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Francesco Domenico Moccia » 8.La Parigi del dopo Kyoto: la proposta del gruppo Rogers


Sarcocity. Il concorso internazionale

Il Presidente della repubblica francese Sarkozy ha promosso una consultazione internazionale invitando 10 gruppi scientifico-professionali ad avanzare proposte per la Parigi del dopo Kyoto. La competizione ha preso il nome della Grand Pari, giocando sul doppio significato della parola pari che significa anche sfida. Lo scopo è quello di prevedere il futuro di una grande metropoli mettendo al centro i cambiamenti climatici e l’esaurimento delle fonti energetiche fossili.
La consultazione si inserisce (o sovrappone) nell’ordinario andamento della pianificazione comunale metropolitana parigina ed al lavoro degli enti locali. Il compito della pianificazione metropolitana è detenuto dalla Regione Ile de France ed alcune delle maggiori previsioni da essa elaborate sono anche riprese dai gruppi partecipanti quale la proposta della grande ferrovia anulare con funzione di metropolitana infraperiferica.
Nonostante le inevitabili tensioni istituzionali, l’incursione del governo e del capo dello stato negli affari di Parigi si può ascrivere alla prassi storica. Ambizione di ciascun presidente è di lasciare una propria impronta sulla capitale. Più originale è la scelta di non rivolgersi all’arte o all’architettura, come nel passato, ma ad un piano urbanistico ed ambientale.

Gruppo Rogers: principi generali

Ciascuno dei gruppi ha prodotto un rapporto, una sintesi e dei pannelli esposti in una mostra. Tutta l’iniziativa sbarca sulla rete con un sito appositamente realizzato.
Di seguito passeremo in rassegna le proposte più interessanti dei gruppi partecipanti. Il gruppo di Rogers, si fonda su quanto è già maturato nell’urbanistica britannica con particolare riferimento alla pianificazione della Grande Londra.
Il punto di partenza è l’enunciazione di 10 principi per generare il cambiamento:

  1. Promuovere un’urbanistica densa ad uso misto tendente alla coesione sociale
  2. Creare una prossimità tra la residenza, il luogo di lavoro e gli spazi aperti
  3. Sviluppare l’ambiente urbano per massimizzare la flessibilità e l’uso di lungo termine
  4. Adottare la mobilità verde incoraggiando il trasporto pubblico, la pedonalità e il ciclismo
  5. Integrare la natura per creare un ecosistema urbano equilibrato
  6. Garantire l’efficienza delle risorse riducendo l’impronta ecologica ed i rifiuti urbani
  7. Massimizzare la produzione locale di energia e le energie rinnovabili
  8. Creare un’ economia urbana dinamica e equilibrata
  9. Introdurre la governance strategica per attuare la visione a livello metropolitano
  10. Promuovere una nuova cultura di ecologia urbana connessa ai modi di vita sostenibili

Conviene soffermarsi su queste proposte perché si presentano come un insieme organico di indirizzi per la città ecologica.

Proposizioni fondamentali

Il gruppo esprime in forma schematica le proprie proposizioni fondamentali sulla metropoli del dopo Kyoto rappresentate in diagrammi teorici i quali si debbono calare sulla realtà urbana parigina per realizzare quelle trasformazioni desiderabili che l’avvicinino al modello. In questo modo si hanno idee chiare e coerenti degli obiettivi da raggiungere e un programma realistico di trasformazioni urbanistiche da realizzare.

