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Roberto Vona » 8.La gestione delle risorse strutturali


Le risorse strutturali

Il patrimonio di risorse di natura tecnica di cui un’impresa dispone rappresenta uno strumento essenziale per sviluppare la propria capacità competitiva.
Tali risorse tecniche, costituite da immobili, impianti, attrezzature, essenziali per la esecuzione dei processi produttivi gestiti dall’impresa, richiedono particolare cura se si vuole preservarne l’utilità e l’efficienza nel tempo.

La gestione delle risorse strutturali

Nell’impresa manifatturiera, le problematiche di gestione delle risorse strutturali investono il patrimonio di fattori della produzione da cui l’impresa trae utilità “ripetute” per lo sviluppo della propria attività nel tempo.
Si tratta di capannoni industriali, impianti e macchinari, spazi e attrezzature per lo stoccaggio e la movimentazione di materiali e prodotti finiti.
Risorse tecniche collocate sia all’interno che all’esterno dei siti di produzione.

La manutenzione degli impianti

La corretta gestione delle risorse strutturali non può prescindere dal monitoraggio del funzionamento degli impianti che supportano i processi di trasformazione industriale posti in essere dall’impresa manifatturiera.
Si tratta delle attività finalizzate alla prevenzione dei guasti degli impianti installati ed utilizzati all’interno dell’impresa industriale, note con il nome di Total Preventive Maintenance.

Total Preventive Maintenance: definizione

Le operazioni di Total Preventive Maintenance possono essere eseguite con cadenze predefinite in ragione delle modalità di utilizzo degli impianti, oppure configurandosi come IRAN (Inspect and Repair As Necessary).
Si tratta sempre di manutenzioni regolari, distinte da quelle occasionali, che avvengono in seguito ad anomalie conclamate.

Total Preventive Maintenance: le difficoltà di gestione

La gestione ispirata al TPM si basa sull’estensione delle responsabilità legate al corretto funzionamento dei macchinari a tutti i livelli della gerarchia aziendale, in particolar modo a quelli più bassi.
La gestione TPM presuppone la disponibilità costante di tutta la componentistica utile ad effettuare gli interventi di riparazione.

Total Preventive Maintenance

  • Preventive maintenance periodica
    • A cadenze predefinite.
    • In seguito ad ispezioni (IRAN).
  • Preventive maintenanceoccasionale
    • Conseguente al funzionamento anomalo.
    • Conseguente a  guasti.

Le strutture per lo stoccaggio

Le scelte riguardanti le strutture destinate allo stoccaggio, comportano valutazioni attente in merito:

  • alla dimensione (superficie piana, cubatura);
  • alla forma;
  • all’organizzazione;
  • alla gestione;

degli spazi e delle attrezzature disponibili (impianti di sollevamento, scaffalature, tecnologie e mezzi di movimentazione).

Coefficiente di utilizzo superficiale

La capacità di stoccaggio di un magazzino dipende dal modo in cui è organizzato oltre che dalla sua superficie e altezza.
L’indicatore utilizzato nella prassi aziendale per misurare il grado di utilizzo della capacità di stoccaggio dei magazzini è il coefficiente di utilizzazione superficiale (CUS):

CUS = Numero pallet sistemabili / Superficie

Esercizio

Le tecnologie per il magazzino

Le soluzioni tecnologiche utilizzate all’interno del magazzino vanno ricercate in funzione della natura dei materiali da stoccare, della frequenza della manutenzione, delle dimensioni aziendali, considerando sempre l’entità e la rigidità degli investimenti.
Per trasferire le informazioni utili alla gestione dei magazzini è sempre più diffuso il ricorso alle tecnologie RFID, che sostituiscono i flussi di documenti cartacei con flussi digitali trasmessi in radiofrequenza.

Sistemi di codifica

Una delle condizioni per garantire efficienza ad un magazzino, per quanto ben progettato ed attrezzato, è l’utilizzo di un adeguato sistema di codifica dei materiali in esso stoccati.
Tra i sistemi più utilizzati vi sono i codici a barre e quelli di tipo alfanumerico.
Ciò permette di individuare in modo certo i materiali senza dover ricorrere a lunghe descrizioni e semplificandone le operazioni di prelievo.

Handling interno I

La gestione dei flussi di materiali all’interno dell’impresa presuppone la risoluzione di problemi di handling interno, legati sia alle metodologie di organizzazione dei flussi che alle tecnologie utilizzate per la movimentazione.
La gestione delle attività di handling richiede la soluzione di problemi di scelta legati sia alle tecnologie di movimentazione sia alle metodologie di organizzazione dei flussi operativi dei prodotti in lavorazione.

Soluzione di handling su una linea di assemblaggio di Fiat

Soluzione di handling su una linea di assemblaggio di Fiat


Handling interno II

La conformazione dello stabilimento, la natura dei materiali da movimentare, il layout degli impianti, sono tra gli aspetti da considerare per risolvere i problemi legati all’handling interno.

EFESTO: il portale

EFESTO, il portale delle operazioni produttive e di logistica integrata, è il risultato dei contributi dei gruppi di studiosi del Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, e del Gruppo Rock del Dipartimento di Informatica e Studi Aziendali dell’Università di Trento.

Casi aziendali, approfondimenti, materiali didattici, simulazioni ed altre risorse sono disponibili sul portale
Efesto – Il portale per la gestione delle operazioni produttive.

I materiali di supporto della lezione

Chase R. Jacobs R., Aquilano N., Grando A. e Sianesi A. (2007), Operations Management nella produzione e nei servizi , McGraw-Hill, Milano

Gaio L., Gino F., Zaninotto E. (2002), I sistemi di produzione, Manuale per la gestione operativa dell'impresa, Carocci, Roma

Knod E. M. jr, Schonberger R.J. (1999), Gestione della produzione, McGraw-Hill Libri Italia, Milano

Vona R. (2005), Gestione della produzione – Fondamenti, esempi, applicazioni, Carocci, Roma

VONA R. (2004), L'impresa di logistica. Fondamenti economici, peculiarità settoriali e problematiche di gestione, Cedam, Padova

Esercizio CUS

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