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Teresa Colletta » 18.La storia delle piazze nell' "Editoriale" di Enrico Guidoni del 1993 e nel volume su "Le piazze storiche italiane dal Medioevo al Novecento". Progettazione, Vedute, Metrologia del 2005.


La storia delle piazze, Editoriale 1993

(da E. Guidoni, La storia delle piazze, in “Storia della città” nn.54-56, 1993, pp.3-5 – Editoriale/Temi: La storia delle piazze)

Non è possibile qui tracciare sia pure per sommi capi, una storia delle piazze italiane ma si può individuare qualche filo conduttore utile a mettere a fuoco i problemi principali, alcuni passaggi epocali importanti e alcune caratteristiche che contraddistinguono le piazze storiche italiane rispetto a quelle di altri paesi.
Per lo storico dell’urbanistica, la piazza è l’elemento più pregiato, più interessante di tutto il territorio; la piazza centrale delle città e dei piccoli centri è, per definizione, il centro di un territorio. Ciò almeno si verifica in Italia, dove il rapporto tra città e campagna è, soprattutto nel centro-nord, un rapporto di dominio e di strettissima correlazione.
La piazza è un concentrato delle risorse economiche e delle specificità culturali che caratterizzano i diversi luoghi, le diverse città e come tale ha funzionato nell’età medievale e moderna.
Per capire lo sviluppo e l’evoluzione progettuale delle nostre piazze, dobbiamo partire per lo meno dal periodo comunale, tra il XII e il XIII secolo. Soprattutto nel XIII secolo i comuni hanno sentito la necessità di imporre la propria presenza nei centri cittadini, di costruire, insieme ai palazzi sede delle attività politico-amministrative, anche le piazze; e fin da allora le piazze sono state il risultato di sventramenti e di una attività progettuale precisa e continua.
Fino a quel momento nelle città medievali esistevano certamente delle piazze: erano i sagrati delle chiese, gli spazi destinati a mercato; ma con la piazza pubblica si crea una nuova struttura che fa da centro propulsore, rispetto a tutte le altre iniziative successive. Le piazze dell’Italia del Nord sono ancora oggi le piazze comunali, molto trasformate, ma che in fondo corrispondono a quest’immagine urbana e civile nata tanti secoli fa.

La storia delle piazze: le piazze comunali

La situazione attuale non è altro che il risultato di moltissime trasformazioni ma documenta la sua persistenza, è un elemento resistentissimo rispetto alle altre componenti della città.

Il centro civico, in quanto struttura indispensabile, costata fatica e investimento, necessaria al funzionamento economico e politico della città, è l’elemento che è stato nei secoli più salvaguardato, più curato da tutti i punti di vista.
Ogni governo, ogni regime ha prodotto i suoi progetti spesso non realizzati o realizzati parzialmente. tentando di modificare a proprio vantaggio il centro cittadino, innanzitutto propagandistico, nel senso di valorizzare gli edifici sede delle nuove magistrature o delle nuove attività, ma poteva avere anche carattere militare.

Nell’Italia del centro-nord gran parte delle piazze cittadine sono di fondazione medievale.
La Piazza Grande di Bologna creata artificialmente mediante una serie di espropri all’inizio del 200, è uno dei casi più antichi e interessanti di appropriazione da parte del comune dello spazio centrale della città; si attua una politica coerente non solo sui suoli ma anche sugli interventi. urbanistici.
Il governo comunale è un governo estremamente forte, rigido, che non tollera opposizioni, è capace di fare delle piazze e bandire gli oppositori, e così portare a termine i propri progetti.
Fin dall’inizio le piazze comunali hanno avuto una varietà notevole di funzioni. Innanzitutto la [fun-zione] commerciale: la piazza civile nasce come piazza dl mercato che esisteva anche nell’alto medioevo. I comuni ribadiscono questa funzione primaria ma spesso creano delle piazze apposite per i mercati, cercando di non sommare le attività meno decorose con le attività legate alla politica e alla rappresentanza.

