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Raffaele Sibilio » 10.La famiglia


La famiglia: definizione

Considerata da molti la principale istituzione sociale (vedi lezione n°3), è definita come: “l’insieme di due o più persone legate da vincoli di sangue, matrimonio o adozione, che formano una unità economica, sono responsabili della reciproca cura e spesso vivono insieme nel medesimo aggregato domestico” (Smelser, 2007, 235).

Alcune classificazioni

Nonostante la forte variabilità delle strutture familiari, sociologi e antropologici hanno proposto una classificazione fondata su cinque caratteristiche strutturali:

  • forme di famiglia;
  • forme di matrimonio;
  • scelta del coniuge;
  • modelli di residenza;
  • discendenza ed eredità.

Forme di famiglia

La forma di famiglia riguarda la composizione del nucleo familiare.
Le principali sono la famiglia nucleare, composta dai genitori e dalla prole e la famiglia estesa, composta dalla forma precedente e da altri parenti biologici e acquisiti, quali nonni, zii, suoceri… La famiglia nucleare costituisce attualmente la tipologia più diffusa in Occidente.

Le società in cui prevale la forma estesa sono soprattutto società patriarcali, cioè fondate sulla dominanza maschile. Le società matriarcali, invece, sono più rare, in questo caso l’autorità viene conferita a madri e mogli.

Forme di matrimonio

Le principali forme di matrimonio sono la monogamia (un uomo con una donna), la poligamia (una persona con più partner) e il matrimonio di gruppo (più uomini con più donne); la poligamia si può distinguere, a sua volta, in poliginia (un uomo con più donne) e poliandria (una donna con più uomini).

Scelta del coniuge

La scelta del coniuge può avvenire all’esterno di gruppi quali il clan, il villaggio, la tribù, la casta, la famiglia stessa o all’interno degli stessi. Il primo sistema è detto esogamia, il secondo endogamia.

Tale elemento richiama l’attenzione sul tabù dell’incesto, ampiamente diffuso nelle attuali società, esso proibisce il matrimonio e i rapporti sessuali tra persone legate da strette relazioni biologiche.

Il modello di residenza

I modelli di residenza è relativo al luogo in cui gli sposi decidono di vivere. Nel modello neolocale, la coppia si separa dalle famiglie di origine degli sposi, nel modello patrilocale, la coppia va a vivere con i parenti del marito o nelle vicinanze, nel modello matrilocale, la coppia va a vivere con i parenti della moglie o nelle vicinanze.

Il modello neolocale è quello prevalente nelle società occidentali, ma è piuttosto raro in altre parti del mondo.

Discendenza ed eredità

Nel sistema di discendenza patrilineare (più frequente) la parentela è tracciata per linea maschile, nel sistema matrilineare (più raro) la parentela è tracciata per linea femminile e nel sistema bilineare (più diffuso in Occidente) la parentela è tracciata per linea sia maschile che femminile.

La famiglia occidentale è prevalentemente nucleare, monogamica, a residenza neolocale, a discendenza bilaterale, in parte patriarcale e in parte egualitaria.

La teoria funzionalista e le principali funzioni della famiglia

Gli approcci dominanti nello studio sulla famiglia sono la teoria funzionalista e quella del conflitto.
La teoria funzionalista sulla famiglia fu elaborata negli USA negli anni ‘50 da Talcott Parsons. Essa analizza la famiglia in rapporto ai bisogni sociali che soddisfa e alle funzioni che assolve, tra cui le principali sono:

  • Controllo dell’attività sessuale. La famiglia e il matrimonio sono strumenti per stabilire con chi e a quali condizioni ci si può accoppiare;
  • Produzione di nuovi membri. Assicura la riproduzione e quindi, la stessa sopravvivenza della società;

La teoria funzionalista e le principali funzioni della famiglia (segue)

  • Socializzazione. Considerata il principale agente della socializzazione, soddisfa l’esigenza sociale di trasmissione della cultura (vedi lezione n°2);
  • Funzione economica. Nelle società agricole costituisce un’unità di lavoro cooperativo oltre che di spesa, in quelle industriali è il principale centro decisionale delle scelte di consumo;
  • Assistenza e cura dei membri. Sia in termini emotivi che materiali;
  • Trasmissione di status. La famiglia tramanda molti status ascritti ai nuovi membri che “produce”.

Declino o specializzazione?

Molti teorici funzionalisti parlano di una perdita di funzioni, di un loro trasferimento all’esterno del nucleo familiare a favore di altre istituzioni. Un esempio è la nascita dell’istruzione pubblica di massa, grazie alla quale già all’età di cinque-sei anni il bambino viene affidato ad un altro tipo di autorità (quella dell’insegnante) e ciò riduce l’ambito di influenza della famiglia stessa.

La perdita di parte delle funzioni della famiglia è, secondo alcuni, il risultato di un declino quest’ultima, per altri, invece, indica un processo di progressiva specializzazione delle istituzioni.

L’interpretazione della famiglia da parte della teoria conflittualista

La teoria del conflitto tende a sottolineare soprattutto le continue tensioni emergenti nell’ambito familiare e il matrimonio come una condizione nella quale ognuno dei coniugi cerca di prevalere sull’altro e di controllarlo.
Secondo Marx ed Engels, poi, l’avvento dell’età industriale ha acuito le tensioni trasformando la famiglia in un insieme di rapporti a sfondo monetario (perfino i figli diventano “strumenti” di lavoro e oggetto di scambio).

