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Roberto Maglio » 5.La contabilitità analitica nel nuovo scenario economico


Le esigenze informative delle aziende si sono modificate in seguito all’insorgere dei seguenti fattori:

  • globalizzazione dell’economia;
  • orientamento al cliente e differenziazione dell’offerta;
  • introduzione di tecniche orientate alla qualità totale;
  • sviluppo tecnologico ed informatico;
  • tendenza alla flessibilizzazione strategica, organizzativa e produttiva;
  • ricorso all’outsorcing.
  • In particolare, si accentua la presenza di costi indiretti di produzione, legati allo svolgimento di attività di supporto a produzioni complesse (costi legati alla logistica, alla qualità, alla differenziazione).
  • Tra gli altri effetti vi è quello di rendere obsoleti i tradizionali sistemi di contabilità analitica, favorendo la diffusione di approcci quali l’ABC.


Ad esempio, si considerino le conseguenze della differenziazione:

  • esigenza di un maggior numero di componenti che complicano il processo di acquisto (a livello amministrativo) e di stoccaggio;
  • incremento delle attività di progettazione;
  • incremento dei riattrezzaggi degli impianti.

Si generano pertanto costi non legati al variare del volume di produzione (ad esempio, i costi di attrezzaggio).

SOVVENZIONAMENTO INCROCIATO

In presenza di basi di riparto volumetriche si assiste al fenomeno del sovvenzionamento incrociato, ossia la sottostima del costo unitario di prodotti a basso volume ma ad elevata complessità, a seguito della maggiore allocazione dei costi indiretti sui prodotti caratterizzati da alti volumi, anche se le transazioni generatrici di overhead sono prevalentemente causate dalla complessità dei prodotti a basso volume di output.

FASI DELL’ABC:

1) INDIVIDUAZIONE DELLE ATTIVITÀ SVOLTE;

2) ATTRIBUZIONE DEI COSTI DELLE RISORSE ALLE ATTIVITÀ;
Può avvenire tramite:

  • calcolo diretto tramite misurazione;
  • stima attraverso ricerche ed interviste;
  • allocazione su parametri rispondenti al principio causale

3) IMPUTAZIONE DEI COSTI DELLE ATTIVITÀ AGLI OGGETTO DI COSTO (ES. PRODOTTI) IN BASE AD OPPORTUNI ACTIVITY DRIVER.
Rispetto ad un prodotto esempi di activity driver possono essere:

  • il n. di ordini di acquisto per l’attività di approvvigionamento;
  • il n. di setup per la l’attività di attrezzaggio;
  • il n. (o la durata) delle ispezioni per l’attività di ispezione.

Activity-Based Costing


Activity-Based Costing


Activity-Based Costing


Activity-Based Costing

I capisaldi dell’ABC consistono nei seguenti presupposti:

  • analisi microorganizzativa dei processi di lavorazione dell’impresa, per individuare le microattività che li compongono;
  • individuazione degli oggetti di riferimento dei costi nelle attività così individuate;
  • attribuzione dei costi, originariamente classificati per natura, alle attività, sulla base di relazioni causali dirette;
  • impiego di criteri di ripartizione (cost drivers) per quei costi che vanno divisi su una pluralità di attività.

N.B. Fino a questo punto l’analisi si chiama Activity Costing, avendo come oggetti di riferimento le sole attività.

Activity-Based Costing

Mediante ulteriori presupposti si può giungere alla determinazione di costi di produzione, ossia all’Activity-Based Costing:

  • attribuzione dei costi delle attività alle produzioni finali individuate, laddove esistano attività esclusive;
  • l’impiego di idonei activity drivers, qualora le attività siano promiscue e si rendano necessarie delle ripartizioni.

Activity-Based Costing


Quando si rende opportuno l’abc

Vi sono alcuni caratteri del processo produttivi in presenza dei quali è preferibile l’utilizzo dell’ABC:

  • diversità nei volumi dei vari prodotti;
  • diversità nella dimensione dei lotti;
  • diversità nella complessità dei diversi processi produttivi.

Sintomi dell’inadeguatezza di un sistema di calcolo dei costi:

  • presenza di prodotti complessi con margini elevati e prezzi contenuti;
  • difficoltà nella spiegazione dei margini di profitto di un certo prodotto;
  • l’offerta da parte di fornitori di componenti ad un prezzo molto più ridotto di quello “interno”;
  • la presenza di sistemi contabili autonomi e non ufficiali;
  • la contraddizione tra i manager circa la profittabilità dei prodotti.

Pregi e limiti dell’ABC

  • Anche l’analisi ABC non si sottrae al trade-off tra costo e precisione: essa consente una stima molto precisa dei costi, ma richiede uno sforzo notevole da parte dell’azienda, sia in termini di tempo necessario per l’implementazione, sia per i costi a regime, dovuti in gran parte all’onerosità delle rilevazioni.
  • Maggiore è il numero di attività individuate, maggiore è la precisione del sistema di rilevazione, ma maggiore sarà anche il costo di implementazione; viceversa poche attività si tradurranno in minori costi per le rilevazioni ma in scarsa precisione che genera costi non trascurabili.
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