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Francesca Sorrentini » 14.Le risorse turistiche naturali e artificiali


Articolazione della lezione

Obiettivo
Classificare i principali elementi naturali e artificiali di attrazione turistica.

Argomenti

  • Il concetto di risorsa turistica
  • Le risorse naturali
  • Le risorse artificiali

Classificazione delle risorse

  • Beni ambientali di tipo naturale, come il clima, i rilievi, il mare, i laghi, le sorgenti minerali e termali, i parchi e le aree protette…
  • Beni ambientali di tipo antropico, come i paesaggi agrari, i beni culturali, il folclore, i prodotti tipici…

A questi vanno aggiunte:

  • Strutture ricettive (alberghi, campeggi, negozi, esercizi pubblici ecc.);
  • Infrastrutture (trasporti, impianti di disinquinamento, uffici pubblici addetti al turismo, stazioni meteorologiche ecc.).

Classificazione delle risorse

Risorse naturali

  • clima;
  • acqua;
  • siti naturali.

Risorse artificiali

  • patrimonio artistico;
  • patrimonio socioculturale;
  • tradizione culinaria;
  • avvenimenti sportivi;
  • aree dismesse.

Clima

Il Clima ha sempre influito sulle scelte dei turisti.

L’eliotropismo è dominante nella scelta dei luoghi (come il Bacino del Mediterraneo, l’area del Sun Belt statunitense, le isole e i mari tropicali), ma anche la montagna fa del clima una risorsa (Alpi, Pirenei, Carpazi, Montagne Rocciose, Ande centrali, Atlante in Marocco ecc.).

Fin dall’antichità sole, caldo, precipitazioni nevose e temperature miti e fresche sono basilari per il turismo (Costa Azzurra, Valencia, Costa adriatica, litorale Maghreb).

I parametri climatici più idonei a soddisfare le esigenze di piacere psico-fisico dei turisti, in linea di massima, sono:

  • periodo di insolazione giornaliera piuttosto lungo, comunque non inferiore a 6 ore;
  • temperatura media giornaliera superiore a 18°C in estate e non inferiore a 4°C in inverno;
  • vento moderato, la cui velocità non dovrebbe superare 8 m/sec in estate e 6 m/sec in inverno;
  • aria piuttosto secca, poiché l’alto tasso di umidità, come si verifica nelle regioni equatoriali, impedisce la traspirazione della pelle e, quindi, rende faticosa la respirazione;
  • escursioni termiche giornaliere, cioè differenze di temperatura tra la notte e il giorno, piuttosto limitate, poiché il loro eccesso può procurare fastidi fisici.

Un fattore da tener presente nella scelta della località è la stabilità del clima, valutabile con il coefficiente di variazione interannuale.

Clima (segue)

I parametri climatici permettono di conseguire i seguenti obiettivi:

  • la sicurezza, in quanto la scelta del luogo in cui trascorrere il soggiorno risponde anche all’esigenza di non mettere in pericolo la propria vita, per cui si evitano generalmente le aree soggette a esondazione, eccessivo vento e precipitazioni torrenziali;
  • il comfort, necessario per mantenere il proprio organismo in uno stato di salute, per cui si limita il soggiorno nelle località caratterizzate da alti tassi di umidità;
  • il piacere, in quanto il turista deve trarre dal soggiorno un benessere psico-fisico.

Acqua termale

Il turismo terapeutico si basa sull’utilizzo di acque calde e fredde che possiedono proprietà efficaci per la cura di alcune malattie.
Sin dall’antichità si viaggiava per motivi terapeutici, ma le cure termali non avevano nulla a che vedere con il turismo. Soltanto nel XIX secolo, le virtù termali divennero un pretesto per visitare un paese o una regione, dando vita a una nuova forma di turismo che ha trasformato alcuni comuni in “località di villeggiatura”.
Le località termali, soprattutto quelle in prossimità dei grandi centri urbani, erano anche dotate di importanti edifici stile liberty, strutture ricettive di alto livello, sale da gioco, sale da ricevimenti, teatri.

Dal termalismo ha avuto origine il turismo moderno e le cure termali si sono diffuse un po’ ovunque (come Francia, Germania, Italia, Ungheria, Marocco, Canarie, Israele, Madagascar).
Ma il 90% dei siti termali è localizzato in Europa, per ragioni sia storiche sia economiche.

Acqua termale (segue)

In base alle caratteristiche funzionali si possono distinguere:

centri termali
Località in cui operano piccole e medie imprese (come Telese, Castrocaro) situate in aree poco attraenti, con modeste strutture ricettive, anche perché la clientela è composta soprattutto da curandi pendolari che non richiedono servizi accessori;

centri turistico-termali
Aree che, oltre alle acque termali, presentano attrattive naturali d’altro tipo, che sono state successivamente oggetto di sviluppo turistico (come, Merano, Bormio, Ischia);

città termali
Stazioni che attirano anche una clientela internazionale e dotate di un’offerta turistica quali-quantitativa completa (come, Chianciano, Salsomaggiore, Abano Terme, Fiuggi, Montecatini).