La storia delle piazze: le piazze di mercato comunali (segue)

Comunque l’attività mercantile, e lo abbiamo verificato nell’analisi di piazza Mercato a Napoli (vedi Lezione n.17) è sempre connaturato alla storia delle piazze o per le botteghe che circondano la piazza o, ancor più, perché il suolo della piazza è un suolo pregiato, è un suolo sottratto all’edificazione, quindi è un suolo che deve essere destinato a una attività produttiva.

E noi vediamo che fin dal Medioevo, e poi anche nel ‘500, nel ‘600 e nell’età contemporanea, l’area delle piazze di mercato è affittata ai singoli banchi, quindi produce un reddito e fra l’altro questo è un elemento che disturba da sempre la sistemazione monumentale delle piazze.
La piazza ha un uso militare, un uso politico, un uso commerciale: ma nel ‘200 è il ceto dei mercanti che comanda nella definizione delle nuove piazze, quindi impone nuovi criteri di pulizia, di decoro, di perfezione formale e tutto questo si lega con la rappresentatività della piazza.

La piazza comunale, soprattutto la piazza unica, la piazza più importante della città, è la sua vetrina, è il luogo che viene per primo visto dagli stranieri, dai mercanti, dai pellegrini che si recano invariabilmente dalle porte della città al centro civico. Molte piazze si assomigliano.

Una piazza può essere imitata in un’altra piazza e le città medievali fanno a gara per esprimere attraverso le piazze la propria ricchezza, il proprio decoro, la propria cultura. Questa gara si riflette sia nella forma complessiva sia negli abbellimenti.

Nella piazza nasce l’arredo urbano, il gusto per la bella pavimentazione, per quegli elementi artistici che vengono esposti talvolta come in un museo all’aperto e ancora una volta si deve ricordare che molto spesso nelle piazze comunali e rinascimentali venivano esposti frammenti di architettura e di scultura romana ritenuti particolarmente pregevoli.

Le piazze medievali dei Comuni italiani

Nelle piazze i comuni costruiscono le fontane che sono delle vere opere d’arte, come nel caso di Perugia e di Siena.
La fontana ha una sua utilità che non è però l’elemento prevalente: i pregi principali della fontana sono quelli artistici e simbolici: essa esprime il dominio della città sul territorio, perché una fontana non si può realizzare se non si realizza l’acquedotto che porta l’acqua in città e questo è spesso un manufatto lungo parecchi chilometri.

La piazza è a sua volta un’opera d’arte non solo perché risponde a un rigoroso progetto iniziale, ma perché si cerca in tutti i modi di continuare ad abbellirla per controllarne l’aspetto estetico.
Il più antico decreto che imponga una soluzione uniforme a tutte le case che circondano una piazza è quello che ci è rimasto per Siena: si ordina appunto, alla fine del ‘200, che tutte le case che si dovranno costruire sulla piazza. dovranno avere le finestre a colonnelli, cioè le finestre con le colonnine a bifora o a trifora ed essere prive di balconi.
È un primo criterio estetico applicato in modo molto rigido e che fa comprendere in che modo la qualità architettonica della piazza stesse a cuore alle magistrature cittadine.

Gubbio. La piazza dei consoli (foto dell’a.2008).

Gubbio. La piazza dei consoli (foto dell'a.2008).


Le piazze medievali dei comuni italiani, segue

La funzione estetica, scenogratica, rappresentativa, col passare del tempo acquista un’importanza sempre maggiore rispetto alla funzione economica, politica, commerciale. Le esigenze scenografiche, di visibilità sono ben presenti nelle piazze duecentesche ma lo saranno sempre di più nel ‘300 e poi naturalmente a partire dal ‘400 con la codificazione della prospettiva. Direi che una delle caratteristiche delle piazze italiane, medievali e moderne, è proprio quella di essere anche delle scene architettoniche, studiate in ogni dettaglio per tener conto del rapporto tra edificio monumentale e città.

