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Giovanni Greco » 16.Claritromicina


Macrolidi

La claritromicina appartiene alla classe degli antibiotici macrolidici, tutti caratterizzati da una struttura macrociclica e da una funzione lattonica.

Gli antibiotici di questa classe interferiscono con la sintesi proteica di molte specie batteriche e di alcune specie di protozoi patogeni per l’uomo.

Nell’ambito degli agenti antinfettivi inibitori della sintesi proteica, i macrolidi offrono la migliore combinazione di efficacia, spettro antimicrobico e maneggevolezza.

Claritromicina

La claritromicina è un derivato semisintetico dell’antibiotico naturale eritromicina isolata da Streptomyces erythreus. Specificamente, corrisponde all’O6-metiletere dell’eritromicina.

La struttura della claritromicina presenta un anello lattonico a 14 termini e residui zuccherini nelle posizioni 3 ed 5 dell’anello macrociclico.

L’aminozucchero nella posizione 5 conferisce proprietà basiche all’intera molecola. Mentre la base libera della claritromicina è poco solubile in acqua, la maggior parte dei suoi sali (es. cloridrati) sono molto più solubili.

La claritromicina è una sostanza lipofila in grado di diffondere passivamente attraverso le membrane citoplasmatiche.


Claritromicina vs. eritromicina

La claritromicina è stata sviluppata per risolvere uno dei difetti dell’aritromicina, vale a dire la sua instabilità al pH acido del succo gastrico responsabile di una parziale trasformazione in prodotti inattivi come antibatterici e responsabili di effetti indesiderati a livello gastrointestinale (nausea, vomito, diarrea).

La eterificazione dell’ossidrile in posizione 6 dell’eritromicina ha fornito la claritomicina, chimicamente meno reattiva dell’eritromicina rispetto alla degradazione in ambiente acido e quindi molto meglio tollerata in seguito a somministrazione orale.

Meccanismo d’azione

La claritromicina si lega alla subunità 50S del ribosoma di molte specie batteriche e di alcuni protozoi arrestando la sintesi proteica.

Il risultato di tale interazione è il blocco della traslocazione del peptidil-tRNA dal sito accettore al sito peptidilico.

La claritromicina esplica prevalentemente un’azione batteriostatica.

Spettro antimicrobico

La claritromicina è dotata di un discreto spettro d’azione. Risulta attiva sulla maggior parte delle seguenti specie microbiche:

  • stafilococchi, streptococchi, pneumococchi
    • Clostridium tetani, Corynebacterium diphtheriae
  • cocchi gram-negativi
    • neisserie, Moraxella catarrhalis
  • alcuni bacilli gram-negativi
    • Bordetella pertussis
    • Legionella pneumophila
    • Helicobacter pylori
    • spirochete;
  • alcuni micobatteri
    • Mycobacterium avium complex
    • Mycobacterium lepare
    • Mycobacterium kansasii
    • Mycobacterium scrofulaceum
    • rickettsie, clamidie e micoplasmi
  • alcuni protozoi tra cui il Toxoplasma gondii

Farmacoresistenza

I batteri acquisiscono resistenza nei confronti della claritromicina essenzialmente attraverso tre meccanismi:

  1. modifiche post-trascrizionali della subunità ribosomiale 50S (metilazione di residui di guanina all’N7)
  2. efflusso attivo dell’antibiotico dal citoplasma all’esterno della cellula
  3. produzione di enzimi che idrolizzano la funzione lattonica dell’antibiotico inattivandolo

Indicazioni terapeutiche

La claritromicina è indicata nei seguenti casi:

  • infezioni comunitarie delle alte e basse vie respiratorie
  • infezioni da clamidie e micoplasmi
  • pertosse
  • difterite
  • eradicazione dell’ulcera da H. pylori in associazione con altri farmaci
  • toxoplasmosi

Posologia

Le dosi abituali di claritromicina nell’adulto variano da 500 mg a 1000 mg/die.

Viene somministrata per via orale due volte al giorno.

Nei casi più gravi viene somministrata per infusione endovenosa lenta in ambito ospedaliero.

Farmacocinetica

La claritromicina è dotata di una discreta biodisponibilità per via orale (50-60%).

Viene ben assorbita dal tratto gastrointestinale e parzialmente metabolizzata nel suo primo passaggio attraverso il fegato. Il suo 14-idrossi metabolita è un antibatterico più potente del farmaco precursore.

Si lega poco alle proteine plasmatiche (40-50%) e si distribuisce ampiamente nei tessuti.
Il suo volume apparente di distribuzione è pari a 2,6 L/Kg.

Circa il 35% della dose viene escreto immodificato nelle urine. La rimanente quota di eliminazione è di tipo biliare (circolo entero-epatico) e metabolico.

L’emivita plasmatica di eliminazione è di circa 3,5 ore.


Effetti indesiderati e Controindicazioni

La claritromicina è uno degli antibiotici più maneggevoli.

Tra gli effetti collaterali che può provocare sono inclusi quelli di tipo gastrointestinale (nausea, vomito e diarrea) e rari fenomeni di ipersensibilità di entità lieve-moderata (esantemi).

Essendo ben tollerata, la claritromicina non presenta particolari controindicazioni se non l’accertata ipersensibilità del paziente alla claritromicina o ad altri antibiotici macrolidici.

Interazioni con altri farmaci

La claritromicina non può essere somministrata insieme ad altri antibiotici che si legano allo stesso sito di legame presente sulla subunità 50S ribosomiale (lincosamidi, amfenicoli e streptogramine di tipo B).

La claritromicina, al pari dell’eritromicina, è un inibitore dell’enzima citocromiale ossidativo CYP3A4. Pertanto la velocità di metabolizzazione di molti farmaci substrati del CYP3A4 (es. acenocumarolo, simvastatina, diazepam) viene diminuita dalla concomitante somministrazione di claritromicina.
L’incremento dei livelli plasmatici e tissutali di questi farmaci, derivante dalla loro rallentata eliminazione, può provocare reazioni avverse.

Esercizi

Qual è il meccanismo d’azione della claritromicina?

Quali vantaggi offre la claritromicina rispetto all’eritromicina?

Su quale protozoo patogeno per l’uomo è efficace la claritromicina?

La claritromicina:

A – è un antibiotico di natura aminoglicosidica
B – è un antibiotico di natura anfotera
C – è un induttore enzimatico
D – penetra nel citoplasma batterico per trasporto attivo
E – è attivo su alcuni micobatteri.

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