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Anna Maria Puleo » 6.Indicazioni per la lettura morfologica dell'area di progetto


L’area di progetto nel centro storico di Napoli tra via Foria e via Rosaroll

Il lotto d’angolo tra via Foria e via C. Rosaroll è l’area dell’esercizio progettuale. È il sedime di un edificio che faceva parte di un isolato situato all’incrocio delle due strade del centro storico Napoli.
Proponiamo l’applicazione all’area di progetto della lettura morfologica, strumento di conoscenza della configurazione del luogo. Il referente del nostro progetto è il sistema delle due strade.

L’area di progetto tra via Foria, via Cesare Rosaroll e vico Colonne.

L'area di progetto tra via Foria, via Cesare Rosaroll e vico Colonne.

L’area di progetto e il suo intorno urbano (da Google Earth).

L'area di progetto e il suo intorno urbano (da Google Earth).


L’oggetto dell’osservazione

L’invaso urbano – strada, piazza, slargo, giardino, etc. – è l’unità di spazio, oggetto della lettura morfologica; è un sistema morfologico, formato da unità edilizie, che si relazionano attraverso le facciate.
Fa parte di un contesto o ambito urbano. Va letto nella dimensione urbana.

Elementi della lettura dell’invaso.

Elementi della lettura dell'invaso.


Strumenti della lettura morfologica

La lettura dell’invaso utilizza i seguenti strumenti:

  • la rappresentazione planimetrica, che consente di leggere geometria, elementi, relazioni;
  • la rappresentazione dello spazio e degli elementi componenti nella loro forma tridimensionale;
  • la descrizione, che decodifica i segni, legge i caratteri, coglie le relazioni.
Strumenti della costruzione e della comunicazione della lettura morfologica.

Strumenti della costruzione e della comunicazione della lettura morfologica.


Scale di lettura – l’ambito urbano e il sistema dei due invasi

Lo spazio va osservato a tutte quelle scale, che concorrono a definirne la caratterizzazione:

la scala dell’invaso, le scale intermedie dei contesti, degli ambiti urbani, di cui fa parte; la scala dell’ambito urbano.

Capodimonte, S. Martino, Pizzofalcone e l’isola di Castel dell’Ovo individuano l’ambito urbano di cui fa parte il sistema dei due invasi urbani (da Google Earth).

Capodimonte, S. Martino, Pizzofalcone e l'isola di Castel dell'Ovo individuano l'ambito urbano di cui fa parte il sistema dei due invasi urbani (da Google Earth).

Via Foria. Sullo sfondo la collina di S. Martino, con il Castel S. Elmo e la Certosa.

Via Foria. Sullo sfondo la collina di S. Martino, con il Castel S. Elmo e la Certosa.


Processi di modificazione dei luoghi

da Largo delle Pigne – via S. Carlo all’Arena – i «Fossi»

a piazza Cavour – via Foria – via Cesare Rosaroll

Il sistema dei due invasi comprende, oltre al tratto di strada che conduceva fuori città, gli spazi a valle della cinta muraria aragonese, scandita da torri cilindriche, e di quella vicereale bastionata. Agli inizi del XIX secolo vengono demoliti gli isolati che chiudevano il Largo delle Pigne – oggi piazza Cavour – e a metà del secolo si traccia la via Rosaroll con l’abbattimento di alcune torri.

La conformazione dei luoghi alla fine del XVIII secolo (stracio da Pianta di Napoli, di G. Rizzi Zannoni, 1790, collezione privata).

La conformazione dei luoghi alla fine del XVIII secolo (stracio da Pianta di Napoli, di G. Rizzi Zannoni, 1790, collezione privata).

Il sistema dei due invasi, piazza Cavour-via Foria e via C. Rosaroll, nel tessuto urbano (da Google Earth).

Il sistema dei due invasi, piazza Cavour-via Foria e via C. Rosaroll, nel tessuto urbano (da Google Earth).


I sistemi architettonici chiusi – 1

Due capisaldi monumentali segnano “inizio” e “conclusione” dell’invaso Cavour-Foria:

  • il Museo Archeologico, che assume la funzione e le forme attuali tra la fine del XVIII secolo e gli inizi del XIX;
  • l’Albergo dei Poveri, realizzato a partire dal 1751 come parte di una «struttura di monumenti territoriali, in certo senso indipendenti dalla città concreta…città essi stessi» (I. Ferraro).
Il Museo Archeologico, caposaldo su via Pessina, prosecuzione di via Toledo.

Il Museo Archeologico, caposaldo su via Pessina, prosecuzione di via Toledo.

L’Albergo dei Poveri, caposaldo su piazza Carlo III (foto di Baku da Wikimedia Commons).

L'Albergo dei Poveri, caposaldo su piazza Carlo III (foto di Baku da Wikimedia Commons).


