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Rocco Pititto » 14.Il ruolo della mente nei processi cognitivi e l'identità personale


Evoluzione del cervello e homo sapiens

L’Homo sapiens rappresenta il punto di arrivo dell’evoluzione del cervello. L’avventura nel mondo dell’Homo sapiens è iniziata in Africa 150.000 anni fa, attraverso una transizione di passaggi morfologici, ma soprattutto culturali.

l’Homo sapiens è dotato di un cervello “meraviglioso” e “quanto mai imperfetto”; lo sviluppo del cervello, attraverso un percorso così accidentato, ha portato all’Homo sapiens, ed è stato determinato dall’eredità genetica e dall’eredità culturale; sotto la spinta di questi due fattori, insieme ad altri, lo sviluppo del cervello è alla base del fenomeno uomo.

Dallo sviluppo del cervello umano, come risultato della lunga evoluzione, prendono il via e si consolidano nell’individuo processi di tipo cognitivo e linguistico; attraverso l’attivazione di questi processi, l’uomo prende coscienza di sé e si appropria del mondo interno ed esterno.

L’appropriazione del mondo avviene mediante l’imposizione del nome: l’imposizione del nome costruisce il mondo degli oggetti, li trasforma e fa diventare il mondo, così nominato, oggetto di scambio.


Sviluppo del cervello e identità umana

L’uomo dotato di un cervello “maturo” raggiunge una forma di coscienza superiore e diventa realmente uomo, capace di costruire mondi reali e mondi possibili. «Con l’evoluzione del linguaggio e dei simboli, degli scambi culturali, all’uomo si è aperta una capacità di generalizzazione e di riflessione in modo da permettergli il raggiungimento della coscienza di sé, di essere un io nel mondo. La coscienza superiore ci libera dalla schiavitù del qui e ora, permettendoci di riflettere, di analizzare i nostri sentimenti, di attingere alla cultura e alla storia, di raggiungere un nuovo ordine evolutivo e morale» (R. Levi Montalcini).

I processi cognitivi e linguistici, che avvengono nell’individuo con lo sviluppo del cervello non si danno nell’individuo come essere singolo, quanto nell’individuo come essere plurale, facente parte di una comunità:

  1. è nella relazione con l’altro che l’individuo raggiunge la sua identità;
  2. la relazione di alterità precede l’identità;
  3. lo sguardo del Tu che si posa sull’individuo e lo chiama per nome crea l’Io.

Evoluzione e sviluppo delle capacità mentali

L’uomo, come a noi oggi è dato conoscere, è il risultato di determinati fattori, biologici e culturali, avvenuti nel tempo, che lo definiscono come uomo e lo collocano al vertice della scala degli esseri viventi non umani. Nel corso dell’evoluzione, egli ha subito una serie di trasformazioni che hanno inciso sulle sue capacità mentali, specializzatesi nel tempo da un punto di vista funzionale. È, soprattutto, attraverso l’uso di queste capacità che egli è riuscito a raggiungere quella identità specificamente umana ed ha potuto trasformare il mondo in mondo umano, adattandosi ad esso e modificandolo di continuo secondo le sue esigenze.

Lo sviluppo del cervello nell’uomo fa sì che l’essere umano sia particolarmente determinato nella sua identità dall’interazione di fattori biologici e di fattori ambientali:

  • tra i fattori biologici sono da considerare decisivi per lo sviluppo dell’individuo due dimensioni caratteristiche dell’essere dell’uomo, il pensiero e il linguaggio;
  • i fattori ambientali (la cultura d’appartenenza, le relazioni con gli altri, il clima), si accompagnano ai fattori biologici nella determinazione dell’identità dell’uomo.

Attività mentale e sviluppo del linguaggio

Dal mondo della natura (animalità) l’uomo è entrato a far parte del mondo della cultura (umanità) mediante lo sviluppo dell’attività mentale e dell’attività linguistica. L’attività mentale è determinata dai processi cognitivi, dai processi linguistici e dai processi relazionali, che insieme circoscrivono l’ambito della “coscienza nascente” e il perimetro dell’attività di ciascun individuo umano. Processi cognitivi, processi linguistici e processi relazionali sono determinati, a loro volta, dall’attività mentale, che diventa il vero centro propulsore di tutto l’organismo umano.

L’interazione tra fattori biologici e fattori ambientali è di decisiva importanza: non si dà alcuno sviluppo significativo nell’uomo in questa direzione senza che ci sia una qualche forma di interazione tra loro.

La simbolizzazione dell’esperienza e la comunicazione, che ne è seguita, rimanda ad un’attività di tipo mentale, che recupera l’”oggetto”, ridiventato “oggetto linguistico”, sotto forma linguistica. Per questo, l’apprendimento del linguaggio rappresenta la condizione più importante per lo sviluppo mentale.

