Vai alla Home Page About me Courseware Federica Living Library Federica Federica Podstudio Virtual Campus 3D Le Miniguide all'orientamento Gli eBook di Federica La Corte in Rete
 
I corsi di Architettura
 
Il Corso Le lezioni del Corso La Cattedra
 
Materiali di approfondimento Risorse Web Il Podcast di questa lezione

Teresa Colletta » 6.Città storiche e conoscenza urbana. L’innovazione tecnologica per la diffusione della conoscenza urbana. Le possibili applicazioni. I musei della città - Seconda Parte


L’innovazione della diffusione – promozione della conoscenza urbana e la creazione dei musei della città

Approfondiremo il tema dei musei della città e del territorio

L’approfondimento scientifico dei temi del turismo e del patrimonio culturale e l’evoluzione del dibattito dal turismo di massa al turismo culturale creativo al turismo intelligente è oggi parte integrante della pianificazione urbanistica e della conservazione integrata delle città storiche.

Una valida idea di promozione scientifica delle città storiche e del loro territorio di appartenenza sono le mostre scientifiche sui “valori” delle città ed i Musei della Città e Territorio.

Dalle “antenne” degli ecomusei francesi ai laboratori di storia vivente, dai musei della comunità ai musei di narrazione , si è trattato/si tratta di configurare presidi per la tutela di identità locali , di attivare processi di valorizzazione consapevole dello spirito del luogo. Esempio certamente positivo è quello del Museo della storia di Bologna in Palazzo Pepoli, dove la città è inserita in un discorso più generale riguardante tutto il territorio e nella compresenza di tutte le attività culturali in esso presenti e stratificate nel corso dei secoli.
Un accrescimento di una coscienza della città storica è auspicabile anche in Italia con aumento dei Musei della città. Difatti abbiamo pochi musei della città in Italia e ancor meno Urbs center e Mostre permanenti e temporanee sulla città, scientifiche organizzate. La rilevanza della costituzione odierna dei Musei delle città storiche per una corretta diffusione della conoscenza della lunga storia delle città, del loro territorio e dei valori del loro patrimonio urbano e architettonico ad un grande pubblico è oggi una realtà molto diffusa.

L’innovazione della diffusione – promozione della conoscenza urbana e la creazione dell’attrattività: i musei della città

Promozione e diffusione della conoscenza urbana, come abbiamo più volte affermato, sono alla base di una proficua e adeguata conservazione urbana dei tessuti antichi.

I Musei della città possono essere di nuova costruzione, si pensi alle grandi icone architettoniche quali il Museo di Bilbao quello dell’Acropoli di Atene dal forte valore simbolico, ma anche edifici in cui si attua il riuso di antiche strutture architettoniche e in particolar modo sulla riqualificazione degli spazi già esistenti.
Esempio certamente positivo è quello del Museo della storia della città di Bologna in Palazzo Pepoli, dove la città è inserita in un discorso più generale riguardante tutto il territorio e nella compresenza di tutte le attività culturali in esso presenti e stratificate nel corso dei secoli inserito in un palazzo privato nobiliare totalmente restaurato in maniera innovativa. Il Museo della città di Bologna inaugurato nel 2012 a Palazzo Pepoli si propone di raccontare in modo esplicito e sintetico e accattivante la storia lunga della città e del suo territori fin dalla fondazione ed è anche l’occasione per una revisione storiografica importante per il ruolo della città. Il museo infatti nella sua nuova istituzione può suscitare nuovi metodi di interpretare il rapporto della città ed il suo contesto.

Bologna. Il Museo della città storica nel restaurato e rivalorizzato Palazzo Pepoli (foto dell’a.2011)

Bologna. Il Museo della città storica nel restaurato e rivalorizzato Palazzo Pepoli (foto dell’a.2011)


La diffusione della conoscenza della città storica per la pianificazione urbanistica

