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Francesca Sorrentini » 12.Il processo evolutivo del turismo a scala internazionale


Articolazione della lezione

Obiettivo
Conoscere le origini e i fattori di sviluppo del turismo.

Argomenti

  • Le origini del turismo
  • Civiltà industriale, tempo libero e turismo di massa
  • Le attuali tendenze
  • Le tappe evolutive

Alcune caratteristiche del turismo

  • Uno dei fenomeni sociali ed economici più dirompenti a livello mondiale.
  • Attualmente oltre 800 milioni di persone varcano i confini dei propri paesi, mentre gli spostamenti interni superano di otto volte quelli internazionali (OMT).
  • Più di 130 milioni di occupati nel mondo.
  • Il fatturato si aggira intorno al 6% del PIL mondiale.
  • Il turismo copre circa il 7% delle esportazioni mondiali di merci e servizi, collocandosi al quarto posto dopo i prodotti chimici, quelli automobilistici ed i combustibili.
  • Il turismo è un’attività complessa, perché comprende numerose aziende, soprattutto di piccole e medie dimensioni (ristoranti, alberghi, agenzie di viaggio, operatori turistici e linguistici, scuole di sub, organizzatori di escursioni ecc.), ma anche grandi multinazionali della ricettività e del divertimento e genera importanti risorse economiche per grandi regioni del mondo.
Arrivi di turisti (in milioni) nel mondo (Anni 1950 – 2005). Fonte: Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT).

Arrivi di turisti (in milioni) nel mondo (Anni 1950 – 2005). Fonte: Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT).


Previsioni future

  • Trend di crescita costante.
  • Nel breve termine, i periodi di sviluppo più veloce (come 1995, 1996, 2000) si alternano con quelli di sviluppo lento (come 2001 e 2002).
  • Il rallentamento corrente viene compensato nel medio-lungo termine.
Fonte: Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT).

Fonte: Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT).


International Tourist Arrivals Share by Region

Fonte: Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT). Anno di riferimento: 1990.

Fonte: Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT). Anno di riferimento: 1990.

Fonte: Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT).
Anno di riferimento: 2004.

Fonte: Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT). Anno di riferimento: 2004.


Bacini turistici

Fonte: Osservatorio Nazionale del Turismo.

Fonte: Osservatorio Nazionale del Turismo.


Bacini turistici (segue)


Principali bacini turistici di origine

  • Europa – 430 milioni di turisti (Unione Europea, Federazione Russa, Svizzera, Norvegia), pari al 60% dell’intero flusso internazionale, la gran parte dei quali privilegia le coste del Mediterraneo per le favorevoli condizioni climatiche. Per quanto riguarda le principali destinazioni, nel complesso in Europa, pur registrandosi un trend di crescita meno sostenuto rispetto al passato, si consolida la supremazia della Francia e, a distanza, della Spagna.
  • Asia Orientale/Pacifico – 150 milioni di turisti internazionali (Cina, Giappone, Corea del Sud, Australia, Oceania, Singapore, Taiwan).
  • America – 127 milioni di turisti (circa due terzi negli Stati Uniti e Canada). E’ interessante notare che gli Stati Uniti si sono affermati come il primo paese ricettivo del mondo dagli anni Settanta agli anni Novanta del XX secolo.

Pertanto, la gran parte delle aree e dei flussi turistici sono localizzati nei paesi ricchi europei,nordamericani, asiatici e dell’Oceania, anche perché l’influenza del mito e degli spazi immaginati è generalmente combinata con quella delle condizioni naturali. Inoltre, le maggiori regioni turistiche, nonostante la loro diversificazione ed estensione, rimangono relativamente stabili, a vantaggio dei più grandi centri urbani.

Principali bacini turistici di origine (segue)

◊ Flussi maggiori (circa 10 milioni di turisti all’anno), che si originano nelle grandi aree europee, attratti soprattutto dalle risorse naturali. Quelli più consistenti (eliotropici, cioè verso il sole, e balneotropici, cioè diretti verso i litorali mediterranei, atlantici, della Manica o dei mari nordici) sono rappresentati da:

• flusso mediano Nord-Sud (Reno-Rodano-Mediterraneo);
• flusso occidentale, tra le Isole britanniche, il Benelux e la Penisola iberica, passando nei pressi del crocevia parigino;
• flusso orientale attraverso la Valle del Danubio e i trafori alpini.

