Vai alla Home Page About me Courseware Federica Living Library Federica Federica Podstudio Virtual Campus 3D Le Miniguide all'orientamento Gli eBook di Federica La Corte in Rete
 
 
Il Corso Le lezioni del Corso La Cattedra
 
Materiali di approfondimento Risorse Web Il Podcast di questa lezione

Teresa Colletta » 2.La conservazione integrata ed il suo ruolo nella pianificazione urbanistica delle città storiche


Dalla “salvaguardia delle città storiche” (1987) alla conservazione integrata (2011)

La conservazione integrata, l’unità–identità della città storica
La concezione di “conservazione integrata” ampiamente riconosciuta a livello mondiale (UNESCO, ICOMOS, ICCROM, Consiglio d’Europa, ecc.), pone in evidenzia tutti i singoli valori, uniti nella loro complessità e tutelati nella loro unità-identità in unicum che costituisce il valore urbano.
Valore urbano che spesso è soggetto a “rischio”. Cioè tutto ciò è quanto la città storica può perdere nel caso di una catastrofe naturale, senza escludere anche gli altri rischi ai quali gli insediamenti urbani di antica origine sono soggetti: quali quelli ambientali (inquinamento, ecc.), quelli antropici (guerre, ecc.).
Tra i rischi vanno considerati oggi anche quelli della pressione turistica e l’uso distorto del patrimonio urbano con il fenomeno ben noto, posto all’attenzione da Françoise Choay, dell’attuale “industria culturale” (da Teresa Colletta, Il valore urbano, 2005).

Dalla “salvaguardia delle città storiche” (1987) alla conservazione integrata (2011)

La conservazione integrata, l’unità–identità della città storica

Oggi il valore urbano è particolarmente tutelato a confronto con gli anni della tutela rivolta ai singoli monumenti. Dopo la Carta di Venezia (1964) e la Dichiarazione di Amsterdam del 1975 particolare attenzione è volta alla conservazione dei centri storici ed ad una riflessione da parte dell’ICOMOS (International Council of Monuments and Sites) a redigere a Toledo nel 1987 la “Carta Internazionale per la salvaguardia delle città storiche”.

In questa Carta, oggi di valore mondiale perché ratificata a Washington nello stesso anno, con l’ampliamento agli USA dell’ICOMOS Europeo, per la prima volta si enuncia lo specifico valore urbano dei centri di antica e la loro lunga tradizione storica artistica ambientale nonché l’opportunità che siano prese “misure preventive” per salvaguardare il loro patrimonio, assicurandone in primis la tutela dell’“autenticità” (art. 14).
Oggi 2009 è lo stesso Comitato scientifico internazionale sulle città storiche dell’ICOMOS (CIVVIH) a promuoverne una modificazione per le trasformazioni in atto nelle città per gli sviluppi ed espansioni.

Il lavoro di riflessione ha condotto alla definizione dei “Principi di Valletta” nel 2011. Vedi le slide 21 e 22 di questa lezione per maggiori approfondimenti.

La conservazione urbana integrata

La conservazione quindi deve essere “Integrata” così come sancito dalla “Dichiarazione di Amsterdam ” del 1975 garantendo non solo la tutela degli edifici di pregio architettonico e ambientale, ma inserendo tale tutela nel più generale tema del rimodellamento della città contemporanea in funzione del preciso obiettivo del miglioramento della qualità della vita.
La “Dichiarazione di Amsterdam ” del 1975 sancisce che la conservazione del patrimonio architettonico deve essere “uno dei principali obiettivi della pianificazione urbana e dell’assetto territoriale.” E definisce la conservazione integrata come l’azione congiunta delle tecniche del restauro e della ricerca delle funzioni appropriate”.
La individuazione di nuove modalità d’uso per i beni, implicano l’esercizio della tutela attiva, definita attraverso progetti di riuso ed adeguamento, anche a fini turistico-culturali (Carta del Turismo Culturale-ICOMOS, 1999).
La valorizzazione si propone come necessario correlato della conservazione, come ricerca di funzioni appropriate esprimenti il bisogno sociale in un coinvolgimento attivo dei soggetti preposti alla tutela.

Questo coinvolgimento attivo si deve necessariamente confrontare con le specificità del singolo bene, promuovendone la conoscenza, la proposta d’uso compatibile, il progetto d’intervento.