La diffusione della conoscenza della città storica ad un grande pubblico è uno dei temi maggiormente dibattuti oggi, essendo considerata la base fondamentale per agevolare una proficua e adeguata conservazione urbana dei tessuti antichi.
Ci si è resi conto della forte mancanza di una coscienza della città e della sua stratificazione storica e delle sue continue trasformazioni nel corso della storia, a confronto con la conoscenza e l’impegno rivolto alla salvaguardia delle emergenze architettoniche.
Per i grandi valori presenti nelle città storiche, non solo come emergenze monumentali a tutti ben note, ma principalmente per la stratificazione di beni materiali e immateriali presenti nelle città di lunga tradizione, è fortemente necessaria una maggiore promozione dei valori urbani ancora presenti. Si pensi ad esempio alle città portuali storiche del Mediterraneo e alla necessità di una presa di coscienza della loro forte stratificazione bi-millenaria.
In tale linea si è concentrato l’interesse sulla formazione di una cultura urbana conservativa maggiormente aggiornata-qualificata e partecipata a riguardo del patrimonio delle città storiche.

Vorrei ricordare infatti che proprio a questo riguardo che nel marzo 2012 ho coordinato a Ravello, al Centro Europeo per i Beni Culturali (CUEBEC), un workshop su “Città storiche e turismo culturale” come responsabile dell’ICOMOS Italia per il Comitato scientifico sulle città e villaggi storici (CIVVIH), nel quale, come si può leggere negli Atti, pubblicati a marzo del 2013, si affrontava il dibattito sul Marketing urbano fortemente presente in molte città antiche a discapito di un reale turismo di cultura e di promozione dei valori del patrimonio urbano. (T. Colletta, 2012)

La conoscenza dei valori urbani del territorio per la pianificazione urbanistica

Nel dibattito e nelle comunicazioni ivi presentate si mostravano tutte le opportunità attuate nelle città italiane per una adeguata promozione e diffusione, anche tramite tutti i mezzi di informazione e nella costante innovazione del sapere urbano.
Si rilevava infatti la necessità che per avere un sostanziale avanzamento di cultura urbana è necessaria una maggiore informazione e comunicazione di tipo innovativo e tecnologico, nodo questo che svolge un ruolo chiave e che è stato individuato dalla sigla ICT: Information and Communication Tecnology.
E’ necessario cioè individuare i valori urbani insiti nelle città di lungo periodo, renderli espliciti e comprensibili e in tal senso salvaguardarli anche ai fini di una visita turistica consapevole.
Bisogna cioè far comprendere la complessità della città storica.
Il problema infatti non è tanto quali siano i centri urbani da individuarsi quali città d’arte, ma quali sono le rilevanti caratteristiche urbane delle città che assumono la valenza di patrimonio urbano da conservare e da salvaguardare nella loro identità culturale e autenticità.

La conoscenza dei valori urbani del territorio per la pianificazione urbanistica

Non è tanto la presenza di monumenti di grandissima rilevanza a far sì che un sito debba individuarsi come “città d’arte” e quindi degna di essere inserita nelle mete del turismo, ma dovrebbero essere invece individuati i “valori” del patrimonio urbano di quella città, nell’obiettivo di trasmetterli e far sì che vengano compresi dai cittadini e dai visitatori occasionali.
Proprio nel senso di un impegno per la promozione di conoscenza della storia urbana, vanno considerati gli sforzi operati nel costruire in Italia dagli anni ’90 i Musei della città storica per una competente diffusione del patrimonio urbano ancora presente nelle nostre città.
Bisogna invece porre l’accento sul ruolo determinante della conoscenza dei valori del territorio storico e delle città per la costruzione di un turismo inteso come un’attività per produrre cultura e ciò può fondarsi solamente su una nuova e basilare informazione, mettendo in campo tutte le nuove tecnologie del sapere urbano.

