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Nicolino Castiello » 12.Il Popolo


Il Popolo

Da un punto di vista geopolitico il Popolo è definito “la collettività di cittadini di uno stesso paese che sono costituiti in unità politica e che hanno leggi, ordinamenti e lingua comuni“. Alla base della “unità politica” c’è:

  • la collettività, che può trarre origine da comuni fattori di tipo socio-culturale (Stati nazione) od economico-istituzionale (Stati tribali)
  • la condivisione del progetto politico (Modello politico culturale di riferimento: destra / sinistra nell’ambito dei dettati costituzionali)
I principali gruppi etnici nel mondo. Fonte: Fondazione Corrente

I principali gruppi etnici nel mondo. Fonte: Fondazione Corrente


Fattori di connettività

I Popoli che traggono origini da comuni fattori di tipo socio-culturale sono composti da gruppi a maggioranza coesi per cui non escludono la presenza di minoranze di vario genere. I Popoli che traggono origini da motivi economico-istituzionali (società tribali) , cioè dai motivi di tutela del gruppo stesso, danno vita ad una sorta di “confederazione” in cui però non tutte le tribù hanno pari dignità, anzi si verifica spesso che una domina sulle altre (Iraq, Afganistan ecc).

Soggetto Politico

I caratteri che trasformano la collettività in soggetto politico sono:

  • l’unità di ordine – insieme delle relazioni unificanti tra individui che indica un’unità di azione per la difesa della identità del gruppo sociale
  • la soggettività – esigenza di autodeterminazione e di self – government
  • il corpo politico e bene comune (politic body) – è il popolo a costituire la vera unità del corpo politico e non già le istituzioni rappresentative

 

Le Minoranze


Il Progetto Politico

Il progetto politico è l’insieme delle relazioni unificanti tra individui dello stesso Stato, che si istaurano per motivi mutevoli nel tempo. Storicamente esse traevano origine da necessità di difesa delle risorse (Stati territoriali) o delle comunità (Stati nazionali). In entrambi i casi i governi esercitavano una sovranità assoluta ed esclusiva. Nel XX secolo, la sovranità perde l’assolutezza e l’esclusività e cede talune sue prerogative ad Organizzazioni Governative e Non che esercitano un ruolo forte in àmbito mondiale. Fattori recenti del cambiamento sono la globalizzazione e l’internazionalizzazione produttiva i quali impongono forme di global governance.

La gestione del Potere


Autodeterminazione

Col termine autodeterminazione si definisce:

  • la capacità che popolazioni, sufficientemente definite etnicamente e culturalmente, hanno di disporre e di mettersi alla guida di se stesse e delle minoranze, con lo spirito di servizio e non con quello di tutela degli interessi del “gruppo dominante”
  • il diritto che un popolo di uno Stato ha di scegliersi la forma di governo

Già teorizzato da J. J. Rousseau e ripreso dalla Rivoluzione Francese, il principio di autodeterminazione dei popoli trovò la sua consacrazione nel Trattato di Versailles (1919, Wilson 14 punti) e la sua applicazione più sostanziale nel secondo dopoguerra con la decolonizzazione. Pertanto, con un po’ di approssimazione, si possono individuare tre grandi fasi evolutive del concetto.

  1. Agli albori (da Rousseau a Herder a Mazzini a Pisacane), il concetto tende a dare respiro politico a gruppi etnici coesi (nazioni), cui è riconosciuto il diritto a darsi una propria organizzazione politica (si ricordino i grandi imperi europei dell’Ottocento) e di favorire l’integrazione delle minoranze
  2. Alla fine dell’Ottocento, il principio è esteso essenzialmente ai popoli colonizzati
  3. Agli inizi del XXI secolo, l’assunto sposta la questione sugli aspetti irrisolti dallo Stato-Nazione e cioè sulle minoranze etniche

Neo-autodeterminazione?


Le Ragioni del Cambiamento

Fattori e conseguenze del cambiamento

Fattori e conseguenze del cambiamento


Criteri per la definizione di una minoranza

I criteri per la determinazione delle minoranze possono essere di tipo:

  • numerico, cioè in base alla consistenza del “gruppo” rispetto alla “massa” (popolo)
  • antropologico, quando il “gruppo” è minoritario di fronte alla lingua ed al patrimonio delle tradizioni
  • geodemografico, quando il “gruppo” non ha residenza stabile in uno Stato

Secondo Capotorti, “una minoranza etnico – linguistica è un gruppo numericamente inferiore al resto della popolazione di uno Stato, in posizione non dominante, i cui membri … possiedono, da un punto di vista etnico, religioso o linguistico, caratteristiche che si differenziano da quelle del resto della popolazione e manifestano anche in maniera implicita un sentimento di solidarietà allo scopo di conservare [le] loro cultura, tradizioni, religione, lingua“.

Lingua e Minoranze

“Attraverso la lingua, la minoranza trova uno forte specificità e sviluppa un sentimento di appartenenza a una nazione specifica e diversa da quella del resto della popolazione”. “La capacità di sopravvivenza di una minoranza etnico – linguistica dipende in larga parte dalla dall’esistenza e dall’ampiezza degli àmbiti linguistico – culturali di appartenenza”.

Le  minoranze linguistiche in Europa. Fonte: Cesdomeo

Le minoranze linguistiche in Europa. Fonte: Cesdomeo


Il caso Nigeria – Biafra

La guerra tra Nigeria e Biafra si contraddistinse per le forti motivazioni etniche. Essa ebbe luogo fra il 6 luglio 1967 e il 13 gennaio 1970, in seguito al tentativo di secessione delle province sudorientali della Nigeria di etnia Igbo (o Ibo).

Fonte: Google Earth

Fonte: Google Earth

Niger e Biafra. Fonte: Erols

Niger e Biafra. Fonte: Erols


I casi Ruanda-Burundi e Sudan-Darfur

Il conflitto tra Tutsi e Hutu è l’effetto della “etnicizzazione” dei nativi innescata dai colonizzatori europei. Dal 2003, il Darfur è teatro di un feroce conflitto che vede contrapposti la locale maggioranza della popolazione, composta da tribù sedentarie, e la minoranza nomade originaria della penisola arabica, quest’ultima appoggiata dal governo centrale del Sudan.

Ruanda: Burundi a sx e Sudan Darfur a dx. Fonte: Google  Earth con rielaborazione

Ruanda: Burundi a sx e Sudan Darfur a dx. Fonte: Google Earth con rielaborazione


Utili Precisazioni

La Penisola Balcanica Superficie 500 mila km2 Popolazione circa 42,5 milioni di abitanti

La Penisola Balcanica Superficie 500 mila km2 Popolazione circa 42,5 milioni di abitanti


La Questione Iugoslava

A sx: La questione Iugoslava dopo il 1908 – occupazione della Bosnia e dell’Erzegovina. A dx: la questione Iugoslava dopo il 1918

A sx: La questione Iugoslava dopo il 1908 - occupazione della Bosnia e dell'Erzegovina. A dx: la questione Iugoslava dopo il 1918


Lo sfaldamento della Jugoslavia

Fonte: Nuovissimo Atlante del Touring Club Italiano, 2001

Fonte: Nuovissimo Atlante del Touring Club Italiano, 2001


I materiali di supporto della lezione

Sabattini M. – Santangelo P., Storia della Cina, Roma, Laterza, 1986, pp. 114-120

Torri M., Storia dell'India, Roma, Laterza, 1986

Lizza G., Geopolitica, Novara, De Agostini, 2008, pp. 278 - 322

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