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Roberto Maglio » 9.Reddito di periodo e capitale di funzionamento


Capitale di funzionamento

Il capitale di impresa può essere definito come un insieme finalizzato di condizioni positive e negative di produzione espressione sia del valore dei fattori a disposizione dell’azienda sia dei vincoli (obbligazioni, passività) posti alla gestione.

Capitale di funzionamento inteso come:

  • complesso di utilità economiche (beni materiali, beni immateriali, potenzialità);
  • complesso delle obbligazioni (componenti negativi, passività).

Il complesso di utilità economiche e delle obbligazioni acquistano significato e valore proprio in virtù della loro destinazione all’attività produttiva alla quale sono vicendevolmente legate da un rapporto di strumentalità.

Capitale di funzionamento (segue)

  • Complesso di utilità economiche: componenti attivi (capitale lordo).
    • Sono investimenti che l’impresa ha posto in essere e che, alla data cui si riferisce l’osservazione, sono in attesa di recupero.
  • Complesso delle obbligazioni: componenti negativi.
    • Sono costituiti dalle obbligazioni assunte verso terzi.

CAPITALE LORDO – OBBLIGAZIONI = CAPITALE NETTO

Composizione del capitale

L’attività aziendale comporta una serie di trasformazioni successive nella composizione qualitativa e di valore del capitale.

L'attività aziendale comporta una serie di trasformazioni successive nella composizione qualitativa e di valore del capitale.


Capitale di funzionamento

In un dato istante è necessario, da un lato, attribuire un valore alle differenti categorie di investimenti in fattori produttivi e dall’altro, conoscere le fonti dalle quali sono stati attinti i mezzi monetari utilizzati per tali investimenti.

Tale procedimento valutativo degli investimenti e delle fonti è strumentale alla determinazione dell’ammontare di nuova ricchezza prodotta nel periodo considerato.

Il capitale di funzionamento può essere rappresentato in un prospetto a sezioni divise accostate che accoglie
a sinistra gli investimenti in essere al tempo di riferimento e a destra l’indicazione delle fonti alle quali sono stati attinti i mezzi monetari utilizzati per effettuare gli investimenti.
Il capitale investito in attesa di realizzo al netto delle obbligazioni corrisponde al capitale conferito dalla proprietà
aumentato o diminuito dalla ricchezza creata o distrutta dalla gestione.

Reddito

In prima approssimazione il reddito è l’incremento o il decremento subito dal capitale dell’impresa conferito dalla proprietà in un certo tempo per effetto di tutte operazioni compiute.

Il reddito totale si riferisce all’intera vita di un’azienda in funzionamento.

Il calcolo del reddito di periodo invece presuppone la suddivisione della gestione aziendale in determinati intervalli temporali denominati periodi amministrativi.

Reddito totale

Esistono tre metodologie di calcolo del reddito totale:

  1. differenza tra i costi sostenuti e i ricavi conseguiti nell’intero arco di vita dell’impresa;
  2. differenza tra il capitale iniziale conferito al tempo t0 e il capitale restituito al tempo tz;
  3. differenza tra tutte le uscite e tutte le entrate di danaro escluse quelle relative al capitale di proprietà.

Ipotesi teoriche per la determinazione del reddito totale:

  • l’attività d’impresa è cessata (tutti i fattori produttivi sono stati utilizzati o venduti e i processi produttivi sono stati ultimati);
  • il potere d’acquisto della moneta non ha subito variazioni;
  • tutti i crediti sono stati incassati, tutti i debiti sono stati pagati;
  • il capitale iniziale al tempo t0 è stato conferito interamente in danaro;
  • durante la vita dell’impresa non sono stati effettuati né conferimenti, né rimborsi, né è stato prelevato reddito.

Motivazioni della misurazione del reddito

Perché misurare periodicamente il reddito?

  • Per verificare la validità delle strategie adottate.
  • Per stabilire un limite al prelievo di ricchezza da parte dei proprietari.
  • Per fornire informazioni ad interlocutori esterni.
  • Per ottemperare agli obblighi di legge in materia di redazione dei bilanci.
  • Per ottemperare agli obblighi fiscali.

Reddito e principio di competenza economica

Reddito di periodo
La gestione aziendale si sviluppa nel tempo senza soluzione di continuità: ciascuna operazione è interrelata con quelle precedenti e con quelle successive.
Per determinare il reddito di un segmento di attività dal periodo (tn-1 – tn) si pone il problema della individuazione della parte dei costi e della parte dei ricavi da attribuire alla competenza economica mediante una riclassificazione dei costi e dei ricavi.

Principio di competenza economica
Ai fini della determinazione del reddito di di periodo (o di esercizio) rientrano nel calcolo solo i costi e i ricavi derivanti da cicli che si sono svolti e completati nel periodo.

Le teorie per l’individuazione della competenza economica
Vengono utilizzate al fine di individuare nella massa di costi e di ricavi quelli che sono di competenza del periodo alcune teoria. Ad esempio, la teoria funzionale o la teoria della correlazione costi-ricavi.