La diffusione della conoscenza della città storica

Bisogna sviluppare gli aspetti teorici relativi al legame tra patrimonio e città, mettendo insieme punti di vista diversi e rappresentativi di vari ambiti di interesse e di ricerca, scrive Enrico Guidoni che riportiamo, perché emerga un’idea composita di città d’arte, ricca di valenze e significati, di storia e di memoria, irrinunciabili per lo sviluppo delle forme della vita urbana contemporanea. Va sottolineato il significato complesso, legato ad una nozione allargata di patrimonio culturale che vada oltre la divaricazione tra urbs e civitas, cioè tra spazio abitato, forma delle pratiche sociali, luogo d’identità della comunità, e spazio prevalentemente caratterizzato dalla densità dei monumenti come polarità emergenti nella città di pietra. L’immagine della città può essere ricostruita a partire da diversi tipi di descrizione, esaltando la differenza e anche la contrapposizione dei punti di vista, con un’innovativa forma di riflessione sulla tradizione, capace di cogliere elementi reali di continuità e di persistenza proprio oggi che la diffusione di immagini virtuali può talvolta capovolgere i dati di esperienza e di memoria. Mettere insieme descrizioni, esperienze differenti, far dialogare culture e visioni disciplinari separate, significa superare retoriche intercomunicanti e considerare la molteplicità dei fenomeni di composizione dello spazio urbano come fatto unitario, in modo da spiegare e comprendere la complessità della città storica per orientare le possibili direzioni del suo sviluppo…” (da E. Guidoni, 2001)
Complessità delle città storiche che ha dato luogo per alcune città di esse, riconosciute dal valore universale- oustanding universal value – all’inserimento nella Lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO, ma non sempre il brand UNESCO ha costituito un nuovo richiamo, non essendo spesso conosciuto e promosso adeguatamente in Italia a confronto con altri siti del mondo, dove attirano visitatori e hanno grandi ritorni economici.
Basti a ciò l’esempio del centro storico di Napoli inserito fin dal 1995 nella W.H.L, e non adeguatamente promosso turisticamente.

La diffusione della conoscenza della città storica tramite i Musei della Città

Proprio nel senso di un impegno per la promozione di conoscenza della storia urbana, vanno considerati gli sforzi operati nel costruire in Italia dagli anni ’90 i Musei della città storica per una competente diffusione del patrimonio urbano presente nelle nostre città. Bisogna invece porre l’accento sul ruolo determinante della conoscenza dei valori del territorio storico e delle città per la costruzione di un turismo inteso come un’attività per produrre cultura e ciò può fondarsi solamente su una nuova e basilare informazione, mettendo in campo tutte le nuove tecnologie del sapere urbano.
Una nuova cultura di turismo urbano-città storiche e cultura urbana attraverso una migliore conoscenza delle città storiche, tramite un turismo che sia di cultura. Ossia bisogna individuare nuovi temi tramite approfondimenti disciplinari che possano essere immessi in una nuova immagine e tramite il turismo possano rivalutarsi, anche con una effettiva partecipazione.
Benchè si riconosca al patrimonio urbano un ruolo economico, oltre che di memoria storica ed estetico, è necessario che questi valori, in quanto beni, risorse non riproducibili, non siano considerati una semplice attrattiva turistica, compresi in un pacchetto turistico, al pari di un albergo-ristorante-negozio, ma secondo noi, bisogna porre l’accento sulle tappe fondamentali del processo di costruzione di ogni città storica, individuandone i principi fondativi, in un percorso ideale lungo l’Italia delle cento città, tutte ricche di tesori artistici, ma anche luoghi urbani che per le loro particolarità e specificità storico-urbanistica-paesaggistica sono punti di eccellenza dell’offerta turistica. Informare e comunicare alla pubblica opinione la complessità della città storica e anche della stratificazione storica in essa presente, in particolar modo nelle città a lunga continuità di vita, come ad esempio le città mediterranee, deve essere il nostro primo obiettivo.

La diffusione della conoscenza della città storica

Da parte nostra si sono approfonditi fin dagli anni ’90 i temi del turismo legati al patrimonio culturale e l’evoluzione del dibattito dal turismo di massa al turismo culturale creativo8. In particolare per le città del mediterraneo in cui la loro ricchezza è costituita dalla stratificazione storica millenaria, il turismo va inteso come conoscenza delle diversità del patrimonio culturale nelle diverse fasi della costruzione urbana, in cui anche l’archeologia urbana può essere di grande aiuto alla comprensione delle città antiche. Il passato delle città e la loro stratificazione storica ha un posto preminente: dall’archeologia alle scoperte urbane del sottosuolo, alle nuove stazioni della metropolitana dell’arte e alle nuove piazze nel centro storico etc.. possono rappresentare anche esse una attrazione turistica e rivelarsi quali aspetti
positivi del revival turistico culturale di una città come Napoli, ad esempio, operando una informazione adeguata.
Sappiamo bene che non ci sono storie urbane valide per tutte le città, ma ciascuna città ha una sua storia particolare e un suo patrimonio urbano differenziato dagli altri da conoscere e conservare.

