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Nicolino Castiello » 1.La Scienza geografica


Scienza e Geografia

La Geografia è una scienza. Un corpo di conoscenze diviene scienza quando:

  • produce un “bene scientifico” distinto da quello di altre discipline e condiviso dalla comunità scientifica
  • si giova di un insieme di teorie strutturate
  • adotta un metodo di ricerca funzionale alla teoria

La geografia tra cosmografia e cosmologia

La Geografia

  • nasce con la presenza dell’Uomo sulla Terra, come desiderio di conoscenza dell’ignoto e dei meccanismi dello Universo
  • evolve con l’applicazione di un metodo, che agevola la sistematizzazione delle conoscenze, e con l’adozione di paradigmi che rispecchiano i cambiamenti della società (stadi storici)

Secondo Kuhn il paradigma può essere inteso come: “l’insieme delle intuizioni o delle deduzioni, dei convincimenti o dei valori che, innovando lo spettro della ricerca scientifica, ne provocano una rivoluzione”

Il pianeta Terra non è una risorsa inesauribile

Il pianeta Terra non è una risorsa inesauribile


Lo studio della Geografia

“La geografia è una scienza che studia le trasformazioni della superficie terrestre ed i processi che le determinano ad opera dell’attività umana e dell’evoluzione naturale, seleziona e localizza i fatti ed i fenomeni geografici che alimentano il processo, evidenzia le loro interazioni (spiegando la genesi ed interpretando l’evoluzione), individua le conseguenze prodotte nel tempo e nello spazio e ipotizza scenari di organizzazione territoriale, al fine di programmare un equo e razionale uso delle risorse.”

 

La geografia nel Medioevo. Immagine da: Ottavio geografo

La geografia nel Medioevo. Immagine da: Ottavio geografo


Il tempo

  • Il tempo è un concetto fisico che è utilizzato per stabilire la contemporaneità o l’ordine di un insieme di eventi; è una delle grandezze fondamentali di pari importanza a quelli di lunghezza e di massa. La definizione del concetto di tempo è uno dei punti fondamentali della teoria della relatività, sviluppata intorno al 1905 da Albert Einstein
  • Il tempo assoluto (Newton), vero, matematico, in sé e per sua natura senza relazione ad alcunché di esterno, scorre uniformemente e con, altro nome, è chiamato durata; quello relativo, apparente, è una misura (esatta o inesatta) sensibile ed esterna della durata per mezzo del moto, che comunemente è impiegata al posto del vero tempo: tali sono l’ora, il giorno, il mese, l’anno… Infatti i giorni naturali, che di consueto sono ritenuti uguali e sono usati come misura del tempo, sono ineguali. Gli astronomi correggono questa ineguaglianza affinché, con un tempo più vero, possano misurare i moti celesti
Caos quantistico. Fonte: Ulisse

Caos quantistico. Fonte: Ulisse


Lo Spazio

SPAZIO è un’entità illimitata ed indefinita  nella quale sono situati i corpi.

SPAZIO ASSOLUTO è una costruzione teorica. Esso è un contenitore dove ogni fatto e fenomeno geografico ha una posizione unica e assoluta, espressa dalle tre coordinate (latitudine, longitudine e altitudine).

SPAZIO RELATIVO nasce dalla necessità di selezionare i fenomeni dell’analisi spaziale e di considerarli sia dal punto di vista delle proprietà intrinseche, sia da quello delle loro posizioni e relazioni nello spazio. Esso esprime la superficie ove si realizza la mutua relazione tra bisogni umani e risorse utilizzate, entrambi inegualmente distribuiti sulla superficie terrestre.

Le dimensioni dello spazio. Fonte: Photoactivity

Le dimensioni dello spazio. Fonte: Photoactivity


Il paesaggio

  • Paesaggio: sul piano empirico è la combinazione dei fatti fisici con quelli umani (componenti e determinanti), che conferisce al territorio una propria fisionomia, facendone un insieme uniforme o almeno contraddistinto dalla ripetizione abituale di taluni aspetti. Esso è il frutto della cultura di una comunità, di un popolo, di una nazione.

 

  • Tipo di paesaggio: è il frutto di una costruzione intellettuale e costituisce una categoria di paesaggi, definita in base ai tratti comuni: ad esempio paesaggio naturale, carsico, litoraneo, montano, palustre, agrario, urbano, industriale ecc.

 

  • Paesaggio tipico: è un paesaggio concreto, considerato nella sua individualità e indicativo di una categoria di paesaggi perché di questa possiede in modo evidente i tratti peculiari: ad esempio il paesaggio del Carso triestino rappresenta il paesaggio tipico del tipo di paesaggio carsico.
Paesaggio naturale

Paesaggio naturale

Paesaggio urbano

Paesaggio urbano


Correlazione stadi e paradigmi


Natura e determinismo

Per Ratzel (1844-1904) lo spazio geografico è immaginato come il risultato reversibile di una macchina, dove gli elementi che la compongono si comportano, taluni, come causa e, tal altri, come effetto.

Sul piano della dottrina geografica, quindi, la struttura fisica è considerata la causa e le forme d’uso del suolo da parte dell’uomo l’effetto.


