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Antonietta Iacono » 7.Lettura e commento della Laudatio urbis Neapolis I


Il testimone manoscritto: Vind. Lat. 3413

Il testo della Laudatio urbis Neapolis è quello del codice autografo che contiene il De bello Neapolitano, il Vind. Lat. 3413, cc. 136r-145v, opportunamente collazionato con quello esibito dalla edizione dell’opera curata da Pietro Summonte ed edita a Napoli nel 1509. Come ha dimostrato negli ultimi decenni la ricerca filologica ed ecdotica condotta sulle opere pontaniane, il Summonte non fu sempre editore fedele, nonostante le reiterate dichiarazioni di assoluta fedeltà agli autografi lasciati dal Pontano: la collazione del manoscritto autografo e dell’editio princeps permette di rilevare ancora le manomissioni dell’editore postumo, che relativamente a questa sezione del sesto libro del De bello Neapolitano, appaiono soprattutto di natura lessicale ed ortografica.

Contenuto e struttura

L’umanista nelle prime battute della digressione afferma di essere stato indotto a trattare un tema apparentemente marginale ed extravagante rispetto al contenuto dell’opera storica dall’antichità di Napoli, dall’oblio della sua storia più antica e dal desiderio di conoscerla.
L’appendice è strutturata in due parti:

  1. Storia delle genti che abitarono e dominarono l’Italia prima della conquista dei Romani;
  2. Storia di Napoli.

Testo

Fonti

Le fonti classiche predilette dall’umanista sono Strabone e Dionigi di Alicarnasso; accanto ad una serie di fonti varie, quali Livio; il commento serviano all’Eneide di Virgilio; le Etymologiae di Isidoro; La Naturalis Historia di Plinio il Vecchio.

Gli Umbri

Gli Umbri sono presentati dall’umanista come un popolo assai bellicoso che occupava l’area che va dall’alta e media valle del Tevere fino alla costa dell’Adriatico, in un territorio oggi identificabile con l’attuale Romagna.

Fonti:
Strab. V 1, 10,
Plin. N. H. II 205 s., III 112;
Solin. 34, 12-13
Isid. Etym. IX 2, 87

Testo

Liburni, Siculi e Aborigeni

A competere con gli Umbri per il possesso delle zone della costa adriatica furono i Liburni; ma cacciati questi, gli Umbri definirono un loro territorio cui diedero il nome di Umbria.
I territori limitrofi a quelli dei Liburni furono occupati da Siculi e Aborigeni.

Fonti
Plin. N. H. III 112
Sugli aborigeni come gens indigena: Dion. Hal. Ant. I 9, II 1,  Plin. N. H. IV 120.
Come provenienti dall’Arcadia: Verg. Aen.  VII 795 e XI 317

Per la successione Enotro / Peucezio / Italo
Fonti:
Plin. N. H. III 99; Serv. ad Verg. Aen. I 533 Isid. Etym.IX 2; XIV 5, 18.

Testo

Morgeti e Siculi

Fonti:
Diod. Hal. Ant. I 18-20
Strab. VI 1, 6

Latini
Fonti:
Verg. Aen. VII-XII

Pelasgi
Fonti:
Per la provenienza dalla Tessaglia: Strab. V 4; Plin. N. H. IV 28
Per l’occupazione della Trinacria: Thuc. VI 2, 2

Per le lotte tra Aborigeni e Siculi: Dion. Hal. Ant.  I 20.

Testo

Gli Etruschi e la loro potenza

Fonti
Per la collocazione geografica:
Strab. V 1, 10;
Per la doppia denominazione: Strab. V 2, 2

I Liguri e l’impresa contro Ercole
Fonti:
Strab. IV 1, 7; Dion. Hal. I 42, 1; Serv. ad Verg. Aen. XI 715.

Testo

Ausoni, Opici, Osci

Fonti:
Plin. N. H. III 56; Strab. V 3, 6; Serv. ad Verg. Aen. III 171; Dion. Hal. Ant.  I 11-24; 12, 1.

Opici e Ausoni sono per l’umanista popolazioni indigene al pari dei Rutuli e dei Volsci. Qui l’umanista sembra stabilire una connessione tra Opici e Ausoni: Strab. V 4, 3.

La precisazione che fa degli Osci genti che abitavano sulle rive del Po, i quali, scacciati dalle loro sedi, a loro volta causarono lo spostamento degli Opici, permette di dedurre che per l’umanista Osci e Opici sono due diverse popolazioni.
La questione della identità tra Opici/Osci (l’oggetto di un ampio dibattito tra gli storici che si sono occupati dei popoli italici) non era ignota al Pontano che la affronta in termini critici anche nel suo de aspiratione (I. I. PONTANI De aspiratione, Brixiae 1497, cc. D5/v-6/r).

Testo

Fondazione di Cuma

Fonti:
Strab. V 4, 4; Liv. VIII 22

Sanniti
Fonti
Plinio N.H. III; Strab. V 4, 12

Campani
Fonti:
Plin. N.H. III 71

Lucani
Fonti:
Strab. VI 1, 4

Testo

I materiali di supporto della lezione

L. Monti Sabia, Pietro Summonte e l'editio princeps delle opere del Pontano, in Atti del IX Congresso di Studi Umbri, Perugia 1974, pp. 451-73

L. Monti Sabia, La mano del Summonte nelle edizioni postume di Giovanni Pontano, «Atti dell'Accademia Pontaniana», n. s. XXIV, Napoli 1980, pp. 191-204

L. Monti Sabia, Manipolazioni onomastiche del Summonte in testi pontaniani, in Rinascimento meridionale e altri studi in onore di Mario Santoro, a cura di M.C. Cafisse, F. D'Episcopo, V. Dolla, T. Fiorino, L. Miele, Napoli 1987, pp. 293-320.

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