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Carla Masi Doria » 4.La repressione criminale in età monarchica. I principali collegi sacerdotali


Repressione criminale

Il diritto penale arcaico è caratterizzato dalla presenza di elementi religiosi (visibili nelle diverse infrazioni alla pax deorum sanzionati talvolta con la consecratio del colpevole) e dalla distinzione tra delitti privati e crimini pubblici.

Scelera


Collegi sacerdotali

I collegi più importanti dal punto di vista dell’ordinamento giuridico-sacrale romano erano i pontefici, gli àuguri e i feziali.

Processione di sacerdoti: Dettaglio dell’Ara Pacis in Roma

Processione di sacerdoti: Dettaglio dell'Ara Pacis in Roma


Pontefici


Àuguri


Feziali


Bellum iustum

Mentre in altri ordinamenti dell’antichità la guerra viene sempre rapportata ad una volontà divina, in quello romano si costruisce la teoria della guerra giusta in quanto corrispondente ad una iusta causa. L’influenza della filosofia greca è evidente nel considerare le azioni umane connotate da un nesso di causalità. La teorizzazione si completa nel I sec. a.C. con Cicerone (de rep. 3.23.35: Illa iniusta bella sunt, quae sunt sine causa suscepta. Nam extra ulciscendi aut propulsandorum hostium causam bellum geri iustum nullum potest. Nullum bellum iustum habetur nisi denuntiatum, nisi dictum, nisi de repetitis rebus), il quale individua due cause di giustificazione: l’ultio, cioè la rappresaglia in risposta ad un torto subito, ed il propulsare hostes, cioè l’allontanamento del nemico dal proprio territorio.

Le lezioni del Corso

I materiali di supporto della lezione

V. Giuffrè, La repressione criminale nell'esperienza romana, Napoli, Jovene, 1993

B. Santalucia, Diritto e processo penale nell'antica Roma, Milano, Giuffrè, 1998

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