Ratzel ed il determinismo

Secondo la concezione deterministica, che ebbe in Friedrich Ratzel il suo epigono,”la geografia descrive e localizza i fatti ed i fenomeni naturali e colloca l’uomo in posizione subordinata agli elementi della natura”. In sintesi “l’ambiente governa il comportamento umano” (Vallega, 2004, p.20)


Vidal de la Blache e i Generi di Vita

Paul Vidal de la Blache (1845-1918) attribuiva alla cultura, che si manifesta attraverso la storia delle singole comunità, una rilevanza essenziale nella organizzazione dello spazio geografico. Pertanto, egli individua nei generi di vita uno dei principali campi di studio della Geografia, poiché essi sintetizzano efficacemente lo “insieme delle abitudini e delle tradizioni culturali che si sono consolidate nel tempo(la storia), che portano ogni gruppo umano a utilizzare talune risorse locali, anziché altre (progresso tecnico) e che si esprimono attraverso un paesaggio tipico (pastorale, agricolo, industriale ecc)”. Sposta sull’uomo il campo di studio della geografia, cui è demandata la possibilità di organizzare lo spazio in base alle proprie “conoscenze”.

Possibilismo

La geografia studia i rapporti tra uomo e ambiente naturale, considerando il primo il più importante fattore geografico. La concezione possibilista può essere ridotta a tali proposizioni:

  • le risorse naturali non esprimono solo vincoli, ma offrono possibilità di occupazione e di utilizzazione
  • le comunità esercitano scelte condizionate dall’ambiente fisico, dalla cultura e dalla tecnologia disponibile
  • i rapporti tra uomo e ambiente fisico sono interpretati in termini di azione e di reazione, per cui l’uomo diventa il principale “fattore geografico

Strutturalismo

Lo spazio geografico è costituito da un’associazione di elementi di natura sia fisica che culturali i quali, nella loro interazione, generano una struttura soggetta ad evoluzione nel tempo e mutevole nello spazio. La struttura spaziale, quindi, è descritta attraverso le funzioni le quali partono da un “centro” e si irradiano verso la “periferia”. In conseguenza di tale teoria, tra il 1930 ed il 1960, vengono elaborati i modelli territoriali più noti: località centrali, localizzazione, centro/periferia ecc.

Strutturalismo-Funzionalismo

Alla Fine degli anni Trenta, Richard Hartshorne affermava che “la realtà, ogni tipo di realtà, naturale e sociale, è costituita da strutture, ognuna delle quali si compone di un complesso di elementi, legati tra loro da relazioni, che evolve nel corso nel corso del tempo”. In sostanza il territorio è visto come una tessitura di funzioni, per cui il campo di studio della Geografia è quello di “indagare e di rappresentare le relazioni tra gli elementi del territorio”. Tale approccio ha una portata innovativa, giacché non si tratta più di osservare le “forme” e di spiegarle (possibilismo), ma di trovare, al di sotto della realtà visibile, i principi ordinatori ed organizzatori che valgono per tutti i territori. Lo spazio geografico, quindi, è la risultante di movimenti, reti, nodi e superfici gravitazionali.


Teoria del Sistema Generale – Olismo

Per J. – L. Le Moigne il sistema generale è definito come “la rappresentazione” di un fenomeno attivo percepito come identificabile attraverso i suoi progetti in un ambiente dinamico in cui esso funziona e si trasforma teleologicamente. La realtà geografica è concepita come un aggregato di aggetti, attivi e stabili, che si evolvono in ambiente, vanno incontro a trasformazioni nel tempo e si dirigono verso un obiettivo. E’ la teoria della complessità, giacché, a differenza di quelle precedenti che tendevano a scomporre gli l’insiemi in unità elementari per spiegare il fenomeno generale, si fondo sul principio olistico, che considera la funzione del sistema nella sua interezza e non per le parti che lo compongono.

Teoria della complessità

Lo spazio geografico costituisce il punto d’incontro di due elementi: la realtà e l’immagine di essa che alberga in ognuno di noi. Per cui le singole realtà non sono il frutto di cause ed effetti ma del processo evolutivo in un contesto di sistema.

La lettura della realtà tramite la teoria della complessità

La lettura della realtà tramite la teoria della complessità


Il Metodo Geografico

Il metodo è costituito dall’insieme dei criteri e delle norme direttive secondo cui si effettua una ricerca geografica. In Geografia si hanno:

  • il metodo induttivo, che si basa sull’ osservazione e sull’analisi empirica dei singoli fenomeni che si verificano entro i confini di una determinata area cogliendone i nessi di interdipendenza
  • il metodo deduttivo, che si fonda sull’ipotesi generale o su un postulato teorico per giungere alla conoscenza ed alla spiegazione di un fenomeno particolare (intuizione)

I Campi Disciplinari della Geografia

Ai suoi albori la Geografia nasce come “geografia umana” ma fu subito divisa in più campi tematici, tra i più importanti si ricordano la:

Antropogeografia

Geografia delle sedi  Geografia delle reti urbane e delle località centrali

Geografia sociale   Geografia culturale, dell’alimentazione, medica, delle religioni

Geografia politica  Geopolitica, Geografia delle religioni

Geografia economica  Geografia dell’energia, delle comunicazioni, dei trasporti, dei porti, del turismo e del tempo libero

Geografia storica

Geografia regionale

I materiali di supporto della lezione

N. Castiello, Geografia: teoria e metodo, Geographical Working Paper, Napoli, 2002.

A. Vallega, La Regione, sistema territoriale sostenibile, Milano, Mursia, 1995.

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