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Francesca Sorrentini » 18.La circolazione turistica


Articolazione della lezione

Obiettivo
Illustrare il ruolo dei trasporti nello sviluppo delle attività turistiche

Argomenti

  • I momenti del turismo
  • Turismo e trasporti
  • I trasporti intermodali
  • I trasporti marittimi: il turismo crocieristico
  • I trasporti ferroviari
  • I trasporti su strada
  • I trasporti aerei e le compagnie low cost

I momenti del turismo

Il Turismo è un fenomeno socio-economico, perché consiste nella circolazione di uomini e di redditi su distanze più o meno grandi, con mezzi individuali o collettivi.

Nel turismo si distinguono tre momenti fondamentali:

  1. momento attivo (o dell’irradiazione) → il potenziale turista, sulla base di un impulso di carattere psicologico, decide di partire dal luogo di abituale residenza, portando con sé una quota del proprio reddito;
  2. momento passivo (o della ricezione) → il soggetto, ormai divenuto turista, fruisce delle strutture ricettive offerte dal centro turistico, che deve organizzarsi per consentire pernottamento e soggiorno dei visitatori;
  3. momento della circolazione → trasferimento dal luogo di abituale residenza a quello di ricezione e viceversa.

La mobilità turistica

I flussi turistici determinano notevoli impatti – in relazione al loro volume, alle infrastrutture che li supportano e alle stesse modalità di trasporto – soprattutto nel caso dei trasporti terrestri (stradali e ferroviari), perché l’incidenza sullo spazio di transito (tra le aree di partenza e quelle di arrivo) è di gran lunga più evidente rispetto ai mezzi aerei e marittimi. Infatti, questi ultimi producono effetti meno visibili, in quanto nessuna infrastruttura identifica materialmente l’asse, ma soltanto le due estremità del fascio delle comunicazioni.

La mobilità può essere di:
breve durata e breve raggio → spostamenti di weekend; raramente i viaggiatori superano i 50-80 km e le destinazioni sono per lo più rurali, in montagna o al mare e interessano soprattutto gli spazi occupati dalle residenze secondarie;
medio-lunga durata e ampio raggio → viaggi spesso organizzati verso mete lontane, che costituiscono un’alternativa rilassante, non solo perché si contrappongono all’ambiente quotidiano di vita e di lavoro, ma anche perché sono molto distanti, offrono un clima diverso, hanno il fascino dell’esotico o sono alla moda.

Il ruolo dei trasporti

Le vie di comunicazione costituiscono un potente fattore di organizzazione del territorio, perché contribuiscono al suo popolamento e alla sua valorizzazione economica. La densità e la qualità delle stesse materializzano il grado di controllo delle società umane sullo spazio.

Infatti, le principali fasi di crescita economica sono coincise con:

  • lo sviluppo delle comunicazioni;
  • l’introduzione di nuovi mezzi di trasporto;
  • il miglioramento di quelli esistenti.

Le attività ricreative e del tempo libero sono sempre state strettamente legate ai trasporti, che concorrono all’allargamento dello spazio turistico e alla sua organizzazione.

Il ruolo dei trasporti (segue)

Dal XX secolo le innovazioni tecnologiche nel campo dei trasporti hanno avuto come obiettivo non solo il superamento dei condizionamenti naturali, ma soprattutto la riduzione dei costi.

Velocità

Aerei: nel 1950 viaggiavano a 500 km/h, nel 1990 a 2.500 km/h
Treni: nel 1950 raggiungevano i 120 km/h, nel 1990 i 300 km/h

Portata

Navi: nel 1948, trasportavano 30.000 t di stazza max, alla fine degli anni Settanta 500.000 t
Aerei: trasportano 100 t di merci
Treni: trasportano 24.000 t di merci
Autocarri: trasportano 40 t di merci.

Specializzazione

Da alcuni decenni il trasporto marittimo è interessato da importanti innovazioni tecnologiche che hanno consentito, tra l’altro, di raggiungere sofisticati livelli di organizzazione, come il trasferimento per tipologie merceologiche (bananiere, mineraliere, petroliere ecc.).

