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Carla Masi Doria » 1.Introduzione. Fonti di produzione e di cognizione


Introduzione

La storia del diritto romano descrive la vicenda costituzionale di Roma antica, dalla fondazione della città all’impero tardoantico e a Giustiniano; studia la produzione giuridica sviluppatasi in quell’ampio contesto storico secondo varie tipologie di fonti (mores, lex publica, attività magistratuali, opere giurisdizionali, normazione imperiale, prassi); affronta il tema della repressione criminale.

Fonti di cognizione

Strumento che consente di conoscere un’esperienza storico-giuridica.
Per lo studio del diritto romano sono di primaria importanza le fonti cd. giuridiche (testi di leggi, atti del senato, documenti della prassi, scritti di giuristi), ma rilevano anche fonti storiche, retoriche (specie della retorica giudiziaria), filosofiche, perfino poetiche, che consentono di conoscere e/o di contestualizzare il dato tecnico. Per quanto riguarda la tipologia delle fonti, si distingue tra testi letterari, cioè tramandati attraverso una letteratura scritta (prima principalmente su rotoli di papiro, poi in codici di pergamena e giunta così, attraverso l’opera di copisti, alla tradizione medievale e moderna), e testi documentari, epigrafici o papirologici, che sono pervenuti al di fuori della catena della mediazione letteraria.

Fonti di produzione

  • Costituiscono la sorgente da cui scaturisce il diritto.
  • Diverse in base al periodo storico studiato.
  • Monarchia: mores maiorum e leges regiae;
  • Repubblica: mores maiorum, leges comitiales (prevalentemente per aspetti organizzativi della civitas), editto del pretore e interpretatio prudentium;
  • Principato: senatusconsulta e constitutiones principum;
  • Dominato: leges generales e provvedimenti particolari dell’imperatore dotati di forza di legge.

I mores

  • Costituiscono un modo di produzione del diritto fondato sulla ripetizione di comportamenti uniformi da parte dei consociati (diuturnitas) e sulla convinzione dei consociati stessi di osservare, così, una norma giuridica (opinio iuris ac necessitatis). Sono affini all’odierna consuetudine, anche se una perfetta equiparazione non è possibile.
  • Si discute altresì se essi manifestino un ordinamento fondato sulla corrispondenza delle regole che lo compongono alla volontà divina (cd. teofania normativa, di cui si ricorda l’esempio dei Dieci comandamenti) oppure un ordinamento insito nella struttura stessa della società civica e precivica corrispondente alla natura delle cose. Si propende per quest’ultima soluzione.

Le lezioni del Corso

I materiali di supporto della lezione

Metro, Le fonti di cognizione del diritto romano, Messina, Genal, 1993

A. Lovato, Elementi di epigrafia giuridica romana, Bari, Adriatica, 2006

G.Gilmore, La morte del contratto, Milano, Giuffrè, 1989

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