La conservazione urbana integrata

La tutela ed il recupero del patrimonio devono essere una rivitalizzazione e valorizzazione di questo bene, con una re-immissione con un nuovo uso nella realtà contemporanea.
Tra i principali obiettivi della salvaguardia delle città e quartieri storici che vuole essere efficace deve far parte integrante di una politica coerente di sviluppo economico e sociale ed essere presa in considerazione nei piani di assetto del territorio e di urbanistica a tutti i livelli. (Carta delle città storiche, 1987)
Riuso, rivitalizzazione e valorizzazione che devono avere scopo sociale e culturale secondo le nuove esigenze ed in coerenza con il modo di vita contemporaneo.
La conservazione attiva del patrimonio può essere tramite differenti tipi di intervento come il controllo ambientale, la manutenzione e riparazioni, il restauro, la ricostruzione, il rinnovo e la riabilitazione.

(Per il documento completo della Carta di Cracovia, vedi il sito Web dell’ICOMOS Poland alla voce “Documenti“)

I concetti della conservazione integrata

L’acquisizione critica della rilevanza dell’insieme urbano e della coralità dei valori architettonici nelle nostre città storiche anche di dimensioni medio-piccole pone oggi l’istanza prioritaria di non limitare la conservazione ai soli edifici monumentali, ma a tutto il complesso di valori costituenti la città nel suo quadro ambientale e territoriale.

La conservazione oggi non si limita alla sola tutela degli edifici di pregio architettonico e ambientale, ma promuove la salvaguardia delle città storiche nel più generale tema del rimodellamento della città contemporanea, in funzione del preciso obiettivo del miglioramento della qualità della vita. (Dichiarazione di Amsterdam 1975)
Gli strumenti internazionali intendono per “salvaguardia delle città storiche” le misure necessarie sia alla loro protezione, alla loro conservazione ed al loro restauro che al loro sviluppo coerente ed al loro adattamento armonioso alla vita contemporanea” (“Carta delle città storiche”, ICOMOS, Toledo 1986-Washington 1987)
La individuazione di nuove modalità d’uso per i beni culturali architettonici e urbanistici, implica l’esercizio della tutela attiva, ossia di una conservazione attiva, definita attraverso progetti di riuso ed adeguamento, e di valorizzazione anche a fini turistico-culturali.(Carta del Turismo Culturale-ICOMOS, 1999).

I concetti della conservazione integrata

La Conservazione attiva
La tutela ed il recupero del patrimonio urbano delle nostre città storiche devono mirare ad una rivitalizzazione e valorizzazione di questi beni in un coinvolgimento attivo nella ricerca delle funzioni appropriate dei soggetti preposti alla tutela, che deve avere uno scopo sociale e culturale, e non solo economico, secondo le nuove esigenze ed in coerenza con il modo di vita contemporaneo.
La valorizzazione si propone come necessario correlato della conservazione, come ricerca di funzioni appropriate esprimenti il bisogno sociale in un coinvolgimento attivo dei soggetti preposti alla tutela. Questo coinvolgimento attivo si deve necessariamente confrontare con le specificità del singolo bene, promuovendone la conoscenza, la proposta d’uso compatibile, il progetto d’intervento.

La Carta di Cracovia (2000)

Appartiene quindi al patrimonio dei beni la creazione architettonica isolata, ossia il monumento (Carta del Restauro di Atene , 1931); l’ambiente urbano e paesistico che costituisce la testimonianza di una civiltà particolare (Carta di Venezia, 1964,art.1); i centri storici (Carta Italiana del Restauro, 1972; Carta della salvaguardia delle città storiche, 1986).
E’ stata però riconosciuta la rilevanza dei beni fisici, delle singolarità geomorfologiche, orografiche e di culture arboree, che strutturano il concetto di paesaggio (Carta del paesaggio, Firenze 2000).
Il patrimonio integrato dei beni culturali è un’acquisizione intellettuale che costituisce significativa componente dell’articolazione istituzionale, legislativa ed amministrativa del paese.
La Carta di Cracovia 2000 elenca i differenti tipi di Patrimonio costruito: il patrimonio archeologico, il patrimonio architettonico, Le decorazioni architettoniche, scultoree ed artistiche, le città storiche e i villaggi, il paesaggio culturale.

Amalfi (SA). L’abitato del Centro storico (foto dell’a. 2009)

Amalfi (SA). L’abitato del Centro storico (foto dell’a. 2009)


“Differenti tipi di Patrimonio costruito” (Carta di Cracovia 2000, punto 8)

Le città storiche e i villaggi nel loro territorio di appartenenza rappresentano una parte essenziale del nostro patrimonio universale, e devono essere intese come un tutt’uno con le strutture, gli spazi, e i fattori umani, in un processo di continua evoluzione e cambiamento.

