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Mauro Sciarelli » 18.La scelta delle fonti di finanziamento e la leva finanziaria


Obiettivi e struttura della lezione

Illustrare le diverse opzioni disponibili per la scelta delle fonti di copertura degli investimenti e come la scelta di un adeguato livello di indebitamento possa ampliare le opportunità di redditività del capitale di rischio investito in azienda

Struttura della lezione:

  • la tipologia di fabbisogno finanziario;
  • le fonti di finanziamento;
  • la gestione indipendente delle fonti di copertura degli investimenti;
  • il livello di indebitamento;
  • la leva finanziaria;
  • esercizio svolto.

Tipologie di fabbisogno finanziario

Il fabbisogno finanziario può essere studiato come la risultante di quattro tipi differenti di esigenze:

  • un fabbisogno strutturale: permanente e legato caratteristiche si struttura dell’impresa;
  • un fabbisogno corrente: permanente e legato al volume di attività della gestione corrente;
  • un fabbisogno straordinario: di lungo periodo ma destinato a cessare;
  • un fabbisogno occasionale: collegato a fenomeni congiunturali ed imprevedibili con effetti di breve periodo.

Le fonti di finanziamento

Il fabbisogno finanziario globale può essere coperto:

  • da mezzi propri;
  • dal risultato economico della gestione;
  • dal finanziamento interno dei soci;
  • dal finanziamento esterno attinto presso i risparmiatori, le banche e i dipendenti.

La scelta delle fonti è legata al fenomeno della “leva finanziaria”

Classificazione delle fonti di finanziamento

Classificazione delle fonti di finanziamento


Indipendenza delle scelte di copertura finanziaria

Il processo di scelta delle fonti di copertura degli investimenti può essere interpretato come una variabile dipendente dal fabbisogno finanziario, considerando il fabbisogno come un dato di fatto non modificabile, oppure si può considerare una variabile indipendente e il fabbisogno stesso può modificarsi tenendo conto dei nuovi progetti di investimento a disposizione e del livello di indebitamento che si vuole raggiungere.
In questo secondo caso la gestione finanziaria diviene una variabile della formulazione del piano aziendale e estende i confini delle scelte a disposizione del management.

La scelta del livello di indebitamento

Con questo secondo approccio la scelta del livello di indebitamento che l’impresa può accettare non è più soggetta solo alla valutazione degli effetti sulle caratteristiche di una corretta gestione finanziaria (omogeneità, flessibilità, elasticità, economicità) connesse con un appesantimento della situazione debitoria, ma deve essere orientata anche dagli effetti sulla redditività del capitale proprio dovuti all’utilizzo di capitale di terzi (effetto leva finanziaria).

Il funzionamento della leva finanziaria I

Si definisce effetto leva finanziaria quell’aumento della redditività del capitale di rischio che si manifesta in seguito ad un aumento del grado di indebitamento quando la redditività degli investimenti è superiore al costo delle fonti di finanziamento utilizzate.

L’effetto si misura sulla redditività del capitale di rischio!

La leva finanziaria in simboli

La leva finanziaria in simboli

La leva finanziaria

La leva finanziaria


Il funzionamento della leva finanziaria II

Il ROE aumenta al crescere del debito, solo se la differenza tra ROI e “i” risulta positiva; in questo caso, la gestione riesce a generare una redditività operativa considerevolmente superiore al costo del debito.
Là dove risulti ROI inferiore ad “i”, la redditività dell’impresa non consente neanche la copertura del costo del debito; in questo caso al crescere dell’indebitamento si assiste al calo del ROE, fino a giungere a risultati finanche negativi.

L’effetto della leva finanziaria sul ROE

Rendimento del capitale proprio con differenti condizioni di leva finanziaria

Rendimento del capitale proprio con differenti condizioni di leva finanziaria


Esercizio I

Con l’utilizzo del seguente schema, nel quale sono sinteticamente riepilogate le principali voci patrimoniali ed economiche, dimostrare il funzionamento della leva finanziaria (inserendo le voci mancanti) per l’azienda Alfa, Beta e Gamma, in base alle condizioni di redditività, onerosità dell’indebitamento ed imposizione fiscale indicate ed uguali per le tre aziende.

Lo schema

Lo schema


Esercizio II

In tutte le imprese si ha un effetto leva finanziaria positivo dato che la redditività degli investimenti, misurata con il ROI, supera il costo del capitale di terzi.

Per dimostrare efficacemente il corretto funzionamento della leva finanziaria si deve analizzare se l’azienda maggiormente indebitata presenti una redditività del capitale proprio (ROE) più elevata rispetto all’altra.

Esercizio III

La prima cosa da considerare è che il maggiore indebitamento dell’impresa B porta ad una compressione del Reddito Netto che la fa sembrare svantaggiata rispetto all’impresa A.

Formule utilizzate per compilare il prospetto

Formule utilizzate per compilare il prospetto

Il prospetto compilato

Il prospetto compilato


Esercizio IV

L’effetto della leva finanziaria, però, si manifesta sulla redditività del capitale di rischio misurata dal ROE.
Si può notare, infatti, come l’impresa B abbia la redditività del capitale di rischio maggiore, proprio grazie all’effetto positivo derivante dal livello di indebitamento prescelto.

Gli effetti sul ROE

Gli effetti sul ROE


Alcune considerazioni finali

Anche se la leva finanziaria può avere degli effetti positivi sulla redditività del capitale proprio, la scelta del livello di indebitamento deve tener conto anche di altri fattori:

  • al crescere dell’indebitamento vi è una compressione dell’utile netto;
  • bisogna valutare gli effetti sul rischio finanziario dell’impresa, sia come rischio di insolvenza che come rischio di illiquidità;
  • il vantaggio fiscale legato alla deducibilità degli interessi passivi dal reddito imponibile può essere annullato, o rimandato nel tempo, da una eventuale chiusura in perdita dell’esercizio.

I materiali di supporto della lezione

S. Sciarelli – Elementi di Economia e Gestione delle Imprese, Cedam, 2008 cap.17, §5, §6.

R. Micera, V. Vecchi – Strumenti per la programmazione e il controllo delle decisioni d'impresa, Aracne, 2008, cap.III.

Lezione 17

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