Trasporti intermodali

Sul piano tecnologico ed organizzativo, tra le principali innovazioni va segnalata l’unitizzazione dei carichi, consistente nel raggruppamento di colli in modo da costituire unità di carico standard (container) atte ad essere facilmente maneggiate e stivate con mezzi meccanici.
Questo sistema ha concorso alla diffusione dei trasporti intermodali (integrazione dei diversi mezzi di trasporto), poiché il container, rispetto alle altre forme di imballaggio, può essere facilmente trasferito su treno, nave, autocarro, aereo, con costi e in tempi contenuti.

Il trasporto combinato consiste nella flessibilità di adattamento di un mezzo ad un altro, come il sistema roll on roll off, che permette il trasferimento di un autoarticolato, oppure solo di un rimorchio, su un altro mezzo di trasporto. I vantaggi sono rappresentati dalla riduzione dei tempi, anche se, rispetto al container, presenta costi superiori a causa dei maggiori spazi occupati.

Trasporto marittimo

È sempre più accentuata la funzione turistica delle vie del mare, oltre che per la diffusione delle imbarcazioni da diporto, anche per il notevole movimento di navi passeggeri e miste (merci e passeggeri).
In Italia, il traffico passeggeri è aumentato in particolare nella direttrice Nord-Sud, interessando soprattutto gli scali marittimi di Genova, Venezia, Livorno, Civitavecchia, Napoli e Palermo.

Legato al mare è il turismo crocieristico, che si presenta come una tra le forme più vitali ed innovative, in quanto è un viaggio che tocca diverse destinazioni a bordo di un impianto galleggiante in grado di produrre i servizi tipicamente alberghieri e di incontrare le esigenze di numerosi segmenti di clienti, con proposte sempre più specifiche e soluzioni personalizzate.
Il turismo crocieristico vanta una storia non più che ventennale, soprattutto in Europa e nel Mediterraneo: dagli anni Ottanta del XX secolo ha mostrato grande dinamicità, passando da poco più di 1 milione di passeggeri nel 1980 agli oltre 14 milioni nel 2006, con un tasso medio annuo di crescita dell’8,2%.

Domanda internazionale di crociere (1995-2005). Fonte: Sorrentini, 2009, p.93

Domanda internazionale di crociere (1995-2005). Fonte: Sorrentini, 2009, p.93

Il mercato crocieristico mondiale, passeggeri per aree di provenienza (2005).
Fonte: Sorrentini, 2009, p.93.

Il mercato crocieristico mondiale, passeggeri per aree di provenienza (2005). Fonte: Sorrentini, 2009, p.93.


Turismo crocierisco

L’Italia vanta alcuni primati per quanto riguarda il numero di navi costruite, i passeggeri imbarcati e in transito e come destinazione più visitata.
La favorevole tendenza, consolidatasi negli ultimi anni, ha concorso a puntare su questa forma di vacanza: crociere, turismo, immagine della città, prospettive di elevata redditività e potenziali risvolti occupazionali sono legati da relazioni così strette ed evidenti che molti porti hanno deciso, alcuni da tempo ed altri solo di recente, di investire in dotazioni strutturali, facendo intervenire direttamente le compagnie di crociera. In alcune realtà, come ad esempio Savona o Napoli, i cruise operator sono coinvolti nella gestione delle aziende portuali (Palacrociere di Savona, Terminal Napoli), che riconoscono in tali partecipazioni un incremento dei livelli di traffico. Dal canto loro, le compagnie si trovano a svolgere un ruolo che nella filiera è in genere occupato da altri attori: esse investono in strutture e servizi in un determinato porto, nell’aspettativa di un aumento della attività produttiva e di risparmi economici, non essendo più soggette a sistemi di tariffazione applicati da terzi (le Autorità portuali).

Crocieristi imbarcati per paese nel 2005.
Fonte: Sorrentini, 2009, p. 107

Crocieristi imbarcati per paese nel 2005. Fonte: Sorrentini, 2009, p. 107

Le prime dieci compagnie di crociera mondiali (2007). Fonte: Sorrentini, 2009, p. 101.

Le prime dieci compagnie di crociera mondiali (2007). Fonte: Sorrentini, 2009, p. 101.


