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La Corte in Rete » Giorgio Franceschetti, Immersi nelle onde... elettromagnetiche! Siamo viziati o siamo inquinati?


Incontro con Giorgio Franceschetti

Immersi nelle onde… elettromagnetiche! Siamo viziati o siamo inquinati?

“La storia dello sviluppo tecnologico delle comunicazioni da un lato è affascinante, dall’altro permette di sbirciare sul futuro scenario del settore.
Le comunicazioni, dalla infomobilità alla futura realtà virtuale, rivoluzionano e rivoluzioneranno ancor più il nostro assetto sociale. La domanda che naturalmente si pone è: i vantaggi che si prospettano hanno un prezzo a livello di tutta la comunità sociale?
Se c’è un prezzo da pagare, come contenerlo?” Se ne discute con Giorgio Franceschetti.
Federica offre una sintesi dell’incontro, svoltosi nell’ambito di Come alla Corte di Federico II, ovvero parlando e riparlando di scienza.

Giorgio Franceschetti

Giorgio Franceschetti


Immersi nelle onde… elettromagnetiche! Siamo viziati o siamo inquinati?

Si vive oggi in un mondo dove la comunicazione dell’informazione ha un ruolo centrale nell’organizzazione sociale, al punto da modellare le abitudini e il comportamento di noi tutti. Nella presentazione viene molto sinteticamente illustrata la storia di questo fenomeno, dalle iniziali sistematizzazioni scientifiche alle prime applicazioni pratiche, dal matrimonio tra teoria dell’elettromagnetismo e teoria delle comunicazioni, dall’uso del satellite alla nascita dell’infomobilità. E si presenta lo scenario di un futuro certamente visionario, ma non impossibile: la realtà virtuale, che consiste nel trasmettere non solo voce e immagine, ma addirittura ricostruire olograficamente tutto l’ambiente di interazione tra i partecipanti alla connessione informatica.
Quanto detto è certamente esaltante, e giustifica la totale dipendenza del futuro assetto sociale sullo sviluppo tumultuoso delle comunicazioni.

Articolo completo

Giorgio Franceschetti
Professore di Campi Elettromagnetici
Università degli Studi di Napoli Federico II

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte

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Propagazione elettromagnetica

Come si è propagata nel tempo la propagazione elettromagnetica?

A cosa servono le equazioni di Maxwell? Si applicano per calcolare i campi magnetici, ma rsolverle per verificare determinati campi non è un’impresa semplice.

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte

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Le onde elettromagnetiche

Guglielmo Marconi è stato il primo a capire che le onde elettromagnetiche possono trasformare l’informazione da un punto all’altro.
Ma diventa importante, oltre al dato qualitativo, definire l’informazione, quantizzarla, misurarla, oggi tutta l’informazione è quantificata in numeri, una successione di numeri, in codice binario, si trasmettono i bit.

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L’impatto dei campi magnetici sui cittadini

In Italia prevale il concetto di prudenza, i limiti legislativi per l’esposizione ai campi elettromagnetici sono i più bassi d’Europa.
I livelli dell’Agenzia internazionale per Ricerca sul Cancro divide i potenziali effetti cancerogeni in 4 livelli:

  • cancerogeno certo;
  • cancerogeno probabile;
  • cancerogeno possibile;
  • non cancerogeno”.

“Non siamo certi degli effetti prodotti dalle radiofrequenze sulla salute, ma ad oggi non c’è  evidenza che le onde producano danni. Si aggiunge poi l’impatto della componente psicologica”.

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte

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Come tenere sotto controllo i livelli di esposizione ai campi magnetici?

È possibile rilevare quanto vale il campo magnetico in determinati punti? Sì, ma si dovrebbero inserire troppi sensori, di costo elevato.
E come calcolare quindi i punti intermedi tra loro? “Il nostro gruppo di ricerca dell’Università degli Studi di Napoli Federico II ha presentato un progetto che intende diminuire l’intensità dei campi, ma anche informare i cittadini. Abbiamo costruito un algoritmo che permette al software di calcolo del campo di interpolarsi con gli appositi sensori in prossimità delle antenne, così da calcolare il campo, si misura il vero valore del campo, un’interconnessione sensore-software”.