Le quattro proposizioni sono:

  1. una forma urbana policentrica e densa
  2. integrazione alla forma urbana di una rete di spazi verdi
  3. un eccellente servizio di trasporto pubblico
  4. uso misto ben distribuito. Queste proposizioni vengono approfonditamente esplorate in tutte le loro implicazioni non solamente di natura ecologica, ma anche sociale e politica

Usi misti

Promuovere un’urbanistica densa ad uso misto attenta alla coesione sociale.
L’integrazione sociale è favorita da una forma urbana a densità elevata che ospita persone di livello sociale, culturale ed economico diverso in un ambiente in cui l’accesso all’impiego ed agli spazi pubblici è facilitato da una rete efficiente di trasporti e di servizi.
La densità deve attestarsi su 250-300 ab./ha. Alcune città, specie tra le metropoli asiatiche raggiungono densità di 500-1.000 ab./ha.
Bisogna offrire appartamenti a basso costo evitando di concentrarli in zone separate. Si possono porre come condizione per il rilascio dei permessi di costruire in percentuale sulle abitazioni private di mercato. La qualità architettonica degli spazi pubblici deve garantire un ambiente sicuro e gradevole per i pedoni, i bambini e ogni altro cittadino. Ciò è più facile con isolati compatti, con chiare distinzioni ed articolazioni tra spazi pubblici e privati e con una netta definizione delle aree comuni garantite nella gestione e nel controllo. La presenza di scuole locali garantisce l’integrazione tra gruppi sociali ed etnici costituendo anche centri della comunità locale.
La dotazione delle attrezzature pubbliche comprende biblioteche, agenzie per l’impiego, parchi, uffici postali e infrastrutture comunitarie.
Bisogna poi garantire i servizi di accesso all’impiego e un buon sistema di trasporto pubblico.

Obiettivi di sostenibilità

Avvicinare, il domicilio, il posto di lavoro e gli spazi liberi.
Poiché il pendolarismo quotidiano ha notevole incidenza tra le emissioni gas serra, obiettivo urbanistico fondamentale è ridurre le distanze. Il 50% degli abitanti dovrebbe essere a meno di 5 Km dal luogo di lavoro; il 100% a meno di m. 500 dai negozi di vicinato; 75% a meno di Km. 2 dalle attrezzature pubbliche di base; 100% a meno di m. 500 da area verde; 80% a meno di Km. 1 da parchi; 60% a meno di Km. 5 da aree naturali.
La prossimità consente una migliore circolazione delle idee e dei beni.

Sviluppare l’ambiente urbano per massimizzare la flessibilità e l’uso a lungo termine.
Si propone, da un lato, di evitare la dispersione di risorse impiegate per realizzare la città con la creazione di relativi rifiuti e, dall’altro, di restare al passo con una società in rapida evoluzione.
Si calcola che 85% del parco immobiliare della Gran Bretagna sarà ancora utilizzato nel 2050. Perciò si rende necessario aggiornare quest’edilizia sotto il profilo dei consumi energetici e garantire che la nuova edilizia sia adattabile alle innovazioni tecnologiche future.
I cambiamenti demografici dovuti all’allungamento delle vita media trasformeranno i bisogni dei cittadini.

Obiettivi di sostenibilità (segue)

Le tipologie più flessibili sono quelle di maggiore durata storica come le case cittadine medioevali, i depositi tradizionali, le piazze e i luoghi pubblici, i tetti utilizzabili (giardino, …), i porticati. Vanno poi realizzati i piccoli interventi di adeguamento che possono avere una grande diffusione, i cappotti termici.
Adottare la mobilità verde incoraggiando i trasporti pubblici, la pedonalità e la bicicletta.
Le politiche da adottare vanno dal pedaggio applicato anche alle strade urbane, riduzione dello spazio carrabile, facilitazioni per i veicoli multioccupanti, riduzione degli spazi di parcheggio, zone a zero emissioni,
Integrare la natura per creare un sistema urbano equilibrato.
Gli ecosistemi urbani meglio equilibrati si nutrono delle politiche di arginamento della diffusione urbana e della creazione di spazi verdi che forniscano un luogo di svago e di distensione ai cittadini, favorendo la biodiversità e le opportunità di produzione alimentare.