La conservazione in un contesto urbano si occupa degli insiemi degli edifici e degli spazi aperti che sono parte di larghe aree urbane, o di interi piccoli insediamenti urbani e rurali, inclusi i valori intangibili.
In questo contesto, l’intervento consiste in riferimento alle città alle loro caratteristiche morfologiche, funzionali e strutturali in un tutt’uno, quale parte del suo territorio, del suo intorno ambientale e paesaggistico.

I vari specifici valori riconosciuti nelle Qualità degli elementi – i Beni -, caratterizzano la specificità di ogni patrimonio; questi interessano sia beni materiali generati e operati dall’uomo, sia beni appartenenti alle proprietà naturali dei luoghi, non prodotti dall’azione umana diretta. (Carta di Cracovia, 2000)

Ogni comunità, attraverso il significato della sua memoria collettiva e della conoscenza del suo passato, è responsabile dell’identificazione come della preservazione del suo patrimonio. Ciascun elemento di questo patrimonio è portatore di molti valori, con possibilità di cambiamento. (Carta di Cracovia, 2000)

Il valore urbano nella conservazione integrata

L’ottica conservativa del Corso pone come punto di partenza.
L’identificazione del valore urbano del patrimonio
Il valore urbano delle città storiche consiste essenzialmente nella conservazione della loro identità e autenticità, frutto di una stratificazione storica spesso bimillenaria e di una lunga continuità culturale.
Il concetto di valore urbano è intrinseco a riguardo dell’epoca, del luogo, della storia, dell’architettura, degli spazi urbani (mura e porte, strade e piazze, aree di mercato etc..) e di tutti i beni culturali materiali. Il valore urbano è anche però denso di valori intangibili quali il significato culturale, l’identità urbana, l’importanza storica, l’autenticità, l’appartenenza al luogo urbano dei cittadini e l’interazione sociale. (da T. Colletta, Il valore urbano, 2005)

Il valore urbano nella conservazione integrata

A livello internazionale e quindi va sottolineato il merito dell’indirizzo scientifico-culturale promozionale, affrontato dall’ICOMOS a da illustri storici, urbanisti, geografi, architetti etc…, per indirizzare il restauro e la conservazione architettonica anche in termini urbanistici e di identificare la conservazione delle città storiche non solamente come sommatoria di Monumenti da salvaguardare. La conservazione deve essere “Integrata“, così come sancito fin dalla “Dichiarazione di Amsterdam ” del 1975 garantendo non solo la tutela degli edifici di pregio architettonico e ambientale, ma inserendo tale tutela nel più generale tema del rimodellamento della città contemporanea in funzione del preciso obiettivo del miglioramento della qualità della vita.
La “Dichiarazione di Amsterdam ” del 1975 sancisce che la conservazione del patrimonio architettonico deve essere “uno dei principali obiettivi della pianificazione urbana e dell’assetto territoriale.” E definisce la conservazione integrata come l’azione congiunta delle tecniche del restauro e della ricerca delle funzioni appropriate”. Ossia una conservazione attiva.

La conservazione integrata del patrimonio è una nozione di grande rilevanza alla metà degli anni ’70 e conduce a interventi di conservazione dei centri urbani italiani ed europei.

I concetti della conservazione integrata attiva

Val la pena di soffermarsi sui concetti promulgati a livello nazionale ed internazionale sulla CONSERVAZIONE INTEGRATA ATTIVA del nostro patrimonio di beni culturali.

L’acquisizione critica della rilevanza dell’insieme urbano e della coralità dei valori architettonici nelle nostre città storiche anche di dimensioni medio-piccole pone oggi l’istanza prioritaria di non limitare la conservazione ai soli edifici monumentali, ma a tutto il complesso di valori costituenti la città nel suo quadro ambientale e territoriale.