Le grandi aree urbane, principali destinazioni turistiche da una decina di anni, sono anche quelle che generano i più importanti flussi.

Flussi minori (tra 1 e 5 milioni all’anno) sono generati dalle stesse aree che alimentano quelli maggiori. Dalle grandi agglomerazioni urbane, i flussi si dirigono verso destinazioni prossime ai luoghi di partenza (da Londra verso il Sud dell’Inghilterra o dalla Regione parigina verso il Sud-Est e l’Ovest della Francia). Sono interessate anche destinazioni transfrontaliere: gli statunitensi si dirigono verso il Messico (Tijuana, Mexicali, Nogales, Ciudad Juarez, Nuevo Lardo) e i cinesi “d’oltre mare” di Hong Kong, della Malesia e di Singapore si spostano verso la Cina. Dall’Australia e dalla Nuova Zelanda si muovono verso le stazioni balneari esotiche delle Isole indonesiane (Bali) e thailandesi (Phuket). Le destinazioni ancorché prestigiose, come l’Egitto e la Grecia, generano flussi minori, come il Marocco e la Tunisia.

Flussi marginali e pionieri (meno di 1 milione all’anno) sono disomogenei a livello mondiale e trascurabili sul piano quantitativo. Partono da alcuni centri urbani europei e nordamericani verso luoghi-mito poco frequentati e di difficile accesso (come la via della seta, dallo Xinjiang cinese fino all’antica Persia, l’isola di Pasqua o la crociera antartica).

Definizione di turismo

Il termine può derivare

  • dall’inglese “to tour” = andare in giro
  • dal francese “tourner” = girare intorno

Secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo,

insieme di attività delle persone che viaggiano e si trovano in luoghi diversi dal proprio ambiente abituale per un periodo complessivo non superiore a un anno consecutivo a scopo di svago, affari o per motivi diversi dall’esercizio di un’attività remunerata all’interno dell’ambiente visitato.

L’attuale definizione ha aggiunto un altro parametro ai primi tre che hanno contraddistinto le definizioni elaborate fino agli anni Sessanta del XX secolo:
1. lo spostamento dal luogo di residenza;
2. la durata dello spostamento (almeno 24 ore, ma allo stesso tempo non deve dar luogo a insediamento);
3. il trasferimento di reddito non legato ad attività lucrative;
4. la motivazione, cioè il bisogno che spinge il turista a viaggiare.

Origini del turismo


Chi è il turista?

  • Nell’antica Grecia i viaggiatori si spostavano soprattutto in occasione di eventi sportivi o per motivi culturali e religiosi.
  • Nell’Impero romano soltanto le famiglie aristocratiche si muovevano per trascorrere lunghi periodi di riposo nelle ville di campagna o in località balneari o per visitare i familiari che lavoravano nelle aree conquistate.
  • Nel Medioevo si praticavano viaggi d’affari oppure folte schiere di pellegrini si muovevano per raggiungere particolari santuari, lungo itinerari percorsi a piedi.
  • Le origini del turismo moderno si fanno risalire dal XVI secolo, quando giovani aristocratici, soprattutto britannici, intraprendevano, attraverso l’Europa, il “Grand Tour”, un viaggio alla scoperta delle grandi capitali europee, spinti da motivazioni culturali (come completamento della propria formazione) e di divertimento.

Origini del turismo


Dinamiche evolutive del turismo

Fino ai primi del Novecento

Alla vigilia della Prima guerra mondiale, le principali forme di turismo erano già state introdotte, così come la gran parte delle consuetudini sociali che stimoleranno la crescita del comparto nel Secondo dopoguerra.
Il turismo è ancora un fenomeno d’èlite, che interessa soltanto un ristretto numero di persone, con una certa disponibilità di tempo e di denaro.

Tra le due guerre mondiali

Il turismo assume una dimensione di massa solo negli USA, per il clima politico ed economico internazionale poco favorevole.