La diffusione della conoscenza della città storica

Una migliore conoscenza delle città storiche, tramite un turismo che sia di cultura, deve fondarsi su una informazione “adeguata”, facendo tesoro di tutte le nuove tecnologie affinché si attui la promozione del patrimonio urbano tramite approfondimenti della conoscenza della città storica, che eviti la consumazione di massa.
La “visione” veloce, come si è detto nella prima parte di questa Lezione (Lezione n.5, Parte prima) non prevede la comprensione dell’identità urbana, né tantomeno dello “spirito del luogo” o genius loci, così come le caratteristiche del patrimonio urbano e dei suoi significati.
Significato di un luogo storico stratificato come le città a lunga a continuità di vita, realmente difficile, perché denso di molteplici significati e valori, perciò la necessità di promuovere un nuovo di conoscenza per la pianificazione urbanistica e un turismo culturale maggiormente aggiornato-qualificato e partecipato attorno al patrimonio urbano delle città storiche.

La diffusione della conoscenza della città storica tramite i musei della città

Le difficoltà di formare i un turismo culturale maggiormente aggiornato-qualificato e partecipato attorno al patrimonio urbano delle città storiche risiedono nell’inventare o reiventare il locale patrimonio storico urbano: il patrimonio culturale tematizzato e diffuso con nuove tecnologie è secondo noi alla base di una nuova cultura
del turismo urbano. Ora questa scientifica informazione-promozione deve secondo noi essere prodotta in maniera “innovativa” sia tramite dei materiali multimediali, quali utili mezzi di informazione se opportunamente costruiti per addivenire ad una reale conoscenza della città storica, sia nella formazione di una coscienza della città e della
sua stratificazione storica e delle sue trasformazioni tramite i Musei della città. Vanno infatti considerati con attenzione i Musei della città13 perché offrono una informazione adeguata e di una grande promozione scientifica della cultura della città e di una coscienza del patrimonio urbano e del loro territorio di appartenenza.

La costruzione dell’attrattiva Museo e in particolare dei Musei della città e del Territorio per generare sviluppo turistico è sempre più in auge oggi nelle città storiche, sia nella riprogettazione di alcuni specifici manufatti della città da utilizzare a museo e di riutilizzo di strutture edilizie già esistenti, si pensi alle strutture castellane per le città fortificate, sia con la realizzazione di nuovi musei, come opere d’architettura con valore simbolico.

Nella linea dell’attività produttiva di rigenerazione vorremo sottolineare in questa sede al riuso degli arsenali navali nelle città portuali, infrastrutture di rilievo per le città mediterranee, di grande impatto emozionale ed evocativo dello spirito della città di mare e dei suoi traffici mercantili, di cui parleremo in una prossima Lezione.

La diffusione della conoscenza della città storica tramite i Musei della città

I Musei della città storica nel mondo ed in Italia

E’ solo nell’ultimo decennio che hanno trovato esito un serie di istanze, maturate nel lungo periodo, relative all’aggiornamento/ridefinizione del ruolo del museo nell’ambito di una sostanziale ed estesa riflessione sul patrimonio culturale e sui valori insiti in questo, nell’obiettivo di configurare presidi per la tutela di identità locali, attivando processi di valorizzazione consapevole dello spirito del luogo.

Divulgare per creare cultura deve essere l’obiettivo del Museo della città, e come più volte affermato e da più parti deve essere uno strumento scientifico, informativo e didattico per trasmettere la conoscenza di quello che ha creato la comunità civile in quel luogo urbano nel corso dei secoli. Unico obiettivo “creare cultura per ottenere un maggior rispetto della città storica che vive con il suo territorio”.

