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Valeria Viparelli » 15.I composti e i giustapposti


Vari tipi di composti

I composti sintetici

Come avviene per l’italiano ‘buongustaio’ da ‘buongusto’, molto spesso i composti propriamente detti hanno in latino come secondo membro non un tema semplice ma un derivato con suffisso.

Questi composti sono detti sintetici perché la loro formazione consiste in un processo morfologico che coinvolge derivazione e composizione.

Vari tipi di composti

Struttura dei composti sintetici

La loro struttura è così rappresentabile:

[ [ y ]N + [ [ x ]V + Suf ]N ]N

L’esempio del composto agricola, il cui secondo membro è un derivato dal verbo colĕre, chiarisce la formazione dei composti ’sintetici’:

[ [ agro ]N + [ [ cole ]V + a ]N ]N

Per effetto della prima regola il derivato [cole + a]N si trasforma in [cola]N.

Per effetto della seconda regola da [agro + cola]N si arriva al tema del composto [agricola]N.

Vari tipi di composti

Classificazione tipologica dei composti

Poiché il tipo di composto più diffuso in latino è formato da un nome come primo membro e da un derivato verbale come secondo, la tipologia dei composti latini si può costruire intorno a quattro grandi gruppi definiti, oltre che dalle categorie del primo e del secondo membro, anche dal suffisso derivativo.

Vari tipi di composti

Primo gruppo: Nomi d’agente

Il primo gruppo è formato da un nome come primo membro e da un derivato verbale formato con un suffisso con valore agentivo, tra cui, per es.:

il suffisso -a- in caelicola

[ [caelo]N + [ [cole]V + a ]N ]N ;

il suffisso aggettivale -o- / -a- in doctiloquus

[ [docto]N + [ [loque]V + o ]A ]A .

Vari tipi di composti

Primo gruppo: Nomi d’agente

Il significato di questi composti è quello di un nome d’agente (agricola ‘coltivatore di campi’; caelicola ‘abitatore del cielo’); al secondo membro si aggiunge in funzione di complemento il primo (agricola = qui colit agrum).

Il primo membro può essere anche un tema aggettivale (doctiloquus = qui loquitur docte).

Vari tipi di composti

Secondo gruppo: Nomi con il significato di un astratto verbale o nominale

Al secondo gruppo appartengono i composti in cui il derivato è formato con il suffisso -io- che forma gli astratti verbali. Sono:

A) nomi d’azione, formati con il secondo membro verbale (per es., armilustrium, la cui struttura è [ [armo]N + [ [lustra]V + io]N ]N )

B) astratti nominali, formati con il secondo membro nominale. Per es. aequi-noct-ium ‘notte eguale al giorno’, la cui struttura è così rappresentabile:

[ [aequo]A+ [ [nocti]N + io]N ]N .

Vari tipi di composti

Secondo gruppo: Nomi con il significato di un astratto verbale o nominale

Il valore dei composti in cui il derivato è formato con il suffisso astratto -io- è quello del secondo membro, a cui si subordina il significato del primo: per es. il significato di nau-frag-ium è ‘rottura della nave’, di armilustrium ‘purificazione delle armi’.

Vari tipi di composti

Terzo gruppo: composti ‘possessivi’

Appartengono a questo gruppo i composti in cui il secondo membro, di origine nominale, è trasformato in aggettivo.

I due membri costituiscono l’oggetto del possesso che caratterizza un soggetto estraneo al composto. Ad es. albi-capillus ‘che possiede i capelli bianchi’.

La sua struttura è:

[ [albo]A + [ [capillo]N ]A ]A.

Il secondo membro di albicapillus è un derivato e perciò la sua struttura è più complessa: il membro di origine nominale (capillo) è stato trasformato in aggettivo per mezzo di un suffisso non visibile responsabile del cambio di categoria lessicale.

