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Teresa Colletta » 8.Fonti cartografiche urbane per lo studio delle città storiche. La cartografia storica strumentale e utilitaria: le carte militari, le carte catastali e pre catastali


La cartografia strumentale ed utilitaria

Come abbiamo evidenziato nelle precedenti lezioni, la cartografia storica urbana prospettico-assonometrica o illustrata con vedute è di grande ausilio nello studio delle città. Ancor più che la cartografia illustrata la cartografia strumentale militare, ma prioritariamente quella catastale costituisce valido strumento, ovvero la fonte privilegiata, unitamente alle testimonianze scritte per lo studio storico – urbanistico delle città.
Ci soffermeremo quindi in queste prossime lezioni sulla cartografia militare e successivamente sulla cartografia catastale.

La cartografia strumentale: la cartografia militare
La cartografia militare va considerata quale particolare tipo di cartografia, come si è in più occasioni sottolineato, redatta per scopi utilitari e tecnici ed in tal senso può denominarsi una cartografia strumentale o utilitaria. Pertanto mentre tutte le raccolte di carte di città dallo scopo rappresentativo e ornamentale, di cui abbiamo lungamente parlato nelle Lezioni precedenti (4 e 5) sono rivolte ad un grande pubblico e sono diffuse tramite la stampa e i volumi degli Atlanti, la cartografia militare è quasi sempre manoscritta e rimane per lo più segreta e nelle mani dei committenti dell’ opera cartografica.
Questo particolare tipo di cartografie di mano militare è enormemente discontinua e legata a fatti contingenti: guerre, campi di battaglie, accampamenti militari, spedizioni militari, ricognizioni spionistiche, illustrazioni di assalti e di conquiste di territori, visite ed ispezioni di luoghi forti etc.. rimane perlopiù conservata in archivi privati, ove viene gelosamente preservata ad occhi indiscreti e “nemici” per più secoli, essendo dannosa la diffusione agli stessi interessi di chi le aveva commissionate.
( da T. Colletta, La cartografia storica militare e gli archivi segreti… 2003).

La cartografia militare

Le carte militari oggi sono custodite nelle Biblioteche e negli Archivi di molte città capitali e in molte altri luoghi urbani in tutto il mondo.
Il ritrovamento e studio di queste “carte” fanno parte spesso di autentiche “scoperte” da parte degli studiosi, ove questi archivi siano stati inventariati ed aperti al pubblico negli anni più recenti.

Le cartografie militari assumono un grande rilievo all’interno della storia della cartografia urbana e territoriale sia perché strettamente legate ad esigenze contingenti, sia per gli intenti tecnici con le quali sono state redatte: siano essi informativi, difensivi o di progetto di operazioni militari da attivare sul territorio. Tali caratteristiche della cartografia militare sono evidenti ad iniziare dall’epoca classica, ma si specializzano in periodo rinascimentale con le esatte misurazioni dei luoghi e diventano scientifiche con la “nuova arte fortificatoria” e alle soglie del Settecento per verificarne l’importanza in ragione delle rinnovate necessità di difesa.

La cartografia militare (segue)

La cartografia storica militare e gli archivi segreti

All’interno del vasto campo disciplinare della cartografia urbano territoriale, cioè di quelle rappresentazioni della città e del territorio restituite dopo un rilievo di base condotto sul campo, la cartografia militare assume grande rilievo sia per le documentazioni grafiche preziose, sia per le possibilità che offre agli studi storico – urbanistici, per la precisione dei rilevamenti del tessuto urbano e degli spazi liberi, rilevati e restituiti in scala.
Queste carte oggi sono custodite nelle Biblioteche e negli Archivi di molte città capitali e in collezioni private; il ritrovamento di queste “carte” fa parte spesso di autentiche “scoperte” da parte degli studiosi, ove questi archivi siano stati inventariati ed aperti al pubblico negli anni più recenti.

Gaeta. Pianta manoscritta della cinta fortificata alla metà del Seicento consrvata a Parigi ( da T. Colletta, Il potenziamento delle fortificazioni della città portuale di Gaeta ….’, Roma 2007)

Gaeta. Pianta manoscritta della cinta fortificata alla metà del Seicento consrvata a Parigi ( da T. Colletta, Il potenziamento delle fortificazioni della città portuale di Gaeta ….', Roma 2007)


La cartografia catastale

La cartografia strumentale: la cartografia catastale
Vorrei parlarvi più particolarmente di cosa deve intendersi per catasti e quindi della vera e propria cartografia catastale. Successivamente ci soffermeremo su cosa deve intendersi per cartografia pre – catastale o anche para – catastale, secondo altri. La ragione di questi chiarimenti sono orientati a darvi ragione di come e perchè sono tutte fonti di estrema rilevanza per la storia della città.