La conservazione oggi non si limita alla sola tutela degli edifici di pregio architettonico e ambientale, ma promuove la salvaguardia delle città storiche nel più generale tema del rimodellamento della città contemporanea, in funzione del preciso obiettivo del miglioramento della qualità della vita. (Dichiarazione di Amsterdam 1975)

Gli strumenti internazionali intendono per “salvaguardia delle città storiche” le misure necessarie sia alla loro protezione, alla loro conservazione ed al loro restauro che al loro sviluppo coerente ed al loro adattamento armonioso alla vita contemporanea” (“Carta per la salvaguardia delle città storiche“, ICOMOS, Toledo 1986, ratificata Washington 1987)
A questi concetti vanno aggiunti negli anni 1990-2000: il patrimonio integrato di beni intangibili, l’autenticità del patrimonio, il genius loci e il paesaggio storico culturale: tutti concetti da salvaguardare nella conservazione Integrata del patrimonio. Di questi concetti si dirà nelle lezioni che seguono.
La tutela ed il recupero del patrimonio urbano delle nostre città storiche devono mirare ad una rivitalizzazione e valorizzazione di questi beni in un coinvolgimento attivo nella ricerca delle funzioni appropriate dei soggetti preposti alla tutela, che deve avere uno scopo sociale e culturale, e non solo economico, secondo le nuove esigenze ed in coerenza con il modo di vita contemporaneo.

Il Patrimonio culturale integrato: i beni intangibili

Patrimonio integrato

Il Patrimonio di beni culturali è andato oggi sempre più acquisendo un’intrinseca dilatazione interessando beni eterogenei per caratteristiche costitutive.
Il patrimonio è costituito da beni tangibili e intangibili, ossia materiali e monumentali ,ma anche immateriali: riti,feste, tradizioni, suoni e musiche etc…ciascun elemento di questo patrimonio è portatore di molti valori.
La complessità di questi valori (materiali e immateriali) forma il patrimonio integrato di ciascuna comunità.

La conservazione in un contesto urbano si occupa degli insiemi degli edifici e degli spazi aperti che sono parte di larghe aree urbane, o di interi piccoli insediamenti urbani e rurali, inclusi i valori intangibili. (Dalla Carta di Cracovia 2000,Punto 8. Dei “Differenti tipi di Patrimonio costruito“).

Il valore del patrimonio culturale intangibile ossia immateriale è stato riconosciuto nel 2003 (“The value of the intangible Cultural heritage” Convention UNESCO 2003, Yamato Declaration 2004).

Per i documenti prodotti dall’UNESCO vedi il sito Web con l’elenco dell’World Heritage List.

Napoli. Il Ballo della Tarantella al Borgo Orefici. (foto dell’a. 2007)

Napoli. Il Ballo della Tarantella al Borgo Orefici. (foto dell’a. 2007)


La dichiarazione della diversità del Patrimonio

Sempre nel 2003 l’UNESCO nella dichiarazione universale riconosce la Diversità del Patrimonio culturale nelle diverse parti del mondo (Universal Declaration on Cultural Diversity, 2003).

Da cui consegue nell’attività di salvaguardia e conservazione il rispetto dell’identità storica e della diversità culturale di ciascuna Nazione per il Proprio patrimonio.

E’ quindi considerato positivamente la continua ricostruzione- per ottenere la salvaguardia dei templi giapponesi in legno e contemporaneamente la conservazione del loro ambiente naturale e paesaggistico.

Per i documenti prodotti dell’UNESCO consulta il sito Web.

Kioto (Giappone). Il  Kinkaku Gold templum oggi restituito al suo antico splendore (foto dell’a. 2009)

Kioto (Giappone). Il Kinkaku Gold templum oggi restituito al suo antico splendore (foto dell’a. 2009)


Il Riconoscimento del “genius loci” per la conservazione urbana

Nel 2008 la cultura della conservazione integrata riconosce a livello internazionale la presenza della costruzione del “genius loci” per ogni città storica e della rilevanza che questo Spirito del luogo venga conservato e non distrutto da interventi urbanistici non adeguati.
La rilevanza delle tradizioni religiose di ciascun Paese o delle tradizioni civiche o anche di particolari attività storiche e artigianali sono da considerarsi fondamentali nella salvaguardia delle città storiche.

La necessità del mantenimento del “genius loci” nella conservazione urbana viene sancito nella Dichiarazione ICOMOS del Quebec del 2008.

Per il documento completo consulta il sito Web dell’ICOMOS.

Capri (Campania). La processione religiosa del Santo patrono San Costanzo attiva fin dal Cinquecento,  in partenza dalla Cattedrale (foto dell’a. 2009)

Capri (Campania). La processione religiosa del Santo patrono San Costanzo attiva fin dal Cinquecento, in partenza dalla Cattedrale (foto dell’a. 2009)


Il Riconoscimento del paesaggio culturale storico nella conservazione urbana

Nel 2010 la cultura della conservazione integrata riconosce a livello internazionale la necessità che sia tutelato unitamente alla città storica anche il suo paesaggio storico culturale in cui ha trovato la sua origine.

