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Luciana Di Renzo » 12.Statuto dei diritti del contribuente - Legge 27 luglio 2000 n° 212


Lo Statuto dei diritti del Contribuente:

  • Le norme dello statuto si ispirano ai principi costituzionali di uguaglianza, capacità contributiva, buon andamento e imparzialità della amministrazione.
  • L’emanazione di norme interpretative in materia tributaria può essere disposta solo in casi eccezionali e con una legge ordinaria.
  • La legge si pone l’obiettivo di migliorare il rapporto tra Fisco e cittadini rendendo più trasparente, più conoscibile e più accessibile l’ordinamento Tributario.
  • Inoltre lo Statuto fornisce ai Contribuenti strumenti di tutela e di garanzia nei confronti della amministrazione finanziaria

La lezione è curata da Eduardo Maria Piccirilli prof. a contratto IUS 12

Chiarezza e trasparenza delle disposizioni tributarie

  • Per evitare di ritrovare disposizioni tributarie nascoste fra le righe dei più disparati provvedimenti, infatti, è disposto che il contenuto di provvedimenti fiscali, deve essere menzionato nel titolo, nè possono essere contenute norme tributarie in leggi o provvedimenti di tutt’altro argomento, fatte salve quelle strettamente attinenti alla norma regolamentata.
  • Quando una legge richiama un provvedimento tributario ne deve indicare sinteticamente il contenuto. Le modifiche a una norma devono riportare il testo risultante dopo la modifica.

Efficacia temporale delle norme tributarie

  • L’art. 3 si pone l’obiettivo di imporre una disciplina tributaria scritta per principio, stabile nel tempo, affidabile e trasparente. Mentre l’art. 4 dispone che non si possono istituire nuovi tributi o allargare l’applicazione di quelli esistenti a nuove categorie di contribuenti, tramite Decreto Legge.
  • Salvo il caso di Interpretazione autentica di una norma, le disposizioni tributarie non hanno effetto retroattivo.
  • Per i tributi periodici (es. derivanti dalla dichiarazione dei redditi) le modifiche si applicano dal periodo di imposta successivo a quello in corso alla entrata in vigore del provvedimento di modifica. (Fino alla entrata in vigore dello Statuto, succedeva che una legge emanata a fine anno prevedeva che le modifiche si dovevano applicare al periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore del provvedimento con la conseguenza che tutte le operazioni, fatte sin dall’inizio dell’anno dai contribuenti, erano interessate alle nuove regole, con conseguenze fiscali a volte assai onerose).
  • Le disposizioni tributarie devono prevedere adempimenti e obblighi a carico del contribuente con scadenza non inferiore a 60 giorni dalla data di entrata in vigore del nuovo provvedimento o dalla adozione delle relative norme attuative.
  • I termini di prescrizione o di decadenza degli accertamenti dell’imposta non possono essere prorogati.
  • (Poiché lo statuto è stato introdotto con una legge ordinaria, molto spesso le disposizioni contenute in questo articolo sono state derogate, esempio la prescrizione dell’ICI è stata più volte prorogata con legge finanziaria).

Informazioni al contribuente , conoscenza degli atti e semplificazione : chiarezza e motivazione degli atti

  • L’amministrazione finanziaria deve promuovere la completa e agevole conoscenza delle norme tributarie mettendo a disposizione, presso i suoi uffici, i testi anche coordinati delle leggi e tramite Internet consentire un aggiornamento gratuito in tempo reale.
  • La stessa amministrazione finanziaria deve rendere disponibili tempestivamente e con idonei mezzi, circolari e risoluzioni ministeriali nonché ogni altro atto o documento di cui dispone in materia di organizzazione, funzioni e procedimenti.
  • Gli atti dell’amministrazione finanziaria devono essere motivati indicando presupposti e ragioni giuridiche, se nella motivazione è richiamato un altro atto, quest’ultimo deve essere allegato all’atto che lo richiama.
  • Gli atti dell’amministrazione finanziaria e del concessionario della riscossione devono indicare:
    • l’ufficio al quale rivolgersi per ottenere informazioni;
    • il nome del responsabile del procedimento;
    • l’organo o l’autorità a cui rivolgersi per ottenere un riesame nel merito per autotutela;
    • modalità, termini e organo a cui rivolgersi per ricorrere contro l’atto ricevuto.
  • Ricorrendone i presupposti è possibile il ricorso alla giustizia amministrativa anche contro gli atti di natura tributaria.