Procedendo per ordine vediamo prima cosa deve essere inteso per catasto. Deve intendersi per catasto un artificio inventato, gia’ in epoca romana, per la suddivisione dei suoli, sia giuridica e poi anche geometrica, e quindi un’assegnazione di distinzione di proprietà tra privati diversi.
E’ ovvio che tale processo è di estrema utilità perché mette ordine tra gli elementi edificati, ma anche tra gli appezzamenti di terreno. E’ questo gesto o decisione, sia esso descrittivo, o grafico o cartografico un primo gesto di organizzazione di un territorio, di un dominio, di una proprietà urbana o rurale, da parte pubblica o da parte privata. Il documento catastale descrittivo o la carta catastale, spesso anche di periodo alto – medievale e medievale, non cerca quindi di evidenziare un quadro complessivo dell’ambiente urbano e delle sue qualità architettonico – ambientali, cui come si è visto compete ad altre forme di rappresentazione dell’urbano: l’iconografia e la cartografia illustrata, ma come conviene ad un documento o ad un rilevamento di tipo gestionale, o anche militare, o di possesso, opera una scelta, pone dei limiti, ignora o elimina certi fatti, mentre ne seleziona o ingigantisce altri, tutto ciò secondo un ordine prestabilito.

La cartografia catastale (segue)

Il catasto, sia nei primi documenti altomedievali, soltanto descrittivi, che nei successivi anche cartografici, pone dei limiti, distingue le proprietà private individuali, dallo spazio collettivo e pubblico e dalle proprietà religiose; differenzia gli spazi agricoli da quelli edificati… seguendo uno schema razionale che è alla base dell’artificio della matrice catastale che opera una suddivisione dei suoli, sia giuridica che geometrica. La nascita infatti della scienza del catasto – il plan chiffrè – è del 1738 in Piemonte in vista di una nuova amministrazione dei comuni; bisognerà però aspettare i tempi della Rivoluzione francese del 1789 per prevederne un’attuazione pratica sulla città e sul territorio.
Per un approfondimento sui catasti: cfr. il testo di R. Zangheri, I catasti, in “Storia d’Italia”, Einaudi,Torino 1973, vol.V, tomo II, pp. 764 sgg.

Napoli .  Particolare di Rilievo catastale particellare 1:200  del 1889 per i “Quartieri bassi” 
(da T. Colletta, Napoli città portuale e mercantile…,2006).

Napoli . Particolare di Rilievo catastale particellare 1:200 del 1889 per i “Quartieri bassi” (da T. Colletta, Napoli città portuale e mercantile…,2006).


La cartografia catastale (segue)

Ora però va detto, e questo interessa particolarmente noi storici dell’urbanistica, che questo principio operativo della suddivisione dei suoli e dell’organizzazione del terreno e dei fabbricati ha attraversato varii stadi di maturazione nei secoli. Infatti la suddivisione delle proprietà è mezzo assai antico di organizzazione dello spazio.
Per catasto infatti non si deve intendere soltanto “il mezzo di controllo fiscale per il calcolo dell’imposta finanziaria”, ciò avverrà per l’Italia solo nell’Ottocento, sulla scia dei principi teorici enunziati alla fine del Settecento, cioè il cossidetto catasto parcellario o parcellaire. Con tale termine catasto bisogna invece intendere tutte le forme di parcellizzazione e suddivisione dei suoli, acquisiti dall’uomo a titoli diversi, e di cui “proprietà immobiliare” rappresenta per noi la riduzione!
Dal momento infatti in cui gli stati, ma prima ancora i Comuni italiani divennero grandi e bene organizzati per una memoria collettiva non scritta, in Tunisia si pensi ancora oggi in molte zone non c’è ancora che la trasmissione per via orale della certificazione della proprietà, senza alcun atto ufficiale esistente a dimostrarlo! La ripartizione delle concessioni edilizie, e qui sta il legame importante per noi storici dell’urbanistica, quasi sempre è il momento del passaggio di un suolo da agricolo ad organizzato coltivamente o poi anche edificato a dare luogo ad una prima registrazione della sua proprietà - fu irrealizzabile senza l’astuzia contabile, poi ufficializzata, di una registrazione scritta prima, e poi disegnata o figurata di quella suddivisione o concessione operata: sia essa da parte privata, religiosa o governativa!