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte

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Biografia

Giorgio Franceschetti è nato ed è stato educato in Italia, con successivi periodi di studio in Germania e negli Stati Uniti. È diventato professore ordinario nell’Università Italiana all’età di 30 anni; attualmente è professore di Campi Elettromagnetici presso l’Università di Napoli “Federico II” in Italia, Adjunct Professor presso l’Università di California a Los Angeles (UCLA), Distinguished Visiting Scientist presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA e Lettore presso un Master della Università di Delft. Sul piano dell’insegnamento ha anche coperto la posizione di Visiting Professor presso l’Università dell’Illinois a Chicago, il California Institute of Technology (CALTECH) a Pasadena, USA, l’Università di Santiago de Compostela, Spagna e l’Università Nazionale Somala, gestita dal Ministero degli Affari Esteri Italiano. Sul piano scientifico, egli ha pubblicato più di 160 lavori su riviste scientifiche internazionali di primo piano, 9 libri in italiano di cui 5 libri in inglese con case editrici internazionali. Gli argomenti spaziano dalla propagazione elettromagnetica alle antenne, dall’elaborazione dei segnali da satellite a una visione integrata del cellulare. Sul piano organizzativo è stato per più di 10 anni Direttore dell’Istituto di Ricerca per l’Elettromagnetismo e i Componenti Elettronici (IRECE) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). È stato membro del Consiglio di Amministrazione dell’ASI; del Comitato Scientifico dello CSELT, e dell’Istituto Internazionale delle Telecomunicazioni. Ha ricevuto un largo numero di premi e riconoscimenti, nazionali e internazionali. Tra i più recenti e prestigiosi, l’elezione a “Life Fellow da parte dell’IEEE – Istituto (internazionale) degli Ingegneri Elettrici ed Elettronici – nell’anno 2000, e nel 2001, il Presidente della Repubblica Italiana gli ha conferito il Diploma e Medaglia d’Oro per i Benemeriti della Cultura e della Scienza e lo ha insignito del titolo di Ufficiale della Repubblica.

Il neo-animismo dell’immaginario elettromagnetico

Molte espressioni del linguaggio corrente rivelano chiaramente l’ampia e consolidata diffusione che un certo immaginario elettromagnetico è giunto ad assumere nell’ambito della nostra quotidianità: riconosciamo l’esistenza di “personalità magnetiche”, avvertiamo “vibrazioni negative”, percepiamo una “certa sintonia© con un nostro amico oppure ci sentiamo “scarichi” ed allora proviamo a ricaricare le “batterie”. È forte la tentazione di leggere tali manifestazioni in una chiave “neo-animistica”: così come il pensiero medioevale, animisticamente, intendeva lo spazio e i corpi come pervasi di spiriti e di energie soprannaturali, il pensiero contemporaneo intende lo spazio e i corpi come pregni di onde e di energie elettromagnetiche.

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Gianfranco Pecchinenda
Professore di Sociologia dei processi culturali e comunicativi
Università degli Studi di Napoli Federico II

Nikola Tesla

Nikola Tesla


La rivoluzione delle comunicazioni elettroniche: quale ruolo per lo Stato?

Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) hanno determinato, a partire dalla fine del XX secolo, una sostanziale riduzione del costo di calcolo (rivoluzione microelettronica) e del costo della comunicazione (rivoluzione digitale), cambiando notevolmente l’organizzazione della vita delle famiglie e del mondo degli affari.
Il settore delle comunicazioni elettroniche è fra quelli maggiormente interessati da questa rivoluzione. Esso si è profondamente modificato nel tempo caratterizzandosi per l’offerta di una gamma di prodotti sempre più ampia. Fino agli anni ‘80, escludendo le trasmissioni televisive e quelle via radio, l’unico prodotto del settore era il servizio voce su rete fissa, distinto in base alla distanza, locale, nazionale, internazionale. Tra la fine degli anni ‘80 e i primi anni ‘90 vennero introdotti altri prodotti quali il servizio voce su rete mobile (fine anni ‘80) e la trasmissione dati utilizzando la tecnologia IP (Internet Protocol).

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Alfredo Del Monte
Professore di Economia Industriale
Università degli Studi di Napoli Federico II


Le onde sono importanti nella nostra esistenza?

Uno stimato collega mi ha chiesto telefonicamente di scrivere un breve articolo divulgativo sulle onde. Dopo la telefonata, ho iniziato a riflettere sullo schema dell’articolo e, per migliorare la concentrazione, ho inserito nell’impianto HiFi un cd con il concerto n.3, K216 per violino e orchestra di Mozart. Fin dalle prime note sono stato rapito dalla musica dimenticando l’articolo finché non mi è accaduto di riflettere sulla circostanza che quel frutto del genio di Mozart poteva essere ascoltato da me e da chiunque altro grazie alle onde meccaniche.

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Antonio Romano
Professore di Fisica Matematica
Università degli Studi di Napoli Federico II


Comunicare e conoscere. Qualche passo indietro

È persino banale osservare che ogni attività di ricerca è oggi legata al mondo della comunicazione, alla possibilità di attingere subito a quello che nell’Ottocento era definito lo stato della questione, dalla filologia alla chimica, dalla biologia all’archeologia. Allora ciò era reso possibile, non senza qualche difficoltà, dalle grandi biblioteche nazionali o da quelle specialistiche degli istituti accademici, dallo spoglio delle riviste e di atti, o infine dai rapporti personali di un mondo di addetti ai lavori, che sembrava a quel tempo già vasto e che ora ci appare infinitamente ristretto. Dal secolo XIX a ieri, solo il telefono, lo sviluppo dei mezzi di riproduzione fotografica, la facilità degli spostamenti personali aveva modificato lo stato delle cose, facilitandone l’accesso, ma non modificandone la struttura. Di quel che è avvenuto negli ultimi vent’anni è inutile dire: una rivoluzione.

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Maurizio Torrini
Professore di Storia della Scienza
Università degli Studi di Napoli Federico II

Michel Eyquem de Montaigne ritratto giovanile

Michel Eyquem de Montaigne ritratto giovanile


Leucemie, linfomi ed onde elettromagnetiche

Confesso subito la mia profonda ignoranza nel campo dell’elettromagnetismo, per cui seguirò con estremo interesse la conferenza del Prof. Franceschetti. Conosco molto meglio i tanti pazienti affetti da malattie tumorali del sangue, come le leucemie ed i linfomi, e mi occupo di tanto in tanto di epidemiologia di queste malattie. Non c’è dubbio che molte di queste condizioni morbose si diagnosticano con maggiore frequenza da diversi decenni a questa parte, e questo vale soprattutto per i linfomi maligni cosiddetti non Hodgkin. Fra i motivi di questa aumentata frequenza ci sono le migliori capacità diagnostiche attuali, l’aumento della durata della vita, l’aumento degli anziani nella nostra popolazione; inoltre, la buona risposta al trattamento con citostatici, radiazioni ed anticorpi monoclonali, con elevati tassi di guarigione, ingrossa le fila degli ex malati, con possibilità per alcuni di loro di recidiva della forma morbosa. Ma c’è sempre il dubbio che ci siano altri fattori che ci sfuggono.

Articolo completo

Bruno Rotoli
Professore di Ematologia
Università degli Studi di Napoli Federico II

Scarica il dossier a cura della redazione di Come alla Corte – Edizione 2006-2007


Le lezioni del Corso

Work in progress

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