Vari tipi di composti

Quarto gruppo: composti determinativi

Appartengono a questo gruppo i composti tra i cui membri esiste un rapporto di determinazione del secondo nei confronti del primo. Sono formati da due temi, nominali o aggettivali, e non prevedono la presenza di suffissi:

capri-ficus ‘fico selvatico’,

la sua struttura è [ [capra]N + [ [fico]N ]N

multi-cupidus ‘desideroso di molto’,

la sua struttura è [ [multo]A + [ [cupido]A ]A

Vari tipi di composti

Generalizzazioni

L’esame della struttura e della tipologia dei composti ci permette di concludere che:

- la categoria lessicale del composto è sempre uguale a quella del suo secondo membro

(per es. [[y]N/A + [[x]V + Suf ]N/A ]N/A ; [[y]A + [[x]N + Suf ]N ]N )

- il secondo membro è preponderante anche nel valore semantico del composto (che è quasi sempre “A è specificato da B”)

- dal punto di vista sintattico e semantico, la parte dominante di una parola complessa -composta o derivata- è sempre quella finale. Il primo elemento è di solito uno specificatore del secondo elemento.

Vari tipi di giustapposti

Primo tipo di giustapposti

Uno dei tipi più comuni di giustapposto in latino è quello in cui tra i due membri sussiste un rapporto di determinazione: è costituito da un nome unito ad un aggettivo determinativo o da un nome unito ad un altro nome in un caso fisso, che di solito è il genitivo:

res # publica; pater # familias.

Vari tipi di giustapposti

Secondo tipo di giustapposti

Il secondo tipo è quello in cui il primo membro è un avverbio di modo e il secondo è il participio passato di un verbo:

bene # dictum; bene # factum.

Vari tipi di giustapposti

Altri tipi di giustapposti

Esistono altri tipi piuttosto eterogenei, come verisimilis ‘verosimile’ o domumitio ‘ritorno a casa’.

Il primo membro dei giustapposti è comunque selezionato dalle esigenze sintattiche del secondo membro: per es. in verisimilis il genitivo veri è richiesto dall’aggettivo e in domumitio l’accusativo domum, che esprime il moto verso un luogo, è richiesto dal verbo.

Fenomeni diacronici

Fenomeni diacronici: dal sintagma al giustapposto

La relazione tra le due parole all’interno del giustapposto è perciò la stessa che si avrebbe nel contesto di una frase.

Col tempo alcuni sintagmi si sono trasformati in unità lessicali. Il passaggio da sintagma a giustapposto è un fenomeno diacronico che agisce nella lingua anche nella formazione dei numerali (undeviginti, duodeviginti), di alcune locuzioni avverbiali (forsitan), di alcune interiezioni (mehercules, mediusfidius).

Fenomeni diacronici

Fenomeni diacronici: dal giustapposto al composto

I confini di parola all’interno dei giustapposti tendono a diventare, già nel latino classico, confini di morfema: magno opere e multis modis si alternano a magnopere e multimodis.

Col passare del tempo i giustapposti tendono a diventare composti veri e propri e abbiamo testimonianze scritte (Appendix Probi GLK IV 197, 26) dell’evoluzione da aquae#ductus ad aquiductus e da terrae#motus a terrimotium, cioè alle forme del composto con la vocale tematica ridotta in -i-.

In italiano e nelle lingue romanze i giustapposti si sono trasformati in composti pienamente lessicalizzati (acquedotto, repubblica, manufatto).

“Parola” e “morfema”

Fenomeni diacronici

Fenomeni diacronici: dal giustapposto al composto

La trasformazione del giustapposto in composto è favorita dal suffisso derivazionale: come in italiano da ‘doppio gioco’ si forma ‘doppiogiochista’, così in latino da usus fructus si arriva a usufructuarius.

Composti e giustapposti convivono all’interno dello stesso sistema e i primi vengono alimentati dai secondi. In latino la composizione nominale è un fenomeno meno produttivo di quanto lo fosse nel greco antico a di quanto lo sia oggi in inglese e tedesco: in una lingua come il latino che tende ad usare poco i composti, la presenza nella struttura dei composti del suffisso derivazionale ne favorisce l’uso.

I materiali di supporto della lezione

R. Oniga, I composti nominali latini. Una morfologia generativa, Pàtron Editore, Bologna 1988

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