Il riconoscibilità della città storica nel contemporaneo paesaggio urbano-”urban landscape” è stato sancito in primis dall’UNESCO (UNESCO Recommendation 2010).
Oggi l’ HISTORICAL URBAN LANDSCAPE (HUL) è di fondamentale rilevanza in tutti i progetti di pianificazione urbanistica e conservazione integrata.

Granada (Spagna). La tutela del paesaggio storico sul quale è stato costruito il palazzo reale dell’Alambra nella grande trasformazione urbana della città  (foto dell’a .2009)

Granada (Spagna). La tutela del paesaggio storico sul quale è stato costruito il palazzo reale dell’Alambra nella grande trasformazione urbana della città (foto dell’a .2009)


Il paesaggio storico culturale del Water Front di Napoli

Napoli. Il paesaggio storico culturale e del Water Front dal mare (foto dell’a. 2010)

Napoli. Il paesaggio storico culturale e del Water Front dal mare (foto dell’a. 2010)


Il paesaggio storico culturale di Napoli nelle cartoline di ambiente urbano


Il patrimonio integrato e la carta sul paesaggio del 2000

Il patrimonio integrato dei beni culturali è un’acquisizione intellettuale che costituisce significativa componente dell’articolazione istituzionale, legislativa ed amministrativa del paese.

In questo contesto la conservazione integrata e l’intervento consiste in stretto riferimento alle città costruite alle loro caratteristiche morfologiche, funzionali e strutturali in un tutt’uno, quale parte del suo territorio, del suo intorno ambientale e paesaggistico. E’ stata riconosciuta la rilevanza dei beni fisici, delle singolarità geomorfologiche e vegetazionali, che strutturano il concetto di paesaggio (Carta del paesaggio, Firenze 2000).

Infatti la carta sul paesaggio è coevo alla La Carta di Cracovia 2000, di cui si è detto, ove nell’elenco dei differenti tipi di Patrimonio costruito: il patrimonio archeologico, il patrimonio architettonico, le decorazioni architettoniche, scultoree ed artistiche, le città storiche e i villaggi è inserito anche il paesaggio culturale.

Amalfi (SA). La piazza dei Ferrari, cuore del centro storico e delle attività turistiche ricreative (foto dell’a. 2009)

Amalfi (SA). La piazza dei Ferrari, cuore del centro storico e delle attività turistiche ricreative (foto dell’a. 2009)


Il patrimonio urbano:i centri storici e il loro ambiente naturale

Le città storiche e i villaggi nel loro territorio di appartenenza rappresentano una parte essenziale del nostro patrimonio universale, e devono essere intese come un tutt’uno con le strutture, gli spazi, e i fattori umani , in un processo di continua evoluzione e cambiamento.

I Centri storici
Il territorio, il paesaggio, gli insediamenti storici sono oggetto di studio ma anche di sempre più pesanti trasformazioni. Al fine di tutelare l’ambiente nella sua interezza, con particolare priorità per le parti più qualitative e non ancora compromesse, la ricerca e la documentazione archivistica vanno coniugate con indirizzi, normative, programmi anche settoriali che possano agire per lo meno sulla cultura e sulla sensibilità generale, e in tempi più lunghi, essendo spesso inefficace l’intervento singolo ed estemporaneo.

Questo settore accoglie materiali e proposte, anche controcorrente, utili ad approfondire tematiche troppo spesso trascurate o travolte dalla speculazione o da una malintesa tendenza alla modernizzazione.

Convegno: “I centri storici della Tuscia” (gennaio 2002)

Amalfi (SA). Il centro storico medievale della Città portuale fortificata del Ducato amalfitano, oggi patrimonio dell’umanità. (da T. Colletta, in “Tria” 2014)

Amalfi (SA). Il centro storico medievale della Città portuale fortificata del Ducato amalfitano, oggi patrimonio dell’umanità. (da T. Colletta, in “Tria” 2014)


I concetti della conservazione integrata e turismo culturale

I concetti della conservazione integrata e il turismo culturale, pongono oggi grande attenzione alla realizzazione di una conservazione attiva, fondata in primo luogo sulla conoscenza e l’utilizzazione del patrimonio di beni da parte di un pubblico sempre più vasto.