I Musei della città sono oggi argomento di forte dibattito e anche molto alla moda, scrive Donatella Calabi, facendo il punto sull’argomento e mettendo in evidenza che questi musei non sono Musei d’arte e di architettura e neanche Musei storici, né Musei civici fondati in molte città fin dall’Ottocento, come istituzione cittadina di tradizione per conservare perlopiù opere e collezioni di varia natura e varia tipologia, ma totalmente staccati dall’attualità. Si cerca oggi di creare un luogo vivo dove si elabora e si mostra la storia urbanistica e architettonica anche contemporanea,utilizzando mezzi e strumenti innovativi a volte anche impressivi e fascinosi nelle città capitali con una storia di lunga data. (D. Calabi, 2008)

La diffusione della conoscenza della città storica tramite i Musei della città

Si pensi agli esempi di Amsterdam, di Budapest, al London Museum o al nuovo Museo della città di Tokio-Edo del 2010, in una nuova architettura appositamente progettata o al Museo della città di Granada nell’antica Casa de los Tiros, episodio architettonico caratteristico e protagonista dello sviluppo urbanistico del Barrio Cristiano del Realejo di Granada, dopo la conquista cattolica della città islamica o ancora il Museo della città storica di Atene allestito in un antico edificio ottocentesco.

In Italia questa nuova formula museale si deve collocare negli anni settanta del ‘900 con obiettivi di grande divulgazione e di conoscenza specialistica non solo circa le istituzioni cittadine ma sulle forme dell’insediamento, proponendo a un pubblico largo nuovi itinerari di storia urbana.“Il museo diventa allora un luogo di mostra permanente della forma urbis, che a poco a poco si estende alle aree limitrofe alla sede espositiva.

Le finalità didattiche e divulgative si assommano a quelle della conservazione, soprattutto intendono suggerire all’intera cittadinanza una riappropriazione del passato (non solo delle eccellenze storico artistiche)”.

Atene. Museo della città in un antico edificio ottocentesco (foto dell’a. 2007).

Atene. Museo della città in un antico edificio ottocentesco (foto dell’a. 2007).


La diffusione della conoscenza della città storica e del territorio tramite i Musei della città

I Musei della città storica e del territorio

L’obiettivo dei Musei della città deve in generale fare riferimento a diversi modelli, contemporaneamente l’illustrazione della forma urbana, l’esposizione dell’archeologia, e specialmente dell’archeologia urbana, con la narrazione della storia cittadina, la presentazione ai turisti, con diverse forme di facile comprensione: film, immagini, vedute, quadri, arredamenti,modelli e plastici ricostruttivi, con metodologie e tecniche nuove multimediali ottenendo risultati eccezionali e straordinari per la ricostruzione della storia delle città.

L’idea di un Museo “dedicato alla storia urbanistica e territoriale, all’edilizia tradizionale e ai mestieri ad essa più direttamente connessi (il muratore, lo scalpellino, il fabbro, il fornaciaio, il vasaio), nasce innanzitutto dalle oggettive condizioni di abbandono materiale e culturale, in cui versa il settore dell’insediamento e del paesaggio tradizionale, in area urbana e rurale”, Con queste parole Enrico Guidoni, nel 1993, commenta l’esigenza di creare un museo di nuovo tipo che possa ricostruire l’unità inscindibile che storicamente lega la città alla campagna attraverso lo studio e la conservazione dei materiali e delle tradizioni costruttive contribuendo così ad una nuova coscienza dei valori storico-ambientali.

La diffusione della conoscenza della città storica tramite i Musei della città

L’esperimento del Museo della città e del territorio di Vetralla, nel Lazio, voluto e progettato da Enrico Guidoni negli anni ’80 in una casa torre della cittadina e oggi curato da Elisabetta De Minicis si differenzia, quindi, dal cosiddetto “Museo territoriale”, contenitore generico di ogni testimonianza presente all’interno di una determinata area, in quanto recupera non solo la dimensione territoriale di ogni centro, ma consente di valorizzare, in un programma sistematico, anche gli insediamenti medio-piccoli, maggiormente legati al loro territorio, facendo diventare il museo uno strumento di conoscenza, di educazione e di tutela, una determinazione ben lontana dalla logica del “museo chiuso su una dimensione esclusivamente localistica”. Il nuovo tipo di istituzione museale ha lo scopo di promuovere la conoscenza della storia edilizia, urbanistica, territoriale, riunendo la documentazione archivistica, grafica, iconografica, e le testimonianze archeologiche della costruzione, delle tecniche, dei mestieri.

