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Mauro Sciarelli » 9.Le strategie complessive


Obiettivi e struttura della lezione

Fornire un quadro analitico di base delle strategie aziendali di sviluppo ed accennare ai processi di risanamento

Struttura della lezione

  • gestione strategica ed operativa;
  • le strategie complessive;
  • lo sviluppo orizzontale;
  • l’integrazione verticale;
  • la diversificazione produttiva;
  • l’espansione internazionale;
  • la gestione delle crisi (cenni).

Strategia

Nei confronti dell’evoluzione dell’ambiente esterno, l’imprenditore può adottare differenti atteggiamenti:

  • atteggiamento di attesa: risposta al verificarsi di cambiamenti ambientali;
  • atteggiamento anticipato: risposta anticipata rispetto a cambiamenti previsti;
  • atteggiamento attivo: introduzione dei cambiamenti nell’ambiente.

Definizione di strategia

  • Un disegno elaborato dall’imprenditore, che individua le direttrici da seguire per raggiungere determinate mete (obiettivi).
  • E’ il mezzo per conseguire traguardi di tempo non breve, definiti in funzione dell’evoluzione del rapporto tra l’impresa e l’ambiente nel quale questa opera.
  • Si caratterizza per tre elementi fondamentali:
    • la formulazione a livello alto – direzionale,
    • la proiezione a lunga scadenza,
    • la priorità dei traguardi da raggiungere

Gestione strategica ed operativa

  • Strategia complessiva: scelta della/e aree d’affari.
  • Strategia competitiva: come competere in ciascuna delle aree d’affari.
  • Strategia funzionale: modalità di attuazione nelle diverse funzioni di gestione operativa.

Obiettivi strategici

Gli obiettivi strategici imprenditoriali:

  • sviluppo dimensionale (crescita del volume d’affari);
  • riequilibrio gestionale (risposta alla crisi);
  • riduzione del rischio (continuità aziendale);
  • mantenimento delle posizioni (difesa del mercato);
  • disinvestimento parziale (ridimensionamento);
  • uscita dal mercato (cessione o liquidazione).

Sviluppo dimensionale I

Le alternative strategiche di sviluppo dimensionale

Le alternative strategiche di sviluppo dimensionale


Sviluppo dimensionale II

Effetti, limiti e cause dello sviluppo dimensionale

Effetti, limiti e cause dello sviluppo dimensionale


Integrazione orizzontale

Con l’integrazione orizzontale l’impresa punta a conseguire una maggiore forza nel settore in cui opera mediante la crescita della propria capacità produttiva e/o mediante l’acquisizione di imprese concorrenti. Lo scopo è di far crescere la quota di mercato .
Il principale vantaggio è di consentire di sfruttare economie di dimensione e di espansione.

Integrazione verticale

Con le strategie di integrazione verticale l’impresa assume il controllo di uno stadio di produzione o di distribuzione adiacente (a monte o a valle) rispetto al preesistente campo di attività.

Mira a far crescere il valore aggiunto.


Diversificazione produttiva

La diversificazione conglomerale si realizza allorché tra attività vecchie e nuove non intercorre nessun collegamento né di tecnologia né di mercato.

La diversificazione laterale si traduce nell’espansione verso nuove aree di affari rispetto alle quali sussistono, però, dei collegamenti tecnologici o di marketing.

Esempio di diversificazione laterale

Esempio di diversificazione laterale


Espansione internazionale


Crisi e risanamento (cenni)


I materiali di supporto della lezione

S. Sciarelli – Elementi di Economia e Gestione delle Imprese, Cedam, 2008 cap. 11 e 12

Link al Corso di Strategie e Politiche di Marketing, prof.ssa V. Della Corte su Federica

Barney J.B., Risorse, competenze e vantaggi competitivi, Carocci, 2006 (edizione italiana a cura di V. Della Corte e M. sciarelli)

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