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Giuliana Di Fiore » 2.Il Diritto dell'Ambiente. Livello Internazionale


Livello Internazionale

Inizio produzione normativa: Anni 70

Esigenze:

  • bilanciare sensibilità ambientali con la concorrenza economica internazionale;
  • mediare il conflitto di interessi tra paesi industrializzati e paesi in via di sviluppo;
  • uniformare i diversi approcci alla politica ambientale dei vari paesi.

Produzione normativa:

  • norme di formazione consuetudinaria (direttamente applicabili nel nostro Ordinamento);
  • dichiarazioni di principio adottate in sede O.N.U. o altra sede internazionale (capaci di orientare l’attività degli Stati);

Livello Internazionale II

L’ambiente nel Diritto Internazionale
L’ambiente è, ed è stato, oggetto di un poderoso fermento normativo a livello internazionale al fine di riuscire a determinarne l’esatta nozione e ricondurvi una adeguata forma di tutela. Qualche utile spunto può essere fornito dalla definizione che ne dà l’Organizzazione Mondiale della Sanità: “L’ambiente è l’insieme dei fattori fisici, chimici, biologici e sociali che esercitano una influenza apprezzabile sulla salute ed il benessere dell’uomo”.

Gli antecedenti giurisprudenziali: il caso della Fonderia di Trail (1941)
Nasce “l’interesse pubblico all’ambiente”. La necessità, in campo internazionale, di dare un peso giuridico alla nozione di ambiente nasce nel 1941, per una controversia tra Stati Uniti e Canada relativa al divieto di inquinamento transfrontaliero. Nello specifico, per la prima volta, le emissioni nocive, dannose per uno stato confinante, vengono trattate non con schemi privatistici ma come un problema di interesse pubblico all’ambiente salubre. La sentenza arbitrale sancì un principio divenuto consuetudine internazionale: “nessuno Stato ha il diritto di usare o permettere che si usi il proprio territorio in modo tale da provocare danni”.

Dichiarazione sull’ambiente umano – Stoccolma 1972
A livello internazionale, già dal 1972 la Dichiarazione di Stoccolma ha affermato che devono essere preservate “le risorse naturali del globo, ivi compreso l’aria, l’acqua, la terra, la flora e la fauna, ed in particolare i campioni rappresentativi degli ecosistemi naturali”. L’ambiente, in pratica, viene considerato come l’obiettivo principale delle azioni umane, le quali devono essere condotte in tutto il mondo “con più prudente attenzione per le loro conseguenze su di esso”, rendendone la difesa e il miglioramento “uno scopo imperativo per tutta l’umanità”, da perseguire insieme a quelli fondamentali della pace e dello sviluppo economico e sociale mondiale. Questo principio è stato ulteriormente ribadito e sviluppato dalla Carta Mondiale della Natura (1982).

Livello Internazionale III

Rapporto Brundtland (1987)
Nel 1987, Gro Harlem Brundtland, presidente della Commissione mondiale su Ambiente e Sviluppo istituita nel 1983, presenta il rapporto “Il futuro di tutti noi”, che definisce il concetto di sviluppo sostenibile (principio che soddisfa i bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità per le generazioni future di soddisfare i propri bisogni). Il rapporto evidenzia la necessità di attuare una strategia in grado di integrare le esigenze dello sviluppo e della tutela dell’ambiente, ispirando alcune importanti conferenze delle Nazioni Unite, documenti di programmazione economica e legislazioni nazionali ed internazionali.

La Conferenza di Rio de Janeiro (1992)
Si codifica il principio sviluppo sostenibile, ossia dello “Sviluppo che soddisfi i bisogni della presente generazione senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri”. L’elaborazione di tale principio sancisce la fine del cosiddetto sistema end-of-pipe (misure che intervengono a posteriori in modo settoriale e riparatorio) a vantaggio, quindi, di un intervento a monte, preventivo, con la previsione di linee programmatiche di immediata fruizione tali da plasmare un sistema produttivo in grado di ispirarsi allo sviluppo sostenibile.