Vetralla (Viterbo, Regione Lazio ). “Museo della città e del territorio”, nella casa Inclusa nelle antiche mura con torre, fondato da E.Guidoni nel 1991e aperto al pubblico (da T. Colletta, 2012).

Vetralla (Viterbo, Regione Lazio ). “Museo della città e del territorio”, nella casa Inclusa nelle antiche mura con torre, fondato da E.Guidoni nel 1991e aperto al pubblico (da T. Colletta, 2012).


La diffusione della conoscenza della città storica tramite i Musei della città

La finalità culturale primaria è quella di favorire la catalogazione, la tutela, il recupero del patrimonio nel suo complesso, con particolare attenzione per i materiali da costruzione, le attività produttive legate all’edilizia tradizionale, i problemi di restauro.
Gli spazi urbani sono infatti parte integrante della vicenda storica narrata nei Musei. perciò la tendenza è oggi in molte città europee la Musealizzazione di edifici monumentali, o di particolare valenza storica : la casa torre di Vetralla o e per le città di mare, bisogna annoverare i Musei degli Arsenali navali, di cui si tratterrà in una prossima Lezione.

Vetralla (Viterbo, Regione Lazio ). “Museo della città e del territorio”, nella casa Inclusa nelle antiche mura con torre, fondato da E.Guidoni nel 1991e aperto al pubblico (da T. Colletta, 2012).

Vetralla (Viterbo, Regione Lazio ). “Museo della città e del territorio”, nella casa Inclusa nelle antiche mura con torre, fondato da E.Guidoni nel 1991e aperto al pubblico (da T. Colletta, 2012).


Il museo della città e del Territorio di Vetralla

Il ruolo di “Museo della città e del territorio” si realizza in una intensa attività di ricerca, di documentazione, di presenza didattica, in rapporto con tutte le istituzioni pubbliche e le associazioni private interessate, risultando promotore, protagonista, ispiratore di queste attività.

Al primo posto la divulgazione “immediata” che consiste nel suscitare “emozione” nel visitatore,con il rappresentare un esempio di “armonia” con l’ambiente che lo circonda e, quindi,l’opportunità di adattare gli edifici storici per il nuovo uso, quale messaggio preciso sul rispetto della conservazione.

Così la casa torre di Vetralla, in parte costruito ed in parte scavato, colpisce il visitatore come un ritorno alle origini alla città murata e alle antiche attività artigiane, alla quale si aggiunge la promozione mediatica (conferenze,mostre, presentazioni di libri, musica, teatro) pubblicizzata attraverso il web ed altri strumenti informativi nell’obiettivo di creare cultura per ottenere un maggior rispetto della città storica che vive con il suo territorio”.

Vetralla (Viterbo, Regione Lazio ).  Interno della Casa Torre del“Museo della città e del territorio”, nella casa Inclusa nelle antiche mura con torre,fondato da E.Guidoni nel 1991e aperto al pubblico Sezione Ferro e Metalli: particolare della vetrina dedicata alla ferriera e ramiera di Ronciglione (da T. Colletta, 2012).

Vetralla (Viterbo, Regione Lazio ). Interno della Casa Torre del“Museo della città e del territorio”, nella casa Inclusa nelle antiche mura con torre,fondato da E.Guidoni nel 1991e aperto al pubblico Sezione Ferro e Metalli: particolare della vetrina dedicata alla ferriera e ramiera di Ronciglione (da T. Colletta, 2012).


 I musei della città del territorio realizzati in Italia

Una corretta e interessante valorizzazione del patrimonio culturale tangibile e intangibile, con azioni ed effetti positivi sul territorio è da rivedersi nell’esperienza del Museo della città e del territorio di Monsummano Terme, realizzato con competenza e passione storica da Carla Romby, storico dell’urbanista fiorentino.

