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Angelo Antonio Izzo » 10.Antrachinoni


Droghe/piante

Droghe/piante contenenti glicosidi antrachinonici:

  • senna
  • cascara
  • frangola
  • aloe
  • rabarbaro

Droghe/piante contenenti diantroni non glicosidici:

  • iperico

Antrachinoni

Lassativi antrachinonici
I glicosidi antrachinonici (sennosidi, cascarosidi, aloine, etc) hanno azione lassativa e sono presenti nella senna (Cassia acutifolia e Cassia angustifolia), nella cascara (Rhamnus purshiana), nella frangola (Rhamnus frangula), nell’aloe (Aloe spp) e nel rabarbaro (Rheum palmatum e Rheum officinale).

I glicosidi antrachinonici si comportano da profarmaci in quanto l’azione lassativa è dovuta all’aglicone, liberato nel colon ad opera della flora batterica.

Senna

Cassia acutifolia e Cassia angustifolia sono degli arbusti alti 0.5-1 m originari dell’Africa orientale e dell’Arabia. I tassonomisti ora raggruppano entrambe queste specie sotto il nome scientifico di Senna alessandrina.

Cassia angustifolia. Fonte: Metafro

Cassia angustifolia. Fonte: Metafro

Cassia acutifolia. Fonte: Plant pictures

Cassia acutifolia. Fonte: Plant pictures


Senna (segue)

La droga è data dai frutti e dalle foglioline, che contengono sennosidi.
Il frutto è un legume oblungo contenente 6-7 semi; le foglioline sono lanceolate (più lunghe e strette in C. angustifolia).
La droga contiene sennosidi.

Cassia acutifolia (frutti e foglie). Fonte: Capasso/Grandolini/Izzo, Fitoterapia, Springer, 2006

Cassia acutifolia (frutti e foglie). Fonte: Capasso/Grandolini/Izzo, Fitoterapia, Springer, 2006

Sennosidi

Sennosidi


Senna (segue)

Particolare del frutto (rigonfiamenti in corrispondenza dei semi). Fonte: Capasso/Grandolini/Izzo, Fitoterapia, Springer, 2006

Particolare del frutto (rigonfiamenti in corrispondenza dei semi). Fonte: Capasso/Grandolini/Izzo, Fitoterapia, Springer, 2006


Senna (segue)

Effetto lassativo dei sennosidi. Fonte: Capasso/Grandolini/Izzo, Fitoterapia, Springer, 2006

Effetto lassativo dei sennosidi. Fonte: Capasso/Grandolini/Izzo, Fitoterapia, Springer, 2006


Cascara

Rhamnus purshiana è una pianta alta fino a 15, tipica della California e del Cile.

Rhamnus purshiana. Fonte: Indigenous remedies

Rhamnus purshiana. Fonte: Indigenous remedies


Cascara (segue)

La droga è data dalla corteccia dei rami seccata e ridotta in pezzi. Si presenta in pezzi piatti, arrotolati o tubulari. La superficie esterna è cosparsa di lenticelle. Contiene cascarosidi.

Rhamnus purshiana (Corteccia). Fonte: Borrelli/Capasso/Izzo

Rhamnus purshiana (Corteccia). Fonte: Borrelli/Capasso/Izzo


Cascara (segue)

Rhamnus purshiana (Corteccia). Fonte: Borrelli/Capasso/Izzo

Rhamnus purshiana (Corteccia). Fonte: Borrelli/Capasso/Izzo


Cascara (segue)

Corteccia (particolare). Fonte: Capasso/Grandolini/Izzo, Fitoterapia, Springer, 2006

Corteccia (particolare). Fonte: Capasso/Grandolini/Izzo, Fitoterapia, Springer, 2006


Frangola

Rhamnus frangula è un arbusto o frutice alto 2-5 m comune nei boschi d’Italia.

Rhamnus frangula. Fonte: Biology Missouri State

Rhamnus frangula. Fonte: Biology Missouri State

Rhamnus frangula. Fonte: Biology Missouri State

Rhamnus frangula. Fonte: Biology Missouri State


Frangola (segue)

La droga è costituita dalla corteccia del fusto e dei rami. La superficie esterna presenta numerose lenticelle, quella interna ha colore bruno-arancio. Contiene glucofranguline e franguline.