La cartografia pre-catastale

La cartografia di tipo catastale inizia infatti in ritardo, come abbiamo detto, non prima del XVIII secolo in Italia, mentre l’agrimensura cabreistica è già esistente, nel XVII secolo. I cabrei erano raccolte di disegni rappresentanti le proprietà fondiarie di enti laici, ecclesiastici e della nobiltà. Ogni foglio conteneva la planimetria del fondo, con i relativi edifici, spesso in assonometria, le alberature e le colture…

Esiste però un’esemplificazione di una prima generazione dei catasti, ai quali vanno aggiunti i piani terrieri della prima epoca moderna, riguardanti i domini di un solo proprietario, o interi comprensori e parti di città appartenenti ad enti pubblici o privati, o anche ad enti monastici.
Sono queste delle figure catastali ad uso interno, concepiti per il piacere di gestire e pianificare meglio il proprio possedimento, questi documenti, pur non assumendo sempre la qualifica d’atti legalmente efficienti, possono essere a buon ragione inseriti in questa prima generazione di catasti.

Queste prime mappe catastali urbane di mano privata sono state chiamate mappe pre – catastali o mappe para – catastali come adessso si dirà in dettaglio.

Napoli, mappa pre-catastale del territorio di “Campanoro” proprietà religiosa, oggi i quartieri spagnoli (da T. Colletta. Napoli La cartografia pre-catastale…, 1985).

Napoli, mappa pre-catastale del territorio di “Campanoro” proprietà religiosa, oggi i quartieri spagnoli (da T. Colletta. Napoli La cartografia pre-catastale…, 1985).


La cartografia pre-catastale (segue)

Queste prime mappe catastali urbane, dette mappe pre-catastali oltre a possedere delle notevoli qualità grafiche e tecniche, essendo redatte sotto forma planimetrica ed in scala, spesso sono anche accompagnate da profili e prospetti delle cortine edilizie; sono difatti una risorsa senza precedenti per la storia urbana e ne abbiamo dimostrato le ragioni per Napoli. (cfr. T. Colletta, Napoli. La cartografia pre – catastale, numero mon. 34-35 di “Storia della città”, 1985)

La cartografia pre – catastale è infatti una ricostruzione attenta della costruzione della città perchè attraverso la ricostruzione delle “aree stimate”, accompagnate da una serie di notizie: sulla dimensione della proprietà e da informazioni: sul reddito agrario, la “stima dei beni” in preparazione dei censi delle abitazioni, nonchè delle liste dei proprietari, talvolta con le loro occupazioni e titoli e i passaggi di proprietà sono di estrema rilevanza ad un discorso di ricostruzione dei processi formativi dell’urbano.

I documenti più antichi, ovvero del XIV e XV secolo sono rarissimi, mentre la cartografia pre – catastale si arricchisce nella fine del Cinquecento e per tutto il Seicento e il Settecento. Almeno in Italia, di pari passo con la specializzazione dell’arte e delle tecniche topografiche di rilevamento, identicamente a quanto avviene per la cartografia militare.

Napoli. Pianta della Platea di Santo Spirito di Palazzo, nel futuro largo di palazzo, (da T. Colletta, Napoli. La cartografia pre-catastale…,1985).

Napoli. Pianta della Platea di Santo Spirito di Palazzo, nel futuro largo di palazzo, (da T. Colletta, Napoli. La cartografia pre-catastale…,1985).


L’uso delle fonti catastali per la storia dell’urbanistica

La Cartografia pre-catastale o para-catastale. L’uso delle fonti catastali per la storia urbanistica

Le città storiche attraverso i catasti, strumenti per una ricostituzione del processo tipologico.
Esemplificazioni di uso dei catasti storici: catasti e ricostruzione dei tessuti storici.

Esemplificazioni

Va ricordato ancora l’estrema utilità dell’esperienza in corso sul centro storico di Roma ove si introduce il discorso sull’esperimento in atto su alcune parti del centro storico di Roma nelle quali in scala 1:1000 si pone a confronto la cartografia catastale attuale al 1000, il catasto gregoriano (attivato nel 1835) e la citta’ antica romana. Dando così sia una prima informazione delle trasformazioni del tessuto urbano negli ultimi 150 anni. Nonchè le totali complesse trasformazioni avutesi dall’analisi della “forma Urbis Romae” del Lanciani (così come la rilevò nel 1893-1901).

Carta del centro storico di Roma, Foglio 49. Particolare dell’area con il Teatro di Marcello a cura di E. Guidoni. La città attuale in nero, la città antica in rosso, la città ottocentesca dal catasto gregoriano in verde.

Carta del centro storico di Roma, Foglio 49. Particolare dell'area con il Teatro di Marcello a cura di E. Guidoni. La città attuale in nero, la città antica in rosso, la città ottocentesca dal catasto gregoriano in verde.


L’uso delle fonti catastali per la storia dell’urbanistica (segue)

Esemplificazioni di uso dei catasti storici: catasti e ricostruzione dei tessuti storici

Particolare dell’area in scala 1:500 in cui sono documentate in maniera più completa tali tappe storiche, aggiungendosi nelle tavole i numeri civici e le strade, più i confini e i numeri catastali vecchi e nuovi, nonchè l’elenco delle emergenze!