La piazza è così il luogo dove l’edificio monumentale, il monùmento principale che può essere la chiesa o il palazzo pubblico, deve essere percepito nel migliore dei modi, deve fare bella figura ma non come elemento isolato, deve essere rapportato attraverso un gioco di spazi e di prospettive innanzitutto al tessuto circostante, ai palazzi che circondano la piazza e a tutto quanto si può vedere stando sulla piazza. Inoltre deve essere rapportato anche alla città nel suo complesso.

L’edificio principale rappresenta l’istituzione, e naturalmente c’è un legame strettissimo tra istituzione e piazze. Se si tratta della chiesa, della cattedrale, la piazza sarà legata alla istituzione ecclesiastica, al vescovo: se si tratta di una piazza comunale la piazza apparterrà al Comune. E l’istituzione che promuove la costituzione delle piazze, come abbiamo visto nel caso dei Comuni, e che ne cura la manutenzione: già nel ‘200 ci sono molti statuti che trattano della migliore conservazione delle piazze.

Lo spazio privilegiato della piazza riveste quasi un carattere sacrale. La piazza è sacra rispetto alla città e al suo complesso, sacra anche alle attività mercantili: i mercanti tengono moltissimo alla qualificazione della piazza che considerano un pò come l’estensione del loro negozio, come uno spazio che deve essere sempre pulito, ben ordinato, moderno, per far fare alla città bella figura di fronte ai mercanti forestieri: e questo principio è rimasto valido fino ai nostri giorni.

Le piazze medievali e la visione diagonale. Lo spazio trapezoidale

Per quanto si riferisce all’impianto urbanistico, possiamo sottolineare che già nel Medioevo ci sono dei precisi modelli progettuali, non tanto delle piazze che si ripetono nella loro forma, ma dei modi molto caratteristici di comporre l’edificio monumentale con lo spazio vuoto. Ad esempio c’è un tipo di piazza che privilegia la veduta di spigolo dell’edificio principale, che viene osservato diagonalmente, il che ne esalta la volumetria. Si tratta di un espediente efficacissimo dal punto di vista prospettico ed architettonico: questa visione diagonale, quindi non simmetrica, sarà tra quelle codificate dalla prospettiva rinascimentale. Troviamo, già dal ‘200, le piazze rettangolari allungate, chiuse dal fronte dell’edificio principale. Si tratta sopratutto di piazze ecclesiastiche, come le piazze di Santa Maria Novella o di Santa Croce a Firenze: piazze con fondale che anticipano le più celebri soluzioni cinquecentesche. Esistono altri tipi di soluzioni spaziali che introducono elementi di illusione prospettica, il più importante è lo spazio tràpezoidale costruito davanti alla facciata dell’edificio da valorizzare allo scopo di creare un avvicinamento fittizio della facciata rispetto allo spettatore. Questo espediente avvicina il monumento al tessuto circostante e al cittadino ed è molto frequente nel periodo rinascimentale, già a partire dal ‘400. Tra gli esempi più importanti si possono citare la piazza di Pienza e la piazza del Campidoglio, modelli cui si ispireranno poi molte altre piazze e spazi pubblici rinascimentali e barocchi. Nel Rinascimento si riprendono i modelli medievali, tentando però di regolarizzare la piazza, evitando qualsiasi tipo di asimmetria, e introducendo una caratterizzazione da cortile interno. Il recupero dell’architettura classica favorisce questa regolarizzazione. Gli effetti scenografici e prospettici accompagnano il progressivo complicarsi dei progetti nel periodo barocco: progetti che sono sempre incentrati sul desiderio e sulla necessità di organizzare intorno al monumento principale uno scenario che ne esalti l’importanza senza lasciarlo isolato.

La piazza maggiore di Ferrara e la visione diagonale

La piazza maggiore di Ferrara e la visione diagonale (da libro di testo “Piazze italiane” …, 2005).

La piazza maggiore di Ferrara e la visione diagonale (da libro di testo “Piazze italiane" …, 2005).


