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Antonietta Iacono » 13.La trasfigurazione in senso partenopeo di Virgilio


Virgilio nella poesia del Pontano

Nell’ambito di tutta la sua produzione il Pontano cita Virgilio come suo modello e come vates e pater della sua poesia: in particolare nel dialogo intitolato Actius egli dedica una lunga e appassionata analisi all’esametro virgiliano, mostrandone la straordinaria bellezza ed indicandolo come modello di una tecnica versificatoria di straordinaria musicalità.

La presenza di Virgilio nel poema Urania

Urania

In due diversi luoghi dell’Urania (I 507 ss; IV 1 ss.) il Pontano invoca Virgilio come vate ispiratore della sua poesia, e mette in scena un rito propiziatorio in cui rivolge una preghiera particolare al poeta antico per ottenerne l’aiuto e l’ispirazione necessaria ad affrontare una poesia irta di difficoltà.

Testo

L’invocazione a Virgilio in Urania IV 1 ss

Nelle battute d’esordio del IV libro dell’Urania il poeta invoca di nuovo Virgilio, non solo come vate ispiratore, ma come heros, un termine che gli conferisce una dimensione mitica. In questi versi l’umanista rappresenta il poeta antico come un’ombra che si aggira in un bosco di lauri, a cui egli rivolge un’accorata richiesta di aiuto e di sostegno nella composizione di un poema di grande impegno, come  appunto fu l’Urania. Alla preghiera si accompagna un prodigio: si ode un lieve tintinnio di lira e un sottile profumo si sprigiona dalla tomba del poeta antico.

Testo

Il mito della nascita di Virgilio in Urania II 1286 ss

Il Pontano narra in Urania II 1286 ss. che Virgilio, figlio del fiume Mincio e della ninfa Andide, viene rapito dalle Nereidi, affascinate dalla sua bellezza, e da queste affidato alla ninfa Parthenope, che lo porta a nuoto fino a Napoli, dove gli insegna l’arte del canto , e finisce con innamorarsene.

Testo

Il mito della nscita di Virgilio in Eridanus I 14

In questa elegia del tardo canzoniere intitolato Eridanus il poeta narra una versione significativamente variata del mito virgiliano: Virgilio, figlio del fiume Mincio e della ninfa Pasyale (e non Andide), a Napoli dalle Muse riceve la sua educazione poetica. Al mito l’umanista fa seguire il catalogo delle opere virgiliane, indicando le Bucoliche e l’Eneide come opere composte dall’antico poeta senz’altro a Napoli.

Testo

Significato della trasfigurazione “napoletana” di Virgilio

La Napoletanizzazione di Virgilio operata attraverso il mito (narrato con significative modifiche in Urania IV 1 ss; e Eridanus I 14) risponde, da un lato, al gusto tipicamente pontaniano di creare ex novo miti anche a carattere simbolico, dall’alatro, risulta essere un omaggio a Napoli, che viene citata in entrambi i casi come il luogo dove avviene il tirocinio poetico di Virgilio e dove il poeta antico compone una porzione importante della sua produzione poetica.

I materiali di supporto della lezione

L. Monti Sabia, Trasfigurazione di Virgilio nella poesia del Pontano, in “Atti del Convegno Virgiliano di Brindisi nel Bimillenario della morte (15-18 ottobre 1981)”, pp. 47-63.

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