Esempio di utilizzazione della cartografia pre – catastale napoletana, delle platee degli ordini monastici per la ricostruzione della proprietà fondiaria ecclesiale al principio del Cinquecento e la nascita delle vere ricchezze immobiliari religiose ed il loro forte condizionamento per lo sviluppo della città vicereale!
(cfr. il numero monografico di” Storia della citta”, nn. 34-35 del 1985 T. Colletta “Napoli. La cartografia pre-catastale”).

Copertina del numero monografico su La cartografia storica pre-catastale a Napoli di T. Colletta.

Copertina del numero monografico su La cartografia storica pre-catastale a Napoli di T. Colletta.


L’uso delle Fonti catastali per la storia dell’urbanistica (segue)

La cartografia ricostruttiva/interpretativa “costruita”  dallo storico dell’urbanistica. Napoli. Le proprietà fondiarie religiose a Napoli nel Cinquecento  a cura di T.  Colletta
(da T.  Colletta. Napoli. La cartografia pre-catastale, 1985).

La cartografia ricostruttiva/interpretativa “costruita” dallo storico dell'urbanistica. Napoli. Le proprietà fondiarie religiose a Napoli nel Cinquecento a cura di T. Colletta (da T. Colletta. Napoli. La cartografia pre-catastale, 1985).


Catasti e ricostruzione dei tessuti storici

Nelle esemplificazioni fatte sull’ uso dei catasti storici.

Catasti e ricostruzione dei tessuti storici: non possiamo non fare riferimento alla tematica svolta su catasti e informatica.

La ricerca svolta sui Centri minori del territorio bolognese e fonti catastali da F.Bocchi (pubblicata su “Storia della città”, del 1984). Ivi è operata una ricostruzione delle proprietà e dei diversi ordini sociali in planimetria utilizzando la fonte del catasto Boncompagni della fine Settecento come base planimetrica.
Nelle piante si legge la trasposizione sulla mappa catastale di Piumazzo, delle proprietà degli enti ecclesiastici e comunità locali.

Catasti e informatica

Fra le esperienze più interessanti di ricostruzione dei tessuti storici, tramite la fonte catastale è da vedersi quella del centro storico di Carpi. Tramite la lettura della fonte archivistica catastale del 1472 con il procedimento e i risultati dell’analisi informatica si è ottenuta una pianta al 1472 di Carpi.
Questa analisi ha condotto alla ricostruzione dell’insediamento ad una data che la convenzione storiografica non assegnava all’estremo medioevo, ma conveniva essere “rinascimentale”.
(cfr. il numero monografico di “Storia della citta’” n.30 del 1984 dedicato a “Catasti e informatica e curato da F. Bocchi.

Copertina del volume su “catasti e informatica” a cura di F. Bocchi.

Copertina del volume su “catasti e informatica" a cura di F. Bocchi.


Catasti e informatica (segue)

Il Catasto descrittivo di Carpi del 1472 analizzato con il computer, particella descrittiva per particella descrittiva, ha dato modo agli storici dell’urbanistica, con l’aiuto dell’informatica, di poter operare una ricostruzione planimetrica puntuale dell’impianto urbano quattrocentesco sul tessuto attuale della città.

Pianta di Carpi al 1472 sulla base informatica catastale (da “Storia della città” 1983).

Pianta di Carpi al 1472 sulla base informatica catastale (da “Storia della città” 1983).


Le lezioni del Corso

I materiali di supporto della lezione

E. Guidoni, La mappa della storia, in "Storia della città" n.29, del 1983

Numero monografico di "Storia della citta'" n.30 del 1984 dedicato a "Catasti e informatica e curato da F. Bocchi.

Numero monografico di" Storia della citta", nn.34-35 del 1985 su "Napoli. La cartografia pre-catastale” curato da T. Colletta.

T. Colletta, Capri nell' Ottocento, la militarizzazione del territorio e le trasformazioni urbanistiche dopo l'Unità, in "Storia dell'urbanistica/ Campania", n.2 , 1991.

T. Colletta, La cartografia storica militare e gli archivi segreti. Il sistema di fortificazioni "a la moderna" del grande porto di Malta nella cartografia d'archivio settecentesca, in "Bollettino del Dipartimento di conservazione", n.2, 2003.

T. Colletta, Il potenziamento delle fortificazioni della città portuale di Gaeta nella prima metà del Seicento per mano dell'ingegnere Antonino Vento, in Annuario Storia della Città, Roma, 2007.

Per un approfondimento sui catasti italiani: R. Zangheri, I catasti, in "Storia d'Italia", Einaudi ,Torino 1973, vol.V, tomo II, pp. 764 sgg.).

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