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Umberto Caturano » 2.Architettura: una nuova triade


Introduzione

Nella lezione precedente abbiamo ricondotto la nozione di progetto esecutivo alla dimensione più generale del progetto di architettura e individuato la sua duplice natura di definizione: del dettaglio dell’opera di architettura e della sua costruzione parlare del progetto conduce in via preliminare a dover parlare dell’architettura.

Come è noto ed ovvio, la nozione di architettura, può riferirsi ad una serie molto ampia di possibili definizioni, qui ne introdurremo una particolarmente utile a sviluppare il tema del rapporto architettura-costruzione.
Da questa definizione, non necessariamente di portata universale, scaturiranno di conseguenza le principali determinazioni dei significati che attribuiremo ai diversi concetti utilizzati in seguito.

Frank Lloyd Wright casa Kaufmann FALLINGWATER, U.S.A. Pittsburg (1932 – 1936). Fonte Almadar.

Frank Lloyd Wright casa Kaufmann FALLINGWATER, U.S.A. Pittsburg (1932 - 1936). Fonte Almadar.


Una triade semiotica

Le orme tracciate sulla sabbia, rappresentano l’esito di un’azione minima, sono letteralmente la traccia elementare della presenza dell’uomo sul territorio.

Definizione di architettura (1881): “…rappresenta l’insieme delle modifiche e alterazioni operate sulla superficie terrestre, in vista delle necessità umane, eccettuato il puro deserto.”

William Morris “Prospects of architecture in civilizazion”, in: On Art and Socialism, London, 1947 (trad. it., Architettura e socialismo, Bari, 1963, pag. 3)

Impronte sulla sabbia. Fonte Brian Bowman.

Impronte sulla sabbia. Fonte Brian Bowman.

William Morris (UK, 1834-1893). Fonte Harry Ransom Center.

William Morris (UK, 1834-1893). Fonte Harry Ransom Center.


Una triade semiotica

Malgrado questo “grado zero” le orme lasciate sulla sabbia, in quanto “segni” contengono già una realtà complessa.

Per analizzarla utilizzeremo le categorie individuate dalla semiotica (dal greco semeion = segno), come proposte da Charles Morris (1901 – 1979):

1. Pragmatica è la parte della semiotica che prende in esame l’origine, gli usi e gli effetti dei segni in rapporto al comportamento dove essi si manifestano;

2. Semantica si occupa del significato dei segni, di tutte le diverse maniere del significare;

3. Sintattica studia le combinazioni dei segni, senza curarsi dei loro specifici significati e delle loro relazioni con il comportamento in cui hanno luogo.

Impronte sulla sabbia. Fonte Brian Bowman.

Impronte sulla sabbia. Fonte Brian Bowman.

Tre dimensioni della semiotica morrisiana.

Tre dimensioni della semiotica morrisiana.


Una triade semiotica

Queste tre dimensioni sono da interpretare come tre componenti di base la cui combinazione dà luogo a singoli e definiti eventi di comunicazione.

Come per analogia, i diversi colori di un monitor sono prodotti dalla opportuna combinazione di tre diverse componenti cromatiche (RGB).

Segnale di divieto

Icona

  • Semantica 40%
  • Pragmatica 45%
  • Sintattica 5 %
Sistema di generazione cromatica RGB

Sistema di generazione cromatica RGB

Vietato fumare. Fonte Tanta Salute.

Vietato fumare. Fonte Tanta Salute.


Una triade semiotica

Analizziamo l’immagine:

  • 1 Semantica
    Le tracce sono il segno di un passaggio. Un’attenta analisi ci consente di individuare: direzione di marcia, quando è avvenuto il passaggio, le condizioni di chi ha lasciato quelle tracce (era ferito? portava un carico?)
  • 2 Pragmatica
    Ma l’immagine documenta un fatto concreto: un’azione che si è tradotta sul piano operativo in un risultato pratico (un viaggio? una fuga?)
  • 3 Sintattica
    Quelle orme si sono formate e sono rimaste come traccia sulla sabbia in funzione di una complessa serie di processi di natura fisica (la consistenza della sabbia, il peso e la dinamica dell’impatto esercitato dal piede, la presenza di eventuali azioni del vento, della pioggia,…).
Impronte sulla sabbia. Fonte Brian Bowman.

