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Francesco Domenico Moccia » 11.Principi di progettazione urbanistica della città ecologica


Preesistenze naturali

L’urbanista dei nostri giorni si trova a progettare un territorio già da molti secoli, se non millenni, oggetto di continue cure e trasformazioni umane; è molto raro che oggetto delle sue attenzioni debba essere la natura vergine ed incontaminata. Tuttavia, pur con le molteplici manipolazioni che si sono succedute nel tempo, elementi della natura saranno comunque rintracciabili anche se non a prima vista.
Può aiutare in quest’analisi delle componenti naturali la consultazione di carte storiche, per il motivo che il più massiccio e radicale assorbimento all’interno di un sistema del tutto artificiale è avvenuto nell’arco dell’ultimo secolo quando si è registrato anche un balzo nell’urbanizzazione. Sulle vecchie carte potranno essere rappresentati boschi ormai scomparsi, corsi d’acqua incanalati sotto strade, una diversa linea di costa alterata da colmate, opere di difesa o da moli ed altre strutture funzionali alla navigazione o alle operazioni portuali.

Center Street Plaza Project, Berkeley, Ca. Fonte: Ecocity Builders

Center Street Plaza Project, Berkeley, Ca. Fonte: Ecocity Builders


Preesistenze naturali

Da queste letture possono evidenziarsi degli elementi i quali sono nascosti e separati dagli spazi pubblici, diventati difficilmente accessibili per effetto di una valutazione che li considerava minacce alla vita urbana, fattori indesiderabili. Si è trovato comodo coprire ruscelli e canali per ricavare strade da edificare su entrambi i lati o di permetterne la sopravvivenza in giardini e cortili interni agli isolati.
Dobbiamo superare questo antagonismo tra natura e città.
Fare in modo che si possano intrecciare tra di loro per due motivi fondamentali:
1) è necessario restituire ai cicli naturali tutto il loro spazio perché possano ricostituire gli ecosistemi nella loro efficienza e fare in modo che si riduca il rischio naturale;
2) la stessa qualità ambientale così ottenuta contribuisca alla qualità dell’abitare.

L’associazione USA Ecocity Builders ha varato un programma per rinaturalizzare i corsi d’acqua che scorrono all’interno dei tessuti urbani e sono stati nascosti intubati nelle fognature.

Center Street Plaza Project, Berkeley, Ca. Fonte: Ecocity Builders

Center Street Plaza Project, Berkeley, Ca. Fonte: Ecocity Builders

Center Street Plaza Project, Berkeley, Ca. Fonte: Ecocity Builders

Center Street Plaza Project, Berkeley, Ca. Fonte: Ecocity Builders


Preesistenze naturali

Nei disegni a lato, gli allievi del laboratorio di governo del territorio (Laboccetta, Massa, Di Vaio, Maglione, La Mesa) hanno rintracciato il corso di un rivo proveniente dal Vesuvio ed inglobato nei tessuti urbani di Torre del Greco.
L’individuazione è stata possibile grazie alle indagini idrogeologiche di scala più vasta in cui si definivano i bacini imbriferi e il sistema idrografico del vulcano.
Le tracce si perdevano al limite del centro abitato anche per omissioni nella rappresentazione della carta tecnica. L’indagine ravvicinata ha potuto risolvere i dubbi e condurre ad un progetto di piccolo parco fluviale lineare attraverso gli isolati che può acquistare importanti valori di corridoio ecologico.

Ricostituzione dell’alveo. Fonte: Laboratorio di Governo del Territorio, corso di Laurea UPTA, responsabile prof. F. D. Moccia, allievi: Laboccetta, Massa, Di Vaio, Maglione, La Mesa

Ricostituzione dell'alveo. Fonte: Laboratorio di Governo del Territorio, corso di Laurea UPTA, responsabile prof. F. D. Moccia, allievi: Laboccetta, Massa, Di Vaio, Maglione, La Mesa


Preesistenze naturali

Naturalizzazione dei corsi d’acqua con ingegneria naturalistica. Fonte: Laboratorio di Governo del Territorio, corso di Laurea UPTA, responsabile prof. F. D. Moccia, allievi: Laboccetta, Massa, Di Vaio, Maglione, La Mesa

Naturalizzazione dei corsi d'acqua con ingegneria naturalistica. Fonte: Laboratorio di Governo del Territorio, corso di Laurea UPTA, responsabile prof. F. D. Moccia, allievi: Laboccetta, Massa, Di Vaio, Maglione, La Mesa


Preesistenze naturali

Nelle aree libere all’interno dei tessuti urbani va valutata la possibilità di destinare zone agricole per la produzione alimentare, come orti urbani. Il vantaggio è dato dall’opportunità di fornire i cittadini con prodotti freschi più salutari perché senza conservanti e impiegare al lavoro una popolazione marginale. Si risparmiano i tempi ed i costi di trasporto eliminando le relative emissioni di gas serra.