La individuazione di nuove modalità d’uso per i beni culturali architettonici e urbanistici, implica l’esercizio della tutela attiva, ossia di una conservazione attiva, definita attraverso progetti di riuso ed adeguamento, e di valorizzazione anche a fini turistico-culturali (Carta del Turismo Culturale-ICOMOS, 1999)

Le nuove tipologie di “turismo ad interesse speciale” si sono rivelate negli anni 80 e 90 un fenomeno sociale rilevante e complesso e in pieno sviluppo per il XXI secolo, legate alle profonde trasformazioni e ai cambiamenti sociali avvenuti in tutto il mondo.
Luoghi privilegiati del movimento del turismo culturale sono le città, quali luoghi di concentrazione dell’esperienza storica, delle memorie del passato, principali espressioni dell’arte di organizzare lo spazio urbano. Le città per l’unicità di luogo straordinario e fortemente caratterizzato e per la peculiarità degli ambienti antichi di ciascuna di esse e con la loro forte rappresentatività sono una grande risorsa a disposizione e attirano i visitatori anche per la forte attrattiva dovuta alla poliedrica molteplicità di significati che risiede nella loro complessa stratificazione e lunga tradizione.

Su questi temi particolarmente rilevanti nella pianificazione urbanistica e conservazione integrata delle odierne città storiche torneremo a parlare nella lezione n.3.

I Principi per la Salvaguardia e la Gestione delle città storiche (2011)

Redatti nel 2010 dal CIVVIH dopo un lungo e scientifico dibattito conclusosi a Valletta in Malta , sono stati “adottati” come Carta dell’ICOMOS nella 17° ICOMOS General Assembly il 28 November 2011.

I “Principi di Valletta” sono basati su un corpo di documenti che attestano tutti i cambiamenti verificatesi nella salvaguardia delle città storiche negli ultimi 20 anni e metteono in chiaro tutte le considerazioni ed il significato di questa evoluzione con nuove definizioni e metodologie nella materia della tutela , conservazione e principalmente gestione delle città storiche e delle aree urbane storiche delle città.

Il nuovo documento “Principi di Valletta” (che si può leggere nel sito web ICOMOS) è la tappa finale di un lungo processo di un lavoro collettivo svolto nel Comitato del CIVVIH (Comitato Scientifico sulle città e villaggi storici dell’ICOMOS) e di continue consultazioni tra il 2009 e il 2010.

Logo del CIVVIH. Comitato internazionale per le città e villaggi storici dell’ICOMOS.

Logo del CIVVIH. Comitato internazionale per le città e villaggi storici dell’ICOMOS.

Napoli. Il recupero urbano della piazzetta del Borgo Orefici unitamente alle attività storiche artigianali dell’oreficeria (foto dell’a. 2007).

Napoli. Il recupero urbano della piazzetta del Borgo Orefici unitamente alle attività storiche artigianali dell’oreficeria (foto dell’a. 2007).


I principi di Valletta del 2011

Il principale obiettivo dei “Principi di Valletta” è quello di proporre principi e strategie applicabili negli interventi di pianificazione urbana delle città storiche e delle aree storiche delle grandi città.

I “Principi di Valletta” vogliono salvaguardare i valori materiali e immateriali-tangibili e intangibili delle città storiche e degli insediamenti così come la loro INTEGRAZIONE sociale, culturale ed economica della vita urbana nella realtà contemporanea.

L’obiettivo è garantire il rispetto di tutti i valori del patrimonio urbano e del loro ambiente paesaggistico, unitamente al rispetto di una buona qualità di vita per gli abitanti.

Anche l’Historical Urban Landscape (HUL) risulta tra gli obiettivi primari dei Principi di Valletta come fondamentale in tutti i progetti di pianificazione urbanistica e conservazione integrata delle città ed aree storiche.

Si afferma come base imprescindibile la conoscenza approfondita della città storica e del suo paesaggio su cui si deve intervenire! La conservazione attiva del patrimonio può essere attuata tramite differenti tipi di intervento come il controllo ambientale, la manutenzione e riparazioni, il restauro, la ricostruzione, il rinnovo e la riabilitazione e la valorizzazione, ma deve fondare sulla conoscenza della storia della città in tutti i suoi aspetti senza privilegiarne alcuni ai danni di altri.

Logo del CIVVIH . Comitato internazionale  per le città e villaggi storici dell’ICOMOS. Copertina del libro di testo del Corso PTUPA 2013-2014

Logo del CIVVIH . Comitato internazionale per le città e villaggi storici dell’ICOMOS. Copertina del libro di testo del Corso PTUPA 2013-2014


Il paesaggio culturale storico

Ravello (SA) Il paesaggio culturale storico della “Costiera amalfitana”, oggi patrimonio del mondo, inserito nella W.H.L. dell’UNESCO dal 2009 (da T. Colletta, 2012).

