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Anna Maria Puleo » 3.Introduzione alla lettura morfologica


Obiettivi dell’analisi morfologica e iconografica

Oggetto dell’analisi morfologica e iconografica è lo spazio in cui viviamo, che viene studiato nella struttura organizzativa, nella configurazione, nei modi d’uso, al fine di riconoscerne l’identità e i valori.

Con il contributo di Ludovico Quaroni e di Giuseppe Samonà, si mettono a fuoco alcuni strumenti concettuali utili all’analisi.

La città contemporanea è priva di limiti
percepibili all’occhio. Barcellona (foto di Alhzeiia da 
Wikimedia Commons).

La città contemporanea è priva di limiti percepibili all'occhio. Barcellona (foto di Alhzeiia da Wikimedia Commons).

I due testi contengono capitoli di riferimento 
per i contenuti della lezione (vedi bibliografia).

I due testi contengono capitoli di riferimento per i contenuti della lezione (vedi bibliografia).


La città antica, “opera d’arte corale”

La città antica è stata giudicata “un’opera d’arte corale….risultato della collaborazione… di molte, quasi tutte, spesso, le persone che la città hanno governato disegnato costruito… in un periodo di tempo assai lungo, per secoli…” (L. Quaroni).

L’analisi morfologica legge le relazioni interne alla sua configurazione fisica.

Napoli. Castello, Galleria, Stazione marittima e tessuto edilizio.

Napoli. Castello, Galleria, Stazione marittima e tessuto edilizio.

Segovia. L’acquedotto romano  e gli edifici  del XX secolo si  compongono nello spazio urbano.

Segovia. L'acquedotto romano e gli edifici del XX secolo si compongono nello spazio urbano.


2 concetti base: oggetto, invaso

Con il termine oggetto, indichiamo un volume chiuso, che si pone nel contesto in una condizione di isolamento, che ne fa leggere pienamente la forma.
Con il termine invaso, indichiamo uno spazio racchiuso, definito da piani: una stanza, una strada, una piazza.
I due termini sono privi di una precisa connotazione scalare.

Un monumento isolato. Il Castelnuovo a Napoli.

Un monumento isolato. Il Castelnuovo a Napoli.

Invaso urbano. Piazza Dante a Napoli.

Invaso urbano. Piazza Dante a Napoli.


Il concetto di struttura

«’Un tutto formato di fenomeni solidali, tale che ciascuno dipenda dagli altri e non possa essere quello che è se non in virtù della sua relazione e nella sua relazione con essi’, cioè ‘una entità autonoma di dipendenze interne’» (definizione dello Hjelmslev, citata da L. Quaroni). Quaroni indica nei limiti, tessuto ed emergenze gli elementi principali della struttura della città antica.

Limiti, tessuto, emergenze in un ideogramma 
della struttura della città antica.

Limiti, tessuto, emergenze in un ideogramma della struttura della città antica.


Elementi componenti la struttura della città antica:

i limiti – le mura

I limiti erano le mura, che cingevano la città, la separavano e la proteggevano dall’esterno; “….ma questa forma è anche, per il rapporto tra contenuti e forme, il ‘limite’ del disegno, l’inquadratura, la precisa forma dell’insieme, l’inviluppo, la cornice….”(L. Quaroni).

Porta Capuana a Napoli.

Porta Capuana a Napoli.

Le mura  del centro storico di Ávila (Spagna).

Le mura del centro storico di Ávila (Spagna).


Elementi componenti la struttura della città antica:

le emergenze architettoniche

Le emergenze architettoniche sono “…i monumenti, i ‘focus’, quei punti nodali fortemente riconoscibili, che sono insieme la sede delle istituzioni e quindi la rappresentatività per le stesse… : la chiesa, i palazzi di città, i castelli, le moschee, il ‘beffroi’, la torre, la residenza, ma anche l’agorà, il foro, la piazza, le terme, il teatro” (L. Quaroni).

Palazzo reale e castello: il Castelnuovo, Napoli.

Palazzo reale e castello: il Castelnuovo, Napoli.

Emergenze architettoniche e tessuto nel profilo urbano di Segovia.

Emergenze architettoniche e tessuto nel profilo urbano di Segovia.


Elementi componenti la struttura della città antica:

il tessuto edilizio

La parte più estesa della città è costituita “da un tessuto, dal continuo dell’edilizia residenziale, opportunamente integrata da altre funzioni correlate (commercio, scuole, artigianato, magazzini, ecc.)… un sistema edilizio nel quale la ripetizione di un tipo, di poco variato nei secoli, costituisce uno strato steso uniformemente sull’area della città…” (L. Quaroni).

Napoli.

Napoli.

La Coruña.

La Coruña.


Guardare alla città come a

- un oggetto nel paesaggio

- un sistema di spazi e di edifici che li definiscono

Gli elementi, che compongono la forma della città antica, ne disegnano la forma esterna e ne caratterizzano formalmente lo spazio interno.

Alcune di queste relazioni, che caratterizzavano tutte le città in passato, sono leggibili oggi in piccoli e medi insediamenti.

Favara (AG). La skyline è segnata dalla cupola della chiesa madre (foto di Giada Pecoraro, Carmela Volpe).

Favara (AG). La skyline è segnata dalla cupola della chiesa madre (foto di Giada Pecoraro, Carmela Volpe).

La stessa cupola è fondale e riferimento visivo del corso principale (foto di Samanda Virone).

La stessa cupola è fondale e riferimento visivo del corso principale (foto di Samanda Virone).


Visione sintetica e visione analitica

Il carattere architettonico dei luoghi può essere osservato in due modi, diversi e complementari:
da lontano, attraverso una visione sintetica, che coglie i rapporti e le caratteristiche essenziali,
e da vicino, attraverso una visione analitica, che coglie il valore del dettaglio.