Dopo la Seconda guerra mondiale

Tenuto conto della una nuova forma di convivenza tra gli Stati europei, della crescita economica di USA, Europa e Giappone, nonché dell’affermarsi di mete turistiche nei PVS, gradualmente si diffonde il turismo di massa, sostenuto anche dalla motorizzazione, dall’istituzione dei periodi di ferie per i lavoratori e dall’aumento delle retribuzioni.

Fattori di sviluppo

Premesso che le origini e la crescita del turismo di massa sono strettamente legate al diffondersi delle Rivoluzioni industriali e dell’urbanesimo, tra i fattori di sviluppo si annoverano:

  • l’organizzazione del lavoro, che distingue il tempo libero dal tempo destinato al lavoro;
  • l’aumento del reddito;
  • le grandi trasformazioni dei trasporti;
  • l’accresciuta stratificazione sociale;
  • l’istituzione delle ferie retribuite;
  • il successo dei viaggi organizzati.

Tappe evolutive del turismo

1. Prototurismo (dall’antichità alla Rivoluzione industriale)

  • sono coinvolti soprattutto aristocratici, classi elitarie, religiosi;
  • non esistono strutture specializzate (locande, taverne);
  • motivi del viaggio: eventi sportivi, cure termali, pellegrinaggi, studio;
  • la motivazione ludica è pressoché inesistente;
  • scarsa consistenza dei flussi;
  • l’impatto economico è irrilevante o addirittura nullo.

2. Turismo moderno (dalla Rivoluzione industriale al decennio 1930-1940)

  • oltre agli aristocratici, sono coinvolti anche i ceti medi;
  • si diffondono le prime strutture ricettive specializzate;
  • le prevalenti tipologie di turismo sono balneare, di montagna, termale, scolastico;
  • i flussi aumentano in modo significativo, anche per il miglioramento dei trasporti e il riconoscimento delle ferie pagate;
  • le classi più agiate ricercano nuove località per allontanarsi da quelle frequentate dai ceti medi.

Tappe evolutive del turismo (segue)


3. Turismo di massa
(dalla Seconda guerra mondiale ai primi anni dell’epoca neo-industriale)

  • il turismo coinvolge tutti i ceti sociali;
  • i flussi tendono a concentrarsi in determinate località;
  • si affermano tipologie di turismo alternative;
  • miglioramento dell’organizzazione e del management turistico;
  • “internazionalizzazione” del turismo.

4. Turismo globale (dai primi anni Novanta)

  • ampia varietà di motivazioni di acquisto e di comportamento nei consumi;
  • integrazione e cooperazione tra tutti gli attori della filiera;
  • il turista è indipendente, ha esperienza e chiede qualità nei prodotti e nei servizi;
  • peso maggiore della componente ambientale;
  • le vacanze “principali” tendono ad essere più di una e distribuite in più stagioni;
  • cresce l’interesse verso i viaggi tematici e i soggiorni finalizzati (come sport, cambiamento e scoperta del luogo).

Turismo di massa

Sono state elaborate diverse definizioni:

→ modo di consumare le vacanze o di produrre servizi turistici;

→ partecipazione di molte persone;

→ organizzazione collettiva di viaggi;

→ utilizzo di strutture collettive;

→ inserimento di chi fa vacanza in un gruppo;

→ standardizzazione della vacanza;

→ presenza di economie di scala nella composizione di pacchetti turistici.

Dunque, spesso, accanto all’aspetto quantitativo, è stato considerato anche quello qualitativo. Tuttavia, per turismo di massa deve intendersi la partecipazione di un numero elevato di persone, un fenomeno che ha interessato i paesi sviluppati del XX secolo.

I materiali di supporto della lezione

BENCARDINO F., PREZIOSO M., Geografia del turismo, Milano, McGraw-Hill, 2007.

DEWAILLY J-M., FLAMENT E., Geografia del turismo e delle attività ricreative, Bologna, CLUEB, 1993.

Ulteriori riferimenti bibliografici:

BATTILANI P., Vacanze di pochi, vacanze di tutti. L'evoluzione del turismo europeo, Bologna, Il Mulino, 2002.

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