Vai alla Home Page About me Courseware Federica Living Library Federica Federica Podstudio Virtual Campus 3D
 
La Corte in Rete Materiali di approfondimento Risorse Web Il Podcast di questa lezione

La Corte in Rete » Piergiorgio Odifreddi, Potenzialità e limiti della ragione


Incontro con Piergiorgio Odifreddi

Potenzialità e limiti della ragione

“Siamo in un paese democratico”, si sente spesso dire, come se fosse evidente. I politici a volte mettono in dubbio l’affermazione in una forma debole: disputando, cioè, se veramente il nostro sia un paese democratico. Ma l’affermazione si può mettere in dubbio in forma forte: negando, cioè, che la democrazia esista”.
Piergiorgio Odifreddi ripercorre le correlazioni tra matematica e politica, evidenziando i paradossi relativi al concetto di democrazia.
Federica offre una sintesi dell’incontro tenutosi nell’ambito di Come alla Corte di Federico II, ovvero parlando e riparlando di scienza.

Piergiorgio Odifreddi

Piergiorgio Odifreddi


I para-doxa della democrazia

“Winston Churchill diceva che la democrazia è la peggiore forma di governo, a parte tutte le altre che sono state provate. Ma sapeva che il miglior argomento contro la democrazia sono cinque minuti di conversazione con un elettore (o con un politico). George Bernard Shaw definiva la democrazia come l’assicurazione di non essere governati meglio di quanto ci meritiamo. E aggiungeva che l’avvento della democrazia aveva sostituito la nomina di pochi corrotti con l’elezione di molti incompetenti. Gustave Flaubert identificava il sogno della democrazia nell’elevazione del proletariato allo stesso livello di stupidità raggiunto dalla borghesia. Bertrand Russel precisava che gli eletti non possono essere più stupidi dei loro elettori”.

In “C’era una volta un paradosso. Storie di verità ed illusioni rovesciate”, Giulio Einaudi Editore, 2001.

Articolo completo

Piergiorgio Odifreddi
Professore di Logica matematica
Università degli Studi di Torino

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte


Alla ricerca dei paradossi

Ci sono paradossi che mettono in dubbio il concetto stesso di democrazia?
Sono tante e di origine antica, a partire dai Greci.

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte


Rivisitando il paradosso del sorite

Nessun fiocco di neve è responsabile di una valanga, nessuna goccia d’acqua è responsabile di uno tsunami.

E se si fanno elezioni con molti elettori quanto incide un voto individuale?

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte


Cos’è la democrazia?

È possibile che non ci sia la soluzione migliore di tutti e non basta scegliere quella e mettere tutti d’accordo? Forse il problema sta qui. Anzitutto cos’è la democrazia?
In Grecia significava “governo del popolo”, espressione talmente vaga che può voler dire tutto.
Per noi occidentali la democrazia è il “governo della maggioranza”.

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte


Un esempio di paradosso

Questioni di procedure
In base all’ordine delle votazioni si può stabilire il vincitore delle elezioni?

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte


Biografia

Piergiorgio Odifreddi è nato a Cuneo il 13 luglio 1950. Si è laureato in matematica a Torino nel 1973; si è specializzato presso le Università dell’Illinois nel 1978-79 e della California nel 1982-83. È stato Visiting Professor di logica matematica presso le Università di: Novosibirsk (Unione Sovietíca) nel 1982 e 1983; Melbourne (Australia) nel 1989; Pechino (Cina) nel 1992 e 1995 e Nanchino (Cina) nel 1998; Buenos Aires (Argentina) nel 2001. Dal 1983 al 2001 è stato Professore Associato presso l’Università di Torino, dal 2001 al 2008 è stato Professore Ordinario di Matematica all’Università di Torino, dal 1985 è Visiting Professor presso l’Università di Cornell (Stati Uniti). Il suo lavoro scientifico riguarda la logica matematica e, più in particolare, la teoria della calcolabilità, che studia potenzialità e limitazioni dei calcolatori. Nel 1989 ha pubblicato il primo volume di Classical Recursion Theory e nel 1999 il secondo. Nel 1990 ha curato Logic and Computer Science. Il suo lavoro divulgativo esplora le connessioni fra la matematica e le scienze umane, dalla letteratura alla pittura, dalla musica agli scacchi. Ha vinto il Premio Galileo 1998 per la divulgazione scientifica. Collabora a La Stampa, Tuttoscienze, Scienza Nuova, Le Scienze, Sapere e La Rivista dei Libri; partecipa alla trasmissione radiofonica Lampi della Rai. È organizzatore, con Michele Emmer, degli incontri annuali Matematica e cultura di Venezia. Ha terminato i volumi Dalla Galilea a Galileo, La matematica del ‘900 e Labirinti dello spirito, pubblicati da Einaudi.