Napoli, Castenuovo e Castel Sant’Elmo. Due elementi del 
disegno a scala urbana  dialogano nella visione sintetica.

Napoli, Castenuovo e Castel Sant'Elmo. Due elementi del disegno a scala urbana dialogano nella visione sintetica.

Le modanature “parlano” del valore e del  ruolo del Castelnuovo, nella visione analitica.

Le modanature “parlano” del valore e del ruolo del Castelnuovo, nella visione analitica.


Aspetti del processo di costruzione della forma della città antica

Due condizioni qualificano il processo di costruzione della forma della città antica:

  • l’interesse di alcuni soggetti ad auto-rappresentarsi nello spazio urbano, mediante il progetto architettonico;
  • il coordinamento tra le unità edilizie, per l’uso di forme ricorrenti (tipi edilizi, elementi costruttivi e decorativi).
Parma. Il Battistero è visibile dalla strada perché sopravanza rispetto al filo della cortina edilizia.

Parma. Il Battistero è visibile dalla strada perché sopravanza rispetto al filo della cortina edilizia.

Venezia. Varietà e uniformità nel tessuto edilizio.

Venezia. Varietà e uniformità nel tessuto edilizio.


Figuratività della città antica e processo di costruzione

Nei luoghi centrali della città antica la configurazione architettonica è il risultato del coordinamento di elementi differenti, che si possono assemblare e comporre nell’arco di secoli; le differenze stilistiche fanno parte della loro caratterizzazione formale e simbolica, ma sono assoggettate a una chiara idea delle relazioni compositive (gerarchiche).

Piazza San Marco: un processo di formazione
durato dieci secoli (foto di Ingo Mehling da Wikimedia Commons).

Piazza San Marco: un processo di formazione durato dieci secoli (foto di Ingo Mehling da Wikimedia Commons).

Procuratie Nuove e Procuratie Vecchie 
a Piazza San Marco a  Venezia.

Procuratie Nuove e Procuratie Vecchie a Piazza San Marco a Venezia.


Classificazione e configurazione

Sistema chiuso, sistema aperto, elencalità molto caratterizzate sono le tre categorie nelle quali trovano una collocazione i volumi edilizi, che definiscono gli spazi della città (Piano-Programma di Palermo, 1980-1983). Le unità edilizie vengono classificate in base alle caratteristiche iconografiche dei loro fronti.

Aggregazione elencale a Malpica (Spagna).

Aggregazione elencale a Malpica (Spagna).

Aggregazione elencale a Porto (Portogallo).

Aggregazione elencale a Porto (Portogallo).


Sistemi architettonici chiusi

Sono sistemi architettonici chiusi sia gli edifici singolari, presenti nel tessuto, che le grandi architetture, i monumenti, i capisaldi della struttura urbana, i volumi architettonici di rilievo, gli edifici più rappresentativi, in cui l’applicazione di regole codificate ha determinato un livello di connessione formale tra gli elementi, tale da conferire loro un carattere di necessarietà assoluta.

Palazzo Farnese a Roma è un sistema architettonico chiuso (incisione del Vasi del secolo XVIII, da

Wikimedia Commons).

Palazzo Farnese a Roma è un sistema architettonico chiuso (incisione del Vasi del secolo XVIII, da Wikimedia Commons).

Sistema architettonico chiuso e sistemi aperti a Leonforte in Sicilia (foto di Loredana Randisi).

Sistema architettonico chiuso e sistemi aperti a Leonforte in Sicilia (foto di Loredana Randisi).


Sistemi aperti ed elencalità molto caratterizzate

Sono sistemi aperti i “manufatti di carattere più elementare di quello dei palazzi”, “file di case a uno, due, tre e quattro piani”, disposte ad elenco una accanto all’altra”. Tra i sistemi aperti sono elencalità molto caratterizzate gli “edifici o insiemi di edifici, più chiaramente riconoscibili… per un fatto formale particolarmente significativo” (G. Samonà).

Unità edilizie a Misilmeri (PA) (foto di Giusto lo Bocchiaro).

Unità edilizie a Misilmeri (PA) (foto di Giusto lo Bocchiaro).

Edifici medioevali a Piazza S.Stefano a Bologna (foto di Gaspa da 

da Wikimedia Commons).

Edifici medioevali a Piazza S.Stefano a Bologna (foto di Gaspa da da Wikimedia Commons).


Normativa architettonica e solidarietà urbana

In alcuni contesti urbani, il sistema codificato di decorazioni – che costituisce una normativa architettonica per il disegno dei fronti – conferisce forza espressiva alle relazioni di solidarietà tra gli edifici.

Napoli. Normativa architettonica.

Napoli. Normativa architettonica.

La regola austera e ripetitiva (nella immagine 
in alto) e l’eccezione.

La regola austera e ripetitiva (nella immagine in alto) e l'eccezione.


I materiali di supporto della lezione

L. Quaroni, La Torre di Babele, Marsilio, Padova 1967 - Cap. II Il disegno per la città, pp. 64 – 68 - Cap. I Necessità possibilità da parte dell'architetto del controllo della città, p. 25.

C. Ajroldi, F. Cannone, F. De Simone (a cura di), Lettere su Palermo di Giuseppe Samonà e Giancarlo De Carlo per il Piano programma del Centro Storico di Palermo 1979-1982, Officina edizioni, Roma 1994 - Appunti per la formazione degli elaborati grafici del piano programma del centro storico di Palermo (gennaio 1980), pp. 71 – 79.

N. Alfano, Città e case. Racconti di morfologia urbana, Sellerio, Palermo 2008.

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