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Fernando Bocchini » 3.Il diritto della navigazione


La specialità del diritto della navigazione

Il diritto della navigazione attinge a un carattere di “specialità” (e le relative norme sono dunque norme speciali), in ragione di elementi di specificità considerati rilevanti dall’ordinamento. In ragione del mezzo tecnico impiegato (nave o aeromobile) e degli ambienti fisici utilizzati da tali mezzi (acqua e spazio aereo) il diritto della navigazione si atteggia quale “diritto speciale” nel senso che si innesta nel diritto comune (privato e pubblico) apportandovi gli adattamenti necessari a realizzare le specifiche esigenze del trasporto in ambienti fisici determinati (acqua e area): sicché gli aspetti non disciplinati della navigazione marittima ed aerea, ove non operi l’analogia e manchi ogni determinazione contrattuale valida, restano soggetti al diritto comune.


L’autonomia del diritto della navigazione

Qualche dubbio suscita invece la comune qualificazione di “autonomia” del diritto della navigazione, per essere l’ordinamento giuridico unitario nella organizzazione sistematica e per i valori sui quali è riposto. Peraltro, in virtù della evoluzione della gerarchia delle fonti, in ragione della valorizzazione della normativa comunitaria e dell’Unione europea e della progressiva esperienza di un diritto convenzionale internazionale, la materia della navigazione è più di ogni altra materia soggetta alle generali evoluzioni ed elaborazioni di categorie giuridiche e valori sopravvenuti.

Emersione economica di un diritto dei trasporti

L’organizzazione sempre più integrata della vita economica (produttiva e di distribuzione) sta favorendo il formarsi di un generale “diritto dei trasporti” soggetto ad una normativa che si tende a formulare come uniforme ed organica al fatto del trasporto, con qualunque mezzo di svolga e indipendentemente dagli ambienti fisici coinvolti, riducendo le normative particolari alla disciplina dei profili tecnicamente inerenti ai mezzi e ai luoghi del trasporto.

La riflessione giuridica sulla omogeneità delle problematiche del trasporto

In realtà i nuovi modelli economici integrati (di produzione e distribuzione) hanno solo fatto emergere l’esigenza di una disciplina uniforme, per consentire una programmazione unitaria e complessiva dell’impegno finanziario implicato dalla singola operazione economica, comprensiva sia del costo del prodotto che dei costi di collocazione dei prodotti a destino.

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