Le comunicazioni ferroviarie

La ferrovia è entrata in funzione nel 1825 in Inghilterra con la costruzione di un breve tratto da Darlington a Stockton (43 km). Prima della sua introduzione si viaggiava con le carrozze trainate dai cavalli, a una velocità media di 7-8 km e, pertanto, i trasferimenti turistici avvenivano entro un breve raggio dalle città.

Vantaggi

  • Maggiore capacità di trasporto merci e passeggeri rispetto agli autoveicoli;
  • maggiore velocità media.

Svantaggi

  • Non possono superare pendenze troppo elevate;
  • servono meglio i centri di pianura che quelli montani.

Le comunicazioni ferroviarie (segue)

Scartamento: distanza tra le due rotaie

Normale = 1,445 m
Ridotto < 1,445 m → nelle linee secondarie, nelle aree montane
Allargato > 1,445 m

Le linee ferroviarie possono avere:
Un binario: provoca soste in alcune stazioni per consentire gli incroci → velocità media limitata;
Due binari: determinano una capacità di trasporto più che doppia rispetto alla precedente.

Le comunicazioni ferroviarie (segue)

In relazione alle zone servite e alla loro direzione, le ferrovie sono distinte in diversi tipi:

  • ferrovie di penetrazione – Collegano, per la via più breve e trascurando i centri abitati, i porti costieri con le aree interne ricche di risorse minerarie o agricole. Queste ferrovie sono caratteristiche delle aree un tempo colonizzate, come ad esempio alcune regioni dell’Africa, dove la mancata connessione tra le città dimostra che furono realizzate per soddisfare gli interessi dei colonizzatori, piuttosto che per valorizzare quei territori;
  • ferrovie transcontinentali – Collegano le sponde opposte di un continente;
  • ferrovie ad andamento meridiano – Si estendono da Nord a Sud e, raccordando regioni con differenti climi e complementari sul piano agricolo, contribuiscono ad alimentare gli scambi;
  • ferrovie ad andamento parallelo – Si sviluppano in direzione Est–Ovest, attraversando aree con climi più o meno simili e di conseguenza con prodotti agricoli analoghi.
Il sistema delle ferrovie di penetrazione in Africa. Fonte: Formica, 2001, p. 325.

Il sistema delle ferrovie di penetrazione in Africa. Fonte: Formica, 2001, p. 325.


Le comunicazioni ferroviarie (segue)

Attualmente, le ferrovie hanno maggiori possibilità di espansione nei paesi in via di sviluppo (PVS), mentre in quelli avanzati sono statiche o in crisi. Qui la tendenza è di eliminare i “rami secchi” (linee deficitarie) ed investire nella modernizzazione delle linee più redditizie, così da rendere questa forma di trasporto maggiormente competitiva rispetto alle altre.
Il boom ferroviario termina con la prima guerra mondiale, considerato che tra il 1900 e il 1913 si registra il maggiore aumento della lunghezza della rete mondiale (+ 45%).

Nell’Europa occidentale si rileva, da un lato, il declino del sistema ferroviario per il trasporto merci, anche a causa della rigidità di molte linee che risentono della concorrenza del trasporto containerizzato, e, dall’altro, un aumento del traffico passeggeri, anche se il livello raggiunto non è in grado di evitare la congestione su strada.

Primato trasporto merci → Russia
Primato trasporto passeggeri → Giappone
Rete più estesa a livello mondiale → USA

In Cina il sistema ferroviario risale al 1894 e da allora ha sviluppato una struttura discontinua e irrazionale, con percorsi scelti in base alle esigenze del capitale straniero che lo finanziava (soprattutto nel Nord-est); successivamente la crescita si è arrestata per puntare al potenziamento della velocità.

Le comunicazioni ferroviarie e il turismo

L’estensione delle reti ferroviarie ha prodotto una sensibile contrazione dello spazio-tempo e ciò ha ampliato notevolmente l’accessibilità verso i centri marini e montani, peraltro già frequentati prima dello sviluppo ferroviario, ma da un limitato numero di turisti (ad esempio, a Brighton nel 1835 affluirono 117.000 visitatori, utilizzando carrozze e diligenze; nella sola giornata di Pasqua del 1862 la ferrovia ne portò 132.000).

