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La Corte in Rete » Renato Mannheimer, Federica: le frontiere del Web Learning


Incontro con Renato Mannheimer

Federica: le frontiere del Web Learning

La rivoluzione informatica ha mutato completamente le modalità della vita quotidiana, soprattutto dei giovani, abituati a disporre di informazioni e contenuti in modo veloce e sincronico. Renato Mannheimer ha esplorato le potenzialità del Web Learning a partire da Federica, il portale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, per capire come cambia la didattica universitaria nel tempo in cui anche le relazioni sociali si declinano con la multimedialità. Innovazione e tradizione possono integrarsi per essere al passo coi tempi ed avvicinarsi sempre più alle nuove generazioni di discenti?
Federica offre una sintesi dell’incontro, svoltosi nell’ambito di Come alla Corte di Federico II, ovvero parlando e riparlando di scienza.

Renato Mannheimer

Renato Mannheimer


La libertà del Web

Prima della diffusione del Web, per procurarmi un prodotto mediale e per condividerlo dovevo uscire, andare in libreria, telefonare all’amico, incontrarlo, e consegnarglielo. Oggi le relazioni sociali divengono più semplici e finalmente superano l’ostacolo dello spazio. Questa è la principale risorsa di cui i giovani possono disporre oggi. Lo stesso libro, lo stesso disco, che nella versione stampata hanno problemi di distribuzione, nella rete possono essere liberi. Il superamento dei vincoli di spazio e di tempo è la vera liberazione di cui i giovani dispongono oggi. La bellezza di Federica sta nel fatto che i giovani, e tutti gli utenti della rete, possono decidere quando e dove usufruire delle lezioni e di fonti autorevoli ed affidabili. È la liberazione della conoscenza scientifica.

Articolo completo

Dall’intervista a Renato Mannheimer
a cura di Annalisa Buffardi, Project Management – Federica
Università degli Studi di Napoli Federico II

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte

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Avvicinarsi alla cultura dei giovani

Sono rimasto molto colpito da Federica, perchè va al di là della funzionalità della didattica, non rappresenta solo la possibilità di integrare l’acquisizione del sapere, a me sembra che questo strumento sia addirittura rivoluzionario. E come in tutte le rivoluzioni si dà vita a dei mutamenti. Credo che Federica sia il primo caso nazionale, e forse non solo nazionale, che si avvicina alla cultura dei giovani, perchè i giovani hanno cambiato completamente modo di ragionare, di vivere, modalità di vita e il Web è stato uno dei motori di questo mutamento.

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte

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I limiti spazio-temporali

Poteva l’università trascurare il fatto che i limiti di spazio sono superati nel lavoro, nelle relazioni sociali, in tutti gli aspetti della vita umana?
No, non poteva, eppure è ancora così.

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte

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Una rivoluzione sociale

Chi ha accesso al Web ha a disposizione una potenzialità di informazioni, di risorse, di contatti, di relazioni umane assolutamente straordinaria,
in quest’ottica è importante la tendenza di chi cerca di rendere il Web accessibile a tutti. Quello che più mi ha colpito è che Federica non è limitata solo agli studenti, ma è uno strumento per la società.

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte

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Strumenti innovativi al servizio della didattica

Credo che il futuro sia un’integrazione tra i due mezzi (l’innovativo e il tradizionale). Occorre forse cambiare le modalità della didattica, adattandole ai nuovi strumenti di comunicazione, sapendo che integrandoci con essi la nostra funzione culturale sarà più vera ed efficace.

Il filmato completo, in streaming, è disponibile su Comeallacorte

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Biografia

Renato Mannheimer è presidente dell’Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione (ISPO). Ha insegnato all’Università Bicocca di Milano e alle Università di Genova, Napoli, Salerno. E’ collaboratore del Corriere della Sera e dei programmi giornalistici della RAI.
Tra i più autorevoli studiosi dei sondaggi nel panorama scientifico italiano, ha realizzato la voce “Sondaggi” per l’Enciclopedia Treccani.
Ha coordinato, per l’AIE, Associazione Italiana Editori, l’indagine sulla Digital Generation.

