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Roberto Maglio » 14.L'economicità e le condizioni di equilibrio del sistema impresa


L’equilibrio economico a valere nel tempo

L’azienda deve sviluppare la propria attività produttiva in modo tale che il valore economico della produzione risulti sistematicamente superiore al valore dei fattori che vengono consumati nel processo produttivo.

L’equilibrio economico a valere nel tempo (segue)

Le imprese, con il collocamento delle produzioni sui mercati di sbocco devono ottenere un flusso di ricavi (quantità di prodotti venduti x prezzi di vendita) tale da:

  • reintegrare i costi sostenuti per l’acquisto dei fattori produttivi necessari per realizzare le produzioni (quantità di fattori acquistati x prezzo di acquisto);
  • generare un adeguato margine di profitto (valore creato dall’esercizio della funzione imprenditoriale).

L’equilibrio economico a valere nel tempo (segue)

In qualsiasi azienda,  si crea valore secondo la formula riportato a lato.

Dove:

ot (output) è il valore della produzione realizzata e collocata nell’arco di tempo di riferimento;
it (input) è il valore dei fattori consumati per alimentare la produzione;
v è il nuovo valore creato dall’attività della organizzazione produttiva.


L’equilibrio economico a valere nel tempo (segue)

Nelle imprese

La condizione di equilibrio economico è più facilmente quantificabile poiché i valori degli input e degli output sono definiti dai prezzi formatisi rispettivamente sui mercati di approvvigionamento e di sbocco.


L’equilibrio economico e finanziario

In una prospettiva di lungo periodo, se il flusso dei ricavi di vendita è superiore al flusso dei costi di acquisto (inclusi la remunerazione del capitale di proprietà e l’eventuale remunerazione dell’attività imprenditoriale), si realizzano i presupposti dell’equilibrio economico.

Nel lungo periodo, si realizza anche l’equilibrio finanziario in quanto il flusso delle entrate finanziarie che misurano i ricavi è superiore al flusso delle uscite finanziarie che misurano i costi.

Nel breve periodo, è necessario che l’equilibrio economico coesista con l’equilibrio finanziario.

L’equilibrio economico e finanziario (segue)

Nelle imprese, in una prospettiva di lungo periodo, si crea valore secondo la formula riportata a lato.

Dove:

Fi quantità di fattori produttivi
Pi prezzi di acquisto dei fattori produttivi
Fipi costi di acquisto dei fattori produttivi a profitto
Qk quantità di prodotti
pk prezzi di vendita dei prodotti
QkPk ricavi di vendita dei prodotti
t arco di tempo considerato


Le condizioni di equilibrio economico e finanziario

Il soddisfacimento della condizione di equilibrio economico, pur idealmente riferita al lungo periodo, non può realizzarsi puntualmente durante l’intero arco di vita dell’impresa.

Eventuali situazioni di squilibrio economico nel breve periodo possono essere sostenute purchè risultino recuperabili in tempi successivi e, quindi, compatibili con l’equilibrio di lungo periodo; soprattutto, l’equilibrio economico non deve riguardare la singola operazione bensì il complesso di operazioni realizzate nell’arco temporale di riferimento.

Equilibrio economico e finanziario

Si ha l’equilibrio economico e finanziariose si verificano contestualmente i rispettivi presupposti:

I presupposti dell’equilibrio economico

  • Il flusso dei ricavi proveniente dalla vendita sui mercati di collocamento di tutti i prodotti è superiore ai costi di acquisto di tutti i fattori produttivi (compresi gli oneri figurativi), ossia si stima un sufficiente flusso atteso di maggior ricchezza (profitto).

I presupposti dell’equilibrio finanziario

  • Il flusso delle entrate che misurano i ricavi è superiore al flusso delle uscite che misurano i costi.

Invece in una prospettiva di breve periodo, cioè con riferimento ai differenti brevi periodi che compongono il lungo periodo, possono verificarsi sfasamenti temporali tra entrate ed uscite.
Nel breve periodo il perseguimento dell’equilibrio economico non implica il soddisfacimento delle condizioni dell’equilibrio finanziario.

Equilibrio economico e finanziario


Equilibrio economico oggettivo e soggettivo

Le condizioni di equilibrio oggettivo attengono a quelle relazioni tra ricavi e costi che permettono all’azienda di operare in modo da soddisfare le attese minime del proprio soggetto economico (condizioni minime di esistenza).

L’equilibrio soggettivo sta a significare che la gestione, oltre ad assicurare le condizioni di minimo, permette di remunerare congruamente tutti i fattori produttivi, capitale di proprietà e attività imprenditoriale compresi (elevato grado di soggettività).

L’economicità

  • Per economicità si intende una permanente tensione all’efficacia strategica e all’efficienza operativa (prima accezione).
  • Il concetto di economicità si estrinseca nella efficace ed efficiente gestione delle risorse disponibili.
  • L’efficacia dell’azione aziendale consiste nella capacità di cogliere scopi istituzionali (obiettivi vincenti e realizzabili).

Economicità ed equilibrio economico

Le imprese vivono in equilibrio economico e remunerano adeguatamente i fattori produttivi se e quando la loro gestione si sviluppa in economicità, intesa in termini di efficacia strategica ed efficienza operativa.

Tuttavia, possono riscontrarsi due casi nei quali la concatenazione logica richiamata sembra venire meno:

  1. l’impresa, pur essendo gestita con economicità, non riesce a soddisfare le condizioni di equilibrio economico;
  2. l’impresa, pur economicamente autosufficiente e con un elevato tasso di redditività, non possiede il requisito dell’economicità se tali condizioni sono legate a situazioni di monopolio (o simili) sui mercati in cui opera.

I materiali di supporto della lezione

Cavalieri ─ Franceschi, Economia aziendale, vol. I, seconda edizione, Giappichelli, Torino, 2008.

Cerbioni-Cinquini-Sostero; Contabilità e bilancio, seconda edizione McGraw-Hill, 2006.

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