Il progressivo aumento dei visitatori ha determinato l’espansione delle stazioni turistiche e l’evoluzione della loro fisionomia, segnata dallo sviluppo delle attrezzature alberghiere, soprattutto in prossimità della stazione (ad esempio, Lourdes).

In sintesi, il ruolo del treno nella maggior parte dei casi è stato quello di ampliare, a volte in modo sorprendente, un’affluenza preesistente, piuttosto che creare nuovi spazi turistici.

Le compagnie ferroviarie hanno sempre svolto un ruolo attivo nella pianificazione e nello sviluppo delle località turistiche, allo scopo di incrementare i profitti delle linee di loro proprietà (come la Canadian Pacific Railway che nel 1885 ha creato alberghi in Canada, oppure la Compagnia del Midi che ha concorso allo sviluppo turistico di Arcachon in Francia; in Giappone nel 1931 il Ministero delle ferrovie ha incentivato la popolazione ad utilizzare il treno per la scoperta dei parchi e delle riserve naturali).

Le comunicazioni ferroviarie e il turismo (segue)

I legami tra ferrovia e circolazione turistica si stabiliscono:

  • nelle stazioni, tramite la fornitura di servizi richiesti dai turisti (uffici-informazioni ferroviarie; uffici-informazioni alberghiere; cambiavalute ecc.);
  • nelle linee, attraverso realizzazioni ex novo, raddoppi o quadruplicazioni di binari (come sulle Alpi);
  • nella predisposizione degli orari e dei collegamenti, mediante l’incremento del numero delle fermate, l’istituzione di treni speciali o miglioramenti qualitativi (vagoni-letto, carrozze-cuccette, sleeperettes), la riduzione del numero dei cambiamenti di treno su lunghe distanze;
  • nell’espletamento del servizio, evitando ritardi e altri disagi (sovraffollamento, furti ecc.) e applicando agevolazioni tariffarie individuali e di gruppo (carta verde, carta d’argento, carta blu, tessere d’autorizzazione, biglietti chilometrici prepagati ecc.);
  • nell‘integrazione con altri mezzi di trasporto: le compagnie ferroviarie, talvolta, gestiscono direttamente alcuni servizi-traghetto o favoriscono la combinazione treno + auto.

Comunicazioni stradali

Dal XX secolo si sono diffusi i trasporti su strada, con notevoli vantaggi per i trasferimenti porta a porta, cioè senza “rotture di carico” (interruzioni dovute al cambiamento della “modalità” di trasporto).
Sul piano dei costi, la strada risulta più conveniente soltanto per distanze brevi e medie, a causa dei condizionamenti di portata del mezzo stradale rispetto agli altri sistemi di trasporto.

Osservando le principali “potenze stradali”, risulta che:

  • gli Stati Uniti posseggono il 40% dei veicoli commerciali e il 55% della dotazione autostradale del mondo;
  • l’Europa occidentale rappresenta il secondo sistema autostradale del mondo.

Principali aree ad intensa motorizzazione

  • Giappone
  • Corea
  • Repubblica Sudafricana
  • Australia

Nel 1980 l’ex Unione Sovietica possedeva più strade in terra battuta che asfaltate.
Il Giappone fino agli inizi degli anni Settanta del XX secolo aveva asfaltato soltanto il 13% della rete viaria complessiva (raggiunge il 70% negli anni Novanta).

La qualità dei collegamenti stradali costituisce un indicatore del grado di sviluppo o di arretratezza di un Paese o di una regione.

Comunicazioni stradali e turismo

L’automobile ha consentito un ulteriore allargamento dello spazio turistico ed è stata un elemento chiave dell’esplosione turistica contemporanea.

La “rivoluzione dell’automobile” non va disgiunta da altri fattori decisivi per lo sviluppo turistico:

  • generalizzazione delle ferie pagate;
  • favorevole evoluzione della durata della settimana di lavoro e del tempo libero;
  • miglioramento del livello di vita;
  • creazione di organismi istituzionali al servizio dei turisti;
  • diffusione di nuove mode e pratiche (come il campeggio);
  • razionalizzazione delle reti di comunicazione;
  • innovazione dei veicoli.

