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Antonio Franco Mariniello » 5.Immaginazione


Immagine e immaginazione

L’immaginazione è un momento specifico e fondativo del Progetto, come di ogni pratica artistica, se intesa non come semplice memoria di immagini (o come repertorio storico della propria esperienza del mondo), ma proprio come attività, come immaginazione progettante: nel senso che l’immaginazione associata alla riflessione (come capacità di elaborazione analogica, associativa, ecc.) in un processo di scambio ed intersezione con quest’ultima, genera nuove realtà, modificando ed arricchendo il mondo delle nostre esperienze.
Occorre perciò riconquistare il senso dell’immaginare come attività del pensiero che produce, trasforma, corregge, interpreta, ricorda, fuori dai condizionamenti imposti dalle immagini-mercato. Una immaginazione come capacità di ridiscutere da capo l’ordine e la natura del mondo reale.
L’architettura ha, per la natura del proprio lavoro lungo e complesso, una vitale necessità di prolungare su tutto il percorso del progetto l’azione costitutiva dell’immagine.

Sull’immaginazione progettuale

Ogni esperienza compositiva (o progettuale) ha inizio in una fase immaginativa in cui il pensiero attarda ad applicarsi sui dati oggettivi del problema (sito, struttura, programma, etc.), mentre preferisce percorrere un territorio assai eterogeneo di materiali accumulati dalla memoria, ricercando analogie, associazioni, corrispondenze, e procedendo così in un’area la cui forma non è ancora individuata.
La nascita di infinite associazioni e piani di significato costituisce la fase iniziale della composizione/progettazione architettonica; in questa fase, il centro di osservazione degli infiniti materiali del fenomeno architettonico non sta al di sopra di questi, ma risulta immerso in un vero e proprio magma di elementi instabili, che vengono di volta in volta inclusi o esclusi dall’idea pre-formale che si va costituendo.
In tal senso l’ideazione non sarà il frutto di una ‘riduzione’ bensì di una moltiplicazione controllata, selezionata, dei significati generati dalla interazione dei materiali.
(Cfr. F. Purini, Architettura didattica, Casa del Libro Editrice, 1980).

Alvaro Siza, schizzi.
Fonte: Atelier Pedroso.

Alvaro Siza, schizzi. Fonte: Atelier Pedroso.


Prefigurazione

Antonio Sant’Elia, La città Nuova (1914). Fonte: wikipedia

Antonio Sant'Elia, La città Nuova (1914). Fonte: wikipedia


Dall’immaginazione al progetto

Aldo Rossi, disegno.

Aldo Rossi, disegno.

Aldo Rossi, disegno. Fonte:  Exibart

Aldo Rossi, disegno. Fonte: Exibart

Aldo Rossi, Teatro del Mondo (1980). Fonte: Non solo cinema

Aldo Rossi, Teatro del Mondo (1980). Fonte: Non solo cinema


Dall’immaginazione al progetto (segue)

Santiago Calatrava, schizzi. Fonte:  Architettura in Progress – Valle Giulia

Santiago Calatrava, schizzi. Fonte: Architettura in Progress - Valle Giulia


Immaginazione e storia

È ancora l’immaginazione che consente di stabilire un rapporto attivo con la storia, che potremmo definire di ‘nostalgia attiva‘.
L’ancoraggio alla storia è inevitabile — vuoi per cercare riferimenti, vuoi per criticarli — ma per non ‘perdersi’ in essa, occorre scegliere e imparare a leggere in quel grande ‘libro di metamorfosi’ che è appunto la Storia.

Nella scelta gioca l’immaginazione, perché lo sguardo mentale alla storia è una rèverie — intesa come ’sogno ad occhi aperti’ — dove giocano un ruolo importante le stesse incongruenze logiche e cronologiche del sogno o della ‘fantasticheria’; dove le associazioni o le analogie hanno un peso, spesso, maggiore rispetto alle considerazioni ‘logiche’.

Aldo Rossi, la città analoga (1976). Fonte:  Brandenburgische Technische Universität

Aldo Rossi, la città analoga (1976). Fonte: Brandenburgische Technische Universität


Memoria e oblio

Il sogno è attività inconsapevole — o meglio, sub-consapevole — prodotto dell’agitarsi dell’inconscio, mentre la rèverie — che può comprendere tutte le architetture in un qui e ora — è sogno vigile.
E’ la consapevolezza storica, la conoscenza dei ‘fatti’ dell’architettura che consente la selezione, attraverso una continua azione, sul ‘corpo’ storico, di memoria e oblio:
rimane ciò che si sceglie di ricordare.
Ricordare e dimenticare sono le attività mentali che segnano in maniera decisiva la formazione dell’immaginario.
Rammemorazione-interpretazione (ermeneutica) sono, d’altra parte, una costante strutturale dell’attività compositiva-progettuale.

Le Corbusier, Schizzi dell’Acropoli
(Quaderno da disegno, 1911). Fonte: bybblog.net

Le Corbusier, Schizzi dell'Acropoli (Quaderno da disegno, 1911). Fonte: bybblog.net


Memoria e oblio (segue)

Marc Chagall, Sogno di una notte di estate (1939). Fonte:  Questo Trentino

Marc Chagall, Sogno di una notte di estate (1939). Fonte: Questo Trentino

William Blake, La scala di Giacobbe (1808). Fonte:  Alinari Archives

William Blake, La scala di Giacobbe (1808). Fonte: Alinari Archives


I materiali di supporto della lezione

Visioni - Tutto il cinema di: Luis Bunuel, Federico Fellini, Peter Grenaway.

Letture

C Baudelaire, Le salon de 1859, Fusées, Mon coeur mis à nu, Gallimard, Paris, 1975.

M. Ferraris, L'immaginazione, il Mulino, Bologna, 1974.

W. Kandinsky, Punto linea e superficie, Adelphi, Milano, 1968.

L. Moholy-Nagy, Vision in Motion, Theobald, Chicago, 1947.

Novalis, Frammenti, BUR, Milano, 1991.

V. Gregotti, Sull'immagine, in Casabella n° 570, luglio-agosto 1990.

M. Merleau-Ponty, La fenomenologia della percezione, Il Saggiatore, Milano, 1964.

Sguardi

W. Blake, La scala di Giacobbe, 1808, Londra, British Museum.

M. Chagall, Sogno di una notte d'estate, 1939, Grenoble, Mesée de Peinture e de Sculpture.

E. Cucchi, Vie stellari, 1998-99, Zurigo, coll. Bruno Bischofberger.

Ascolti - Musiche di: J. S. Bach, Johannes Brahms, Edgar Varèse, Pink Floyd (The dark side of the Moon, Wish you were here), The Beatles.

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