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Immacolata Niola » 2.Principali malattie professionali denunciate nel comparto industriale


Ipoacusia e sordità

L’ipoacusia e la sordità sono, rispettivamente, la riduzione e la perdita della capacità uditiva conseguenti a danni alle cellule ciliate dell’orecchio interno

  • agente causale: esposizione al rumore;
  • sintomi: difficoltà o impossibilità di percepire i suoni, in una prima fase, di alta frequenza, poi anche di bassa frequenza;
  • settori lavorativi più colpiti: industria pesante (fonderie, fucinatura), industria tessile, lavorazione del legno, carpenteria, costruzione di tunnel, lavoro nelle cave (detonazioni, trivellazioni), guida di macchinari mossi da motori potenti, prova di motori a reazione.

Prevenzione

  • riduzione dei livelli di emissione del rumore;
  • riduzione dei livelli di esposizione al rumore;
  • adeguata organizzazione del lavoro;
  • uso di dispositivi di protezione individuale.

Malattie cutanee

Sono patologie a carico della cute, che si instaurano in seguito all’esposizione continua ad agenti chimici.
Tipologie

  • dermatiti da contatto: irritative e allergiche;
  • cloracne;
  • neoplasie cutanee.

Dermatiti irritative

  • agenti causali: acidi, basi, derivati petroliferi, solventi, ossidanti;
  • sintomi: arrossamento, formazione di vescicole acquose, bruciore e desquamazione nella zona di contatto con l’agente dannoso;
  • settori lavorativi più colpiti: industria tessile, industria della plastica, edilizia, cosmesi, attività sanitarie ecc.

Dermatiti allergiche: v. malattie allergiche.

Malattie cutanee (segue)

Cloracne

  • agenti causali: sostanze clororganiche (diossine, PCB, PBB, furani, policloronaftalene ecc.);
  • sintomi: comedoni, pustole, cisti bruno-rossastre su volto e arti superiori;
  • settori lavorativi più colpiti: produzione di sostanze chimiche.

Neoplasie cutanee (Cancro)

  • agenti causali: chimici (Idrocarburi Policiclici Aromatici, presenti in catrame, oli minerali ecc.) e fisici (radiazioni UV e ionizzanti);
  • settori lavorativi più colpiti: industria tessile, metalmeccanica, edilizia.

Prevenzione delle malattie cutanee

  • uso di guanti o creme barriera;
  • lavaggio accurato delle zone esposte con acqua e sapone (non usare solventi);
  • impianti di aspirazione in luoghi chiusi.

Malattie dell’apparato respiratorio

Bronchite cronica professionale
E’ una infiammazione della mucosa dei bronchi.

  • agenti causali: gas, vapori e polveri contenenti varie sostanze irritanti;
  • sintomi: tosse con escreto, dispnea;
  • settori lavorativi più colpiti: industria metalmeccanica, mineraria, chimica, agricoltura.

Prevenzione

  • controllo della concentrazione di agenti irritanti;
  • sistemi di ventilazione ed aspirazione;
  • dispositivi di protezione individuale.

Malattie dell’apparato respiratorio (segue)

Silicosi

E’ una patologia respiratoria caratterizzata da una fibrosi del tessuto polmonare. Predispone ad enfisema e tubercolosi polmonare.

  • agente causale: silice cristallina;
  • sintomi: dispnea, tosse, bronchite;
  • settori lavorativi più colpiti: industria mineraria, vetraria, ceramica, cementifici, edilizia.

Prevenzione

  • sostituzione della sabbia silicea con materiali abrasivi meno dannosi;
  • lavorazione a umido;
  • sistemi di ventilazione ed aspirazione delle polveri;
  • uso di dispositivi di protezione individuale;
  • osservanza di adeguate norme igieniche.

Malattie dell’apparato respiratorio (segue)

Asbestosi
E’ una patologia respiratoria caratterizzata da una fibrosi del tessuto polmonare.

  • agente causale: fibre di amianto;
  • sintomi: insufficienza respiratoria;
  • settori lavorativi più colpiti: estrazione e lavorazione amianto, cantieri navali e ferroviari, edilizia, bonifica e smaltimento di prodotti contenenti amianto.

Prevenzione

  • uso di dispositivi di protezione individuale;
  • aspirazione ed espulsione dell’aria contaminata dai luoghi di lavoro.

Malattie dell’apparato respiratorio (segue)

Mesotelioma
E’ un tumore maligno a carico della membrana che avvolge i polmoni (pleura), il peritoneo o il cuore.