Approcci conflittualisti più recenti (per es. quello di Collins o di Hartmann) evidenziano comunque le dinamiche legate alle lotte di potere e alla redistribuzione del reddito che hanno luogo fisiologicamente nell’ambito dell’istituzione familiare.

La famiglia occidentale: nuove tendenze

Nei paesi occidentali l’istituzione familiare ha subito profonde trasformazioni; sono nate nuove tendenze ma anche nuove tensioni, che legittimano una interpretazione della famiglia come istituzione flessibile e stabile nel medesimo tempo.

Il tasso di nuzialità, cioè il rapporto tra il numero di matrimoni celebrati in un anno e l’ammontare medio della popolazione residente, è negli ultimi cinquant’anni in forte declino, mentre cresce il numero di seconde nozze, quelle che interessano coppie di sposi dei quali almeno uno abbia avuto una precedente esperienza matrimoniale.

La famiglia occidentale: l’omogamia

Una tendenza tuttora valida nelle società contemporanee è quella dell’omogamia, che induce a sposarsi con partner simili in termini di posizione sociale, in modo da favorire l’equilibrio del matrimonio, minimizzando potenziali conflitti. Ne sono esempi specifici l’omogamia educativa, che indica la tendenza a sposarsi con una persona il cui livello di istruzione sia simile al proprio o l‘omogamia occupazionale, dove la similitudine riguarda lo status professionale.
Entrambe caratterizzano piuttosto marcatamente le unioni coniugali italiane, come confermano diverse ricerche.

La famiglia occidentale: tensioni

Le famiglie in cui entrambi i partner hanno un’occupazione extradomestica, dette famiglia a doppia carriera, si espongono a conflitti da sovraccarico, che possono condurre i coniugi ad un conflitto d’identità nel cercare di svolgere i propri ruoli (Rapoport e Rapoport, 1976).
Le famiglie monoparentali, cioè quelle con un solo genitore, sono più a rischio nei confronti di problemi economici, di questioni relative all’educazione dei bambini e della stigmatizzazione (vedi lezione n°7) del genitore solo, causata dal valore ancora piuttosto elevato che la società attribuisce al matrimonio e ai valori ad esso associati.

Le famiglie ricostituite

La famiglia ricostituita o allargata è una delle moderne tipologie familiari, “comprende un genitore, almeno un suo figlio nato dal precedente matrimonio, il suo nuovo coniuge ed eventualmente i figli nati dalla nuova unione” (Smelser, 2007, 253). È entrata a far parte pienamente della cultura di massa occidentale e delle sue rappresentazioni (anche mediatiche).

Trattasi di struttura complessa che offre la possibilità di ricostituire un nucleo affettivo che crei un nuovo senso d’identità e appartenenza.

Genitori e figli.

Genitori e figli.


Famiglie di fatto e comuni

Negli ultimi decenni sono emerse varie alternative alla famiglia tradizionale:

  • Le famiglie di fatto, con molteplici forme. Si pensi a partner conviventi, anche dello stesso sesso, ma non sposati. Le motivazioni sono molte: la disoccupazione giovanile, la precarietà lavorativa, il cambiamento dei valori, la diminuzione della durata delle relazioni…
  • Le comuni, nate negli anni ‘60 nell’ambito della controcultura hippy. Esse accolgono soprattutto persone insoddisfatte della vita familiare tradizionale, convinte dei vantaggi, sia in termini di qualità della vita che in termini economici, della condivisione allargata delle risorse e dell’attenuazione del dominio maschile.

Politiche per la famiglia

I profondi cambiamenti che hanno sconvolto la struttura e la vita della famiglia occidentale hanno condotto alla nascita di una serie di normative e politiche pubbliche mirate ad influenzare direttamente o indirettamente le dimensioni, il benessere, la stabilità e il reddito delle famiglie, tutelandole e favorendone la creazione.
Tali interventi vengono generalmente indicati come politiche per la famiglia.

La famiglia occidentale: scenari futuri

Le previsioni più pessimistiche vedono nelle tendenze attuali i segni di una disgregazione della famiglia e di una sua futura scomparsa.

Le previsioni più ottimistiche, invece, accolgono con favore il declino delle forme più tradizionali, sostituite da forme più flessibili in grado di fornire all’individuo un ambiente emotivamente e culturalmente più gratificante.

In conclusione, la storia recente della famiglia occidentale vede realizzarsi un continuo e profondo mutamento funzionale, nonché il tramonto delle forme più tradizionali.
Ma ciò non implica affatto che essa sia destinata a scomparire o a declinare come istituzione fondamentale.

I materiali di supporto della lezione

N. J. Smelser, Manuale di sociologia, Bologna, Il Mulino, 2007- capitolo 13

Per approfondimenti:

C. Saraceno, Mutamenti della famiglia e politiche sociali in Italia, Bologna, Il Mulino, 2003.

C. Sarceno, M. Naldini, Sociologia della famiglia, Bologna, Il Mulino, 2001

F. M. Lo Verde, M. A. Pirrone, Letture di sociologia della famiglia, Roma, Carocci, 2003

M. Barbagli, Provando e riprovando: matrimonio, famiglia e divorzio in Italia e in altri paesi occidentali, Bologna, Il Mulino, 1990

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