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Massimo Aria » 3.Alcune scale per la misurazione di atteggiamenti


Introduzione

In questa lezione sono presentate alcune delle principali scale proposte in letteratura per la misurazione degli atteggiamenti:

  • Scala di Likert
  • Scalogramma di Guttman
  • Differenziale semantico di Osgood

Scala di Likert

Rappresenta la tecnica più diffusa per la misurazione di atteggiamenti.

Si caratterizza per la semplicità di realizzazione e per i ridotti costi legati alla sua costruzione e somministrazione.

L’assunto logico che sta alla base della Scala di Likert è il seguente:

L’atteggiamento è un cuntinuum su cui i soggetti sono collocabili a seconda delle risposte date ad una batteria di affermazioni riferite allo stesso atteggiamento.

Costruzione della scala di Likert

La procedura per la costruzione della Scala di Likert può sintetizzarsi nei seguenti punti:

  • Individuazione delle dimensioni di interesse
    • scomporre il concetto originario (atteggiamento) nelle diverse dimensioni che lo compongono.
    • Esempio: In una ricerca sul tema della personalità autoritaria –> le dimensioni potrebbero essere: convenzionalismo, sottomissione all’autorità, aggressività autoritaria ecc.
  • Individuazione affermazioni (n. elevato) che consistono negli item (domande) per cui l’intervistato dovrà esprimere favore o sfavore.
    • Le affermazioni devono esprimere giudizi/opinioni (attuali non riferiti al passato) non dati di fatto.
    • Gli items vanno ripartiti tra favorevoli e contrari.
  • Definizione delle modalità di risposta
    • Nella Scala di Likert vengono utilizzati item caratterizzati da risposta a parziale autonomia semantica con un numero di modalità solitamente da 4 a 7.
    • Ad ogni modalità di risposta è assegnato un punteggio, presupponendo l’equidistanza tra le categorie di risposta.

Determinazione del punteggio individuale

La determinazione del punteggio individuale avviene sommando il punteggio ottenuto dall’individuo per ogni singolo item della scala.

Affinché la scala non presenti distorsioni, gli item devono esprimere tutti lo stesso verso.
Le domande sono quindi formulate in modo tale che le risposte esprimano tutte valori elevati in caso di atteggiamento favorevole (o viceversa)!

Esempio (atteggiamento verso il lavoro)
Qual è il suo livello di soddisfazione relativamente ai seguenti aspetti del suo lavoro
prevalente?

Scarso=1; Basso=2; Accettabile=3; Buono=4; Ottimo=5

Rispetto all’orario di lavoro ?
Rispetto alle ferie?
Rispetto alla retribuzione ?
Rispetto alle mansioni svolte?
Rispetto alle prospettive di crescita professionale?

Selezione degli item della scala di Likert

Nella fase preliminare di costruzione della scala, solitamente viene formulato un numero molto elevato di domande tra cui vanno poi selezionate quelle che meglio esprimono manifestazioni dell’atteggiamento che si intende studiare.

La selezione delle affermazioni che poi comporranno la batteria di domande della scala avviene attraverso la conduzione di un’indagine pilota in cui si verifica che tutte le affermazioni inserite nella scala:

  • discriminano gli individui con atteggiamenti differenti;
  • sono relative ad uno stesso oggetto.

Per effettuare la selezione si utilizzano due strumenti:

  • l’indice di correlazione elemento-scala;
  • il coefficiente alfa di Cronbach.

Correlazione elemento-scala

La correlazione elemento(item)-scala serve ad individuare item della scala che non sono coerenti con gli altri.

Si ottiene calcolando il coefficiente di correlazione r tra il punteggio complessivo (della scala) e il punteggio di ogni singolo item (rispetto agli n soggetti considerati).

r_j = \frac{{\sum\limits_{i = 1}^I {\left( {I_{ij} - \overline I _j } \right)\left( {P_i - \overline P } \right)} }}{{\sqrt {\sum\limits_{i = 1}^I {\left( {I_{ij} - \overline I _j } \right)^2 \sum\limits_{i = 1}^I {\left( {P_i - \overline P } \right)^2 } } } }}

dove
Iij = punteggio del j-esimo elemento (item) della scala rispetto al i-esimo soggetto

pi = punteggio su tutta la scala rispetto al i-esimo soggetto

Tabella dei punteggi della scala.