Recupero di ruscelli interrati perché diventino elementi di aree pedonali nei tessuti urbani centrali. Strawberry Creek a Center Street, Berkeley, California. Fonte: Ecocity Builders

Recupero di ruscelli interrati perché diventino elementi di aree pedonali nei tessuti urbani centrali. Strawberry Creek a Center Street, Berkeley, California. Fonte: Ecocity Builders


Continuità dei corridoi ecologici

Perché le zone recuperate alla natura abbiano il massimo dell’efficacia nella ricostituzione della biodiversità è opportuno metterle in rete per assicurare la circolazione e la propagazione delle specie.
In questo senso è opportuno fare riferimento ai corridoi ecologici eventualmente pianificati ai livelli di area vasta (provinciale o regionale) per trovare i legami già previsti alle aree naturali protette.
In assenza di una tale pianificazione sarà comunque utile localizzare i parchi nazionali e regionali le zone SIC e ZPS per valutare come realizzare le connessioni ad esse.

Proposta di Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Napoli (2007). I corridoi ecologici sono individuati con le strisce. Fonte: Provincia di Napoli

Proposta di Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Napoli (2007). I corridoi ecologici sono individuati con le strisce. Fonte: Provincia di Napoli


Il verde nei tessuti urbani

Nel progetto delle parti urbane l’intreccio della natura con i tessuti costruiti può diventare sempre più fitto nella misura in cui si riesce a ricostituire gli ambienti originari. Per esempio l’ecosistema delle coste basse ha subito profonde trasformazioni per l’installazione di impianti portuali o per la realizzazione di altre infrastrutture, come strade carrabili. Nelle recenti riabilitazioni dei waterfront, come in questo caso di Toronto, viene impiegato un grande sforzo alla ricostituzione dell’ecosistema dunale con tutti i suoi passaggi dal mare alla terra. Oltre alla completa riabilitazione e disinquinamento delle isole meno aggredite dallo sviluppo urbano, è l’intero litorale che riacquista le sue proprietà di fascia tampone ed assicura una transizione più graduale dal mare alla terra a beneficio degli abitanti.
Altre modalità per far penetrare il verde nei tessuti urbani sono quelle dei piccoli parchi o della rimodellazione degli spazi delle strade e delle piazze, unita al contenimento del traffico automobilistico.

In foto: Central waterfront part II plan
Paula M. Dill Commissioner urban developmentservices
Paul J. Bedford Chief planner and executive director city planning division
copyright © 2001, City of Toronto.

Toronto: aree verdi sul fronte urbano. Fonte: Waterfront Toronto
Toronto: la costa naturalizzata. Fonte: Waterfront Toronto
Toronto: alberatura delle strade. Fonte: Waterfront Toronto

Il verde nei tessuti urbani

All’interno dei tessuti urbani le aree verdi si articolano in spazi pubblici, la cui minima dotazione deve assicurare almeno mq. 9 di superfici per ciascun abitante (D. M. 1444/1968).
Ad essi vanno aggiunti gli spazi verdi su suolo privato i quali risultano dalla differenza tra la superficie coperta consentita e la superficie fondiaria. Questi spazi scoperti possono essere anche pavimentati ed adibiti a parcheggi, ma è possibile stabilire norme di quote di suolo permeabile obbligatorio che limitino questi usi e permettano una maggiore presenza di zone verdi.
Come si nota in questo master plan della East Bayfront Precinct del Toronto Waterfront Revitalization Plan, tutte la aree scoperte hanno avuto destinazione a verde.

