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Massimo Villone » 38.Eguaglianza


Le origini del principio di uguaglianza

  • La Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino del 1789
  • Il principio di uguaglianza nelle Carte costituzionali del XIX secolo
  • Uguaglianza formale / uguaglianza sostanziale
  • Libertà negative / libertà positive
  • La collocazione del principio di uguaglianza nella Costituzione repubblicana
  • Il principio di uguaglianza come nozione relazionale
  • Ambito soggettivo di esplicazione del principio di uguaglianza

Ambito oggettivo di esplicazione del principio di uguaglianza

  • L’interpretazione del principio nella ricostruzione della dottrina
  • Il divieto di leggi personali nella dottrina di Carlo Esposito
  • Trattamenti legislativi differenziati e osservanza delle «regole della logica» nella dottrina di Costantino Mortati
  • L’interpretazione del principio nella giurisprudenza della Corte costituzionale – Il divieto di trattamenti differenziati irragionevoli

L’art. 3, comma 1, Cost.

  • Le qualificazioni soggettive: sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali
  • «Nucleo forte» del principio di uguaglianza e «diritto soggettivo all’uguaglianza»
  • Le deroghe al divieto di distinguere in base alle qualificazioni soggettive di cui al primo comma, art. 3 Cost.
  • I divieti specifici: a) distinzioni in base al sesso

I divieti specifici

  • Le distinzioni in base alla razza
  • Le distinzioni in base alla lingua. L’uso della madrelingua come diritto costituzionalmente tutelato
  • Le distinzioni in base alla religione. La giurisprudenza costituzionale: dalla particolare tutela accordata alla religione cattolica all’affermazione del principio di laicità come valore supremo dell’ordinamento
  • Il divieto di distinzioni in base alle opinioni politiche
  • Il divieto di distinguere in base alle condizioni personali e sociali come «norma di chiusura» del sistema.
  • La nozione di «pari dignità sociale» come proiezione sul piano relazionale del valore paritario della dignità umana. La pari dignità sociale nel rapporto con le «azioni positive» e con il principio di uguaglianza sostanziale

Il controllo di costituzionalità sul principio di uguaglianza

  • L’evoluzione della giurisprudenza costituzionale: dal controllo di «coerenza interna del sistema legislativo» al controllo sulla “intrinseca irragionevolezza” delle leggi
  • La difficile schematizzazione del controllo sull’uguaglianza
  • Le tecniche di giudizio della Corte: irrazionalità, irragionevolezza, intrinseca irragionevolezza
  • Il giudizio a struttura trilaterale
  • Il giudizio a struttura binaria

I requisiti del tertium comparationis nella giurisprudenza costituzionale

  • Chiarezza e univocità
  • Vigenza
  • Irrilevanza delle differenze di mero fatto
  • Adeguatezza, omogeneità:
    • le fasi del giudizio a struttura trilaterale;
    • la scelta della norma da censurare: norme derogate e norme derogatorie;
    • giudizio a struttura trilaterale e decisioni additive.

Il giudizio di ragionevolezza: la difficile tipizzazione delle tecniche argomentative

  • L’oggetto del giudizio di ragionevolezza
  • Irragionevolezza, intrinseca irragionevolezza, irragionevolezza sopravvenuta
  • Il bilanciamento tra valori : discrezionalità del legislatore e il canone della «ragionevolezza minima»

Eguaglianza sostanziale e diseguaglianze di fatto

  • La relazione tra uguaglianza formale e sostanziale
  • Eguaglianza sostanziale e diritti sociali
  • Norme precettive – norme programmatiche: il contenuto minimo dei diritti sociali
  • Eguaglianza sostanziale e sistema delle autonomie
  • L’applicazione giurisprudenziale dell’art. 32
  • Diritto diseguale e azioni positive

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