Tabella dei punteggi della scala.


Valori della correlazione elemento-scala

Valore prossimi a 1 di questo coefficiente implicano che il punteggio di ogni singolo item si muove nella stessa direzione del punteggio globale che tiene conto di tutti gli elementi.

Al contrario valori prossimi allo 0 riguarderanno elementi della scala che possono ritenersi insoddisfacenti in quanto l’informazione espressa non segue la stessa direzione della batteria di domande nel suo complesso.
Il caso tipico è quello di una domanda formulata in maniera ambigua o che rilevi un atteggiamento differente da quello oggetto di misurazione.

Infine per un item caratterizzato da valori negativi del coefficiente, si evince un’errata formulazione della domanda che prevede risposte che vanno in direzione opposta rispetto al punteggio globale (la maggior parte dei soggetti che assume punteggi elevati negli altri item assume però punteggi bassi nell’elemento in oggetto).
In questo caso la domanda va riformulata nella giusta direzione.

Coefficiente alfa di Cronbach

Il coefficiente alfa proposto da Cronbach serve per giudicare il grado complessivo di coerenza interna della scala.

La sua formula è:
\alpha  = \frac{{J\bar r}}{{1 + \bar r\left( {J - 1} \right)}}

Dove J è il numero di elementi della scala
e   \bar r = {{\left( {\sum\limits_{j = 1}^J {r_j } } \right)} \mathord{\left/ {\vphantom {{\left( {\sum\limits_{j = 1}^J {r_j } } \right)} J}} \right. \kern-\nulldelimiterspace} J} è la loro correlazione media.

Il coefficiente alfa assume valori tra 0 (nessuna coerenza interna) e 1 (massima coerenza interna).
In letteratura si ritengono soddisfacenti scale la cui misura alfa sia almeno pari a 0,70.

Il ricercatore eliminerà item della scala che presentano una scarsa correlazione elemento-scala fino a quando tale procedura comporterà una crescita del coefficiente alfa.
In tal modo si otterrà la migliore scala possibile in termini di coerenza interna e di parsimoniosità (conservando solo gli item “migliori”).

Vantaggi e limiti delle scale di Likert

I vantaggi caratteristici di una scala di Likert sono i seguenti:

  • Semplicità di costruzione
  • Basata su dati empirici raccolti da indagini pilota

Esse presentano però anche alcuni importanti limiti:

  • Scala ordinale (risposte a parziale autonomia semantica) trattata come cardinale (sommando i punteggi)
  • Non riproducibilità della scala. Punteggio totale di un individuo può dipendere da combinazioni diverse di risposte date alle affermazioni
  • Fenomeno della curvilinearità. Si ha quando un item è disapprovato sia da chi ha un atteggiamento positivo/favorevole, sia da chi ha l’atteggiamento opposto. Ciò comporta una equivalenza numerica tra soggetti ma non una equivalenza sostanziale.
    • Esempio. l’item: “la migliore forma di governo è quella democratica-rappresentativa”, può essere respinto sia da chi è favorevole a un regime autoritario sia da chi preferisce delle forme di democrazia diretta.

Scalogramma di Guttman

Si compone di un insieme di item dicotomici (caratterizzati da risposte Si/No) scalati per importanza crescente rispetto all’atteggiamento in esame.

Ciò implica l’esistenza di un rapporto gerarchico fra item (dal più generale al più specifico).

Esempio:
se A è più autoritario di B allora A approverà tutte le affermazioni (scala di autoritarismo) approvate da B più qualche altra.

Caratteristiche dello scalogramma:

Se gli item della scala sono ordinati gerarchicamente solo alcune sequenze di risposta sono ammissibili quindi a un determinato punteggio corrisponde (teoricamente) una sola sequenza di risposte:

Dal punteggio complessivo si può risalire alle risposte date da un intervistato ai singoli items della scala (Riproducibilità della scala).

Nella realtà possono verificarsi risposte al di fuori delle sequenze previste. Quindi è importante valutare questi “errori” per comprendere la valenza della scala stessa e della gerarchia definita tra gli item.

Costruzione di uno scalogramma

Le fasi per la costruzione di uno scalogramma:

  1. definire gli items riferibili ad un continuum in grado di misurare diverse gradazioni di intensità dell’atteggiamento da studiare con sistema di risposta dicotomico (1=accordo; 0= disaccordo);
  2. collocare i soggetti in ordine di rango in base al punteggio totale;
  3. verificare omogeneità degli items rispetto alla scala (unidimensionalità della scala). Solo items omogenei discriminano perfettamente.