Corridoi ecologici

Garantire l’efficacia delle risorse nel ridurre l’impronta ecologica ed i rifiuti urbani.
Passare dalla città a metabolismo lineare a quella a metabolismo a circuito. Nella prima c’è un flusso unico in entrata ed uscita di alimenti, energia, beni di consumo che si trasformano in rifiuti, nella seconda, con il riciclo ed il reimpiego, i rifiuti organici e minerali vengono reimpiegati e si cerca di chiudere quanti più cicli è possibile.
Massimizzare la produzione locale dell’energia e dell’energia rinnovabile
Bisogna organizzare un sistema di distribuzione d’energia capace di gestire più fonti secondo i bisogni e di ottimizzare l’utilizzazione delle reti di riscaldamento e climatizzazione derivati da cogenerazione e centrali elettriche locali.

Più verde negli spazi pubblici

Creare una economia urbana dinamica e libera.
Per restare competitivi, mantenere la produttività ed assicurarsi che l’uguaglianza delle opportunità sia rispettata, le città debbono investire nell’educazione, attirare una manodopera diversificata, giovane ed internazionale, aumentare gli standard di qualità della vita e generare un ambiente innovativo e flessibile per gli affari.
Introdurre una governance strategica per l’attuazione di una visione a scala metropolitana.

Poiché i problemi ecologici, così come la loro soluzione hanno una scala metropolitana, è necessario un governo del territorio della medesima ampiezza. A Parigi, così come per le nostre città, il territorio metropolitano è frazionato in una molteplicità di enti locali di diverso livello. Alcune competenze sono statali ed altre di enti di settore. Si aggiungono le organizzazioni ed associazioni portatrici di interessi collettivi sempre più influenti nelle politiche urbane. Tutti questi soggetti debbono essere coinvolti in un sistema di governo aperto e sempre più consapevole della sfida ambientale.
Promuovere una nuova cultura di ecologia urbana unita a modelli di vita sostenibili.

È dimostrato come il semplice cambiamento dei comportamenti della popolazione è in grado di realizzare consistente risparmio energetico, minore produzione di rifiuti, riduzione delle emissioni di gas serra, senza modificare nessun altro dei fattori esistenti. Inoltre, ci sono applicazioni tecnologiche che richiedono una specifica istruzione perché possano diventare operative o essere ottimizzate. Perciò il cambiamento della città va accompagnato da una continua opera di educazione degli abitanti. A questo argomento è dedicato il rapporto 2010 sullo stato del pianeta del World Watch Institute: “Transforming cultures: from consumerism to sustainability.

Esempi di densificazione

Per creare quartieri equilibrati, è presentato il caso di Clichy-Sous-Bois.
Il quartiere si trova a Km. 15 dalla Gare du Nord e si può raggiungere in tempi che variano da 40 minuti a un ora e 20 con i mezzi pubblici. Poiché si trova a metà strada tra due stazioni della RER, avverte un senso di isolamento che potrebbe essere superato con la ferrovia anulare tram-treno.
È necessario qualificare gli spazi aperti e collegarli alla comunità. Serve una rete di percorsi pedonali, piste per lo sport, aree giochi per i bambini, negozi.
È possibuile realizzare nuove costruzioni in modo da rendere più compatto il quartiere e meglio definiti gli spazi aperti. Con le nuove costruzioni è possibile superare il monofunzionalismo residenziale con uffici, edifici per la cultura o la produzione.
Anche il tessuto residenziale si può arricchire con case per famiglie di redditi differenti.

Questa operazione di incremento residenziale, se è realizzato con abitazioni da immettere nel libero mercato, in quartieri di edilizia pubblica e su suoli di proprietà pubblica, permette anche di ricavare finanziamenti per realizzare la riqualificazione di aree periferiche degradate con la sistemazione degli spazi pubblici e il miglioramento della dotazione di servizi. Questi programmi di densificazione possono puntare anche al miglioramento delle prestazioni energetiche dei nuovi fabbricati ed al recupero energetico di quelli esistenti. La ricaduta sociale positiva è la trasformazione di ghetti in quartieri misti.