Acqua marina

Sebbene all’inizio non abbia incontrato lo stesso successo delle terme (la pelle abbronzata dall’esposizione al sole indicava una condizione sociale plebea), dal XVIII secolo iniziò ad imporsi sul piano turistico, ma soprattutto per le sue proprietà medicali. Se primi stabilimenti balneari furono realizzati lungo la costa baltica, cioè in mari freddi, in seguito (1850) comparvero anche lungo le coste del Mediterraneo (Cannes, Nizza, Montecarlo, Viareggio, San Remo…), dove la spiaggia e il mare vennero associati alla ricerca di svago, all’evasione dalla città, dando luogo alla diffusione di centri balneari di villeggiatura.

↓ ↓ ↓

Nuovo modo di utilizzare gli arenili e modificazioni nell’uso dello spazio

Siti naturali

Le forme del terreno, la disposizione dei rilievi e della vegetazione sono particolarmente apprezzati sul piano estetico dallo spettatore e, considerata la loro varietà, assumono in ambito turistico un significato e un utilizzo diverso.

Si associano a:

  • un rilievo importante (come il Vesuvio, il Monte Bianco, Kilimangiaro);
  • un panorama mozzafiato (Costiera Amalfitana, Costa Azzurra, fiordi norvegesi…);
  • coste a strapiombo sul mare, che sono diventati siti ricercati (Cannes, Portofino, Long Beach, Santa Monica);
  • ambienti con dune (litorali olandesi, belgi, danesi);
  • sequoie centenarie, canyons, cascate…
Immagine da:  SXC
Immagine da: SXC
Immagine da: Visitnorwayz/a>

Siti naturali (segue)

Paesaggio geografico sensibile
Insieme di manifestazioni visibili, o più in generale sensibili, presenti in un tratto di superficie terrestre.

Paesaggio geografico razionale
Unità organica costituita dalla complessa combinazione di oggetti e fenomeni legati tra loro da mutui rapporti funzionali.

Fasi di osservazione e di descrizione di un paesaggio:
a) analisi delle componenti (rilievi, corsi d’acqua, vegetazione, costruzioni umane);
b) le componenti non sono statiche, ma dinamiche, cioè subiscono un’incessante evoluzione nel tempo.

Lo studio del paesaggio comporta l’osservazione e la comparazione delle relazioni e delle influenze che intercorrono tra l’uomo e l’ambiente.
Il paesaggio è determinato da componenti naturali e da componenti umane o antropogeografiche:

Paesaggio naturale
Elementi della natura, fisica e biologica, che non hanno subito alcuna modificazione ad opera dell’intervento umano (in Italia sono pochi).

Componenti umane o antropogeografiche
Modificazioni subite dalle componenti naturali della superficie terrestre a opera dell’uomo, frutto di interventi spesso finalizzati ad organizzare l’ambiente in modo da soddisfare i propri bisogni (cave, laghi artificiali, strade e ferrovie, campi e piantagioni al posto di praterie ecc.).

Risorse culturali e risorse artificiali

Beni culturali
Tutti i beni che testimoniano l’evoluzione spirituale e materiale dell’uomo (prodotti d’interesse architettonico, storico, ecclesiastico, archivistico, feste religiose, sagre, manifestazioni folcloristiche) e che non necessariamente possiedono una bellezza intrinseca.

La distinzione tra naturale e culturale non si adatta bene al turismo, considerato che tale attività è di per sé culturale (visitare un parco naturale, ad esempio, è anch’esso un comportamento “culturale”). Pertanto, è più adeguata la distinzione tra naturale e artificiale.

Risorse artificiali

  • patrimonio artistico;
  • patrimonio socioculturale;
  • tradizione culinaria;
  • avvenimenti sportivi;
  • aree dismesse.
Classificazione schematica dei beni culturali.
Fonte: Formica, 2006, p. 60.

Classificazione schematica dei beni culturali.
Fonte: Formica, 2006, p. 60.


Risorse artificiali

Patrimonio artistico
Raggruppa tutto ciò che riguarda l’architettura, i monumenti, le belle arti, conferendo ai luoghi un’attrazione turistica. In alcuni casi, nella percezione dello spazio il luogo geografico si identifica con la risorsa stessa (come Mosca/Piazza rossa, Rio de Janeiro/Corcovado; Milano e Colonia/cattedrali).
Anche le qualità artistiche di insediamenti urbani e rurali più modesti conferiscono uno stile al luogo e attirano turisti (come in Italia il turismo dei borghi)

Risorse artificiali (segue)

Patrimonio socioculturale

Tradizioni popolari – Costituiscono, soprattutto per i piccoli centri, un importante motivo di richiamo turistico e generano attrezzature e apparati a scopo ricreativo (come musei all’aperto, ecomusei).