I sistemi architettonici chiusi – 2

Il “nodo” della Caserma Garibaldi include nella sua struttura le torri aragonesi, segnalando l’inizio della via Rosaroll.
L’Orto Botanico (1808-1809) «prepara lo sguardo a ricevere l’imponente fronte dell’Albergo dei Poveri con la pausa di natura controllata della massa arborea della terrazza Carolina, lunga 300 metri, cosiddetta in onore della regina» (I. Ferraro).

Video: Prof. C. Grimellini, Il Parco delle mura aragonesi, 2007, da YouTube (min. 5:48)

La Caserma Garibaldi.

La Caserma Garibaldi.

L’Orto Botanico, realizzato nei primi anni del  XIX secolo, precede l’Albergo dei Poveri, provenendo da piazza Cavour.

L'Orto Botanico, realizzato nei primi anni del XIX secolo, precede l'Albergo dei Poveri, provenendo da piazza Cavour.


Piazza Cavour – l’invaso connette contesti urbani diversi

L’invaso è un vuoto, che connette sistemi urbani diversamente strutturati.
L’allineamento della cortina sud – a destra nella foto in basso – risente dell’andamento della linea spezzata della cinta muraria vicereale, che presentava due bastioni, uno accanto alla porta di S. Gennaro e uno all’angolo con l’attuale via Pessina.

L’allineamento di via Foria e il ridisegno della rete stradale nord-orientale, pp. 193-210, in M. Malangone, La cultura neoclassica napoletana nel dibattito europeo…tesi di dottorato in Storia dell’Architettura e della città.

Piazza Cavour e il primo tratto di via Foria,  tra il Museo Archeologico e la Galleria Principe di Napoli e tra la chiesa di S. Carlo all’Arena e la Caserma Garibaldi (da Google Earth).

Piazza Cavour e il primo tratto di via Foria, tra il Museo Archeologico e la Galleria Principe di Napoli e tra la chiesa di S. Carlo all'Arena e la Caserma Garibaldi (da Google Earth).

Piazza Cavour, entrando da via Pessina.

Piazza Cavour, entrando da via Pessina.


Piazza Cavour – l’invaso: piano orizzontale e cortine edilizie

L’immagine moderna dello spazio urbano è condizionata da sostituzioni edilizie, formalmente “autonome” nei confronti delle caratteristiche morfologiche del luogo.
La sistemazione a verde e le due stazioni della metropolitana arretrano per consentire la continuità del traffico carrabile, colmando il dislivello esistente tra i due lati lunghi della piazza.

Gae Aulenti Architetti Associati – Stazione Museo della Metropolitana di Napoli e ridisegno di Piazza Cavour, 1999-2005

Piazza Cavour, attraversata dalla carreggiata che consente la continuità del collegamento carrabile Pessina-Carlo III.

Piazza Cavour, attraversata dalla carreggiata che consente la continuità del collegamento carrabile Pessina-Carlo III.

Piazza Cavour. La “forma” dell’invaso è ignorata dagli interventi di sostituzione edlizia.

Piazza Cavour. La "forma" dell'invaso è ignorata dagli interventi di sostituzione edlizia.


Piazza Cavour – discontinuità

Regola e deroga, presente e passato si confrontano nello spazio. La continuità consiste solo nel far parte del medesimo invaso.

A sinistra, sequenza di palazzi.
A destra, moderno inserimento nella cortina e l’edificio scolastico.

A sinistra, sequenza di palazzi. A destra, moderno inserimento nella cortina e l'edificio scolastico.

A sinistra, Porta S. Gennaro.
A destra, la Chiesa di S. Maria delle Grazie tra due palazzi condominiali.

A sinistra, Porta S. Gennaro. A destra, la Chiesa di S. Maria delle Grazie tra due palazzi condominiali.


Via Foria – l’area di progetto

Il vuoto del tassello mancante, corrispondente all’area di progetto, si vede da lontano, provenendo da Piazza Cavour, per l’andamento curvilineo della strada, in uscita dalla piazza, per la lieve pendenza, per la posizione arretrata e ruotata della Caserma Garibaldi.

Percorrendo il primo tratto di via Foria, provenendo da Piazza Cavour, si intravvede il vuoto del lotto di progetto.

Percorrendo il primo tratto di via Foria, provenendo da Piazza Cavour, si intravvede il vuoto del lotto di progetto.

Il muro di recinzione della Caserma Garibaldi e l’area di progetto.

Il muro di recinzione della Caserma Garibaldi e l'area di progetto.


Via Foria – interminatezza degli allineamenti, andamento rettilineo

Inizia, con la Chiesa di S. Carlo all’Arena, che in passato ha dato il nome alla strada, il tratto rettilineo di via Foria. Le cortine edilizie, tuttavia, non presentano un perfetto allineamento.
La chiesa seicentesca fa parte della cortina edilizia, ma è anche testata dell’isolato.

La chiesa a pianta ellittica di S. Carlo all’Arena.

La chiesa a pianta ellittica di S. Carlo all'Arena.