Esperienza positiva degli anni ’90 del Museo di Monsummano denominato l’“Hosteria di sua Altezza” dalla curatrice del progetto e della sua realizzazione Carla Romby. Ma se oggetto principe dell’azione del museo contemporaneo è la tutela dello “spirito dei luoghi”appare evidente come i musei locali, assai più dei grandi musei nazionali, siano destinati a divenire protagonisti di esperienze innovative in grado di mettere in luce le molteplici qualità dell’interazione fra popolazione e Ambiente.

Monsummano, (Regione Toscana), Museo della città e del Territorio, nella rivalorizzata antica  “Hosteria di sua Altezza” (foto dell’a. 2009, da T. Colletta, 2012).

Monsummano, (Regione Toscana), Museo della città e del Territorio, nella rivalorizzata antica “Hosteria di sua Altezza” (foto dell’a. 2009, da T. Colletta, 2012).


Il nuovo museo archeologico di Napoli (2005)

Le scoperte archeologiche venute alla luce con i lavori della Metropolitana di Napoli Linea 1.

La scoperta del porto romano di Neapolis greco-romana nel 2003 al centro della città odierna a Piazza Municipio), avanti al Castelnuovo , ma a 20-25 metri al di sotto della città attuale. Bacino portuale testimoniato con il rinvenimento di infrastrutture portuali e di tre grandi imbarcazioni in legno, che con opportuni lavori sono state trasferite al centro del restauro del legno a Pisa, dove erano state trovate nel 2001 due barche romane nei lavori di trasformazione della linea ferroviaria a San Rossore, ove era l’antico porto pisano.

La nuova Sezione del Museo Archeologico Nazionale mette in luce la stagione degli scavi per la linea metropolitana, Linea 1.

Napoli. Il nuovo museo archeologico del 2005 con le scoperte della città romana di Neapolis (foto dell’a. 2007).

Napoli. Il nuovo museo archeologico del 2005 con le scoperte della città romana di Neapolis (foto dell’a. 2007).


La ricostruzione della città di Neapolis nel nuovo Museo Archeologico di Napoli con le “scoperte” archeologiche

La ricostruzione della città romana di Neapolis è oggi possibile nel nuovo Museo Archeologico di Napoli inagurato nel 2005.

Le “Scoperte” effettuate a Napoli tra gli anni 2003-2005 sono state messe in luce attraverso il continuo dialogo progettuale tra i Sovrintendenti archeologici. I tecnici della Metro e i progettisti delle Stazioni della Metropolitana di Napoli. Linea 1.

La rivoluzionaria scoperta del porto romano di Napoli a piazza Municipio ha risolto l’annoso dibattito a riguardo della localizzazione del bacino portuale della città antica con l’evidenza archeologica. Si è potuto operare inoltre il ridisegno della linea di costa del periodo romano a confronto con l’attuale ponendo nuove tappe scientifiche alla ricerca di storia urbana sulla città portuale e sull’evoluzione della linea di costa di Parthenope e Neapolis del periodo del tardo Olocene al periodo tardo antico.

La ricostruzione del paesaggio marittimo di Parthenope e Neapolis durante i secoli dall’VIII al V secolo a Cr. è stato inoltre restituito ed esposto in tavole ricostruttive presso il nuovo Museo inaugurato nel 2005 vicino la stazione “Museo” della Linea 1 della Metropolitana, collegato con un ascensore con il ben noto e famoso Museo Archeologico Nazionale. In questo nuovo museo sono stati conservati inoltre tutti i reperti di scavo scoperti duranti i lavori pubblici del Metrò per informare il pubblico di tutto ciò che si è fatto in questi anni e che si continua a fare a piazza Municipio e nelle altre stazioni del Metrò: a piazza Duomo, l’antico Gynnasium, e a piazza della Borsa, i resti delle mura bizantine lungo la costa.

Il nuovo museo archeologico di Napoli (2005)

Napoli. Il nuovo Museo Archeologico inaugurato nel 2005 con le “scoperte” della città romana di Neapolis (foto dell’a. 2007).

Napoli. Il nuovo Museo Archeologico inaugurato nel 2005 con le “scoperte” della città romana di Neapolis (foto dell’a. 2007).


Il nuovo museo archeologico di Napoli (2005)

Napoli. La stratificazione di Napoli nelle varie epoche storiche esposta  nella   nuova Sezione del Museo archeologico nazionale del 2005.