Tutela dell’affidamento e della buona fede. Errori del contribuente

  • Il rapporto fra amministrazione finanziaria e contribuente è improntato al principio della collaborazione e della buona fede.
  • I comportamenti conformi a indicazioni dell’amministrazione finanziaria, anche se la stessa successivamente cambia parere, non sono sanzionabili e non sono richiesti interessi di mora. Parimenti non sono sanzionati i comportamenti conseguenti a ritardi omissioni o errori dell’amministrazione.
  • Non sono comunque sanzionati i comportamenti:
    • derivanti da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e applicazione della norma tributaria;
    • che producono errori formali senza alcun debito di imposta.
  • Un contratto non può essere dichiarato nullo a causa di violazioni di rilievo esclusivamente tributario.

Diritto di interpello del contribuente

  • In caso di incertezza sull’applicazione delle norme tributarie, ciascun contribuente per casi concreti e personali, può richiedere chiarimenti sulla corretta interpretazione delle norme. L’amministrazione finanziaria è tenuta a rispondere entro 120 giorni. L’interpello non può causare la proroga delle scadenze in corso
  • La risposta all’interpello del contribuente è vincolante solo per il caso concreto oggetto dell’istanza.
  • Nel caso di mancata risposta, è valida la soluzione proposta dal contribuente nell’istanza di interpello (silenzio-assenso).
  • Il comportamento conseguente alla risposta ricevuta (espressa o tacita) non potrà mai essere sanzionato.
  • Nel caso di più istanze sullo stesso problema, il ministero può rispondere collettivamente con una circolare o una risoluzione tempestivamente pubblicate.
  • Un apposito regolamento emanato dal ministero delle finanze con D.M.209/2001regola la procedura di interpello.

Diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali 1

  • Tutti gli accessi ispezioni e verifiche fiscali presso esercizi commerciali, industriali, agricoli, artistici e professionali devono essere effettuati in base a effettive esigenze di indagine e controllo
  • Salvo casi eccezionali devono essere svolti durante il normale orario di esercizio dell’attività, arrecando il minore disturbo possibile all’attività e alle relazioni commerciali o professionali del contribuente.
  • All’inizio della verifica il contribuente deve essere informato su:
    • le ragioni della verifica stessa;
    • l’oggetto dei controlli;
    • la possibilità di farsi assistere da un professionista abilitato;
    • diritti e obblighi dei contribuenti sottoposti a verifica.

Diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali 2

  • Il contribuente può:
    • chiedere che i documenti siano esaminati presso l’ufficio dei verificatori o presso quello del professionista che lo assiste;
    • rivolgersi al Garante del Contribuente di cui al successivo articolo, se ritiene che la verifica non rispetti le norme di legge;
    • comunicare osservazioni e richieste, entro i 60 giorni successivi al ricevimento del verbale di chiusura della verifica. Entro questo termine non può essere emesso l’avviso di accertamento.
  • Gli incaricati alla verifica:
    • devono rilevare nel verbale delle operazioni di verifica le osservazioni e i rilievi fatti dal contribuente e dal professionista che lo assiste;
    • devono concludere la verifica entro 30 giorni lavorativi, prorogabili di altri 30 in casi di particolare complessità individuati e motivati dal dirigente dell’ufficio;
    • possono ritornare nella sede del contribuente per esaminare eventuali richieste e osservazioni fatte dallo stesso o per specifiche ragioni previo assenso del dirigente dell’ufficio.

Garante del contribuente

  • Organo collegiale operante in piena autonomia costituito da tre componenti scelti e nominati dal presidente della commissione tributaria regionale.
  • Funzione: rivolge raccomandazioni ai dirigenti degli uffici ai fini di tutela del contribuente e della migliore organizzazione dei servizi.
  • Modalità attuative : sulla base di segnalazioni inoltrate per iscritto dal contribuente che lamenti disfunzioni, rivolge richieste di documenti o chiarimenti agli uffici competenti, i quali rispondono entro trenta giorni, e attiva le procedure di autotutela nei confronti di atti amministrativi di accertamento o di riscossione notificato
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