  • agente causale: fibre di amianto;
  • sintomi: tosse, versamento pleurico, difficoltà respiratoria; a volte, nessun sintomo;
  • settori lavorativi più colpiti: come per l’asbestosi.

Prevenzione: come per l’asbestosi.

Malattie muscolo-scheletriche

Ernie discali
Sono protrusioni, nel canale vertebrale, del materiale gelatinoso dei dischi intervertebrali, con conseguente compressione delle radici nervose spinali.

  • agenti causali: vibrazioni e microtraumi del rachide, movimentazione/sollevamento carichi, posture scorrette;
  • sintomi: dolore irradiato, spesso associato a rigidità dei muscoli adiacenti;
  • professioni più colpite: manovali, addetti al carico/scarico merci, autisti di mezzi pesanti;
  • prevenzione: riduzione delle vibrazioni, impiego di nuove tecnologie per la movimentazione dei carichi, miglioramento delle condizioni delle cabine di guida.

Ernia del disco con compressione del nervo spinale. Fonte: Asl 12 Regione Toscana

Ernia del disco con compressione del nervo spinale. Fonte: Asl 12 Regione Toscana


Malattie muscolo-scheletriche (segue)

Spondilodiscoartrosi
E’ un processo degenerativo della componente ossea e discale della colonna vertebrale, con produzione di osteofiti che determinano un restringimento del canale vertebrale.

  • agenti causali: come per le ernie discali;
  • sintomi: a seconda della zona interessata, dolore e formicolii a schiena, natiche e gambe oppure a braccia e spalle, mal di testa, vertigini, acufeni;
  • professioni più colpite: come per le ernie discali;
  • prevenzione: come per le ernie discali.

Sindrome del tunnel carpale

E’ una neuropatia dovuta alla compressione del nervo mediano del polso nel suo passaggio attraverso il tunnel carpale.

  • agente causale: uso di attrezzature vibranti, movimenti ripetitivi di flesso-estensione del polso, digitazione, pressione sul palmo della mano;
  • sintomi: formicolii e dolore alle prime tre dita della mano, in particolare nelle ore notturne ed al mattino, con irradiazione del dolore al braccio, perdita di sensibilità e forza della mano;
  • lavoratori più colpiti: addetti al settore manufatturiero, informatico, tessile, calzaturiero, imballaggio, edilizia, catene di montaggio, musicisti, massaggiatori;
  • prevenzione: riduzione delle attività a rischio, intervalli regolari di riposo durante il lavoro, controlli medici periodici per una diagnosi precoce; per chi usa il computer, utilizzo di mouse e tastiere ergonomiche.
Rappresentazione del tunnel carpale con il legamento trasverso.Fonte: 
Scuola Europea di medicina del massaggio

Rappresentazione del tunnel carpale con il legamento trasverso.Fonte: Scuola Europea di medicina del massaggio


Fenomeno di Raynaud

Noto come sindrome del “dito bianco” da vibrazione, è una malattia vascolare periferica. Consiste in una ipersensibilità al freddo da parte del sistema che regola la vasocostrizione delle arteriole delle dita. A differenza della malattia di Raynaud, patologia primitiva e bilaterale, è secondario ad altre condizioni.

  • agenti causali in ambito professionale: microtraumi ripetuti indotti da strumenti di lavoro vibranti;
  • sintomi: pallore e cianosi delle dita, con intorpidimento e dolore, seguiti da rossore;
  • professioni più colpite: lavorazioni con torni elettrici, motori a scoppio, scalpelli, martelli pneumatici;
  • prevenzione: impiego di macchine e attrezzature a bassa trasmissione di vibrazioni, ridotta esposizione delle estremità al freddo, uso di guanti o calze, pause di recupero durante il lavoro.
Pallore e cianosi delle dita nel fenomeno di Raynaud.
Fonte: 
Servizio Sistemazione Montana

Pallore e cianosi delle dita nel fenomeno di Raynaud. Fonte: Servizio Sistemazione Montana


Allergie professionali

Le malattie allergiche sono un insieme di affezioni determinate da una serie di sostanze, definite allergeni, innocue per la maggior parte dei soggetti, ma in grado di scatenare, in alcuni individui sensibili, una reazione eccessiva ed ingiustificata del loro sistema immunitario. Tale reazione, istamino-mediata, è dovuta alla produzione di specifici anticorpi, detti immunoglobuline tipo E (Ig E).
Si parla di allergopatie professionali quando le reazioni allergiche si sviluppano per effetto di sostanze prodotte, utilizzate o comunque presenti negli ambienti di lavoro.
Vie di esposizione agli allergeni: inalazione, contatto cutaneo, ingestione, iniezione.