Coefficiente di riproducibilità

Per individuare gli item con scarso potere discriminante degli individui rispetto all’atteggiamento analizzato, si utilizza il coefficiente di riproducibilità (CR).

CR misura il grado di scostamento della scala osservata rispetto ad una scala in cui gli item rispettano una perfetta gerarchia d’intensità dell’atteggiamento (una teorica scala perfetta).

La formulazione del CR si ottiene come proporzione di risposte esatte (“teoriche”) sul totale delle risposte:

CR = 1 - \frac{{n ^\circ \ errori}}{{n^\circ \ totale{\rm } \ risposte}}

Per valori di CR ≥ 0,90 → accettazione della scala (errori considerati casuali);

Per valori di CR <0,90, si eliminano progressivamente gli items con un maggiore numero di errori, fino ad ottenere una misura accettabile del coefficiente.

Osservazioni sullo scalogramma

Nella costruzione dello scalogramma, è utile osservare i seguenti punti:

  1. Evitare items con tassi troppo elevati (>80%) di accettazione o di rifiuto, poichè poco discriminanti e destinati ad innalzare artificiosamente il CR;
  2. Impiegare un numero sufficientemente elevato di items: una scala formata da pochi items può produrre elevati valori di CR anche se gli elementi sono fra loro statisticamente indipendenti;
  3. Ispezionare attentamente le sequenze erronee: la presenza ripetuta di una sequenza non prevista dal modello può essere sintomo di un’altra dimensione sottostante gli indicatori.

Limiti dello scalogramma

Alcuni limiti tipici che caratterizzano uno scalogramma:

  1. Il punteggio finale che si ottiene sulla variabile latente (misura dell’atteggiamento) resta una variabile ordinale.
  2. Quando l’atteggiamento diventa complesso può essere difficile riuscire a rappresentarlo in una gerarchia di affermazioni sequenziali con risposte dicotomiche. In questi casi gli errori possono risultare numerosi.

Differenziale semantico di Osgood

E’ una tecnica di rilevazione dei significati che determinati concetti assumono per gli intervistati

Tale tecnica non si basa sulla descrizione soggettiva e diretta del significato da parte dell’intervistato ma sulle associazioni che egli instaura tra ciascun concetto ed altri proposti in maniera standardizzata.

Consiste quindi in un concetto da valutare e in una serie di aggettivi contrapposti (scala auto-ancorante), separati da una scala grafica.

Questa tecnica consente quindi di misurare il significato “affettivo” di stimoli o concetti attraverso una connotazione di tipo emotivo.

Il Differenziale Semantico è lo strumento più adatto per rilevare:

  • le rappresentazioni mentali;
  • l’immagine di oggetti o concetti;
  • la percezione di stimoli.

Fattori del differenziale semantico

Il Differenziale Semantico si basa sulle associazioni che un soggetto instaura tra ciascun concetto e gli altri proposti, quindi se un’azienda volesse capire cosa intendono i suoi clienti per “telefono cellulare funzionale” si individueranno una serie di coppie di aggettivi contrapposti che descrivano alcuni fattori chiave (generalmente 3 fattori): vedi figura.


Analisi del profilo

Ogni coppia di aggettivi costituisce una scala (un continum solitamente formato da 12 a 50 coppie).

Le risposte della scala possono essere analizzate attraverso l’Analisi del Profilo, rappresentazione grafica consistente nel congiungere con una linea il punteggio medio ottenuto da un concetto su ogni coppia di attributi.

Due o più profili simili implicano una reazione emozionale simile nei soggetti considerati.

Esempio del profilo di due prodotti.

Esempio del profilo di due prodotti.


Esempio di differenziale semantico

Dove collocherebbe il candidato XYZ rispetto alle coppie di qualità riportate nel seguito?

Dove collocherebbe il candidato XYZ rispetto alle coppie di qualità riportate nel seguito?


Limiti del differenziale semantico

Limiti tipici di tale tecnica sono:

  1. difficoltà nel definire ed identificare coppie di aggettivi completamente bipolari dal punto di vista semantico;
  2. difficoltà nel trovare aggettivi che siano ugualmente significativi per il ricercatore e l’intervistato.
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