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Roberto Vona » 6.La gestione del fabbisogno dei materiali


Logica PUSH e PULL

Adottando una logica push si decide di “imporre” i materiali ai processi di trasformazione industriale sulla base delle decisioni prese in sede di programmazione.
Viceversa, nello schema della logica Pull, le lavorazioni di fabbrica e il connesso flusso di materiali e di informazioni sono “comandate” dai fabbisogni delle lavorazioni per le quali sono indispensabili.

Logica PUSH e PULL

Più precisamente, nel caso della logica Push (che adotta il criterio del “guardare avanti”) l’ordinativo di un certo materiale viene effettuato sulla base di una previsione di fabbisogno futuro.
Viceversa, nel caso della logica Pull (che adotta il criterio del “guardare indietro”) l’ ordine viene spiccato perché le scorte, al netto dei prelievi, sono scese a livelli tali da essere considerate incapaci di soddisfare le necessità espresse dalle lavorazioni a valle.

Distinta base

La distinta base (Bill of Materials) è il documento attraverso il quale si procede alla rappresentazione analitica (nella forma ad albero o scalare) di tutti gli item di cui è composto il prodotto commercializzato.
La distinta base è fondamentale per ottimizzare tempi e costi delle operazioni di approvvigionamento.
Nella distinta base si evidenziano i rapporti di “parentela” tra il bene finale e le sue diverse componenti.

Distinta base ad albero

Un esempio di distinta base ad albero

Un esempio di distinta base ad albero


Profilo di distinta

Il profilo di distinta risulta dal rapporto tra il numero di codici di materiali impiegati nel processo produttivo e il numero di prodotti finiti generati.
Se il numero di prodotti finiti è inferiore a quello di semilavorati, e in misura ancora maggiore, a quello di materie prime impiegate, allora si avrà un profilo di distinta trapezoidale.
Nelle imprese che adottano modalità di produzione di tipo ATO (Assemble to order) può anche accadere esattamente l’opposto.

Alcuni tipi particolari di distinta base

Nella prassi, per minimizzare i costi ed i rischi della complessità gestionale, si cerca di ridurre le specificità delle distinte impiegate, a parità di numero di varianti di prodotto finito, attraverso tipologie particolari di distinta, tra le quali:

  • La distinta combinata.
  • La distinta modulare.
  • La distinta di pianificazione.

Material Requirements Planning

Il Material Requirements Planning (MRP) è una tecnica per la gestione dei materiali, che si basa sul calcolo, per ciascuno dei codici di materiale, del fabbisogno necessario ad alimentare i programmi operativi.

Le fonti informative necessarie per l’applicazione del MRP

Le fonti informative necessarie per l'applicazione del MRP


Schede MRP I

L’esplosione di una scheda MRP viene effettuata a partire dal fabbisogno lordo di materiali, considerando le scorte in magazzino, gli ordinativi già effettuati e il coefficiente di utilizzo, per giungere infine alla definizione del fabbisogno netto.
Esercizio MRP

Schede MRP II

Un esempio di scheda MRP

Un esempio di scheda MRP


Tipologie di MRP

L’applicazione della tecnica MRP può essere di tipo rigenerativo o incrementale.
Nel primo caso, il procedimento di calcolo viene ripetuto ex novo ogni volta.
Nel secondo caso, invece, il calcolo dei fabbisogni è soggetto a revisioni e aggiustamenti in corso d’opera.

MRP II

La condizione essenziale per elevare le prestazioni delle metodiche incentrate sulla pianificazione dei fabbisogni risiede sicuramente nell’integrazione tra i dati provenienti dalle diverse aree dell’intero sistema d’impresa.
Per MRP II si intende la versione avanzata della tecnica tradizionale, integrata da funzioni collegate alla gestione delle risorse umane, della manutenzione e del set-up, del bilanciamento delle linee di produzione, ecc.

Just in Time

Il Just in Time è una modalità di gestione attraverso la quale si tende all’allineamento tra il momento in cui si ha la disponibilità dei materiali necessari alla produzione, e quello in cui si eseguono le lavorazioni.
Il coinvolgimento di tutti i livelli di responsabilità e l’attenzione agli standard qualitativi sono alcune delle condizioni necessarie per l’implementazione della filosofia JIT.

Scheduling e JIT: approfondimenti

Other Placeholder: Per approfondimenti ulteriori sul tema si rimanda alla specifica sezione di EFESTO – il portale delle operazioni produttive e di logistica integrata, al link Efesto -Approfondimenti

Kanban

Una delle tecniche JIT utilizzabili per facilitare il trasferimento di informazioni tra i soggetti deputati ad operare in azienda, è il Kanban.
Il meccanismo dei cartellini, infatti, può contribuire a minimizzare i tempi di attesa e le relative code in entrata o uscita sulle stazioni di lavoro.

EFESTO: il portale

EFESTO, il portale delle operazioni produttive e di logistica integrata, è il risultato dei contributi dei gruppi di studiosi del Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, e del Gruppo Rock del Dipartimento di Informatica e Studi Aziendali dell’Università di Trento.

Casi aziendali, approfondimenti, materiali didattici, simulazioni ed altre risorse sono disponibili sul portale
Efesto – Il portale per la gestione delle operazioni produttive

I materiali di supporto della lezione

Chase R. Jacobs R., Aquilano N., Grando A. e Sianesi A. (2007), Operations Management nella produzione e nei servizi , McGraw-Hill, Milano

Gaio L., Gino F., Zaninotto E. (2002), I sistemi di produzione, Manuale per la gestione operativa dell'impresa, Carocci, Roma

Knod E. M. jr, Schonberger R.J. (1999), Gestione della produzione, McGraw-Hill Libri Italia, Milano

Vona R. (2005), Gestione della produzione – Fondamenti, esempi, applicazioni, Carocci, Roma

VONA R. (2004), L'impresa di logistica. Fondamenti economici, peculiarità settoriali e problematiche di gestione, Cedam, Padova

Esercizio MRP

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