettura del luogo già progettuale, ossia capace di riconoscere nella realtà osservata quegli elementi che sono stati messi in luce nella presentazione del tema.
La tavola “sopralluogo”

La tavola "sopralluogo"


4° Esercizio: il basamento

Plastico basamento pianta del basamento

  • Elaborazione di gruppo.
  • Gli studenti vengono organizzati in altri gruppi composti da tutti quelli che lavorano sullo stesso edificio. Il confronto in questo caso consente di stimolare una riflessione sul concetto di identità e variazione in architettura.
  • Il plastico, costruito in aula, consente agli studenti di riflettere sul concetto di edificio-cubo e sulle deformazioni che esso subisce in relazione all’orografia e alla necessità di adattarsi alla griglia dei quartieri spagnoli. Il basamento, infatti, assorbe l’acclività del suolo e contiene degli spazi per il commercio accessibili dall’esterno, il cui numero e la cui disposizione dipendono dalle dimensioni degli edifici, a loro volta definite dall’impianto morfologico. A partire dal plastico, gli studenti elaborano piante e sezioni del basamento verificando nella rappresentazione bidimensionale quanto appreso nella costruzione del plastico.
Plastico del basamento
Pianta, prospetto e sezioni del basamento

5° Esercizio: il plastico della griglia e il piano tipo

Plastico griglia

  • Elaborazione di gruppo: attraverso la costruzione del plastico della griglia, gli studenti sono stimolati a riflettere sulle deformazioni che il concetto di griglia subisce calandosi in uno schema planimetrico che individua la posizione e la dimensione degli elementi strutturali e della scala.

Pianta Piano tipo

  • Elaborazione individuale: l’esercizio affronta l’organizzazione del piano tipo nei 7 edifici da sostituire che circondano il largo Baracche, ipotizzando una divisione in due o quattro alloggi per piano. Gli ambienti contenuti in ognuno degli appartamenti vengono “montati” dagli studenti all’interno dello schema strutturale già dato. La pianta del piano tipo va completata inserendo porte, finestre, balconi e disegnando l’arredo dei bagni, mentre viene chiesto di tener conto, senza disegnarla, della disposizione degli arredi principali (un abaco di questi ultimi è inserito tra i materiali consegnati).
Plastico della griglia
Pianta del piano tipo

6° Esercizio: il plastico della tipologia e i prospetti

Plastico Tipologia

  • Elaborazione di gruppo: il plastico relativo alla tipologia dell’edificio, diventa un momento di sintesi delle riflessioni sviluppate in precedenza relativamente al carattere dell’edificio che si vuole realizzare e a quello del luogo nel quale si posiziona il progetto.

Prospetti

  • Elaborazione individuale: i prospetti vengono disegnati a partire da alcune considerazioni relative all’edificio e alla sua tipologia, sviluppando una serie di temi specifici d’architettura e applicando semplici criteri compositivi. Il disegno, volutamente sintetico, evita il ricorso a cornici, elementi decorativi e colori, e si definisce esclusivamente attraverso la composizione degli elementi (pieni e vuoti). Dalla tipologia deriva la simmetria rispetto all’asse centrale che caratterizza l’edificio, per cui i due prospetti laterali risultano uguali. La facciata principale e quella posteriore, caratterizzate dalla presenza dell’androne e del corpo scala, presentano una disposizione simmetrica degli elementi, mentre nel prospetto laterale è evidente la necessità di lavorare su una disposizione asimmetrica.
Plastico della tipologia
Prospetti

7° Esercizio: la piazza

Piazza

  • Elaborazione individuale
  • Al centro di Largo Baracche esiste un vuoto derivante dallo svuotamento di uno degli isolati originari: tale vuoto assume il ruolo di uno spazio pubblico rispetto all’insieme degli otto edifici che lo circondano.
  • Il progetto della piazza deve tener conto di tre elementi: il suolo in pendenza; i bordi, nel rispetto del perimetro dell’isolato mancante; gli accessi, da porre in relazione col contesto. La piccola piazza non nasce per essere attraversata ma per strutturare uno o più spazi centrali, di piccola dimensione ma appropriati alla fruizione dello stare. In qualche modo dunque, il concetto di Cubo, Griglia e Tipologia, precedentemente trattati, intervengono nel progetto della piazza. Il vuoto di Largo Baracche viene inteso, infatti, non come eccezione all’impianto morfologico dei Quartieri Spagnoli, ma come elemento al negativo della griglia soggetto dunque alle stesse regole compositive.
Il collage: l’ideogramma di progetto