Comunicazioni stradali e turismo (segue)

La strada e l’auto hanno colmano le lacune e le insufficienze delle ferrovie (maggiore flessibilità e libertà), cosicché l’ubicazione delle attrezzature e delle strutture ricreative e turistiche non è stata più condizionata dalla vicinanza alle stazioni ferroviarie. Ne è scaturita una notevole crescita dei flussi e degli investimenti anche in realtà per lungo tempo trascurate dal turismo.

  • Paesi Bassi: tra il 1910 e il 1960 le località litoranee interessate dal turismo passano da 15 a 45.
  • Brasile: nel 1976 la costruzione dell’autostrada tra San Paolo e Rio de Janeiro ha aperto al turismo circa sessanta spiagge.
  • Costa Brava e Costa adriatica iugoslava hanno registrato ritardi nello sviluppo turistico per la lenta realizzazione degli assi autostradali.

Attualmente, anche per la contrazione della ferrovia, sono innumerevoli le località turistiche litoranee, montane o rurali accessibili soltanto in automobile. Inoltre, c’è una ripresa del trasporto collettivo su autobus gran turismo che interessa diversi segmenti turistici (scolastico, terza età, religioso) e anche molti flussi provenienti dall’Europa dell’Est.

Comunicazioni aeree

Vantaggi dell’aereo:

  • consente di raggiungere elevate velocità senza ostacoli naturali lungo il percorso;
  • copre distanze medio-lunghe in tempi ridotti;
  • trasferisce anche merci pregiate e deperibili;
  • trasporta passeggeri;
  • collega territori isolati e difficilmente raggiungibili.

Il trasporto passeggeri costituisce i tre quarti del traffico di linea e i due terzi del totale dei passeggeri sono turisti. A causa della stagionalità sono stati introdotti i voli charter.
Il trasporto merci avviene tramite gli aerei “cargo”, che trasferiscono in prevalenza materiale postale, pezzi di ricambio di prodotti manifatturieri, beni di consumo di lusso, merci deperibili (fiori, ortaggi ecc.) animali pregiati, computers, componenti elettroniche e parti di motore per auto.

Punti di debolezza dell’aereo:

  • concentrazione della struttura produttiva del comparto in tre industrie (due statunitensi, rispettivamente con il 50% e circa il 15% del fatturato mondiale; una franco-anglo-tedesca con oltre il 30% del fatturato);
  • 200 compagnie operanti su scala internazionale, di cui alcune di piccolissime dimensioni e poche altre di dimensioni molto grandi.

Comunicazioni aeree e turismo

Il trasporto aereo è all’origine dello straordinario aumento del turismo internazionale, tanto che è alla clientela turistica che le compagnie si rivolgono per migliorare il tasso di utilizzo dei loro mezzi.

Questa evoluzione è dipesa da:

  • trasformazione dell’aeromobile (dal Dc6 che trasporta 102 passeggeri al Boeing 747 che ne contiene 500);
  • miglioramento delle prestazioni (velocità, raggio d’azione, frequenza dei servizi);
  • politiche tariffarie.

Le compagnie low-cost

La consistente crescita delle compagnie aeree low-cost (come Raynair, EasyJet, Blue Express) ha trasformato il trasporto aereo e ha apportato apprezzabili trasformazioni nell’organizzazione e nella gestione dei servizi turistici. Il modello di business low cost è stato introdotto negli anni Settanta del XX secolo dalla Southwest Airline negli Stati Uniti, ma solo dalla metà degli anni Novanta si è diffuso in Europa. L’obiettivo è rendere il viaggio in aereo alla portata di tutti.