Lingua – Movimenta ogni anno ingenti flussi turistici, che usufruiscono di una gamma di servizi ricreativi nei centri dove si organizzano i corsi linguistici.

Religione e filosofie di vita - Centri di pellegrinaggio (come Roma, Lourdes, Benares, la Mecca) organizzati in funzione dei santuari, che influiscono sull’organizzazione dello spazio locale.

Risorse artificiali (segue)

Peculiarità del turismo religioso

  • priorità assoluta della motivazione;
  • caratterizzazione di breve periodo;
  • modesto indotto economico;
  • incertezza delle dimensioni del fenomeno;
  • inapplicabilità del modello del ciclo di vita delle località ai centri sacri.

I luoghi di culto si possono considerare un’importante attrattiva del turismo culturale la cui valenza è molto cresciuta, anche perché diversi monasteri, abbazie, conventi hanno destinano all’accoglienza turistica parte delle volumetrie, da quando sono diminuite le vocazioni religiose.

Risorse artificiali (segue)

Tradizione culinaria
Testimonianza delle espressioni più autentiche e caratterizzanti di un territorio.

Alcune caratteristiche

  • É sempre più diffusa la ricerca del cibo tradizionale o tipicamente locale.
  • La gastronomia svolge la funzione di comunicare una tradizione, di generare valore sul territorio, di attirare l’interesse di viaggiatori e dei media, promuovendo dinamiche di sviluppo endogeno.
  • La tradizione culinaria consente di salvaguardare le peculiarità territoriali e costituisce il risultato di un processo socioeconomico e di un particolare ambiente e clima.
  • Per garantire il successo di un sistema turistico locale è opportuno affiancare al “giacimento” gastronomico un’attività imprenditoriale in grado di abbinare territorio, gastronomia, cultura e ambiente.
  • Si rileva la carenza di figure professionali e di tour operator specializzati.

Risorse artificiali (segue)

Avvenimenti sportivi
Dal XIX secolo sono sorti luoghi e attrezzature il cui valore turistico e ricreativo si basa sull’attività sportiva.

Si distinguono
Sport e spettacolo → fanno affluire milioni di visitatori passivi.
Pratica sportiva → è all’origine delle manifestazioni, ma movimenta un numero di persone più limitato.

Lo sport segna in modo visibile il paesaggio (come grandi stadi, circuiti per piste, campi da golf), costituisce un elemento di identità regionale o locale (come i club di tifosi) e, talvolta, diventa un catalizzatore di differenze culturali. Inoltre, esso svolge una funzione di supporto turistico solo se integrato in spazi già noti, se si escludono gli sport nautici, che di per sé giustificano l’organizzazione delle località turistiche destinate alla navigazione da diporto.

Risorse artificiali (segue)

Aree dismesse
Siti occupati da insediamenti minerari e industriali abbandonati dalle attività produttive (miniere di carbone, manifatture tessili, metalmeccaniche ecc.).

L’interesse risale agli anni Sessanta del XX secolo, quando, dopo le trasformazioni dell’industria e della sua migrazione dalla città, si sono resi disponibili volumetrie e spazi anche molto ampi.
Inizialmente, è prevalsa la strategia dello svuotamento, della distruzione di capannoni industriali, poi si è imposta quella della conservazione (come la New Tate Gallery di Londra; l’area tessile di Manchester, destinata a studi televisivi e a strutture per il tempo libero; il Lingotto di Torino e le strutture portuali di Genova).

Anche le attività produttive odierne sono alla base di soggiorni, perché le visite alle fabbriche e ai centri di produzione, ad esempio, avvicinano il turista alle realtà tecniche strutturali e infrastrutturali, che esprimono l’organizzazione e lo sviluppo socioeconomico di una comunità.

La New Tate Gallery di Londra. Imamgine da: Blogosfere

La New Tate Gallery di Londra. Imamgine da: Blogosfere

Il porto do Genova. Immagine da: Geomondadori

Il porto do Genova. Immagine da: Geomondadori


I materiali di supporto della lezione

BENCARDINO F., PREZIOSO M., Geografia del turismo, Milano, McGraw-Hill, 2007.

DEWAILLY J-M., FLAMENT E., Geografia del turismo e delle attività ricreative, Bologna, CLUEB, 1993.

Ulteriori riferimenti bibliografici:

FORMICA C.,, Lezioni di geografia del turismo, Napoli, Editrice Ferraro, 2006.

LOZATO-GIOTART J-P., Geografia del turismo, Milano, Hoepli, 2008.

MORAZZONI M., Turismo, territorio e cultura, Novara, De Agostini, 2003.

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