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Roberto Maglio » 7.Target costing


Il Target costing

È una metodologia strutturata per determinare il costo totale al quale un prodotto, con certe specifiche funzionali e qualitative, deve essere realizzato per generare, al momento in cui viene ceduto al prezzo di vendita prestabilito, il desiderato livello di profitto.

Tale metodologia è indicata per le aziende operanti in contesti competitivi in cui il prezzo è stabilito dal mercato; in tali casi il costo diventa la variabile dipendente dal prezzo di vendita e dal margine di utile desiderato.

Target costing & cost-plus pricing


Aspetti del target costing

  • Il Target Costing introduce un elemento di controllo dei costi prima ancora che essi vengano sostenuti.
  • Richiede una cultura aziendale che assegna valore alle richieste dei clienti, alla cooperazione interfunzionale ed una apertura alla condivisione delle informazioni.
  • Il Target Costing fu messo a punto in Toyota nel 1965.
  • L’idea sottostante al Target Costing è che la maggior parte dei costi che un’impresa sosterrà in relazione ad un determinato prodotto e lungo il suo intero ciclo di vita è già “impegnata” al momento della progettazione più che in quella di produzione.
  • Sono le decisioni prese in fase di progettazione ed ingegnerizzazione di un prodotto che ne determinano, assieme ai volumi produttivi, il prezzo di produzione e quindi il livello di competitività sul mercato.
  • La logica alla base del Target Costing è quella di amministrare i costi più che di calcolarli.

Target costing

Ciò significa far dipendere le scelte di progettazione, produzione e vendita dalle variabili esigenze della clientela.

La procedura si articola in tre fasi:

  1. pianificazione e progettazione del prodotto;
  2. determinazione del costo obiettivo;
  3. impiego del target cost nella produzione come riferimento per il calcolo degli standard.

Aspetti del target costing

Il Target Costing è un processo:

  • iterativo che si ripete finché non si giunge a un prodotto i cui costi previsti siano compatibili con il target cost;
  • svolto da un’équipe formata dai rappresentanti di ogni funzione interna all’azienda.

Il suo scopo é introdurre un prodotto con determinate caratteristiche di prezzo-qualità-funzionalità in uno specifico segmento di mercato.

Le fasi del target costing

Nella prima fase si considerano i bisogni e le aspettative della clientela in modo da stabilire il prezzo di vendita e l’utile desiderato.

Il prezzo è legato al valore percepito dal cliente, alle reazioni dei concorrenti e ai volumi di vendita previsti.

L’utile desiderato si determina mediante la moltiplicazione fra il prezzo di vendita ed il ROS.

Ad esempio se il prezzo di vendita è 20.000 si può porre ROS pari a 0,2% e profitto desiderato pari a 4.000.
Il costo accettabile sarebbe pari a €. 16.000.

Le fasi del target cost

La seconda fase consiste nello stabilire il target cost che, di norma, comprende i soli costi industriali, anche se vi sono aziende che inglobano anche i costi di ricerca e sviluppo e di commercializzazione.

In proposito s’individuano tre metodi:

  1. metodo della sottrazione
  2. metodo dell’addizione
  3. metodo integrato

Il metodo della sottrazione

  • Con il primo metodo ci si basa unicamente su informazioni esterne, ovvero sulle caratteristiche del mercato di sbocco del prodotto, tralasciando i profili interni dell’azienda.
  • In tal caso il target cost è definito “allowable cost”, ovvero costo accettabile ed è definito come differenza tra prezzo di mercato e utile desiderato.
  • Esso assume solitamente un valore contenuto e può demotivare i responsabili dello sviluppo del prodotto.

Il metodo della addizione e integrato

  • Con il metodo dell’addizione si considerano esclusivamente informazioni interne che si basano sulle capacità tecnologico-produttive presenti al momento nell’azienda.
  • In tal caso il target cost è definito “current achievable cost” e coincide sostanzialmente con un costo standard.
  • Il terzo metodo, quello integrato, è una sintesi dei precedenti nel senso che il target cost viene stabilito ad un livello intermedio.

Il metodo della addizione e integrato


Analisi funzionale

Per ottenere un costo obiettivo impegnativo ma raggiungibile può utilizzarsi la tecnica dell’Analisi funzionale, intesa come valutazione economica delle funzioni d’uso che il prodotto è in grado di offrire al cliente.

Essa prevede le seguenti fasi:

  • Individuazione dei segmenti di mercato da analizzare;
  • Raccolta delle informazioni;
  • Costruzione dell’albero delle funzioni;
  • Stima del valore relativo delle funzioni;
  • Identificazione delle alternative di miglioramento;
  • Decisione finale

Analisi funzionale

Le alternative di miglioramento consistono in:

  • modifiche alle caratteristiche morfologiche del prodotto;
  • diminuzione delle funzioni esistenti (ad esempio la penna diventa “usa e getta”);
  • aumento delle funzioni d’uso.

Con l’accettazione da parte del top management si conclude la fase progettuale e si entra in quella operativa consistente nella produzione del bene al costo stabilito.

In tale fase entra in gioco il kaizen costing ossia l’atteggiamento individuale teso al miglioramento continuo che consente di raggiungere risultati anche migliori del target cost.

Analisi funzionale dei costi: esempio di una macchina per caffè espresso


Kaizen Costing

  • Il Target Costing opera essenzialmente nelle fasi di sviluppo di un nuovo prodotto (progettazione e industrializzazione); quando un prodotto è già nella fase della produzione di serie si può adottare l’approccio “kaizen” o “miglioramento graduale e continuo”.
  • Esso è usato per individuare le possibilità di miglioramento dei costi nella fase di fabbricazione. Essere costantemente (kai) orientati al miglioramento (zen).
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