Vai alla Home Page About me Courseware Federica Living Library Federica Federica Podstudio Virtual Campus 3D Le Miniguide all'orientamento Gli eBook di Federica La Corte in Rete
 
I corsi di Giurisprudenza
 
Il Corso Le lezioni del Corso La Cattedra
 
Materiali di approfondimento Risorse Web Il Podcast di questa lezione

Giovanna De Minico » 5.Dalla Legge 249/97 alla Legge 112/04: un iter tormentato (supporto audio/video)


La legge Maccanico: le norme anticoncentrative

Legge n. 249 del 1997:
Introduce regole antitrust nel settore radiotelevisivo basate su limiti numerici.

  • Art. 2, co. 8: limite delle risorse economiche. Non più del 30% delle risorse del settore delle trasmissioni televisive via etere o del settore radiofonico in ambito nazionale;
  • Art. 2, co. 6: limite delle risorse frequenziali. Non più del 20% delle reti televisive o radiofoniche analogiche in ambito nazionale trasmessi su frequenze terrestri;
  • Art. 3, co. 6: deroga sine die. Quanti esercitano l’attività radiotelevisiva eccedendo il limite delle risorse frequenziali possono proseguire l’attività in via transitoria a condizione che le trasmissioni siano effettuate contemporaneamente su frequenze terrestri e via satellite/via cavo e, successivamente al termine indicato dall’A. – da determinarsi in ragione dell’effettivo e congruo sviluppo delle tecnologie alternative (art. 3, co. 7) – da trasmettersi esclusivamente via satellite o via cavo.

La legge Maccanico: le incompatibilità costituzionali

Ordinanza A.G.Com. n. 346/01/CONS :
Fissazione di un termine (rivedibile) da parte dell’A. per il deconcentramento: 31 dicembre 2003, posticipabile qualora alla data del 31 dicembre 2002 la quota di famiglie digitali risulti inferiore al 35%; anticipabile, se entro tale data la quota di famiglie risulti superiore al 45%.

Corte Cost., sent. n. 466/02:
Sentenza additiva. Dichiara la illegittimità costituzionale dell’art. 3, comma 7, della legge 31 luglio 1997, n. 249 nella parte in cui non prevede la fissazione di un termine finale certo, e non prorogabile, che comunque non oltrepassi il 31 dicembre 2003, entro il quale i programmi, irradiati dalle emittenti eccedenti i limiti di cui al comma 6 dello stesso art. 3, debbano essere trasmessi esclusivamente via satellite o via cavo.

La fase transitoria: dalla legge Maccanico al d.d.l. Gasparri

1) Messaggio alle Camere del Presidente della Repubblica sul pluralismo e l’imparzialità dell’informazione.

2) Disegno di legge Gasparri n. 3184:

3) Messaggio di rinvio alle Camere da parte del Presidente della Repubblica del d.d.l. Gasparri, del 15 dicembre 2003:

  • eccessiva lunghezza del periodo (12 mesi) entro il quale l’A. è chiamata a effettuare la verifica dell’effettivo ampliamento dell’offerta di programmi in tecnica digitale diversi da quelli diffusi in tecnica analogica;
  • mancato affidamento all’A. di poteri di intervento sostanziali;
  • eccessiva ampiezza del Sic, e conseguente mantenimento di posizioni dominanti;
  • eccessiva concentrazione della risorsa pubblicitaria nella comunicazione radiotelevisiva a discapito di altri mezzi di comunicazione di massa, in particolare della stampa periodica.

4) Decreto legge n. 352 del 24 Dicembre 2003 (Decreto legge Salva Rete 4):

L’A. accerta:
a) la quota di popolazione raggiunta dalle nuove reti digitali terrestri;
b) la presenza sul mercato di decoder a prezzi accessibili;
c) l’effettiva offerta al pubblico su tali reti anche di programmi diversi da quelli diffusi dalle reti analogiche. Ove l’accertamento desse esito negativo, l’A. adotta i provvedimenti di cui all’art. 2, co 7 della legge n. 249 del 1997.
Sino a tale data si consente a Mediaset e Rai di continuare a operare in violazione dei limiti indicati nella legge Maccanico.

La legge Gasparri

Legge n. 112 del 2004: Si articola in 5 capi:

I. Definizione dei principi generali che devono informare il sistema radiotelevisivo:
II. Normativa antitrust;
III. Principi e criteri direttivi per l’adozione da parte del Governo di un apposito codice della radiotelevisione;
IV. Servizio pubblico radiotelevisivo;
V. Disciplina transitoria, destinata a regolare il passaggio dall’analogico al digitale.

La legge Gasparri e le norme anticoncentrative

Art. 15, co. 2: limite delle risorse economiche ricavabili dal sistema. Istituzione di un unico limite ex ante, rappresentato dalla quota del 20% del totale dei proventi ricavabili dal c.d. sistema integrato delle comunicazioni (cd. Sic).

Critiche:

a) dilata la base del calcolo della percentuale delle risorse;
b) il paniere è formato da beni fra di loro non sostituibili, inidonei alla formazione di un mercato.

Art. 15, co. 1: limite delle risorse frequenziali. Istituzione di un unico limite ex ante, consolidato nella soglia del 20% dei programmi radiofonici o televisivi concessi o irradiati su frequenze terrestri in ambito nazionale.

Critiche:

a) procastina nel tempo la situazione di fatto, poiché il limite suddetto sarà operativo a partire dalla completa attuazione del piano nazionale di assegnazione delle frequenze radiofoniche e televisive in tecnica digitale;
b) legittima l’esistente, confermando la possibilità di trasmettere anche per generale assentimento, cioè in virtù di un’occupazione in via di fatto delle frequenze;
c) è norma asimmetrica in malam partem, poiché la licenza per operatore di rete in tecnica digitale potrà essere rilasciata soltanto a soggetti che esercitino l’attività di impresa radiotelevisiva – in virtù di titolo concessorio o per generale assentimento – purché dimostrino di aver raggiunto la copertura del 50% della popolazione. Ciò significa creare barriere all’ingresso per le new entry sfornite di tale copertura.

È disponibile un video integrale della lezione girata nell’aula informatica della Facoltà di Giurisprudenza, Federico II, tenuta da alcuni corsisti e coordinata dalla prof G. De Minico a conclusione del corso.

Scarica il video (198 MB)

  • Contenuti protetti da Creative Commons
  • Feed RSS
  • Condividi su FriendFeed
  • Condividi su Facebook
  • Segnala su Twitter
  • Condividi su LinkedIn
Progetto "Campus Virtuale" dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, realizzato con il cofinanziamento dell'Unione europea. Asse V - Società dell'informazione - Obiettivo Operativo 5.1 e-Government ed e-Inclusion