Apparati e organi coinvolti: respiratorio, gastrointestinale, cute, occhi.

Allergeni comuni negli ambienti di lavoro

  • Allergeni di origine animale: peli, acari, forfore animali, residui di insetti, proteine animali ecc.
    • Attività lavorative esposte: agricoltura; allevamento e commercio di animali; mattatoi e macellerie; industrie alimentari; concia e lavorazione delle pelli; lavorazione di perle, coralli e conchiglie; lavorazione di lana e seta; lavorazione di filati e tessuti; industria farmaceutica; addetti a laboratori ecc.
  • Allergeni di origine vegetale: cereali e farine; pollini; polveri vegetali; fibre naturali; semi; lattice; colofonia; estratti di piante e fiori ecc.
    • Attività lavorative esposte: lavorazione di filati e tessuti; trasformazione e stoccaggio di prodotti vegetali; industria di trasformazione del legno; addetti a forni e panetterie; industria farmaceutica; biotecnologie.

Allergeni comuni negli ambienti di lavoro (segue)

  • Allergeni derivanti da funghi e batteri: antibiotici, enzimi proteolitici ecc.
    • Attività lavorative esposte: allevamento; agricoltura; trasformazione e stoccaggio di prodotti vegetali; industria di trasformazione del legno; industria alimentare; lavorazione del pesce; produzione di alcolici; industria farmaceutica; addetti a laboratori.
  • Allergeni chimici: resine e colle, gomma, coloranti e vernici, conservanti, detergenti, pesticidi, diserbanti, disinfettanti, cosmetici ecc.
    • Attività lavorative esposte: agricoltura; lavorazione del legno; lavorazione della gomma; concia e lavorazione delle pelli; lavorazione di filati e tessuti; industria materie plastiche; raffinerie petrolifere; industria metallurgica, elettronica, farmaceutica ecc.

Rinite allergica

Patologia infiammatoria della mucosa nasale, classificata in: intermittente o persistente e lieve o moderata-severa, a seconda, rispettivamente, della durata e dell’entità dei sintomi. E’ strettamente associata all’asma.

  • agenti causali: pollini, acari della polvere, derivati di animali domestici, proteine animali, polveri di legno, caffè, sali di platino, lattice;
  • sintomi: prurito e ostruzione nasale, starnuti, rinorrea, congiuntivite, mal di testa, stanchezza, disturbi all’udito;
  • settori lavorativi più colpiti: agricolo, alimentare, comparto del legno, industria chimica e farmaceutica.

Asma bronchiale allergica

Patologia caratterizzata da infiammazione, spasmo e ispessimento della parete bronchiale.

  • agenti causali (oltre 250): pollini, acari, farine, polveri di latte e uova, detergenti, resine, coloranti, insetticidi, gomme, antibiotici, lattice, isocianati, sali metallici (di nichel, cromo, cobalto ecc.), polveri di cotone, lino, canapa, lana, polveri di legno, derivati epidermici animali, mangimi ecc;
  • aintomi: tosse (secca o con escreto), respiro sibilante, senso di costrizione al torace e dispnea;
  • aettori lavorativi più colpiti: agricolo, alimentare, chimico, farmaceutico, tessile, metalmeccanico, zootecnico.

Altre malattie allergiche

Alveoliti professionali allergiche
Complesso di patologie infiammatorie a carico del tessuto interstiziale e alveolare dei polmoni.

  • agenti causali: inalazione di polveri contenenti microrganismi o proteine del guano di volatili, isocianati, poliesteri ecc;
  • sintomi: tosse, dispnea, dolori muscolari e febbre (nella fase acuta), calo di peso (nella fase cronica);
  • professioni più colpite: agricoltori, allevatori, addetti alla lavorazione del legno, della carta, lavoratori del settore alimentare, chimico o a contatto con resine poliuretaniche.

Dermatiti allergiche

  • agenti causali: metalli (nichel, cromo, cobalto, mercurio ecc.), coloranti, resine, oli, componenti della gomma;
  • sintomi: arrossamento e prurito sia nella zona di contatto con l’agente dannoso che in altre parti del corpo (viso, tronco, arti);
  • settori lavorativi più colpiti: industria tessile, industria della plastica, edilizia, cosmesi, attività sanitarie ecc.