La natura in città

Per poter inserire nella città un ambiente con una maggiore biodiversità sono studiate diverse soluzioni per la presenza di verde all’interno del tessuto edificato anche nelle zone più centrali.

Si propone l’adozione dei tetti verdi in modo da utilizzare tutte le coperture piane per la presenza di vegetazione a cui si accompagna quella di insetti e di uccelli, oltre che ad ottenere un migliore isolamento termico e a trattenere un parte delle acque piovane.

Parigi si deve avvalere della presenza di due grandi parchi urbani creati da Haussmann agli estremi orientali ed occidentali della città: il Bois de Boulogne e de Vincennes. Per avvicinarli alla popolazione urbana, i progettisti pensano alla creazione di corridoi ecologici ogni volta che se ne presentino le condizioni.

Una prima condizione favorevole è l presenza di grandi boulevard anche all’interno delle zone urbane più centrali. Lungo queste arterie dove si registra già oggi la presenza di file alberate e di giardini spartitraffico, i può limitare la superficie destinata alla circolazione dei veicoli per incrementare la fasce di alberature e di verde.

Sono anche utilizzate le aree ferroviarie il cui vantaggio è di costituire una raggiera di penetrazioni dalla campagna verso il centro della città abbastanza numerosa data la notevole dotazione di linee che collegano Parigi a tutta il paese.

La naturalizzazione delle linee ferroviarie dovrà risultare compatibile con l’esercizio indispensabile ai trasporti avvalendosi degli spazi marginali dove sarà utile anche per creare uno schermo verso le zone abitate a loro protezione dai rumori dei convogli.

Centrale di generazione di energia

Nella proposta di questo gruppo va particolarmente apprezzato l’aver reso evidente come nel contesto urbano si possono creare sinergie intersettoriali le quali ottimizzano la produzione ed il consumo di energia.

Questa idea è formalizzata nella proposta di creare delle centrali integrate di generazione dell’energia da inserire nel cuore della città. Si tratta di grandi impianti sistemati in interrato e coperti da collinette verdi destinati a parchi urbani o di quartiere.

Il cuore dell’impianto è un centro di cogenerazione alimentato dai rifiuti raccolti attraverso l’incenerimento oppure con il gas metano prodotto dalle biomasse. Con la cogenerazione si produce contemporaneamente energia elettrica e calore utilizzando in maniera efficiente la combustione. I rifiuti umidi da cui si ricava il metano si trasformano in compost che concima le aree verdi urbane nei pressi. L’energia prodotta dai pannelli solari, dalle sonde geotermiche e dalle pale eoliche è integrata nel sistema.

La centrale controlla anche la raccolta delle acque piovane ed il riciclo della acque.

Integrazione delle infrastrutture

Le infrastrutture di trasporto come ferrovie ed autostrade costituiscono una barriera all’iinterno dei tessuti urbani e fonte di inquinamento acustico ed atmosferico.

La proposta del gruppo Rogers è di realizzare una integrazione di queste infrastrutture coprendole ed utilizzando la copertura per diverse funzioni urbane. Si possono costruire sui faschi di binari o sulle corsie di una autostrada edifici multipiani per uffici o abitazioni. Le coperture possono sostenere del terreno vegetale dando origine a progetti paesaggistici di parchi urbani. Al di sopra delle medesime aree si possono realizzare grandi attrezzature pubbliche come teatri, auditorium, musei, scuole o università.

In tutti i casi si tratta della creazione artificiale di nuovo suolo urbano, una risorsa che diventa sempre più scarsa, in zone ad elevata accessibilità con il sistema di trasporto collettivo, il cui uso intensivo anche per funzioni a grande attrazione comporta la razionalizzazione dei flussi di mobilità.

I materiali di supporto della lezione

Rogers Stirk Harbour + Partners / London School of Economics / Arup, Promouvoir une nouvelle culture de durabilité urbaine, PARIS MÉTROPOLE. LE DESSIN DE L'AGGLOMÉRATION PARISIENNE DU FUTUR, Février 2009.

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