Spazi verdi su suolo pubblico. Fonte: Waterfront Toronto
Spazi verdi su suolo privato ma di uso pubblico. Fonte: Waterfront Toronto
Spazi verdi su suolo privato e di uso privato. Fonte: Waterfront Toronto

Il verde nei tessuti urbani


Il sistema di trasporto pubblico di massa

Una volta tracciata la trama delle presenze naturali e un programma per evidenziarle e rafforzarle progressivamente, l’altro elemento fondamentale per il disegno della città ecologica è il sistema di trasporto pubblico. Se l’obiettivo è di ridurre il traffico automobilistico, allora non è sufficiente aumentare frequenze, diffusione e comodità del servizio, ma è necessario che la forma della città sia determinata dal sistema di trasporto ovvero che ci sia una connessione stretta tra distribuzione degli usi del suolo e circolazione.
Il principio più rigoroso sarebbe quello di fare in modo che ogni cittadino non si trovi mai ad una distanza superiore a 5 minuti di cammino a piedi dalla stazione di una metropolitana (circa m. 400).

Non disponendo di un sistema di trasporto cosi capillare, nella progettazione si hanno due alternative, da applicare in base alla consistenza della domanda:

1) estendere il trasporto pubblico con interscambio alla metropolitana per assicurare la prossimità;

Laboratorio di Governo del Territorio, prof. F. D. Moccia, allievi: Vollono Antonello, Zagaria Vincenzo, Nigro Antonio, Cimmino Pasquale

Laboratorio di Governo del Territorio, prof. F. D. Moccia, allievi: Vollono Antonello, Zagaria Vincenzo, Nigro Antonio, Cimmino Pasquale


Il sistema di trasporto pubblico di massa

2) operare con una politica di trasferimenti di diritti di edificazione per concentrare intorno al nodo di trasporto esistente l’area urbanizzata provvedendo alla liberazione e recupero alla natura o all’agricoltura delle zone a bassa densità mal servite. La seconda soluzione diventa preferibile in funzione della qualità ambientale delle zone di sprawl o in processi di riduzione demografica, rischio ambientale, declino delle attività economiche.
Nelle due tavole presentate si nota come è stato condotto il rilevamento del sistema di trasporto (slide precedente) e come l’insediamento è stato progettato (zona in grigio, la parte in azzurro è la laguna) insieme ad un sistema di trasporto che include una tramvia ed un servizio di trasporto su acqua entrambi collegati al metrò del mare ed alla metropolitana regionale su ferro.

Laboratorio di Governo del Territorio, prof. F. D. Moccia, allievi: Vollono Antonello, Zagaria Vincenzo, Nigro Antonio, Cimmino Pasquale

Laboratorio di Governo del Territorio, prof. F. D. Moccia, allievi: Vollono Antonello, Zagaria Vincenzo, Nigro Antonio, Cimmino Pasquale


Il sistema di trasporto pubblico di massa

Questo progetto di riqualificazione urbanistica della fascia costiera di Castellammare di Stabia tra il nuovo porto turistico di Marina di Stabia e il vecchio porto commerciale sceglie di conservare la linea ferroviaria Torre Annunziata-Castellammare- Gragnano, perché assicuri un servizio metropolitano veloce e di realizzare una stazione in corrispondenza del nuovo porto turistico.
Il complesso edilizio multifunzionale si sviluppa tutto sopra ed intorno alla fermata del treno. In esso si concentrano tutti i servizi portuali, con evidenti connessioni alle banchine, ma costituisce anche un centro residenziale e di lavoro raggruppando le attività in fabbricati alti, uno dei quali è un albergo.
Questo polo non solo deve contrastare lo sprawl che ha devastato la piana del Sarno, ma consentire il trasferimento della popolazione sparsa in modo che i suoli possano essere riguadagnati alla agricoltura di quella fertile piana alluvionale.
Nella mappa, dove si nota il fiume rinaturalizzato, è chiaro lo schema di circolazione che assicura l’accesso al porto dei mezzi pesanti su gomma ma si avvale, per i passeggeri, della ferrovia.