Caratteristiche del modello low-cost:

  • organizzazione del tipo hub & spoke*;
  • crescita ad un tasso annuo dell’8%;
  • offerta di servizi essenziali, rapidi e affidabili;
  • utilizzo di una flotta standardizzata e di aeroporti secondari;
  • fruizione da parte dei passeggeri soltanto di servizi minimi obbligatori, perché quelli aggiuntivi sono a pagamento, come il catering, il bagaglio extra ecc. (no frills);
  • decremento dei costi amministrativi (fissi e variabili), a causa dell’abolizione, completa o parziale, delle spese del personale “a terra”, dei minori contributi dovuti agli aeroporti “minori” ecc;
  • concorrenza diretta dei Tour operator soprattutto per i viaggi a medio-corto raggio.

* Vedi Wikipedia

Le compagnie low-cost (segue)

Benefici per i turisti:

  • decremento dei costi di trasporto (il prezzo medio è inferiore del 50% rispetto alle tariffe tradizionali delle compagnie di bandiera);
  • possibilità di acquistare i biglietti via internet, anche con largo anticipo e utilizzando il sistema della prenotazione;
  • abolizione delle commissioni di vendita del biglietto spettanti alle agenzie di viaggio.

Le compagnie low-cost (segue)

Spesso la compagnia non si limita ad offrire il volo, ma si occupa dell’intero viaggio, comprese prenotazioni alberghiere e trasporti a terra.

Vantaggi per le destinazioni turistiche:

  • gli aeroporti minori aumentano il proprio giro d’affari (come, Ciampino, Pisa, Venezia/Treviso, ma anche Stansted a Londra, Hahn a Francoforte ecc.);
  • accresce la competizione tra le regioni periferiche, che, pur di inserire i loro aeroporti nelle rotte delle compagnie low-cost, sono disposte a proporre alle aziende aeree contratti vantaggiosi.

* MotorTravel

Comunicazioni aeree e turismo

Non è sufficiente creare o migliorare un aeroporto per assicurare lo sviluppo di un centro turistico, ma sono importanti anche:

  • l’immagine del territorio;
  • gli incentivi finanziari e fiscali in grado di attirare promotori e investitori;
  • l’evoluzione delle stesse compagnie aeree, molte delle quali hanno diversificato le proprie attività nella ricettività, nell’organizzazione dei viaggi turistici e in altri servizi complementari (come il noleggio delle automobili). Alcuni piccoli PVS si sono dotati di una propria compagnia nazionale come mezzo di promozione turistica.

Lo sviluppo del trasporto aereo ha generato un considerevole allargamento dello spazio turistico. Destinazioni considerate lontane e costose (come Bangkok, Honolulu, Palma, Tenerife, Faro), oggi, non solo vengono proposte a prezzi accessibili ma, alcune di queste, sono diventate basi specializzate per il traffico charter (Rodi, Kos, Olbia, Djerba, Palma…).

Se in passato la stazione ferroviaria era un elemento di attrazione turistica, oggi l’apertura, la crescita e la diversificazione dei flussi sono condizionate dalla presenza dell’aeroporto e dalla creazione di linee dirette, tanto che talvolta l’apertura di uno scalo può essere condizione preliminare per investimenti turistici (ad esempio, il Villaggio Club Mediterranee in Senegal).

L’insufficienza del servizio aereo o la sua specializzazione in un solo mercato di partenza può far perdere quote di mercato turistico.

I materiali di supporto della lezione

BENCARDINO F., PREZIOSO M., Geografia del turismo, Milano, McGraw-Hill, 2007.

DEWAILLY J-M. , FLAMENT E., Geografia del turismo e delle attività ricreative, Bologna, CLUEB, 1993.

Altri riferimenti bibliografici:

CASARI M., Turismo e geografia, Milano, Hoepli, 2008.

FORMICA C., Lezioni di geografia del turismo, Napoli, Editrice Ferraro, 2006.

INNOCENTI P., Geografia del turismo, Roma, Carocci, 2007.

SORRENTINI F., “Attualità e prospettive del mercato crocieristico. Il caso del porto di Napoli”, Castiello N. (a cura di), Turismo e mare. I porti turistici, Napoli, Università degli Studi di Napoli “Federico II” Quaderni del Dipartimento di Analisi dei Processi economico-sociali, Linguistici, Produttivi e Territoriali, Sezione di Scienze geografiche, 2009, pp. 89-116.

TOSCHI U., Corso di geografia economica generale, Bari, Macri, 1948.

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