Misure di prevenzione

  • Ambientali: se possibile, sostituzione delle sostanze allergizzanti; regolare monitoraggio degli allergeni presenti nei luoghi di lavoro; miglioramento delle condizioni igieniche ambientali; aerazione degli ambienti; aspirazione localizzata; pulizia periodica dei filtri dei condizionatori dell’aria; adozione di cicli produttivi chiusi; automazione e robotizzazione delle lavorazioni; riduzione dell’umidità; eliminazione di tappeti, tendaggi, moquette e divani imbottiti.
  • Individuali: riduzione del tempo di esposizione; uso di dispositivi di protezione individuale e di creme barriera; frequente detersione delle superfici corporee esposte con acqua e saponi ipoallergenici; collocazione dei soggetti allergici in ambienti protetti; eventuale ricorso ad una immunoterapia specifica.
  • Organizzative: rotazione dei lavoratori esposti.

Malattie lavoro-correlate

In passato prevalevano le malattie “tipiche”, che avevano una causa esclusivamente lavorativa (malattie tabellate); oggi, invece, prevalgono le malattie a genesi multifattoriale, che possono essere determinate, cioè, da una pluralità di fattori (compresi quelli genetici), spesso ubiquitari e per le quali, dunque, il lavoro può rappresentare una delle cause, ma non l’unica. Tra esse, le più comuni sono:

  • il cancro;
  • i  disturbi muscolo-scheletrici;
  • le malattie cardio-vascolari;
  • i  danni alla salute mentale (esaurimento, fatica, irritabilità, disturbi del sonno, depressione).

Le malattie degli ultimi tre gruppi, in particolare, vengono legate dagli specialisti a condizioni di lavoro difficili: esposizione a sostanze pericolose, posture scorrette, stress, ritmi intensi, orari di lavoro in conflitto con il ritmo diurno biologico, ambiente ostile, pressioni della gerarchia, molestie ecc.
Se i danni alla salute non vengono riconosciuti come professionali, gravano sul Sistema Sanitario Nazionale o, per chi ne è provvisto, sulle assicurazioni private: si parla di “esternalizzazione dei costi causati dall’attività delle aziende”.

Stress lavoro-correlato

Il Decreto Legislativo n. 81/2008 (Testo Unico Sicurezza sul lavoro), all’art. 28, inserisce fra i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, che il datore di lavoro ha l’obbligo di valutare, anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell’accordo europeo dell’8 ottobre 2004.

Sintomi fisici più comuni dello stress cronico: mal di testa; ipertensione; tachicardia; extrasistole; aumento della sudorazione; disturbi gastrointestinali; aumento o perdita di peso; dolori muscolari; stanchezza.
Sintomi psichici più comuni dello stress cronico: insonnia; ansia; depressione; irritabilità; insoddisfazione; diminuzione della concentrazione e della memoria.
Costi calcolati in Europa: 20 miliardi di euro/anno.

Stress lavoro-correlato (segue)

Principali fattori di stress legati al lavoro

  • precarietà dell’impiego;
  • quantità di lavoro assegnato eccessiva o insufficiente;
  • ritmi di lavoro troppo intensi;
  • scarsa collaborazione offerta da colleghi o subordinati;
  • mancato riconoscimento dei risultati ottenuti;
  • sproporzione tra responsabilità attribuita e autorità o potere decisionale concesso;
  • consapevolezza della gravità delle conseguenze di eventuali errori o disattenzioni;
  • mobbing.

I materiali di supporto della lezione

Anzidei P. et al., Allergia…al lavoro? I principali allergeni presenti nei luoghi di lavoro, Milano, INAIL, 2003.

Boschetti P. (a cura di), Riassunto del rapporto “Effets de conditions de travail défavorables sur la santé des travailleurs et leurs conséquences économiques” di Elisabeth Conne-Perréard et al., Conférence romande et tessinoise des offices de protection des travailleurs, décembre 2001, Office Cantonal de l'Inspection et des Relations du Travail (OCIRT), Genève.

Mungari V., intervento alla Conferenza Nazionale Lavorare in salute e sicurezza, Torino, 25-26 giugno 2007.

La prevenzione sanitaria e il controllo dei lavoratori esposti a vibrazioni meccaniche di M. Bovenzi

La sindrome del Tunnel Carpale di E. Tagliaferri

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