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Massimiliano Campi » 4.Le fasi del rilievo: La Rappresentazione


La rappresentazione

Come si determina il processo di “Rappresentazione”?

  1. Vedere/Concettualizzare/Misurare/Capire
  2. La Visualizzazione – Visualizzare (mentalmente e poi in grafici)
  3. La Documentazione – Organizzare i risultati e gestirli, governarli
  4. La Comunicazione – Organizzare la trasmissione del sapere

La concettualizzazione

La concettualizzazione è a fase programmatoria che interessa le scelta sulle modalità, gli strumenti, i supporti, gli oggetti e l’articolazione delle parti dell’architettura, che si intende Rappresentare.

Sulla concettualizzazione – ovvero sull’Idea di architettura – incide la Cultura dei diversi tempi storici.

La visualizzazione

La visualizzazione è la capacità di disegnare mentalmente oggetti e/o forme che ancora non esistono o che esistono ma che non sono esplicite.
I rappresentatori dotati di buone capacità di visualizzazione non solo sono in grado di disegnare oggetti nella propria mente, ma sono capaci di controllare quell’immagine mentale muovendosi intorno ad essa, indagandone la forma.

La documentazione

La documentazione è il momento del processo di rappresentazione che ha come obiettivo la sistematizzazione della conoscenza e quindi dei grafici, dei file e di tutto il materiale prodotto.
La documentazione può diventare parte integrante e basilare di un processo di comunicazione, al fine di diffondere e divulgare i risultati ottenuti.

La comunicazione

La comunicazione ha come obiettivo proporre gli esiti della conoscenza dei manufatti esistenti e della progettazione dei nuovi manufatti.
La buona comunicazione è finalizzata a limitare le possibilità di ambiguità, in modo che si possa comprendere e quindi valutare un’idea, un’indagine, una prefigurazione architettonica.
La comunicazione è un momento di Verifica Critica

I modi della rappresentazione


Lo schizzo

Lo Schizzo è la rappresentazione istantanea di un’idea o di un oggetto di studio che ne sintetizza Il Linguaggio e ne testimonia la Cultura di appartenenza.

Le Corbusier

Le Corbusier

M. Longhi il giovane

M. Longhi il giovane


Lo schizzo

Le nuove metodologie di rappresentazione del progetto contemporaneo, tendono a dare immagini globali e a superare la scomposizione , in piana, prospetto e sezione, tipica della professionalità tradizionale.
Lo Schizzo per il rilievo / Lo Schizzo come strumento immediato di Conoscenza.

Mario Ridolfi

Mario Ridolfi

Santiago Calatrava

Santiago Calatrava


I metodi geometrici

Le tecniche di rappresentazione come notazione linguistica

La Prospettiva

Il momento storico in cui la prospettiva diventa sintesi di rappresentazione e forma (Brunnelleschi; Pier Della Francesca)
L’Assonometria
Il momento storico in cui l’assonometria diventa strumento critico per esibire il confronto tra architetture nello loro soluzioni costruttive (Choisy) – L’ottocento

Il momento storico in cui l’assonometria diventa esibizione linguistica (Sartoris; Rietveld; Gropius; Hejduk) – Il novecento

I metodi geometrici

Il centro di vista in un punto reale dello spazio. Il fascio di rette convergenti.

L’Uomo è al centro dell’Universo

La prospettiva centrale rinascimentale ha la sua più alta esplicitazione nella Città’ Ideale rappresentata nella Tavola di Urbino (ignoto)


I metodi geometrici

La Prospettiva

I presupposti della Prospettiva Lineare

Fattori geometrici e proporzionali, precisi rapporti tra gli oggetti, valutazione delle distanze, centralità, trovano concrete realizzazione nelle opere di Filippo Brunelleschi (1377-1446) quali le chiese di San Lorenzo e di Santo Spirito.


I metodi geometrici

La Prospettiva

Il prospetto della chiesa del Gesù (Roma 1684) viene tagliato da un’asse che rivela la prospettiva centrale delle navate.

Chiesa del Gesù, Jacopo della Porta

Chiesa del Gesù, Jacopo della Porta


I metodi geometrici

La Prospettiva

Il prospetto di un interno, disegnato da H. Vedreman de Vries (1527-1604) sottolinea la prospettiva centrale della scatola parallelepipeda che interferisce con le “prospettive accidentali” delle porte aperte.

H. Vedreman de Vries

H. Vedreman de Vries


I modi della rappresentazione

L’Assonometria
le tecniche di rappresentazione come esibizione linguistica

Il centro di vista è all’infinito. Rappresentazione culturale

H. Vedreman de Vries

H. Vedreman de Vries

Alberto Sartoris. Cattedrale di Friburgo, 1931

Alberto Sartoris. Cattedrale di Friburgo, 1931


gli ESITI della didattica

Le geometrie esplicite e/o Implicite alla forma

Il disegno indaga significati, strutture, geometrie, funzioni, sottese alla forma. Va oltre il visibile.
Il disegno ha possibilità infinite di andare oltre il reale, di rendere visibile quanto solo è possibile nella mente.

gli ESITI della didattica

La rappresentazione identifica e visualizza ciò che non l’occhio non può vedere. La geometria diventa percepibile e la forma reale si traduce in un linguaggio che il nostro sistema percettivo riconosce.


gli ESITI della didattica


gli ESITI della didattica

Le nuove immagini digitali, soprattutto quelle configuranti una realtà virtuale, propongono oggi grossi cambiamenti teorici e operativi rispetto alle impostazioni tradizionali, contribuendo ad ampliare il concetto stesso di rappresentazione.
Rappresentare al di là del vero e del misurabile, nascondere e mostrare, sono alcune delle vocazioni tipiche di tali radicali forme di elaborazione grafica; immagini dai molteplici valori espressivi dove è difficile ritrovare i tradizionali riferimenti iconici e simbolici. In questo senso, la rappresentazione non è solo equivalente al pensiero.

gli ESITI della didattica

L’idea, contaminata dal medium comunicativo-espressivo, è costantemente alla ricerca di nuove forme; le immagini digitali del progetto possono rappresentare l’idea come “movimento” e quindi riprodurne virtualmente l’azione e simularne la percezione. In questa direzione può essere anche riguardato il fenomeno della realtà virtuale, che non è più solo la rappresentazione di un evento (già manifesto o che deve manifestarsi), ma neanche semplicemente la sua riproduzione. E’ forse la rappresentazione di un modello mentale del mondo reale, riproduzione istintiva delle idee, che investe tutti i sensi ed è esplorabile in più dimensioni.

gli ESITI della didattica


Conclusioni

Quando il nostro obiettivo è la conoscenza, la trasmissione del pensiero, e la sua formalizzazione nella documentazione e nell’informazione, la rappresentazione diventa opera di crescita e di responsabilità.
Ciò ci rende, forse, capaci di un Controllo Critico del Sapere.

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