La monumentalizzazione delle piazze tra Rinascimento e Barocco

Questa è una caratteristica delle piazze italiane,che riguarda. Non soltanto la planimetria ma anche l’altimetria e che porterà poi a soluzioni estremamente complesse: basta pensare alle piazze del barocco romano o alle piazze dell’Jtalia meridionale del ‘600 e del ‘700.

A questo processo di monumentalizzazione si -accompagna la -decadenza di alcune funzioni iniziali primarie: l’importanza politica decade con la decadenza dell’indipendenza cittadina alla fine del Medioevo, mentre dalle piazze viene gradualmente estromesso il mercato ritenuto un’attività non confacente con la rappresentatività.

Della piazza si impadronisce il principe, dapprima militarmente e quindi da tutti gli altri punti di vista: la piazza così diventa il luogo dove la magnificenza che è un qualcosa di completamente avulso rispetto alla vita di tutti i giorni, viene imposta e viene rappresentata a maggior gloria del principe stesso con lo scopo di nascondere e sovrastare le altre qualità della città.
Le piazze rinascimentali e barocche prevaricano nei confronti dei tessuti storici e producono una riduzione della città ai suoi spazi rappresentativi, cosa che nel Medioevo non si verifica mai.

Le zone centrali delle nostre città principali, ad esempio il centro storico di Roma, sono leggibili come una successione di piazze: si passa da una piazza all’altra attraverso strade che, anche se conservano gli antichi tracciati, non sono che il prodotto di continui allargamenti attuati nel tempo per favorire le visuali dei monumenti principali e le vedute di ingresso alle piazze.

La monumentalizzazione delle piazze tra Rinascimento e Barocco (segue)

Una delle numerose piazze monumentali italiane pubbliche e religiose allo stesso momento nello stesso spazio urbano. L’esempio di Moncalieri (Nord Italia) (foto dell’a.2007).

Una delle numerose piazze monumentali italiane pubbliche e religiose allo stesso momento nello stesso spazio urbano. L'esempio di Moncalieri (Nord Italia) (foto dell'a.2007).

Moncalieri: Il lato religioso della piazza con la cattedrale e sul fronte opposto il largo spazio civile con portici (foto dell’a. 2007).

Moncalieri: Il lato religioso della piazza con la cattedrale e sul fronte opposto il largo spazio civile con portici (foto dell'a. 2007).


La piazza e gli edifici monumentali

Il concetto di piazza, si estende e include qualsiasi elemento urbanistico che ha come scopo principale l’esaltazione di monumenti, dello spazio vuoto completamente architettato, simmetrico e quindi sostanzialmente statico.

La piazza del Duomo è la piazza centrale più grande e più ricca della città che si è sempre riconosciuta in questa piazza ma ci sono anche Piazze civiche monumentali. C’è stato un periodo in cui il centro civico era nucleo fondante esattamente nel periodo in cui hanno comandato i mercanti, cioè dai primi decenni del ‘200 e Trecento Come ad esempio a Gubbio.

Gubbio dimostra come diverse istituzioni, i Consoli, riescano attraverso la costruzione di piazze a monopolizzare l’attenzione e l’interesse di tutta la città.

Gubbio. Piazza dei Consoli con il palazzo omonimo (foto dell.a. 2009).

Gubbio. Piazza dei Consoli con il palazzo omonimo (foto dell.a. 2009).


Carlo Cattaneo e le piazze storiche

È utile leggere, a conclusione di questo excursus, un passo di Carlo Cattaneo sulla sistemazione della piazza di Milano nel secolo scorso, cioè quasi alla fine di questo processo. Carlo Cattaneo scrive sul Politecnico nel 1839 all’indomani di un concorso che aveva visto moltissime proposte per sistemare la piazza: “Una piazza destinata ad aggiungere magnificienza ad un edificio deve vivamente coordinarsi ad esso, nel medesimo tempo consistendo essa in una certa disposizione delle fabbriche circostanti non può svincolarsi del tutto dalla loro necessaria condizione, quando poi si tratta di aprirla nel mezzo di un’antica città bisogna pure tenerne in qualche conto la costruzione generale poiché tare una piazza non è fare una città. La nostra piazza dovrebbe dunque riuscire un mezzo termine sagace tra la piazza civica e quella del Duomo“.