Il collage: l'ideogramma di progetto


Tavole d’esame

Esercizi finali

A. L’edificio nei Quartieri Spagnoli

  • Si tratta di tre elaborazioni di gruppo che vengono discusse in sede di esame.
  • La discussione d’esame verte sulla presentazione di alcune tavole finali, che intendono rappresentare una sintesi del lavoro svolto nel corso del laboratorio.
  • La tavola di sintesi, definibile sinteticamente come la tavola del “cosa ho capito”, rappresenta una sorta di ri-visitazione di quella del sopralluogo, attraverso la quale gli studenti verificano il passaggio da un livello di descrizione generico del luogo ad una “conoscenza orientata” al progetto.
  • La tavola di sintesi si propone di spingere lo studente a ripercorrere criticamente il percorso svolto nel tempo serrato del laboratorio, dimostrando di avere colto il senso complessivo delle esercitazioni svolte, nonostante la loro apparente disomogeneità in termini di scala di rappresentazione, di strumenti, di linguaggi e di materiali da usare. A questo scopo viene fornito uno schema logico in cui le varie questioni affrontate trovano posto rispetto a tre grandi raggruppamenti, ossia i temi urbani, quelli architettonici e quelli compositivi, sempre però sottolineando come esista un continuo rimando tra essi.
Tavola “che cosa ho capito”: un esempio

Tavola "che cosa ho capito": un esempio


Tavole d’esame

Esercizi finali

B. Tavola Piazza

  • Elaborazione di gruppo: con questo elaborato, gli studenti lavorano insieme ad un progetto di “architettura” che ha come oggetto non il singolo manufatto ma una parte urbana definita dal vuoto di Largo Baracche e da i sette edifici che su di esso prospettano. I temi urbani che vengono individuati per ciascun edificio in relazione alla sua posizione rispetto al vuoto, vengono declinati secondo un progetto complessivo che viene “commentato” dal progetto della piazza centrale. Partendo dalle singole ipotesi che ciascuno studente ha elaborato durante il corso, il gruppo sceglie e rielabora la soluzione che meglio rappresenta le proprie ipotesi progettuali.
Tavola “piazza”: un esempio

Tavola "piazza": un esempio


Tavole d’esame

Esercizi finali

C. Tavola Edificio

  • Elaborazione individuale: nella parte conclusiva del corso ciascuno studente ri-compone il proprio edificio, proponendo delle “variazioni sul tipo” che si sviluppano a partire dalle considerazioni svolte negli elaborati precedenti. Ciascun edificio declina nelle sue parti i diversi temi individuati. A seconda della posizione degli edifici, delle loro dimensioni e del rapporto che essi stabiliscono tra loro e con la piazza, lo studente approfondisce il progetto di uno o più livelli. Particolare attenzione viene posta alla reinterpretazione del tema dell’alloggio, questa volta non più rispondente a dei criteri standard, ma alle richieste di un committente specifico, ipotizzato dallo studente. Le esigenze della committenza sono di natura funzionale-distributiva, ma devono riguardare anche la qualità dello spazio costruito. Nello stabilire la nuova distribuzione, il numero di appartamenti e la loro disposizione, gli studenti ridefiniscono il rapporto edificio piazza.
Tavola “edificio”: un esempio

Tavola "edificio": un esempio


  • Contenuti protetti da Creative Commons
  • Feed RSS
  • Condividi su FriendFeed
  • Condividi su Facebook
  • Segnala su Twitter
  • Condividi su LinkedIn
Progetto "Campus Virtuale" dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, realizzato con il cofinanziamento dell'Unione europea. Asse V - Società dell'informazione - Obiettivo Operativo 5.1 e-Government ed e-Inclusion