Costi e ricavi originari e derivati

  • Costi originari: sono relativi all’acquisto dei fattori produttivi determinati moltiplicando le quantità dei fattori negoziate per i relativi prezzi di acquisto (costi-uscita).
  • Costi derivati: sono il risultato di ragionate riclassificazioni dei costi originari in funzione delle variabili tempo e spazio (costi-imputazione).
  • Ricavi originari: sono relativi alla vendita dei prodotti determinati moltiplicando le quantità vendute per i relativi prezzi di vendita (ricavi-entrata).
  • Ricavi derivati: sono il risultato di ragionate riclassificazioni dei ricavi originari in funzione delle variabili tempo e spazio (ricavi-imputazione).

Metodo funzionale

Per la determinazione dei costi e dei ricavi di competenza economica del periodo si possono utilizzare due metodi: il “metodo funzionale” e il “metodo cicli costi-ricavi”.

Metodo funzionale
Si pone l’attenzione sul concetto di servizi: l’impresa appare come una zona di concentrazione di servizi e la gestione rappresenta l’insieme dei processi che accolgono, combinano e impiegano questi servizi.
In particolare, i costi sono sostenuti in seguito all’acquisizione di risorse produttive (questo fenomeno può interpretarsi come un approvvigionamento di servizi), mentre i ricavi sono generati in seguito alla cessione di beni o prodotti (questo fenomeno può interpretarsi come una cessione di servizi).

Metodo funzionale: i costi

  • Sono sostenuti per acquisire servizi effettivamente utilizzati nell’esercizio (costi di competenza).
  • Sono sostenuti per acquistare servizi che non solo non sono stati utilizzati nell’esercizio ma non lo saranno neanche in futuro (costi di competenza).
  • Sono sostenuti per acquistare servizi che non si sono utilizzati nell’esercizio ma che lo saranno in futuro (costi sospesi).

Analisi dei servizi relativi ai costi

  • Servizi utilizzati nell’esercizio i cui costi sono stati sostenuti nell’esercizio.
  • Servizi utilizzati nell’esercizio i cui costi sono stati sostenuti negli esercizi passati.
  • Servizi utilizzati nell’esercizio i cui costi saranno sostenuti in futuro.
  • Servizi non utilizzati i cui costi sono stati sostenuti (costi sospesi).

Metodo funzionale: i ricavi

  • Conseguiti per servizi effettivamente ceduti nell’esercizio (ricavi di competenza).
  • Conseguiti per servizi che non si sono ceduti nell’esercizio né saranno mai ceduti (ricavi di competenza).
  • Conseguiti per servizi che non si sono ceduti nell’esercizio ma che saranno ceduti negli esercizi futuri (ricavi sospesi).

Analisi dei servizi relativi ai ricavi

  • Servizi ceduti nell’esercizio i cui ricavi sono stati conseguiti nell’esercizio.
  • Servizi ceduti nell’esercizio i cui ricavi sono stati conseguiti in passato.
  • Servizi ceduti nell’esercizio i cui ricavi saranno conseguiti in futuro (ricavi sospesi).
  • Servizi non ceduti i cui ricavi sono stati conseguiti (ricavi sospesi).

Metodo ciclo costi-ricavi

  • I costi e i ricavi si definiscono di competenza quando durante l’esercizio trovano contropartita in correlativi ricavi e costi.
  • I costi e ricavi (benché sostenuti e realizzati nel corso dell’esercizio) che non hanno ritrovato contropartita
    rispettiva in ricavi e costi entro l’esercizio si dicono costi e ricavi di imputazione differita o costi e ricavi sospesi.

Metodo ciclo costi-ricavi (segue)

Si possono definire di competenza i costi ed i ricavi relativi ai processi compiuti:

  • si ritengono compiuti in un definito periodo soltanto i processi produttivi che si sono chiusi con il conseguimento dei ricavi sempre che siano state effettuate nel periodo stesso;
  • sono considerati in corso di svolgimento i processi produttivi nei quali i ricavi non sono stati ancora conseguiti ed i processi nei quali, pur essendo conseguiti i ricavi devono ancora essere effettuate dall’impresa le relative prestazioni.

Ciclo a costi e ricavi: i cicli produttivi iniziano col sostenimento dei costi e si concludono con il conseguimento di ricavi.
Ciclo a ricavi e costi: i cicli produttivi iniziano con il conseguimento di ricavi e si concludono con il sostenimento dei costi.

Metodo ciclo costi-ricavi (segue)

Principio di realizzazione dei ricavi: sono di competenza del periodo i ricavi finanziariamente conseguiti per i quali sia stata effettuata da parte dell’impresa la relativa prestazione.

I ricavi sono di competenza dell’esercizio quando:

  • il processo produttivo di beni e dei servizi è stato completato e
  • si è verificato lo scambio, cioè il passaggio del titolo di proprietà. Tale momento è rappresentato dalla spedizione o dal momento in cui i servizi sono resi e sono fatturabili.

Principio di inerenza dei costi
A fronte dei ricavi sono considerati di competenza i costi che si reputano relativi alle prestazioni effettuate.

I materiali di supporto della lezione

Cavalieri ─ Franceschi, Economia aziendale, vol. I, seconda edizione, Giappichelli, Torino, 2008.

Cerbioni-Cinquini-Sostero; Contabilità e bilancio, seconda edizione McGraw-Hill, 2006.

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