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Nicola Russo » 27.Il Timeo di Platone IV


La tensione tra eikos logos e doxa

Intelletto umano e intelletto divino

  • Il concetto di pistis ha, sul piano del logos, la stessa posizione intermedia che il demiurgo ha sul piano dell’essere: questi media tra l’essere sempre e l’essere mai, la pistis tra aletheia e doxa.
  • Vi è però una differenza, che è poi la differenza tra umano e divino: con pistis, infatti, non si dice la rappresentazione delle idee in quanto paradeigmata nel nous del demiurgo, ma piuttosto la nostra conoscenza umana del modellato: in tal senso, pistis rimane nella dimensione della doxa, così come il kosmos, generato, rimane in quella dell’essere mai.

Il cosmo come totalità di ciò che è generato

Cosa distingue tutta la genesis da ogni singolo gignomenon?

  • Si torna così alla questione fondamentale di tutta la prima filosofia: quella circa la natura come arché di ogni cosa, questione che si era articolata all’inizio come domanda sullo Hen-Panta.
  • A differenza del singolo, la totalità di ogni gignomenon non può mutare in direzione di qualcosa che le è omogeneo, poiché non vi è nulla di omogeneo al tutto oltre il tutto stesso: il kosmos rimane dunque nell’unità con se stesso, eppure mai nell’identità che è propria all’ousia.

La cosmologia platonica alla luce dell’ipotesi ontologica

Il proton pseudos:

  • La filosofia, nella sua movenza originaria come messa in logos del tutto, tradisce l’unità dello hen-panta, rendendo ragione del tutto a partire da qualcosa che è fuori dal tutto.
  • La consapevolezza platonica dello ouden akribes legomen dell’ontologia: intorno all’essere e al non essere “diciamo senza nessuna esattezza”.

Alcune conclusioni

La filosofia tra pathos della verità e logos

  • La differenza indicibile tra cosa ed ente, che la metafisica ha cercato costantemente di risolvere tramite un qualche principio di mediazione.
  • In funzione dell’equazione essere – verità, ogni soluzione metafisica ha stabilito la preminenza dell’ente sulla cosa (nella discussione platonica sulla chora la cosa è ridotta da touto a toiouton).
  • La traduzione medievale nei termini del rapporto tra essenza ed esistenza consegna alla filosofia moderna lo stesso problema, che essa tratterà in chiave soggettivistica (l’io e il non-io).
Derrida

Derrida


I materiali di supporto della lezione

Platone, Timeo, Milano, BUR, 2003, pp. 184 ss.; pp. 212 ss.; pp. 260 ss

Lezione 27 - Nicola Russo - Filosofia teoretica

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