Democrazia e matematica

A che giovano certi esercizi di logica? Sul piano della teoria e del metodo, possono servire a molte cose, come, ad esempio, a precisare le condizioni per cui un problema ha senso. E proprio quest’ultimo fine le osservazioni di Odifreddi sembrano, invece, mancare del tutto. Beninteso, la democrazia ha i suoi problemi (e quali!) anche di teoria. Lo si è sempre saputo. Il fin troppo citato motto di Churchill, che, in sostanza, definisce la democrazia come il meno peggio di tutti i regimi conosciuti, è un motto paradossale solo in apparenza.
In realtà, è frutto di semplice realismo e buon senso, ed è del tutto compatibile coi più grandi principii ideali per cui la democrazia è sentita e pensata come valore, benché innumerevoli scettici le imputino proprio di mancare di profonde basi e motivazioni ideali.

Articolo completo

Giuseppe Galasso
Professore Emerito di Storia moderna
Università degli Studi di Napoli Federico II

Zenone di Elea. Fonte: Wikipedia

Zenone di Elea. Fonte: Wikipedia


Paradossi e verità. Matematiche imbarazzanti

Fin dagli albori della sua storia la matematica si è imbattuta in paradossi e antinomie di ogni genere che l’hanno portata a rivedere e approfondire certi concetti fondamentali, svolgendo quindi un ruolo positivo nello sviluppo di questa scienza.
La matematica moderna non fa eccezione. In particolare la teoria della probabilità è una fonte quasi inesauribile di verità matematiche che spesso vanno contro l’intuizione o il senso comune di ciascuno di noi.

Articolo completo

Nicola Fusco
Professore di Analisi matematica
Università degli Studi di Napoli Federico II

John Forbes Nash

John Forbes Nash


Vinca il migliore, purchè sia il perdente

Avercela, un’opinione! A me vengono in mente solo sondaggi. Non riesco a pensare se non in percentuali: voglio qualcosa al 57%, non la voglio al 33%, sono indeciso al 10%. Voi direte: semplice, fai prevalere la maggioranza. La maggioranza di me? E a quale parte corrisponde? Qual è, gramscianamente, il suo blocco anatomico o neurologico? E la mia ombra? Vorrà anche lei governare le mie scelte?
Una volta era più semplice, voglio dire prima della DOXA. Prima della DOXA c’era la doxa, l’opinione che si formava nel corso degli anni e si assestava nell’età matura. Poche opinioni, ma buone. Poco importa che il mondo cambiasse. Le opinioni rimanevano solide, attaccate alla persona come il granchio allo scoglio.

Articolo completo

Luigi Spina
Professore di Filologia classica
Università degli Studi di Napoli Federico II

Marco Tullio Cicerone

Marco Tullio Cicerone


Le vie matematiche dell’equità

Solo recentemente, ieri per noi che abbiamo ‘una certa età’, in un’epoca remota del secolo scorso agli occhi dei nostri più giovani dottorandi, all’epoca appena nati, un antico verdetto (Talmud, Ketubot 93a) ha trovato una spiegazione che ne sostiene e spiega le prescrizioni. Una sentenza atta a fare giustizia, per duemila anni è apparsa incomprensibile.

Articolo completo

Achille Basile
Professore di Matematica per l’economia
Università degli Studi di Napoli Federico II

Robert Aumann

Robert Aumann


Paradossi e democrazia

Sotto il nome di ‘paradossi’ sono ammucchiate, ai giorni nostri, le cose più disparate: le contraddizioni generate dalla confusione linguistica; certi aforismi che sotto l’apparente falsità dicono cose vere come una celebre legge di Murphy: ‘Le variabili non mutano mai le costanti sì’; le antinomie. Qui interessano queste ultime e ad esse ci si riferisce usando il termine ‘paradosso’. Oggi si conta un numero enorme di paradossi ed è difficile una loro classificazione data l’eterogeneità degli universi di discorso ai quali si riferiscono. Nonostante siano state proposte varie classificazioni – come per es. paradossi veridici e falsidici (Quine), antinomie negative e positive (Aimonetto) – conserva ancora piena validità la distinzione fatta nel 1925 da Frank Plumton Ramsey tra paradossi sintattici e semantici.

Articolo completo

Michele Malatesta
Professore di Logica
Università degli Studi di Napoli Federico II

Scarica il dossier a cura della redazione di Come alla Corte – Edizione 2008-2009

Immanuel Kant. Fonte: Wikipedia

Immanuel Kant. Fonte: Wikipedia


Le lezioni del Corso

Work in progress

  • Contenuti protetti da Creative Commons
  • Feed RSS
  • Condividi su FriendFeed
  • Condividi su Facebook
  • Segnala su Twitter
  • Condividi su LinkedIn
Progetto "Campus Virtuale" dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, realizzato con il cofinanziamento dell'Unione europea. Asse V - Società dell'informazione - Obiettivo Operativo 5.1 e-Government ed e-Inclusion