Laboratorio di Urbanistica. Prof. F. D. Moccia, Allievi: D’Apice, Cerrato, D’Alessandro, Carcatella, Biondi

Laboratorio di Urbanistica. Prof. F. D. Moccia, Allievi: D'Apice, Cerrato, D'Alessandro, Carcatella, Biondi


La concentrazione sui nodi di accesso

La scelta architettonica dell’hyperedificio o megastruttura facilita la concentrazione di una complessità di funzioni. Per le altre costruzioni l’inserimento paesaggistico e l’ecoefficienza si ricerca attraverso il tetto giardino realizzato in continuità con il suolo, le aree parco, gli spazi aperti. Laboratorio di Urbanistica. Prof. F. D. Moccia, allievi: D’Apice, Cerrato, D’Alessandro, Carcatella, Biondi

La scelta architettonica dell'hyperedificio o megastruttura facilita la concentrazione di una complessità di funzioni. Per le altre costruzioni l'inserimento paesaggistico e l'ecoefficienza si ricerca attraverso il tetto giardino realizzato in continuità con il suolo, le aree parco, gli spazi aperti. Laboratorio di Urbanistica. Prof. F. D. Moccia, allievi: D'Apice, Cerrato, D'Alessandro, Carcatella, Biondi


Il sistema di trasporto pubblico di massa

La riconfigurazione dei centri urbani immaginata da Register si basa sull’eliminazione del traffico automobilistico. Rappresentato con vignette molto espressive, il processo di trasformazione può guadagnare gli ampi spazi di parcheggio e circolazione per introdurre ambienti verdi all’interno del tessuto urbano. Anche i grandi centri commerciali andrebbero sostituiti con fabbricati a destinazione mista sempre allo scopo di ridurre gli spostamenti quotidiani degli abitanti.
L’altro principio di fondo è quello di prevedere un sistema di circolazione sovrapposto a più livelli. Questa sembra una delle chiavi per l’incremento della densità edilizia. La possibilità di sovrapporre funzioni, invece che disseminarle sul territorio in zone separate e specializzate è uno dei fattori di fondo che riduce la mobilità e le distanze rendendo necessario il ricorso all’auto. Lo spostamento in verticale con ascensori e scale mobili non inquina l’atmosfera.
Questo sistema di circolazione sovrapposta moltiplica gli spazi aperti e di incontro sociale consentendo molte opportunità di progettazione con caratterizzazione di grande varietà.
La diffusione del tetto giardino in tutte le sue variabili, assicura quei vantaggi di ecoefficienza che sono stati più volte richiamati. In aggiunta, prospetta una innovazione del paesaggio urbano dove intrecci innovativi possono essere esplorati.

Fase 1. Trasformazione ecologica di un centro commerciale in tre fasi. Fonte: Ecocity Builders
Fase 2. Trasformazione ecologica di un centro commerciale in tre fasi.Fonte: Ecocity Builders
Fase 3. Trasformazione ecologica di un centro commerciale in tre fasi.Fonte: Ecocity Builders

La circolazione interna

Nella progettazione urbanistica attuativa gli spazi pubblici debbono avere una chiara connotazione, anche se non è richiesto il progetto definitivo.
Questa è l’opportunità per assicurare un’ampia pedonalità all’interno dei nuovi quartieri. Per realizzarla con coerenza ed efficacia è indispensabile assicurare la protezione dalle auto e dagli altri veicoli evitando le circolazioni miste dove la prepotenza dei guidatori si afferma con l’invadenza degli spazi anche non destinati ad essi e con la minaccia alla sicurezza ed incolumità dei pedoni.
E’indispensabile rendere i percorsi non solamente sicuri ma anche gradevoli facendo in modo che la disposizione delle attività li renda molto frequentati nella gamma oraria più estesa possibile.
Il loro disegno, disponendo in maniera armonica gli elementi di arredo, può determinare un paesaggio urbano gradevole e di valore estetico. Ci si preoccuperà della comodità nell’uso provvedendo,con la presenza di acqua, alberi, prati e fiori a realizzare un clima adatto e delle visuali gradevoli.
La percorrenza pedonale non deve risultare marginale o residuale, ma costituire l’asse fondamentale di comunicazione del complesso urbanistico.

Percorso pedonale. Fonte: Waterfront Toronto

Percorso pedonale. Fonte: Waterfront Toronto

Percorso pedonale. Fonte: Waterfront Toronto

Percorso pedonale. Fonte: Waterfront Toronto


I materiali di supporto della lezione

Steiner, Frederick, Costruire il paesaggio. Un approccio ecologico alla pianificazione, Milano, McGraw-Hill, 2004.

Richard Register, Ecocities. Rebuilding Cities in Balance with Nature, Gabriola Island, Canada, New Society Plubisher, 2006.

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