Gutenberg alla prova del Web

Le informazioni viaggiano a trilioni nella rete alla velocità della luce, milioni di libri e articoli sono liberamente accessibili e scaricabili da migliaia di biblioteche digitali e, grazie a Google, possiamo trovare ciò che vogliamo in un nanosecondo. In questa rivoluzione culturale che sta cambiando il nostro modo di pensare manca, però, lo zampino di Gutenberg. Anzi, per essere più precisi, il suo stampino. Le straordinarie risorse elettroniche che ampliano a dismisura gli orizzonti della nostra mente si accumulano rapidissimamente e alla rinfusa. La nostra sete di sapere si trova di fronte a una cascata, straripante e disordinata. Per poter trasformare questa fonte in un flusso formativo tenace, efficace e lungimirante c’è bisogno di organizzare i contenuti in modi facilmente fruibili, assimilabili, condivisibili. Proprio come i caratteri mobili resero i libri modificabili e, al tempo stesso, riproducibili, la rete è oggi alla ricerca di un formato che ci aiuti a comunicare e diffondere la cultura con la semplicità e la chiarezza della pagina a stampa. Per vincere questa sfida, le università devono scendere in campo.

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Mauro Calise
Professore di Scienza Politica
Università degli Studi di Napoli Federico II

Gutenberg. Fonte: Wikimedia

Gutenberg. Fonte: Wikimedia


Poststudio. Le lezioni in tasca

Lo sviluppo di contenuti multimediali nell’ambito dell’e-learning è un aspetto particolarmente importante e di valenza straordinaria se si pensa che le nuove generazioni cresciute con lo sviluppo della Rete hanno un approccio alla fruizione dei contenuti profondamente diverso rispetto a quello dei loro genitori: sono abituati alle immagini, ai video e, sempre più, alla loro portabilità. In quest’ottica, molti corsi e moltissime lezioni di Federica sono disponibili anche in formato podcast enhanced.

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Giuseppe Marrucci
Professore di Ingegneria Chimica
Università degli Studi di Napoli Federico II


Benvenuta Federica!

Ogni individuo ha diritto di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere. Così afferma, all’articolo 19, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948. Dunque oltre 60 anni fa, quando non erano assolutamente pensabili gli sviluppi che avrebbero portato alla diffusione planetaria della rete, veniva affermato il diritto di ogni uomo alla conoscenza. Oggi che viviamo in piena ’società della conoscenza’ quelle parole ci appaiono attualissime, non solo per il loro contenuto quasi profetico, ma soprattutto perché affermano che la conoscenza non sopporta limiti né restrizioni.

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Antonio de Lillo
Professore di Sociologia
Università degli Studi di Milano-Bicocca

Eleanor Roosevelt e la Dichiarazione Dichiarazione dei Diritti umani. Fonte: Wikipedia

Eleanor Roosevelt e la Dichiarazione Dichiarazione dei Diritti umani. Fonte: Wikipedia


La Living Library: un’Alessandria elettronica a portata di click

Le nuove tecnologie della comunicazione hanno semplificato e velocizzato i processi di diffusione della conoscenza, con conseguenze straordinarie: sono cambiati i modi di produzione, gli stili di fruizione, le logiche di mercato. Con un impatto immediato sulle dinamiche di apprendimento e le opportunità di insegnamento. Orientarsi nel web scientifico può, tuttavia, rivelarsi un’impresa tutt’altro che semplice.
La Living Library di Federica prende di petto il nodo più intricato: guardare alla rete con gli occhi dello studioso che valuta la qualità e utilità delle fonti in rete.

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Rosanna De Rosa
Professore di Comunicazione Politica
Università degli Studi di Napoli Federico II

Alexandria Library. Fonte: Wikipedia

Alexandria Library. Fonte: Wikipedia


La sfida italiana al digital divide

La rete corre sempre più veloce, verso sempre nuovi traguardi. E sembra correre da sola, forte della sua spontaneità e creatività. Dietro, però, le conquiste più importanti c’è sempre un lavoro tenace di preparazione, organizzazione, finalizzazione. Come nell’impegno italiano che tanto ha contribuito ai progressi della cultura digitale nel panorama internazionale.
[...]
L’Università Federico II ha realizzato uno strumento originale, potente e versatile, di uso intuitivo, persino ludico; un contenitore intelligente e aperto a tutti che può essere riempito di contenuti adatti a tutte le culture, e usato anche per valorizzare la nostra, e con essa i nostri interessi ed i nostri valori. Un gran bel lavoro. E davvero un bel segnale che sia una delle più antiche università del mondo a scommettere sull’innovazione made in Italy.
Articolo completo

Vincenzo Schioppa
Unità Sistema Paese della Farnesina

Scarica il dossier a cura della redazione di Come alla Corte – Edizione 2008-2009


Le lezioni del Corso

Work in progress

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