L’inizio del tratto rettilineo di via Foria, provenendo da Piazza Cavour.

L'inizio del tratto rettilineo di via Foria, provenendo da Piazza Cavour.


Via Foria – i palazzi: interpretazione della regola nella continuità della cortina edilizia

Il metodo proposto fa comprendere il modo in cui le singole unità partecipano dell’insieme.
Palazzi in successione compongono questo tratto di strada. A partire da una conoscenza della struttura dell’isolato, leggiamo il modo in cui le facciate si associano, formando la cortina edilizia.

Il tratto rettilineo della via Foria, con l’Orto Botanico e l’Albergo dei Poveri,  tra via C. Rosaroll  e piazza Carlo III (da Google Earth).

Il tratto rettilineo della via Foria, con l'Orto Botanico e l'Albergo dei Poveri, tra via C. Rosaroll e piazza Carlo III (da Google Earth).

L’individualità delle facciate dei palazzi nella continuità delle cortine edilizie.

L'individualità delle facciate dei palazzi nella continuità delle cortine edilizie.


Via Cesare Rosaroll e le torri aragonesi

A metà del XIX secolo i «Fossi», a valle delle mura aragonesi, dal Castello del Carmine a via Foria vengono trasformati in un’«ampia e bella strada». L’intervento ottocentesco nasconde e/o distrugge la murazione, ostacolo alla continuità e alla permeabilità del tessuto urbano.
Uno stretto isolato, composto da tre palazzi, si realizza nel tratto più vicino a via Foria.

Via C. Rosaroll compresa tra la Caserma Garibaldi e lo slargo  di Porta Capuana (da Google Earth).

Via C. Rosaroll compresa tra la Caserma Garibaldi e lo slargo di Porta Capuana (da Google Earth).

La torre della Caserma Garibaldi e Porta Capuana.

La torre della Caserma Garibaldi e Porta Capuana.


Interpretazione dell’area di progetto:

- assenza di un tassello nella struttura morfologica

- opportunità di un vuoto

Il palazzo – oggi tassello mancante nell’architettura delle due strade – era  la testata dello stretto isolato, che, con la realizzazione della via Rosaroll, si frappose tra il Palazzo Ruffo di Castelcicala e la cinta muraria aragonese.

La lettura morfologica offre due possibili, e differenti, obiettivi all’esercizio progettuale:

  • la ricomposizione dell’elemento mancante, attraverso la ricostruzione sull’antico sedime;
  • la valorizzazione del vuoto – memoria dell’antico stato dei luoghi – che apre via Foria verso via Rosaroll e la Caserma Garibaldi, monumentalizzazione ottocentesca della cinta muraria aragonese.
Il tassello dell’edificio mancante nella continuità edilizia delle vie Foria e Rosaroll.

Il tassello dell'edificio mancante nella continuità edilizia delle vie Foria e Rosaroll.

Il vuoto apre l’invaso verso la Caserma Garibaldi e l’imbocco di via Rosaroli.

Il vuoto apre l'invaso verso la Caserma Garibaldi e l'imbocco di via Rosaroli.


I materiali di supporto della lezione

G. Amirante, M. R. Pessolano, Immagini di Napoli e del Regno. Le raccolte di Francesco Cassiano De Silva, Napoli 2005.

C. Cocchia, L'edilizia a Napoli dal 1918 al 1958, Napoli 1961.

I. Ferraro, Napoli. Atlante della città storica. Vol.5. Stella, Vergini, Sanità, Napoli 2007.

I. Ferraro, Napoli. Atlante della città storica. Vol.6. San Carlo all'Arena e Sant'Antonio Abate, Napoli 2008.

C. De Seta, Napoli, Roma-Bari 1988.

L. Santoro, Le mura di Napoli, Roma 1984.

L. Di Mauro, Mura e torri di Napoli, Napoli 1997.

M. R. Pessolano, Interventi pubblici nella Napoli del Settecento. Programmi, scelte, realizzazioni, in G. Simoncini (a cura di), L'edilizia pubblica nell'età dell'illuminismo, tomo III, Firenze 2000, pp. 813-855.

C. Ajroldi, F. Cannone, F. De Simone, Lettere su Palermo di Giuseppe Samonà e Giancarlo De Carlo, Roma 1994.

N. Alfano, Città e case. Racconti di morfologia urbana, Palermo 2008.

F. Ferrara e P. Scala (a cura di), Il sopralluogo. Materiali di ricerca 5, Napoli 2006.

G. Amirante, M. R. Pessolano, Immagini di Napoli e del Regno. Le raccolte di Francesco Cassiano De Silva, Napoli 2005.

L. Fusco, F. D. Moccia, S. Polito, Dietro il risanamento. Il centro antico di Napoli, Napoli 1983.

L. Fusco, F. D. Moccia, S. Polito, Dietro il risanamento. I quartieri bassi di Napoli, Napoli 1983.

M. Malangone - La cultura neoclassica a Napoli nel dibattito europeo

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