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La Corte in Rete » Edoardo Boncinelli, La mente esplora se stessa


Incontro con Edoardo Boncinelli

La mente esplora se stessa

La mente e la psiche si possono studiare partendo da un certo numero di punti di vista diversi. Ci può essere un punto di vista rigorosamente introspettivo, uno speculativo, che combina l’osservazione del comportamento altrui con l’introspezione, e uno più sperimentale, che aggiunge all’osservazione e all’introspezione la considerazione degli esiti di un certo numero di esperimenti mirati. Se ne discute con Edoardo Boncinelli.
Federica offre una sintesi dell’incontro, svoltosi nell’ambito di Come alla Corte di Federico II, ovvero parlando e riparlando di scienza.

Edoardo Boncinelli

Edoardo Boncinelli


La mente esplora se stessa

Voglio dare un quadro, a volo d’uccello, di ciò che si è imparato in proposito partendo dalla biologia e dalle cosiddette scienze cognitive. Che cos’è la mente? Non possiamo che definirla come il complesso delle attività cerebrali superiori. Ciò implica che la mente origina dal cervello, un’affermazione banale per alcuni ma non per tutti. Siamo quindi ricondotti a chiederci in primo luogo che cos’è il cervello.

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Edoardo Boncinelli
Direttore Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste
Professore di Biologia Molecolare

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte

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Cos’è il cervello?

Innanzitutto il cervello è un organo costituito di cellule, o per meglio dire, di un grande numero di cellule. La sola corteccia cerebrale è composta da 100 miliardi di cellule nervose. In secondo luogo, le cellule di cui è composto il cervello non sono certo cellule qualsiasi, né dal punto di vista strutturale né da quello funzionale. Si tratta di cellule fatte per comunicare, che si connettono fra di loro attraverso un numero altissimo di contatti, detti sinapsi. Ogni neurone del cervello contatta gli altri con una media di 10 mila connessioni.
Moltiplicando il numero dei neuroni per il numero medio delle connessioni si ottiene la cifra sbalorditiva di un milione di miliardi di connessioni. Nella sua essenza più profonda il cervello è un elaboratore di informazione che possiede un milione di miliardi di connessioni.
Chi determina tutti questi contatti?

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte

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Funzionamento del cervello

Dal punto di vista scientifico non possiamo rappresentarci il cervello se non come un elaboratore di informazione, una grandezza fisica definita operativamente, quantificabile e misurabile. Quest’affermazione appare ovvia ad alcuni e insopportabile ad altri. A questi ultimi sembra che definire in questa maniera il cervello e più specificamente la mente sia un reato di “lesa maestà”, un tentativo di banalizzare la nostra facoltà più alta e di ridurla ad una serie di operazioni tipiche di un calcolatore.
I nostri sensi non osservano il mondo, ma piuttosto lo interrogano, cercano cioè risposte precise a domande ben precise.

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Coscienza

Distinguerei almeno tre diversi significati di questo termine: la consapevolezza, l’autocoscienza esplicitabile condivisa e la coscienza fenomenica. Esiste indubbiamente una consapevolezza che può essere appannaggio anche di molti animali, che sono più o meno consapevoli di ciò che stanno facendo o che stanno per fare. Una tale consapevolezza possiede moltissime gradazioni e può essere oggetto di osservazioni comportamentali e di altre indagini condotte con le metodologie delle neuroscienze, ma non di un colloquio. Esiste poi una autocoscienza esplicitabile, condivisa dalla maggior parte degli esseri umani adulti. Poiché noi abbiamo la capacità di parlare, questa forma di coscienza può essere studiata comportamentisticamente, come la consapevolezza degli animali e dei bambini piccoli, ma può anche essere oggetto di una conversazione.

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte

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Una metafora per il fenomeno della coscienza

Nel mondo dei calcolatori si distingue un modo di procedere seriale da uno parallelo. Quello seriale, usato da tutti i computer fino a pochissimo tempo fa, implica l’esecuzione di un’operazione dietro l’altra. Il modo parallelo, introdotto solo di recente nel mondo dei calcolatori, prevede invece l’esecuzione di diversi programmi allo stesso tempo, che operano cioè in parallelo. Il funzionamento parallelo è ovviamente molto più rapido, perché permette di eseguire diverse operazioni contemporaneamente. Il nostro sistema nervoso è organizzato da sempre per funzionare in maniera parallela e permetterci così di stare in contatto, in tempo reale, con gli avvenimenti esterni e affrontare nel migliore dei modi le vicende della nostra vita. Al cervello giungono contemporaneamente moltissimi segnali provenienti da varie fonti.

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Contributi di approfondimento

Paolo Valerio
Il cervello e la mente

Giuseppe Trautteur
Algoritmi e coscienza

Il cervello e la mente

Se a 2.500 anni dal classico imperativo socratico del “Conosci te stesso”, E. Morin ritiene che “Non solo ci troviamo in un’avventura ignota. Siamo abitati dal nostro stesso ignoto”, è congrua la conclusione di E. Boncinelli che definisce la pretesa della mente di esplorare se stessa come “la follia delle follie”, una “demenza” direi, per una mente che, per guardarsi, deve uscire fuori di sé. Attualmente, l’indagine sul funzionamento dell’attività mentale, mediante l’esame delle sue strutture biologiche, l’individuazione del codice genetico, l’analisi dei comportamenti, l’utilizzo dell’introspezione o il paradigma delle situazioni, sebbene abbia raggiunto notevoli traguardi in termini di conoscenza e di possibilità applicative, deve essere comunque considerata un work in progress, un’esplorazione che avviene per isole e penisole che, mentre ne raggiunge una, dalla cima di questa, ne fa scorgere altre in lontananza.

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Paolo Valerio
Professore di Psicologia Clinica
Università degli Studi di Napoli Federico II

Contatti sinaptici

Contatti sinaptici


Algoritmi e coscienza

Il titolo originale della conferenza di Boncinelli, “La mente esplora se stessa” può essere inteso in due modi diversi. Il primo, strettamente introspettivo, concernerebbe una singola mente che riflette su se stessa. Alternativamente il titolo può alludere al processo scientifico che ha come oggetto la mente umana. Questo titolo veniva espanso nel risvolto della plaquette della serata al seguente modo: “Una mente da sola non può studiare se stessa, ma un collettivo di menti può certamente studiare la mente collettiva”. Queste due interpretazioni si riferiscono a quelli che negli studi sulla coscienza vengono chiamati il punto di vista in 1a persona e, rispettivamente, in 3a persona.

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Giuseppe Trautteur
Professore di Cibernetica
Università degli Studi di Napoli Federico II

Scarica il dossier a cura della redazione di Come alla Corte – Edizione 2003-2004


Le lezioni del Corso

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