Livello Internazionale IV

Corte internazionale di giustizia – Advisory opinion 08.07.1996
Arricchisce la nozione di ambiente affermando che essa comprende, oltre al “living space”, la qualità della vita e la salute degli esseri umani, incluse le generazioni non ancora nate.

La Conferenza di Johannesburg (2002)
Lo sviluppo sostenibile si amplia: la Conferenza di Johannesburg sullo Sviluppo Sostenibile, infatti, esattamente dieci anni dopo Rio, è stata un’occasione importante per trasferire la ricerca sui modi più efficaci per salvaguardare l’ambiente e combattere la povertà, da un lato sostituendo i modelli di consumo e produzione insostenibili, dall’altro proteggendo e gestendo le risorse naturali.

Livello Internazionale V


Livello Internazionale VI

1992 Rio de Janeiro, Nazioni Unite: Conferenza mondiale su ambiente e sviluppo” UNCED (Viene sottoscritta l’Agenda 21):

  • Istituzione commissione UN sullo sviluppo sostenibile per verificare l’attuazione degli accordi di Rio.
  • Partecipazione dei soggetti chiave
  • Diminuzione della povertà e sviluppo sociale
  • Finanziamenti e commercio
  • Cambiamento climatico
  • Biodiversità
  • Desertificazione
  • Risorse marine e inquinamento
  • Agenti chimici tossici
  • Foreste
  • Riduzione dell’ozonosfera
  • Piccole isole

Atti internazionali


Livello Internazionale VII

Convenzione del Consiglio d’Europa – Lugano 1993
Nasce la responsabilità civile per danni. Si afferma la responsabilità civile per danni provocati da attività pericolose per l’ambiente, (compongono la nozione di ambiente le risorse naturali e le interazioni tra le stesse, i beni facenti parte del patrimonio culturale e gli aspetti caratteristici del paesaggio).

Trattato Istitutivo della Comunità Europea: integrazioni e modifiche.
Atto Unico Europeo (1986): inserisce nel Trattato CE un apposito titolo dedicato all’ambiente e prevede esplicitamente la competenza della Comunità in tale settore, codificando i principi ed i criteri che ne devono guidare l’azione.
Trattato di Maastricht (1992): contribuisce a far assurgere l’azione Comunitaria in materia ambientale a dignità di politica dell’Unione, includendo la tutela dell’ambiente tra le finalità che questa deve perseguire, elencate nell’art. 2.
Trattato di Amsterdam (1997): emendando, a sua volta, l’art. 2, attribuisce all’Unione Europea il compito di promuovere “un elevato livello di protezione dell’ambiente ed il miglioramento della qualità di quest’ultimo”.
Trattato di Nizza (2001): ribadisce quanto già sostenuto nell’art. 37 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea del 2000 e, cioè, che l’impegno nella protezione dell’ambiente deve concretizzarsi nell’attività integrata delle politiche europee e perseguirsi attraverso incentivi e strumenti orientati, sì, al mercato, ma anche e soprattutto volti a promuovere lo sviluppo sostenibile.

Livello Internazionale VIII

Costituzione Europea, che, a dispetto del nome, non è una vera costituzione che sancisce la nascita di una sovranità (come la costituzione federale degli Stati Uniti d’America), bensì una sorta di Testo unico, in cui vengono solo recepiti e riordinati testi giuridici preesistenti, con poche vere innovazioni e senza alcun trasferimento di sovranità. Essa ha lo scopo di sostituire i diversi trattati esistenti che, al momento, costituiscono la base giuridica dell’Unione Europea, e dare all’UE un assetto politico chiaro e tendenzialmente definitivo riguardo le sue istituzioni, le sue competenze, le modalità decisionali, la politica estera.

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