Impronte sulla sabbia. Fonte Brian Bowman.

Tre dimensioni della semiotica morrisiana.

Tre dimensioni della semiotica morrisiana.


Semantica/Architettura

Applichiamo la triade morrisiana all’architettura.

Semantica
La dimensione Semantica si riferisce alla sfera della comunicazione, dei segni, dei significati.

Questo capitello in ferro fucinato, che presenta una forma non necessaria alla sua funzione statica (ma quale capitello è soltanto un “pezzo” che trasferisce carichi da un elemento orizzontale ad uno verticale).

L’esempio tratto dall’architettura Art Nouveua (Victor Horta, Emile Tassel House, Brussels, Belgio 1893-97) qui ricorda il ruolo del linguaggio, dell’espressione, ma anche della comunicazione simbolica che è proprio dell’architettura al di là della mera dimensione decorativa.

Fonte Jardinons.

Fonte Jardinons.

Tre dimensioni della semiotica morrisiana.

Tre dimensioni della semiotica morrisiana.


Pragmatica/Architettura

Applichiamo la triade morrisiana all’architettura.

Pragmatica
La dimensione Pragmatica si riferisce alla sfera delle trasformazioni e dei processi di natura socio-ecomonica, delle tecnologie e delle organizzazioni.

Il tornio del vasaio, la prima macchina di produzione, riconduce nella tecnologia il tema del lavoro, dell’abilità e ricorda come la produzione non si riduce ad una sequenza meccanica di operazioni, quanto ad un processo attento di controllo.

Questa è la dimensione della fattibilità dell’architettura e rappresenta anche il punto di vista privilegiato di questo corso.

Tre dimensioni della semiotica morrisiana.

Tre dimensioni della semiotica morrisiana.


Sintattica/Architettura

Applichiamo la triade morrisiana all’architettura.

Sintattica
La dimensione Sintattica si riferisce alla sfera delle “leggi di natura”, dei processi che sottostanno alle interazioni fisico-chimiche, che possono trovare applicazione nei processi di produzione, ma che non consentono modifiche da parte dell’uomo.

Nell’immagine questa dimensione è richiamata dalla pendenza dei tetti che non è dovuta a fattori climatici (ci troviamo in Puglia) ma alla natura delle “tegole”:

  • elementi in calcare (lo stesso materiale utilizzato per i Trulli) che obbligano a quella determinata inclinazione per motivi di equilibrio statico e di protezione dalla pioggia.
Tre dimensioni della semiotica morrisiana.

Tre dimensioni della semiotica morrisiana.


Triade vitruviana

La triade vitruviana:

Venustas
non è solo preoccupazione estetica (Bellezza?), la radice “venus” tradisce un dominio semantico più ampio: le emozioni, la venerazione (il Sacro?); pertanto appare più utile individuare il dominio del senso (significato, valore).
Semantica risponde alla domanda: perché?

Utilitas
non è solo funzione od economia, la radice “ut” richiama al dominio semantico dell’utensile, alla sfera dei processi di trasformazione della tecnica.
La Pragmatica risponde alla domanda: come?

Firmitas
non è solo stabilità strutturale o durabilità, il concetto di assenza di cambiamento può essere riferito solo alle leggi di “natura”: sono queste le condizioni immutabili che regolano lo stato dei comportamenti dei sistemi reali.
La Sintattica risponde alla domanda: cosa?

Tre dimensioni della semiotica morrisiana.

Tre dimensioni della semiotica morrisiana.


Una nuova triade

Il concetto di Forma.

La sua Ambiguità

  • Triade vitruviana: caratteri e qualità dell’architettura;
  • Triade attuale: componenti dell’opera di architettura.
Triade vitruviana.

Triade vitruviana.

Triade attuale.

Triade attuale.


Una nuova triade

Il concetto di Forma.
La forma è il risultato sintetico dell’apporto delle tre dimensioni prima individuate.

Allora come il colore la “forma” è l’architettura e il progetto è il documento che la descrive e la rende realizzabile.

Triade vitruviana.

Triade vitruviana.

Triade attuale.

Triade attuale.


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