Rhamnus frangula (Corteccia). Fonte: Capasso/Grandolini/Izzo, Fitoterapia, Springer, 2006

Rhamnus frangula (Corteccia). Fonte: Capasso/Grandolini/Izzo, Fitoterapia, Springer, 2006


Frangola (segue)

Rhamnus frangula (Corteccia). Fonte: Capasso/Grandolini/Izzo, Fitoterapia, Springer, 2006

Rhamnus frangula (Corteccia). Fonte: Capasso/Grandolini/Izzo, Fitoterapia, Springer, 2006


Frangola (segue)

Particolare della corteccia. Fonte: Capasso/Grandolini/Izzo, Fitoterapia, Springer, 2006

Particolare della corteccia. Fonte: Capasso/Grandolini/Izzo, Fitoterapia, Springer, 2006


Aloe

Le piante del genere Aloe, probabilmente originarie del Sud Africa e presenti nei paesi a clima caldo hanno foglie carnose, spinose sui margini e all’apice. I fiori, gialli o rossi, sono riuniti in un grappolo terminale sostenuto da un lungo scapo.

Aloe vera. Fonte: Borrelli/Izzo

Aloe vera. Fonte: Borrelli/Izzo

Aloe vera. Fonte: Borrelli/Izzo

Aloe vera. Fonte: Borrelli/Izzo


Aloe (segue)

Aloe vera. Fonte: Borrelli/Izzo

Aloe vera. Fonte: Borrelli/Izzo


Aloe (segue)

La droga è data dal succo essiccato delle foglie. Si presenta come pezzi vitrei di colore scuro oppure come massa amorfa di colore rossiccio-brunastro. Contiene aloine.

Succo essiccato. Fonte: Capasso/Grandolini/Izzo, Fitoterapia, Springer, 2006

Succo essiccato. Fonte: Capasso/Grandolini/Izzo, Fitoterapia, Springer, 2006

Aloina aloides

Aloina aloides


Aloe gel

Il preparato erboristico “aloe gel” o “aloe vera” è un gel incolore ottenuto dalla porzione centrale delle foglie di varie specie di Aloe. Contiene principalmente mucillagini e viene applicato sulla pelle in caso di ustioni o ferite.

Aloe ferox

Aloe ferox

Aloe ferox. Fonte: Brigitterue Organics

Aloe ferox. Fonte: Brigitterue Organics


Rabarbaro

Rheum palmatum e Rheum officinale sono piante erbacee con grandi foglie. I fiori sono riuniti in una pannocchia centrale, il frutto è un achenio rosso.

Rheum palmatum

Rheum palmatum

Rheum officinale. Fonte: Wikimedia Commons

Rheum officinale. Fonte: Wikimedia Commons


Rabarbaro (segue)

La droga è data dal rizoma, che in commercio si presenta tagliato in pezzi. Contiene aloe-emodina e sennosidi.
Sono presenti anche tannini, che mitigano l’azione lassativa della droga.

Il rabarbaro viene impiegato anche in preparazioni eupeptiche.

Rheum palmatum

Rheum palmatum

Rheum officinale. Fonte: Chinese herbs medicine

Rheum officinale. Fonte: Chinese herbs medicine


Iperico

Hypericum perforatum è una pianta erbacea, alta circa mezzo metro, che cresce spontanea nei campi e lungo le strade dell’Italia.

I fiori sono gialli con numerosi stami, le foglie sono caratterizzate dalla presenza di ghiandole secretrici translucide.

Hypericum perforatum. Fonte: Izzo A.A.

Hypericum perforatum. Fonte: Izzo A.A.

Hypericum perforatum (foglia). Fonte: Niskos

Hypericum perforatum (foglia). Fonte: Niskos


Iperico (segue)

Hypericum perforatum. Fonte: Borrelli/Izzo

Hypericum perforatum. Fonte: Borrelli/Izzo


Iperico (segue)

Particolare del fiore (si notino i numerosi stami). Fonte: Borrelli/Izzo

Particolare del fiore (si notino i numerosi stami). Fonte: Borrelli/Izzo


Iperico (segue)

La droga è costituita dalle foglie e dalle sommità fiorite. Essa contiene derivati floroglucinolici (iperforina), diantroni (ipericina) e tannini. L’iperforina è il principale componente dell’attività antidepressiva.

Preparazione ed usi: estratti idroalcolici standardizzati ad iperforina (2-6%) ed ipericina (0.3%) vengono utilizzati nel trattamento della depressione lieve o moderata.

Avvertenze: gli estratti di iperico possono interagire con i farmaci di sintesi.

Iperforina

Iperforina

Ipericina

Ipericina


Iperico (segue)

L’olio d’iperico (olio rosso d’iperico) si prepara lasciando macerare i fiori freschi di Hypericum perforatum in olio d’oliva. E’ un rimedio tradizionale nei casi di scottature ed infiammazione della cute.

Olio d’iperico

Olio d'iperico


Iperico (segue)

Curiosità
L’iperico può provocare lesioni fototossiche negli animali da pascolo. L’ipericina è il componente fotosensibilizzante dell’iperico.

Campo infestato da iperico. Fonte: North West weeds

Campo infestato da iperico. Fonte: North West weeds

Lesione fototossiche. Fonte: North West weeds

Lesione fototossiche. Fonte: North West weeds


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