Comunità linguistica e processi cognitivi

L’uomo, fin dai suoi primissimi anni, vive in un ambiente culturale, in primo luogo linguistico, determinato dalla comunità linguistica d’appartenenza, creato dall’uomo stesso e adattato di volta in volta secondo le sue necessità, tanto da essere egli stesso completamente diverso rispetto a qualsiasi altro animale conosciuto. L’intervento dell’uomo su di esso è intenzionale e nulla è lasciato al caso. Come è stato rilevato, «L’uomo è in effetti un animale sociale, anche se meno perfetto e compiuto dei membri di altre specie, come ad esempio gli insetti sociali, ma il punto fondamentale è che l’uomo deve essere assolutamente sociale per essere uomo. [...]. Alla nascita nessuno di noi è un figlio del suo tempo[...]. A tre anni è certamente un essere umano a pieno titolo e a cinque-sei è generalmente un figlio del suo tempo, anche se ha ancora tante cose da imparare. Che cosa è successo in questo periodo?» (E. Boncinelli, Necessità e contingenza della natura umana, in “Micromega. Almanacco di Filosofia”, 4/2005, p. 20-21 passim). Negli individui la nascita e lo sviluppo della conoscenza di sé e del mondo esterno mediante il linguaggio avvengono secondo certe modalità di tipo biologico, culturale e apprenditivo, che nell’insieme danno vita ad un processo, propriamente detto processo cognitivo. Il processo cognitivo non si riferisce solo agli aspetti semplicemente cognitivi dell’apprendimento, perché comprende tutti gli altri aspetti che insieme determinano l’identità dell’uomo, dagli aspetti emotivi a quelli relazionali.

Imparare ad apprendere

Fin dalla nascita dell’individuo, l’interazione con gli altri e la comunicazione verbale e non verbale hanno modificato il cervello del bambino, fino a fargli raggiungere certi standard di prestazioni comportamentali specifiche e rendendolo, perciò, capace di svolgere una serie di funzioni tipicamente umane. La fissazione di certi comportamenti e l’accrescimento di funzioni non si arresta all’età infantile, ma prosegue nel corso della vita adulta a contatto con esperienze significative diverse, nelle relazioni con gli altri e nell’interazione con il proprio ambiente e collegando insieme passato e presente in proiezione futura. Lo sviluppo del cervello si evolve di continuo e non si arresta mai. Piuttosto favorisce, a sua volta, la nascita e il consolidamento dei processi cognitivi e dei processi linguistici. Sono processi, che avvengono nel corso della vita di ciascuno, attraverso cui l’individuo prende coscienza del mondo esterno e del mondo interno, dà un nome alle cose, chiamandole, per questo, all’esistenza, distingue e ordina le cose, stabilisce relazioni e confronti tra le cose, soprattutto crea il mondo, oggetto della sua esperienza. Nel fare queste operazioni mentali e altre ancora l’individuo costruisce la sua personalità nel continuo riferimento al contesto culturale di appartenenza. Nell’individuo il processo cognitivo si esprime, soprattutto, come sviluppo delle capacità di pensare, delle capacità di parlare e delle capacità di relazionarsi. Da questo punto di vista, imparare richiede il mettere in gioco due operazioni mentali: l’assimilazione, ovvero fare proprie alcune informazioni, e l’accomodamento, ovvero organizzare tali informazioni in schemi mentali.

L’essere plurale

Apprendere è raccogliere informazioni e organizzarle in schemi mentali.

Apprendere significa, soprattutto, entrare in un processo di riconoscimento dell’altro.

La costruzione dell’identità di ciascuno è il risultato dei processi cognitivi e dei processi linguistici, che si generano negli individui quando avviene tra loro quel riconoscimento, che costituisce l’inizio della loro umanità.

Il riconoscimento porta a vedere l’altro come sé.

L’essere plurale è l’esito di un riconoscimento, che non annulla le differenze, ma le assume come risorsa.

Processi cognitivi e Identità personale

Il triangolo della semiosi umana. Fonte: Wikimedia

Il triangolo della semiosi umana. Fonte: Wikimedia


Nella prossima lezione

Lezione 15: Mente e intelligenza artificiale

  • Il dibattito sull’intelligenza artificiale
  • L’intelligenza artificiale: un punto di arrivo
  • L’essere dell’uomo e l’intelligenza artificiale
  • Mente, coscienza e intelligenza artificiale
  • La mente come principio di unità dell’essere dell’uomo
  • Può una macchina pensare?
  • Obiettivi dell’intelligenza artificiale

I materiali di supporto della lezione

J. Piaget, Il linguaggio e il pensiero del fanciullo, Firenze, Giunti-Barbera, 1962

L. S. Vygotskij, A. R. Lurija, A.N. Leontjev, Psicologia e pedagogia, Roma, Editori Riuniti, Roma 1974

L. S. Vygotskij, Pensiero e Linguaggio, Firenze, Giunti-Barbera, 1962

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