Napoli. La stratificazione di Napoli nelle varie epoche storiche esposta nella nuova Sezione del Museo archeologico nazionale del 2005.


Le lezioni del Corso

1. La storia dell’urbanistica contemporanea. Una storia specialistica

2. La conservazione integrata ed il suo ruolo nella pianificazione urbanistica delle città storiche

3. Città storiche e turismo culturale

4. Città storiche e Turismo Culturale. L’uso distorto del turismo nelle città storiche

5. Città storiche e Conoscenza urbana. L’innovazione tecnologica del sapere urbano e l’informazione-diffusione. Le possibili applicazioni - Prima Parte

6. Città storiche e conoscenza urbana. L’innovazione tecnologica per la diffusione della conoscenza urbana. Le possibili applicazioni. I musei della città - Seconda Parte

7. Politiche urbane per le città storiche italiane inserite nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO. I piani di gestione e la Legge del 2006. Il caso di Siracusa

8. La costruzione della città portuale e il rapporto storico porto-città. Due esempi a confronto: Genova e Napoli

9. La città portuale di Napoli. Il rapporto porto-città. Napoli Città patrimonio dell'umanità (1995) e il piano di gestione (2011)

10. Marsiglia città portuale. Il rapporto della città storica ed il suo porto. La rigenerazione urbana e la riqualificazione del porto vecchio

11. Il piano di conservazione integrata e di sviluppo turistico sostenibile. Il caso della città portuale di Nafplio in Grecia

12. Barcellona città portuale. Il rapporto della città storica ed il suo porto. La rinascita della città e la riqualificazione del porto vecchio

13. Città portuali e Arsenali marittimi. La riqualificazione degli antichi Arsenali a Musei della città e delle antiche tradizioni di mare

14. Valencia città portuale ed il rapporto con il porto del Grau. La rigenerazione urbana per l'evento della Coppa America del 2004 e proseguita fino al 2013 e ancora in progress

15. La riqualificazione urbana dei centri storici tramite il rinnovo del sistema di mobilità cittadina. Il caso della Metropolitana di Napoli

I materiali di supporto della lezione

Questa Lezione è una sintesi tratta dai miei lavori e ricerche ai quali rimando per ulteriori approfondimenti.

D. Calabi, S. Moino, C. Travaglini, I Musei della città, “Città&Storia”, nn.01-02, 2008.

T. Colletta, Città storiche e Turismo culturale. Città d’arte o città di cultura? Marketing urbano o turismo culturale?, in “Territori della cultura” rivista on line del CUEBEC, n.8, 2012, pp. 76-84, veicolata insieme al “Quotidiano dell’Arte. Il giornale del Patrimonio culturale”,ove una sintesi del Convegno di Ravello.

T. Colletta, Città storiche e Turismo culturale. Città d’arte o città di cultura? Marketing urbano o turismo culturale?, Giannini, Napoli 2012.

T. Colletta, Multilayered Mediterranean Port Towns and historical cultural landscape. Integrated conservation strategies al ICOMOS-JOINT MEETING - CIVVIH 2012 Annual Meeting and Scientific Symposium in T. Colletta, (editor) “The role of the integrated conservation of cultural heritage for a creative, resilient and sustainable city” ( Atti del CIVVIH Meeting, Naples, Italy, 3-5 September 2012), Franco Angeli, Roma 2013, pp. 35-46.

T. Colletta, L’archeologia urbana degli anni 2000. I diversi interventi di conservazione e recupero delle strutture antiche di Napoli greco-romana, medievale e rinascimentale nel centro storico patrimonio del mondo, Relazione al Convegno AISU. Catania 12-14 Settembre 2013- Sessione C. Sottosessione C2: “La città sotto-sopra: il ruolo dell’archeologia urbana nella città in divenire”.

  • Contenuti protetti da Creative Commons
  • Feed RSS
  • Condividi su FriendFeed
  • Condividi su Facebook
  • Segnala su Twitter
  • Condividi su LinkedIn
Progetto "Campus Virtuale" dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, realizzato con il cofinanziamento dell'Unione europea. Asse V - Società dell'informazione - Obiettivo Operativo 5.1 e-Government ed e-Inclusion