Noi non sappiamo ciò che avverrà in seguito alla nostra piazza ma chi ha immaginazione e senso dell’arte rifuggirà sempre da una grandezza la quale non risulti dalla ricchezza del pensiero ma da una meccanica ripetizione di un meschino elemento e nei suoi desideri vagheggerà piuttosto una varia e magnifica aggregazione di edifici i quali nel cuore di una città esprimono alla piena la multiforme esistenza di una città.

Carlo Cattaneo e le piazze storiche (segue)

Roma. La piazza del Pantheon una delle più partecipate piazze storiche italiane dal periodo romano fino ad oggi con Roma capitale d’Italia (foto dell’a. 2007).

Roma. La piazza del Pantheon una delle più partecipate piazze storiche italiane dal periodo romano fino ad oggi con Roma capitale d'Italia (foto dell'a. 2007).


Carlo Cattaneo e le piazze storiche (segue)

Palermo (Sicilia). La Piazza di mercato di Ballarò con le bancarelle di alimentari nella piazza religiosa  aperta innanzi la chiesa del Carmine (foto dell’a. 2008).

Palermo (Sicilia). La Piazza di mercato di Ballarò con le bancarelle di alimentari nella piazza religiosa aperta innanzi la chiesa del Carmine (foto dell'a. 2008).


Le Piazze storiche italiane dal Medioevo al Novecento

Nella ricerca condotta negli anni 2002-2003 con un nutrito gruppo di ricercatori e di docenti coordinati da Enrico Guidoni si pubblicava un contributo innovativo allo studio sulle piazze italiane. Le piazze scelte in un lungo arco cronologico, sono tutte studiate secondo la stessa metodologia. Si è aperta una ricognizione sulla progettazione, sulle vedute ed iconografie, la restituzione planimetrica in scala adeguata e l’individuazione degli assi di simmetria, delle visuali e della metrologia.

Si mostrano nelle immagini che seguono delle esemplificazioni tratte dal volume del 2005 due piazze rinascimentali: la SS.Annunziata a Firenze e piazza Farnese a Roma.

Tra queste esemplificazioni nelle Lezioni precedenti si è già individuata Piazza Plebiscito a Napoli (vedi Lezione 15) e si studierà la piazza di Palmanova nella prossima Lezione (Lezione 19).

Copertina del volume su “Le piazze italiane dal Medioevo al Novecento”.

Copertina del volume su "Le piazze italiane dal Medioevo al Novecento".


Le Piazze storiche italiane dal Medioevo al Novecento (segue)

La restituzione planimetrica della piazza religiosa monumentale dell SS.Annunziata , definita in queste forme dall’architetto Filippo Brunelleschi (da “Le Piazze storiche italiane”…2005).

La restituzione planimetrica della piazza religiosa monumentale dell SS.Annunziata , definita in queste forme dall'architetto Filippo Brunelleschi (da “Le Piazze storiche italiane"…2005).


Le Piazze storiche italiane dal Medioevo al Novecento (segue)

Restituzione della monumentale piazza privata nobiliare  dei Farnese a Roma dominata dal palazzo Michelangiolesco (da “Le Piazze storiche italiane”, 2005).

Restituzione della monumentale piazza privata nobiliare dei Farnese a Roma dominata dal palazzo Michelangiolesco (da “Le Piazze storiche italiane", 2005).


Le lezioni del Corso

I materiali di supporto della lezione

La Lezione è frutto delle ricerche sulle piazze svolte negli anni 1998-2002 e 2004-2006.

Per approfondimenti:

Numero monografico di “Storia della città” su “Le piazze” in cui si pubblicano gli Atti del Convegno del 1989, Milano 1993.

E. Guidoni (a cura), Le piazze italiane dal Medioevo al Novecento, Progettazione, Vedute, Metrologia, Roma 2004.

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