Ravello (SA) Il paesaggio culturale storico della “Costiera amalfitana”, oggi patrimonio del mondo, inserito nella W.H.L. dell’UNESCO dal 2009 (da T. Colletta, 2012).


La conservazione delle città e dei quartieri storici e la conoscenza della storia delle città

La valorizzazione si propone come necessario correlato della conservazione, come ricerca di funzioni appropriate esprimenti il bisogno sociale in un coinvolgimento attivo dei soggetti preposti alla tutela. Questo coinvolgimento attivo si deve necessariamente confrontare con le specificità del singolo bene, promuovendone la conoscenza, la proposta d’uso compatibile, il progetto d’intervento.

Proprio nei termini della conoscenza delle città storiche e dei loro valori entra in gioco l’opportunità di una precisa e documentata storia urbanistica delle città dall’origine e fondazione e per tutta la continuità di vita.

La valorizzazione si propone come necessario correlato della conservazione, come ricerca di funzioni appropriate esprimenti il bisogno sociale in un coinvolgimento attivo dei soggetti preposti alla tutela. Questo coinvolgimento attivo si deve necessariamente confrontare con le specificità del singolo bene, promuovendone la conoscenza, la proposta d’uso compatibile, il progetto d’intervento.
La tutela ed il recupero del patrimonio devono prevedere una rivitalizzazione e valorizzazione di questo bene, con una re-immissione con un nuovo uso nella realtà contemporanea che non ne pregiudichi però l’autenticità e la sua identità.

Tra i principali obiettivi della salvaguardia delle città e quartieri storici per essere efficaci devono far parte integrante di una politica coerente di sviluppo economico e sociale ed essere presa in considerazione nei piani di assetto del territorio e di urbanistica a tutti i livelli. (ICOMOS ,Carta della salvaguardia delle città storiche, Washington 1987)

Riuso, rivitalizzazione e valorizzazione devono avere uno scopo sociale e culturale secondo le nuove esigenze ed in coerenza con il modo di vita contemporaneo.
La conservazione attiva del patrimonio deve fondare sulla conoscenza della storia della città in tutti i suoi aspetti senza privilegiarne alcuni ai danni di altri.

I concetti della conservazione integrata attiva

Val la pena di soffermarsi sui concetti promulgati a livello nazionale ed internazionale sulla conservazione integrata attiva del nostro patrimonio di beni culturali.

L’acquisizione critica della rilevanza dell’insieme urbano e della coralità dei valori architettonici nelle nostre città storiche anche di dimensioni medio-piccole pone oggi l’istanza prioritaria di non limitare la conservazione ai soli edifici monumentali, ma a tutto il complesso di valori costituenti la città nel suo quadro ambientale e territoriale.

La conservazione oggi non si limita alla sola tutela degli edifici di pregio architettonico e ambientale, ma promuove la salvaguardia delle città storiche nel più generale tema del rimodellamento della città contemporanea, in funzione del preciso obiettivo del miglioramento della qualità della vita. (Dichiarazione di Amsterdam 1975)

Gli strumenti internazionali intendono per “salvaguardia delle città storiche” le misure necessarie sia alla loro protezione, alla loro conservazione ed al loro restauro che al loro sviluppo coerente ed al loro adattamento armonioso alla vita contemporanea” (“Carta per la salvaguardia delle città storiche“, ICOMOS, Toledo 1986, ratificata Washington 1987)
A questi concetti vanno aggiunti negli anni 1990-2000: il patrimonio integrato di beni intangibili, l’autenticità del patrimonio, il genius loci e il paesaggio storico culturale: tutti concetti da salvaguardare nella conservazione Integrata del patrimonio.

Di questi concetti si dirà nelle lezioni che seguono.
La tutela ed il recupero del patrimonio urbano delle nostre città storiche devono mirare ad una rivitalizzazione e valorizzazione di questi beni in un coinvolgimento attivo nella ricerca delle funzioni appropriate dei soggetti preposti alla tutela, che deve avere uno scopo sociale e culturale, e non solo economico, secondo le nuove esigenze ed in coerenza con il modo di vita contemporaneo.

Lo studio della storia dell’urbanistica per la conoscenza della città storica

E siamo qui al punto nodale del Corso PTUPA la rilevanza fondamentale della storia urbanistica, sul quale non mi fermerò mai di ripetere più volte.

Per la conoscenza della città storica sulla quale si vuole intervenire nella pianificazione della conservazione urbana integrata.

La storia dell’urbanistica, ripeto, è un settore disciplinare che fonda la propria impostazione sul metodo storico di approccio alla problematica complessa dello studio delle città e delle strutture insediative urbane e territoriali.

E’ un approccio metodologico operativo di conoscenza e particolarmente rivolto alle trasformazioni urbane e sulle proposte di concreti modelli di partenza per ottenere una conoscenza sufficientemente fondata del patrimonio culturale e insediativo costituito dai centri abitati antichi. Temi su cui torneremo nelle prossime lezioni.

Le lezioni del Corso

1. La storia dell’urbanistica contemporanea. Una storia specialistica

2. La conservazione integrata ed il suo ruolo nella pianificazione urbanistica delle città storiche

3. Città storiche e turismo culturale

4. Città storiche e Turismo Culturale. L’uso distorto del turismo nelle città storiche

5. Città storiche e Conoscenza urbana. L’innovazione tecnologica del sapere urbano e l’informazione-diffusione. Le possibili applicazioni - Prima Parte

6. Città storiche e conoscenza urbana. L’innovazione tecnologica per la diffusione della conoscenza urbana. Le possibili applicazioni. I musei della città - Seconda Parte

7. Politiche urbane per le città storiche italiane inserite nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO. I piani di gestione e la Legge del 2006. Il caso di Siracusa

8. La costruzione della città portuale e il rapporto storico porto-città. Due esempi a confronto: Genova e Napoli

9. La città portuale di Napoli. Il rapporto porto-città. Napoli Città patrimonio dell'umanità (1995) e il piano di gestione (2011)

10. Marsiglia città portuale. Il rapporto della città storica ed il suo porto. La rigenerazione urbana e la riqualificazione del porto vecchio

11. Il piano di conservazione integrata e di sviluppo turistico sostenibile. Il caso della città portuale di Nafplio in Grecia

12. Barcellona città portuale. Il rapporto della città storica ed il suo porto. La rinascita della città e la riqualificazione del porto vecchio

13. Città portuali e Arsenali marittimi. La riqualificazione degli antichi Arsenali a Musei della città e delle antiche tradizioni di mare

14. Valencia città portuale ed il rapporto con il porto del Grau. La rigenerazione urbana per l'evento della Coppa America del 2004 e proseguita fino al 2013 e ancora in progress

15. La riqualificazione urbana dei centri storici tramite il rinnovo del sistema di mobilità cittadina. Il caso della Metropolitana di Napoli

I materiali di supporto della lezione

Questa Lezione è una sintesi tratta dai miei lavori e ricerche ai quali rimando per ulteriori approfondimenti.

T. Colletta, Il valore urbano, in D. Mazzoleni, M. Sepe ( a cura di), Rischio sismico, paesaggio,architettura: l’Irpinia,contributi per un progetto, Centro di competenza AMRA, Napoli 2005, pp.59-66

T. Colletta, Archeologia urbana e storia urbanistica, in “Archeologia,città, paesaggio”, a cura di R. Genovese, (Atti del Convegno ICOMOS, 16-17 Dicembre 2005), Arte Tipografica, Napoli 2007 ,pp. 93-11 e n. 12 ill.a colori pp. 288-291

T. Colletta, Città storiche e Turismo culturale. Città d’arte o città di cultura? Marketing urbano o turismo culturale?, in “Territori della cultura” rivista on line del CUEBEC, n.8 ,2012,pp.76-84, veicolata insieme al “Quotidiano dell’Arte. Il giornale del Patrimonio culturale”, ove una sintesi del Convegno di Ravello.

T. Colletta, Città portuali del Mediterraneo nell’età di Filippo II (2009)

T. Colletta, I punti di vista e le vedute urbane (con U. Soragni) (2010)

T. Colletta, Napoli su cartolina (2011)

T. Colletta, Città portuali del Mediterraneo. I luoghi dello scambio commerciale e delle colonie di mercanti stranieri tra Medioevo ed Età moderna (2012)

  • Contenuti protetti da Creative Commons
  • Feed RSS
  • Condividi su FriendFeed
  • Condividi su Facebook
  • Segnala su Twitter
  • Condividi su LinkedIn
Progetto "Campus Virtuale" dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, realizzato con il cofinanziamento dell'Unione europea. Asse V - Società dell'informazione - Obiettivo Operativo 5.1 e-Government ed e-Inclusion